Per un grazie!

.

.

.Pezzi di cuore che rotolano dentro

.Grazie  per il Vostro affetto al Post precedente

.

.

Un grazie per tutti,
per gli amici e nemici
e per quelli che,
nel respiro e nel tempo,
si riconoscono come gocce
entro un vasto mare,
come una rosa,
dimenticata,
sulla sedia del tempo.
 Un grazie spontaneo e commosso.
Vi ho, proprio, sentito dentro.

.

.

.

Inserito in altre storie, Altre storie dimenticate, antichi sogni, arrivederci, considerazioni, desperados, Emozioni, I misteri dolorosi, Il dolore, il mistero, Il Mondo accanto, Incubi, l'antica dama, l'inesorabilità, le ricorrenze, Le voci del silenzio, Maria Gabriella, memorie, Memorie ancestrali, Poesia, ricordi, Suggerito Piano, Tristi anniversari, Umanamente uomo, Voci lontane | Etichette , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 27 commenti

Maria Gabriella

IN Memory
.
.
.
La prima stella,
una luce lontana
dentro la Galassia.
Oltre il mio mondo,
senza sapore o colore,
vuoto delle ultime
pieghe di un sorriso,
perduto per sempre.
.
Non ti ho mai dimenticata, Maria Gabriella.
Come vorrei poterti abbracciare ancora una volta  …
.
.
Inserito in Alla fine della Fiera, altre storie, Altre storie dimenticate, arrivederci, attualità, considerazioni, desperados, Emozioni, I misteri dolorosi, Il dolore, il mistero, Il Mondo accanto, Incubi, l'inesorabilità, le ricorrenze, Le voci del silenzio, Maria Gabriella, memorie, Memorie ancestrali, Poesia, ricordi, Senza pietà, Suggerito Piano, Tristi anniversari, Voci lontane | Etichette , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 63 commenti

Eppure …

.

.

,

Nel buio
catturo riflessi d’esistenza
fermo immagini
nell’incessante divenire
e leggo la vita
sempre nello stesso libro,
in pagine mai uguali …
La biografia dell’anima mia
è qui in questa poesia:
Eppure ho vissuto
anche di niente
in un tutto
che non mi appartiene
e ho percorso strade
senza ritorno.
Ho perso treni
che non fanno mai fermate.
Ne ho persi altri
che non ho più ritrovato.
Eppure ho vissuto
in silenzio
senza far rumore
con l’anima fra i denti
e un singhiozzo in tasca.
Eppure ho vissuto.
Ho chiuso i pugni
e ho sorriso.
Davanti al boia
ho tenuto
gli occhi aperti
senza paura.
Eppure ho vissuto
e ho amato
e odiato.
Eppure ho vissuto
nel buio più profondo
camminando a tentoni.
Eppure ho vissuto
nella follia
e nella ragione.
Ho spalancato porte
che nascondevano
dolore e morte.
Ho aperto finestre
su mondi inimmaginabili
e mi sono immerso
nella frammentazione
dell’essere.
Eppure ho vissuto
e ho provato pietà
per assassini e ladri
e derelitti.
Ho accarezzato esseri,
che, di umano,
avevano solo il nome.
Ho conosciuto
l’odore immondo
dell’abbandono.
Ho abbracciato
pluriomicidi
e li ho amati.
Eppure ho vissuto
fino in fondo
quando il non esistere
era la mia essenza.
Il dolore è di tutti,
la gioia è di pochi.
Eppure c’é
chi mi odia,
nel quotidiano dell’inedia!
Cordialità

.

Inserito in Agnosticismo razionalista, altre storie, Altre storie dimenticate, antichi sogni, arrivederci, centofinestre, considerazioni, desperados, discorsi sulla fede, Emozioni, Gli indignati, I misteri dolorosi, Il dolore, il mistero, Il Mondo accanto, Incubi, l'inesorabilità, Le voci del silenzio, memorie, Memorie ancestrali, Senza pietà, Suggerito Piano, Suicidi, Umanamente uomo, Voci lontane | Etichette , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 31 commenti

Alla fine della fiera …

.

.

Il bocconiano Rag. Monti.

.

Tirando le somme, alla fine, le cose sono andate proprio come si diceva! Si è raggiunto il “buon compromesso”. Abbiamo la riforma del mercato del lavoro che il bocconiano Rag. Monti – totalmente sprovvisto di comune senso del pudore – la definisce di portata “storica”. Così, sono tutti contenti, ad iniziare da:
1) Il Rag.Monti, che è andato in giro per il sud-est asiatico, a vendere la pelle dell’orso già agonizzante, ancora prima d’avergli inferto il caritatevole colpo di grazia.
2) Mr.Bersani, che ha ottenuto la sua “manutenzione” riuscendo a tenere insieme il PD e la Cgil.
3) Il PDL che deve pure avere (quasi sicuramente) ottenuto qualcosa nel merito e forse qualcosa anche a “compendio”.
Nel merito, perché la storica riforma è, in gran parte, l’ennesima e sonora presa in giro! A “compendio” perché vige il legittimo sospetto che qualcosa si sia dovuto concedere all’On. Alfano (quale segretario politico del Partito in questione, ovviamente) affinché non ruggisse contro la manutenzione “snaturante” della riforma avanzata da Bersani. Forse si tratta dell’accordo, vitale, sulla legge elettorale che, liberando il PD dalla fatica delle alleanze elettorali, avrà come effetto collaterale, l’apertura di un’autostrada per proseguire, sotto mentite spoglie, l’esperienza del “governo tecnico”?
Per quello che ci riguarda, leggiamo, molto rapidamente il testo “governativo“. Lasciamo ad altri meno “stanchi” e più ferrati in materia la disamina sui singoli articoli.
E’ da rilevare che, per quanto riguarda la cosiddetta flessibilità in entrata, è accaduto ben poco di quello (e sembrano passati cento anni) che la Ministra Fornero (Sono Elsa e risolvo problemi) annunciava, con competente cipiglio, a noi profani e ignoranti, che ci sarebbe stato un unico (poi corretto a: tendenzialmente unico) contratto d’ingresso e un moderno e universale sistema di ammortizzatori sociali.
Sembrano tante, ma tante, sciocchezzuole da Bar Sport.
Quanto all’apprendistato tanto decantato, abbiamo la quota del 30% di assunti a tempo indeterminato laddove, per continuare a farvi ricorso, non sembra una gran cosa come sbarramento al precariato. Per il resto, le categorie imprenditoriali protestano per il minimo aumento contributivo a valere sui lavoretti precari, ma sanno benissimo che il modesto maltolto può essere agevolmente scaricato sui lavoratori, giovani o vecchi che siano.
Sulla flessibilità in uscita è da riservarsi un’analisi più approfondita. Almeno per quello che mi riguarda, che poco ne capisco e che tuttavia mi ostino, spudoratamente, a scriverne e discuterne con quel malvagio preconcetto che mi soffoca nei confronti della “classe tecnica“, tanto competente quanto sbadata. Almeno a valere sugli “esodati”.
Tuttavia, ad occhio e croce, nonostante la “manutenzione” ottenuta, l’art 18 mi sembra aver ricevuto un brusco ridimensionamento grazie a quella paroletta: “insussistenza”, vergata dal bocconiano Rag. Monti. La stessa rapida dinamica, che viene descritta nel testo governativo, lascia pochi spazi ad un utilizzo antidiscriminatorio della nuova norma. Il reintegro, che pure riappare sulla carta, sembra presto destinato a scomparire, del tutto, nella realtà dei fatti. Alla fine della fiera, tra flessibilità in entrata e flessibilità in uscita, la riforma storica, spacciata per flexsecurity (modello danese o tedesco o tutto quello che vi pare) si caratterizza per il mantenimento di un elevato grado di insicurezza e precarietà, tanto che, quando saremo nel 2017 nessuno andrà a chiederne conto al duo Monti-Fornero.
Sia come sia , “Cresci Italia“, dice la propaganda ragionieristica montiana. Che bella cosa!
Ma dove?
Ma come?
Ma quando?
La disoccupazione è tornata ai livelli record dell’inizio degli anni ’90, mentre il record si è raggiunto anche nell’ammontare del debito pubblico; i prezzi salgono e i consumi calano in modo allarmante; il PIL è previsto in calo dell’1,5% secondo i tecnici, mentre andrà molto grassa se riuscirà a diminuire “soltanto” del 2,5%. (Per verificare questa infausta previsione basterà attendere la fine del 2012). Intanto, il Signor Spread impazza di nuovo. Frega un bel niente, a Lui (lo spread), della riforma storica. Anche perché non c’è mai stato nessuno, seppur fuggevole, rapporto tra Lui e il lavoro.
Mi chiedo: ma cosa c’entra l’Industria della Finanza con la creazione di Valore attraverso il lavoro umano? Nulla, appunto.
Oppure ancora meglio: meno lavoro si crea, più s’indebolisce l’economia. Per cui ciò che un tempo si soleva definire come “base produttiva”, regala maggiori vantaggi ai finanzcapitalisti che, anche dopo il 2008, nella deregolazione totale continuano, indisturbati e impuniti, a scommettere sui principali fattori di crisi e non certo sulla crescita.
Comunque sia, abbiamo avuto il “Salva Italia” e adesso ci danno il “Cresci Italia”. Rimane da capire che cosa bolle in pentola al fine di occupare il tempo, che rimane, fino alla fine della legislatura. Spero non si tratti di “Un’asta per l’Italia: vendiamo, in stock, al migliore offerente”!
Provo, soltanto, una gran pena per un uomo, uno stimato economista che ha bruciato la sua unica risorsa: Quella di stare zitto!
Cordialità

.

Ringraziammo la Presidenza del Consiglio dei Ministri che, anche questa sera, ci ha onorato della sua presenza fattiva, leggendo e soffermandosi su tutti i commenti. Il nostro unico e umile commento è che c’é ben altro da fare che leggere un Blog: rimboccarsi le maniche ed ascoltare le urla disperate di chi non ce la fa più? Crediamo sia più confacente.
Per la Cronaca: la citata connessione, sul nostro Blog (è tutto legale e permesso, che si sappia) durò per ben 48 minuti!
Grazie anche per questo nostro e “comune” messaggio che rimarrà inascoltato, come sempre! Cordialità.

.

AGGIORNAMENTO

(ore 21.10 del 25/04/2012)

Cos’altro aggiungere, Ladies e Gentlemen, se non sentirci onorati da cotante visite? Quest’ultima, parcheggiatasi in sosta con le quattro frecce regolamentari, presso il nostro Blog, fraternizzò sui nostri commenti (comprensivi dei Vostri) per circa 43 min.
Ribadimmo il concetto su espresso e più giù riportato (ultimo nostro intervento delle ore 20.55 del 25/04/2012): Qui, egregio Sig. Ministro, c’é poco da leggere. Con profonda umiltà mi permetto suggerirLe di leggersi i registri di “Equitalia”, gli emendamenti al Dpfef, le statistiche sui suicidi e, presso le tante mense volontarie della Caritas, elargire la Sua benevola attenzione sullo strano fenomeno del triplicarsi delle “utenze affamate” nel volgere di quattro mesi. Non le si addice “la voce grossa”. Nella Sua qualità di Titolare del  ”primo” Dicastero della Repubblica, noi da umile cittadino italiano, le suggeriamo di darsi da fare più come Ministro, che come “poliziotto”.
La ringraziammo per l’attenzione accordataci.
Cordialità
Inserito in Alla fine della Fiera, altre storie, Altre storie dimenticate, antichi sogni, arrivederci, attualità, considerazioni, Crisi mondiale, desperados, Emozioni, Euro, Europa, Gli indignati, Gnam gnam, I misteri dolorosi, Il dolore, Incubi, La politica, last news, le ricorrenze, memorie, ricordi, Senza pietà, Suicidi, Tristi anniversari, Umanamente uomo, Voci lontane | Etichette , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 42 commenti

Il diciottesimo apostolo

.

.

SVENDO ITALIA

.
Fermo restando lo scenario europeo, avvalorato dagli andamenti di borsa e spread degli ultimi giorni, in Italia prosegue una rappresentazione a tratti surreale e tuttavia densa di implicazioni sul piano politico, sociale (come si diceva un tempo) culturale.
Ci sarà modo in seguito di esaminare, nei “grossi” dettagli, la sbandierata riforma del mercato del lavoro. Per il momento tutta l’attenzione è rivolta alla flessibilità in uscita. Rendere ancora più facili i licenziamenti tramite l’abrogazione sostanziale dell’Art.18. In realtà, come ognuno sa, in Italia per licenziare non c’è alcun bisogno di rimuovere quell’ostacolo.
Da qui il tratto fantascientifico del confronto in atto.
Ma, per contro, i simboli che contano, possono influenzare un intero corso politico.
Se così non fosse non si capisce perché si è voluto strappare a viva forza il già rado scalpo dei pensionati quando non si è in grado di offrire un lavoro appena dopo i cinquant’anni.
La solita frittata.
Si è continuato a cercare di introdurre una concorrenza al ribasso tra giovani e anziani in perfetta continuità con il “Sacconi” pensiero, con il chiaro obiettivo di fregare entrambi: i giovani e i vecchi.
Inutile nascondersi dietro giri di parole: anche stavolta il governo del bocconiano Rag. Monti si caratterizza, tecnicamente, per la sua impronta sobriamente e rigorosamente (da qui il rigor montis) antioperaia, anti sociale, anti liberista.
Non si tratta di cattiveria, ma solo di una politica super ideologizzata in linea con i desiderata , veri o presunti, dei mercati finanziari. Non conta il lavoro, né l’economia reale di cui il governo del bocconiano Rag. Monti ampiamente si disinteressa: contano i giudizi e gli obiettivi di quei pochi grandi gruppi, che dominano la finanza mondiale e che, adesso, tengono in scacco l’Europa intera.
In questo contesto vanno analizzati i comportamenti dei vari attori che mettono in scena il teatrino sull’art 18.
1)Super Mario, anzitutto.
Ha avuto la sua libbra di carne da esibire nel suo importante viaggio “d’affari”, (pubblici naturalmente), in Asia.
Si perché, Lui, l’art. 18 l’ha tolto di mezzo (al momento almeno).
I compiti a casa li ha svolti diligentemente e tempestivamente.
Questo, infatti, è tutto ciò che conta per un “curatore fallimentare“.
Il parlamento? Quello viene dopo.
Del resto in politica si può anche bluffare senza pagare eccessivo pegno. L’importante è l’esibizione di forza!
2) La CGIL.
Susanna Camusso ha cercato verosimilmente, in quest’occasione, di invertire la rotta per raggiungere un compromesso accettabile nel quadro di una ricostituita unità sindacale. Ha fatto il suo mestiere e quando non s’è ottenuto l’obiettivo di una salvaguardia sostanziale di un diritto sancito nello statuto dei lavoratori, non ha esitato a proclamare una mobilitazione generale di lunga durata, anche sulla base di una petizione popolare (un pochino troppo nascosta, magari, negli intenti della CGIL) i cui contenuti sono nettamente alternativi all’ideologia del governo Monti.
Alla fine di questa vicenda la CGIL risulterà, probabilmente, assieme alla Fiom, se non proprio tra i vincitori, non certo tra gli isolati e perdenti preventivati con grande miopia da Bonanni.
Quest’ultimo, non a caso, si è già messo a rincorrere quello che dovrà essere il compromesso parlamentare che smentirà (poco o tanto vedremo) la tattica della CISL.
3)Il PD.
Bersani, verosimilmente, (lo si ricava dall’insistenza sulla cosiddetta manutenzione) contava in un semplice ritocco sulla durata dei contenziosi giudiziari e forse qualche assicurazione in tal senso l’aveva pure avuta. Invece no, gli hanno fatto lo scherzetto dell’abolizione della reintegrazione, in conseguenza di licenziamenti per motivi economici (cioè tutti i licenziamenti).
Così Bersani le prende dal bocconiano Rag. Monti e anche dalla sua base inferocita e infine dalla concorrenza, in diverso modo agguerrita, sul fianco sinistro.
Ovviamente e chiaramente tutto non potrà finire così.
Il bocconiano Rag.Monti, in concreto, può incassare alla fine solo un risultato parziale da far valere, intanto, per il suo tour propagandistico.
La minestrina avvelenata, preparata all’uopo dalla cuoca Fornero (proprio come in Pulp fiction: “Sono Elsa e risolvo problemi!), non può essere gustata dal PD, salvo morirne.
Pertanto è necessaria qualcosa da spacciare, nel bene e nel male, come “un buon compromesso” da parte di ognuna delle parti in causa.
Ritengo possa essere quello che avverrà.
Sarà demandato, poi, al singolo giudicare nel merito.
Certo, Bersani, non può affondare il governo, salvo smentire la scelta (sbagliata) di farlo nascere. Il suicidio non è previsto in politica, eccetto rari casi.
D’altronde il bocconiano Rag. Monti senza il PD , o anche solo con un PD imploso, va a casa e di corsa.
La missione internazionale che si è in parte intestata e che in parte ha ricevuto, deve essere completata in bellezza.
Ciò non può avvenire, a prescindere dai voti parlamentari, senza il PD.
Forse il più è fatto: poco lavoro, mal pagato e peggio trattato; pensioni simboliche solo per chi sopravvive fortunosamente agli acciacchi dell’età; liberalizzazioni burletta e niente riforme che invadano lo sterminato campo d’interesse/i dell’uomo più ricco d’Italia.
Come dicevamo, però, la missione non è terminata. Resta ancora da “impiegare” al meglio il risparmio residuo degli italiani, per placare la fame atavica dei mercati e passare ad un’economia interamente basata sulla finanza.
A tal fine, è cruciale una bella sforbiciata alla spesa pubblica, che andrebbe pure bene, se si traducesse in maggiore produttività. Salvo tener conto che, in tutti questi anni, le entrate fiscali dello Stato sono sempre state inferiori alle uscite, quanto meno in materia di spesa sociale. Sarebbe da scommettere che, proprio qui, nel ventre molle dell’economia sociale, si continuerà a tagliare.
Lo sviluppo?
In primo luogo da questa nuova flessibilità in entrata arriveranno fior d’investitori esteri. (Non credeteci, per piacere, è una bugia ed è, anche, una bugia stupida).
In secondo luogo c’è sempre la (o il) TAV. Tanto, deve bastare per il momento. Specie con il mercato dell’edilizia stagnante e per di più alle prese con l’IMU.
In una fase successiva, chissà, il capitale finanziario s’incaricherà di proporci tante belle idee da realizzare nei più svariati campi in Project Financing.
Tanto per venderci, a prezzi stracciati, gli ultimi gioielli di famiglia.
Questo, però, avverrà più avanti nel tempo.
Così, quando saremo declassati, definitivamente, al rango di paria dell’Europa e stremati da tanto riformismo, potremo consolarci: Saremo pur sempre – se non altro per ragioni demografiche – un gradino (uno solo, però) più in alto nell’umido sottoscala che comprenderà, stabilmente, un bel gruppo di paesi dell’Europa.
Speriamo che il bocconiano Rag. Monti – magari nel frattempo insediato alla Presidenza della Commissione Europea – sia mosso da una umana e cattolica pietas verso quanti si sono giovati delle sue amorevoli cure.
In fondo lo hanno (lo abbiamo) aiutato nel momento del bisogno.
E così sia.
.
.
 
Inserito in altre storie, attualità, centofinestre, considerazioni, Crisi mondiale, desperados, Euro, Europa, Gli indignati, Gnam gnam, I misteri dolorosi, il mistero, Incubi, l'inesorabilità, La politica, Le voci del silenzio, Senza pietà, Suggerito Piano, Suicidi, Voci lontane | Etichette , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 29 commenti

La voce del silenzio

.

la voce del silenzio.

.

Piangono i petali dei fiori stracolmi di rugiada, mentre i primi bagliori dell’alba giocano tra le pieghe dei miei risvegli. Sento la tua voce. Annaspo cercando di svegliarmi, tentando di uscire dalla morsa di un bel sogno che pur bellissimo non può essere a Te paragonato, mille volte più dolce dei tuoi sguardi. Allora, apro gli occhi e sei lì, come una dolce realtà di tutti giorni.
E immagino i tuoi sogni, sentendoli come nuvole su di me, per donarti i miei e adagiarli sulle tue labbra. Mi piace dimenticare il tempo e lo spazio che ci dividono. Mi piace pensarti con la luna sulla soglia della notte. Mi piace svegliarti di carezze, quando la luce bussa alla finestra. Mi piace stringerti prima di consegnarti al lavoro. Mi piace accoglierti al ritorno in quest’incessante abbraccio.
Ho conosciuto la paura per la prima volta. In quel momento la mente è affogata in una voragine di pensieri mai nati. Ho pensato al giorno e alla notte, che si rincorrono e non si possono mai incontrare; ho pensato al mare che, alla riva, bacia la spiaggia senza poterla mai avere; ho pensato al sole e alla luna che non si incontrano mai e fondono il loro amore solo in una eclissi. Poi ho ripreso il respiro! In cinque lettere ho parlato del mondo!
Ti racconterò del mio passato,dei giorni bui. Ti racconterò della mia solitudine e della mia disperazione. Ti racconterò delle ore vuote, con lo sguardo su questi muri, vuoti e senza storia. Fisso, lungo gli angoli di questo  rettangolo, dove viaggia la mia mente. Di ciò ti racconterò, se ascolterai e se saprai sentire quello che sento io.
Ho chiuso gli occhi. Ho ascoltato i battiti del mio cuore. Ho cercato di liberare la mente.
Ho cercato, ma c’erano i pensieri.
Ho provato, allora, a lasciarli liberi di volare.
Ho cercato di vedere dove andavano e ho scoperto che volavano.
Ci sarò anche quando non ci sarai; sarò tra il cuscino e la tua guancia nella notte; danzerò con i tuoi sogni; ti parlerò come la luna parla alle stelle e bacerò, come il vento bacia le onde del mare, ma non mi vedrai: come di fronte a un’eclissi di sole.
Lievi, in una bolla di sapone ho racchiuso mille illusioni. Ho lasciato che raggiungessero il cielo e ho scritto il tuo nome. Non saprai, forse mai, quanto questo cuore ha saputo sognare.
Splendido sogno, di tante notti, senza più parole da dire e tornata al buio! Preda di un riflesso, oltre la dura realtà che non ha più lacrime per un pianto!
Sei nella pioggia, perchè la sento su di me.
Sei nella notte, perchè vedo una stella risplendere più delle altre.
Come quando soffia il vento e il tuo respiro mi accarezza, allora io mi lascio trasportare per raggiungerti.
So che ci sei perchè sento la tua voce risuonarmi dentro.
Oltre il tempo, questo mio e tuo tempo e oltre lo spazio, ultimo confine tra il cielo e te.
.
Inserito in altre storie, Altre storie dimenticate, arrivederci, centofinestre, considerazioni, desperados, Emozioni, Il dolore, il mistero, Il Mondo accanto, Incubi, l'inesorabilità, Le voci del silenzio, memorie, ricordi, Suggerito Piano, Umanamente uomo, Voci lontane | Etichette , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 86 commenti

Caruso

Addio Lucio Dalla.
Stroncato da un infarto: l’Italia piange!
Per lui inizia il ”secondo tempo“. Era a Montreaux per alcuni concerti. Se ne e’ andato pochi giorni prima del suo 69mo compleanno, il 4 marzo, data fondamentale per la memoria musicale del nostro Paese. Lucio Dalla, il piccolo grande uomo della musica italiana, se n’é andato stamattina a Montreux in Svizzera dove ieri sera si era esibito.  La scomparsa di un personaggio come Dalla è un evento che va ben al di là dell’universo della canzone, è un lutto per la cultura italiana che perde un’intelligenza fuori dagli schemi,Il suo balcone oltre che uno dei più grandi artisti degli ultimi decenni. 50 anni di musica, canzoni e intuizioni geniali, una carriera iniziata a Bologna come enfant prodige del clarinetto che per il suo talento suscitava l’invidia del suo amico Pupi Avati, un talento che l’Italia scoprì nel 1971, grazie a 4/3/1943, un brano che avuto un’importanza fondamentale per cambiare le carte della canzone italiana. Dopo gli album capolavoro realizzati con il poeta Roberto Roversi (sono gli anni di Nuvolari), nel 1977 con Com’é profondo il mare arriva il successo da star, destinato a crescere con gli album Dalla e Lucio Dalla e canzoni come Futura, Cara, Anna e Marco. Nel frattempo insieme a Francesco de Gregori e Ron aveva condotto
 le prime intervisteBanana Republic, il tour che per la prima volta ha portato i grandi della musica d’autore negli stadi. 30 anni dopo i due sono tornati in tour insieme, ma senza alcun atteggiamento nostalgico. Un modo d’essere totalmente agli antipodi della personalità dell’artista bolognese, che è sempre stato un personaggio imprevedibile, dotato di un senso dell’umorismo surreale e di un particolarissimo gusto per la provocazione. E’ stato autore di super hit come Attenti al lupo e di super classici come Caruso, di capolavori poco compresi come Henna; regista di opere liriche, autore e protagonista di spettacoli tv, una sorta di nume tutelare della scena musicale bolognese; uno scopritore di talenti; un uomo animato dalla curiosità e dal gusto per le scoperta. E’ davvero difficile accettare che Lucio Dalla non c’é più. Ed è strano constatare che la sua ultima apparizione in tv sia stata al festival di Sanremo, dove era andato in veste di tutor di Pierdavide Carone. Anche in quell’occasione non ha perso l’occasione per esprimere le sue idee, criticando le giurie e anche gli interventi di Celentano. E’ morto all’improvviso a Montreux, la città che ospita uno dei festival jazz più importanti del mondo. Il jazz, il suo grande amore da dove era cominciata la sua avventura di genio della musica.  IL SUO ENTOURAGE: COLAZIONE POI MALORE – Nessuna avvisaglia, “stava bene. Lui e Mondella si sono sentiti ieri sera dopo il concerto di Montreaux: era contento di come era andato il concerto. Stamattina si è svegliato, ha fatto colazione, un paio di telefonate“, poi ili primi giornalisti e autorità malore. Così, dalla Midas Promotion – società di comunicazione nel mondo della musica e dello spettacolo fondata da Michele Mondella – la sua assistente ricorda, al telefono, le ultime ore di Lucio Dalla. In questo momento, “il dolore è talmente grande – aggiunge – che non credo ci sia niente che possiamo fare e organizzare“, nell’immediato, per ricordare il cantante bolognese, che era seguito dalla società fondata nel 1997 da Mondella, già direttore della promozione della Rca Italiana, quindi della Bmg Italy per 15 anni.
NAPOLITANO: HA RINNOVATO E PROMOSSO CANZONE ITALIANA – Lucio Dalla è stato “autore e voce forte e originale, che ha contribuito a rinnovare e a promuovere la canzone italiana nel mondo. E’ stato un artista amato da tanti italiani di diverse generazioni. E a me personalmente è caro il ricordo dei nostri incontri, e dell’ultimo, a Bologna, per una iniziativa di beneficenza, ritrovando in ogni occasione la schiettezza e delicatezza del suo tratto umano“. Lo afferma Giorgio Napolitano esprimendo la sua partecipazione al dolore della famiglia e al cordoglio del mondo dello spettacolo.
MONDELLA, DICEVA: MORTE, FINE PRIMO TEMPO! STORICO PRESS AGENT, DE GREGORI E’ VENUTO A CONSOLARMI  Forse è uno scherzo. Morire non è nello stile di Dalla. Qualcuno l’avrà chiamato. Tanto poi torna, io non mi fiderei tanto…”: ironia e disperazione si fondono in un unico sentimento, oggi, nell’animo dello storico press agent Michele Mondella, quasi una vita – dai primi anni Settanta – passata fianco a fianco di Lucio Dalla, morto di infarto in Svizzera all’età di 69 anni. Non era con lui quando si è sentito male: “L’altro ieri avevamo fatto l’anteprima del tour a Sassuolo, c’era anche Pierdavide Carone“, racconta all’ANSA Mondella riferendosi all’ex concorrente di Amici con il quale Lucio Dalla ha deciso di tornare sul palco dell’Ariston con un pezzo co-firmato, la bellissima ‘Nani” 40 anni dopo.
Ieri a Montreux il concerto era andato molto bene. Stamattina si era alzato, ha fatto colazione, e poi si è sentito male“, aggiunge commosso Mondella, già direttore della promozione della Rca Italiana, quindi della Bmg Italy per 15 anni e fondatore nel 1997 della società di comunicazione Midas Promotion. Notissimo negli ambienti dell’industria musicale italiana, ha curato e cura la promozione e comunicazione di tanti big, da Francesco De Gregori ad Antonello Venditti, da Gianni Morandi a Eros Ramazzotti, da Luca Carboni a Samuele Bersani, Enrico Ruggeri e Ron. E così, quando viene informato dell’infinita lista di artisti, personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport e della cultura che in queste ore stanno rendendo omaggio all’autore di Caruso, è come se per un attimo tornasse a ieri, quando Lucio ancora era qui. “Valentino Rossi lo ha ricordato? Sì, Lucio aveva scritto una canzone su di lui, erano molto amici, racconta parlando della ballata “Due dita sotto il cielo“.
“Così come ha scritto una canzone su Roberto Baggio (‘Baggio…Baggiò, ndr.), era il suo idolo”, ricorda. Fa un breve pausa e poi: “Lui da morto non esiste. Era immortale. Come fa a morire? Lucio diceva che la morte era la fine del primo tempo. Ora c’é l’intervallo, si starà riposando. Poi torna, vedrai...”, aggiunge Mondella, romano, classe 1947, che – come molti artisti, amici e fan del cantautore bolognese – ancora non riesce a credere a quanto è accaduto. Dalla e Mondella, un binomio così forte che persino Francesco De Gregori, altro grande del gruppo, ha trovato la forza per uscire di casa e andare a trovarlo. “E’ passato da me, a consolarmi. Siamo stati un po’ qui, storditi. Non vuole fare dichiarazioni. Ha solo detto che è molto triste“, dice con la voce rotta dall’emozione.
Non si aprirà più per Caruso!
Un addio a Lucio Dalla, mentre riecheggiano le note di Caruso e Canzone dall’abitazione bolognese nella centralissima via D’Azeglio. Le persiane del grande appartamento sono chiuse, ma dalle finestre del palazzo escono le note di alcuni dei successi più famosi. Un ultimo saluto al cantante bolognese.  I suoi successi varcarono i confini della lirica e della melodia italiana.
Inserito in altre storie, Altre storie dimenticate, antichi sogni, arrivederci, attualità, centofinestre, considerazioni, Emozioni, Gli indignati, Gnam gnam, Il dolore, Il Mondo accanto, l'inesorabilità, last news, le ricorrenze, memorie, Memorie ancestrali, ricordi, Senza pietà, Suggerito Piano, Tristi anniversari, Voci lontane | Etichette , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 31 commenti