La bella Italia XIX

. . . Nessun impero della storia è durato così poco quanto quello d’Etiopia. Sei anni appena: dal 1936 al 1941. In quei pochi anni gli italiani spesero fiumi di denaro per migliorarlo, ma assai poco per conservarlo. Questa è la malinconica conclusione cui sono giunti i nostri storici di fronte alla rapidità con la…

La bella Italia XVIII

. . Ancora oggi, a tanti anni dalla fine del nostro impero, c’è una canzone che lo ricorda e che, avendo perduto nel frattempo ogni connotazione politica, è diventata un classico. Il suo motivetto facilmente orecchiabile, tramandato di bocca in bocca e di generazione in generazione, è tuttora vivo fra noi, essendo entrato di prepotenza…

La bella Italia XVII

. . Dopo il suo arrivo in Inghilterra, ospite del governo britannico, il negus non si era ancora rassegnato alla sconfitta e il 30 giugno 1936 si presentò, avvolto in un mantello nero in segno di lutto, all’assemblea straordinaria della Società delle Nazioni convocata a Ginevra. La sua apparizione alla tribuna fu all’origine di un…

Tace il mondo

. .   Così il mondo tace in questi immortali silenzi. Le ombre della sera, oggi, annidano quel mistero che è il mondo. Il mio… Lascia al desiderio quella parola, l’ultima, che intensa e fluida, sgorgò dal cuore per incontrare le tue labbra. Il tuo cuore racchiuso … Ieri era il mondo e oggi è…

La bella Italia XVI

. . In Italia, la gente aveva cominciato a capire che la guerra d’Abissinia era giunta alla sua vittoriosa conclusione quando, il 4 maggio, i giornali annunciarono che il negus era fuggito a Gibuti. Il mattino del giorno seguente tutto il paese fu percorso da un fremito. Negli uffici, nelle fabbriche, nelle scuole e nelle…

La bella Italia XV

. . Sotto la sua tenda da campo allestita sulle alture del Mecan sovrastanti la grande pianura di Mai Ceu, Pietro Badoglio fumava pensieroso l’ennesima sigaretta  “Serraglio” allontanando i fastidiosi insetti con il suo inseparabile scacciamosche di crine bianco. Di fronte a lui, al limite della valle, si stavano ammassando gli abissini: una decina di…

La bella Italia XIV

. . All’alba del 10 febbraio 1936 le truppe italiane iniziarono la marcia dì avvicinamento verso l’Amba Aradam, l’enorme massiccio montagnoso coperto da una fìtta vegetazione tropicale che bloccava la via a sud, ossia la strada per Addis Abeba. Mentre le sette divisioni dei tre corpi d’armata impegnati nell’operazione, superato il fiume Gabat, procedevano all’accerchiamento…

La bella Italia XIII

. . . Alla campagna d’Abissinia prese parte volontariamente la “crema” del fascismo militante. Smentendo il luogo comune dell’“armiamoci e partite”, con il quale si ironizzava sul falso entusiasmo manifestato dai gerarchi del regime in occasione di qualche impresa bellica, questa volta molti partirono per davvero. Alcuni con la camicia nera e i gradi guadagnati…

La bella Italia XII

. . Nei giorni seguenti, sulle colonne in marcia verso Neghelli, che fungeva da retrovia dell’esercito etiopico, Graziani scatenò gli attacchi aerei, mentre la fame, la sete e il deserto decimavano l’armata di ras Desta, che giunse infine esausta e dissanguata in vista di Dolo. La lotta continuò tuttavia ancora per alcuni giorni: gli abissini…

La bella Italia XI

. . In nome dell’autarchia furono penalizzati i consumi voluttuari, gli italiani vennero esortati a “non sprecare il pane quotidiano” mentre i manifesti avvertivano: “Se mangi troppo derubi la Patria”. Tutti erano invitati a “mangiare italiano”, a “vestire italiano”, a “consumare italiano” e a boicottare i prodotti stranieri anche quando i surrogati nazionali risultavano scadenti.…

La bella Italia X

. . La risposta della Lega delle Nazioni all’aggressione italiana dell’Etiopia fu immediata e altisonante, anche se si rivelerà minacciosa quanto “il ruggito del topo”. La Lega era infatti in crisi da tempo e aveva dovuto subire pesanti umiliazioni. Questa era dunque l’occasione di dimostrare che ancora non era morta del tutto. Sotto la spinta…

La bella Italia IX

. . All’alba del 3 ottobre 1935, senza essere precedute da una dichiarazione di guerra ufficiale, le avanguardie del nostro corpo di spedizione varcarono quella che per quarant’anni era stata per gli italiani “la frontiera della vergogna”. Il confine fra l’Eritrea e l’Etiopia correva lungo il Mareb, un fiumiciattolo che sfociava nel mar Rosso, mentre…

I passi e il silenzio

. . Come in silenzio, lungo i passi di un passato, lontano, immobile e racchiuso qui sul cuore. Ecco, il mare si ferma, e il vento tace. Oggi è pace e silenzio. Oggi è muto ricordo tra i passi e le stanze. Mi manchi … Maria Gabriella Raimondi 12 Maggio 2007 .

La bella Italia VIII

. . Respinta dunque in blocco la proposta britannica, Mussolini concluse affermando brutalmente che restavano solo due soluzioni per il “caso Etiopia”: una pacifica, l’altra militare, La soluzione pacifica significava la “cessione in nostro diretto dominio di tutti i paesi non di razza etiopica conquistati per l’Abissinia da Menelik e dai suoi successori, più il…

La bella Italia VII

. . Alle 7.30 del 6 febbraio 1935 le caserme di Arezzo, Pistoia e Firenze, dove erano acquartierati tre reggimenti della divisione Gavinana, risuonavano della rumorosa attività dei giovani militari che si accingevano a partire per il campo invernale sull’Abetone. Erano previsti otto giorni di manovre, e già le colonne delle salmerie stavano per varcare…

La bella Italia VI

. . Per Mussolini si trattava dunque di attendere l’occasione che gli avrebbe consentito di ottenere l’assenso francese e britannico per portare a compimento il suo progetto imperiale. Tale occasione, per una serie di eventi concatenati allora imprevedibili, si presentò alfine nel 1934. L’anno prima Adolf Hitler aveva conquistato il potere in Germania e la…