Non è vero che non credo in Dio: Semplicemente non Gli credo. (I parte)

 

 

Il genocidio teocratico: Una blasfemìa

I tre monoteismi fondamentalmente disapprovano la schiavitù in quanto ebrei e musulmani la proibiscono per i membri della propria comunità ed i cristiani, che detestano gli ebrei, vietano loro di avere schiavi domestici e non permettono a chi è schiavo di prendere ordini per servire la parola del loro Dio.

La Torah, il Nuovo Testamento e il Corano giustificano la schiavitù per i nemici come segno d’infamia, quindi come umiliazione, destino che tocca al sottouomo, quale sempre è il reprobo che prega un Dio diverso dal loro.

Logica conseguente della legittimazione della schiavitù: il colonialismo, l’esportazione della propria religione nei quattro angoli del mondo ed il conseguente uso della forza, della costrizione fisica, mentale, spirituale, psichica e ovviamente, armata. Esportare la schiavitù, estenderla a tutti i continenti, è stato tipico del cristianesimo e dell’islam. Il popolo ebraico dal canto suo ha cercato di stabilire il suo dominio solo su un territorio, il suo territorio, senza mai mirare ad altro. Il sionismo non è un espansionismo nè un internazionalismo, al contrario: Il sogno di Theodor Herzl implica un nazionalismo, un movimento centripeto, il desiderio di una società chiusa per sè, ma non il desiderio di un impero su scala planetaria, caratteristico invece della cristianità e dell’islam.

La Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana eccelle nel distruggere civiltà. Essa inventa l’etnocidio! Il 1492 non è solo la data della scoperta del Nuovo Mondo, ma anche della distruzione di altri mondi. L’Europa Cristiana devasta così un numero considerevole di civiltà indo-americane. Il soldato sbarca dai vascelli in compagnia della feccia della società imbarcata sulle caravelle: Pregiudicati, malviventi, scagnozzi, mercenari. Seguono, a buona distanza, una volta portate a termine le pulizie etniche successive allo sbarco, i preti con processioni, crocefissi, cibori, ostie e altarini portatili, molto utili per predicare l’amore del prossimo, il perdono dei peccati, la mitezza delle virtù evangeliche ed altre facezie bibliche – il peccato originale, l’odio per le donne, del corpo e della sessualità, la colpevolezza.

Per cominciare la cristianità offre come regalo di benvenuto la sifilide e altre malattie trasmesse ai cosiddetti popoli selvaggi. La connivenza della Chiesa e del nazismo mirava anche allo sterminio del popolo ebraico trasformato, per le necessità della causa, in popolo deicida! Sei milioni di morti! Ai quali bisogna aggiungere la complicità nella deportazione e nell’assassinio di zingari, omosessuali, comunisti, massoni, gente di sinistra (ma anche di centro e non allineata), laici, testimoni di Geova, resistenti antifascisti, oppositori del nazionalsocialismo (ma anche i fautori “onesti”) e altri colpevoli di non essere molto cristiani. La propensione dei cristiani per gli stermini di massa è antica e dura tuttora.

Così, di recente, il genocidio dei Tutsi da parte degli Hutu nel Ruanda, sostenuto, difeso coperto dall’istituzione cattolica sul posto e dallo stesso Sovrano Pontefice, assai più pronto ad esporsi perchè criminali di guerra, colpevoli di genocidio, preti, religiosi o volontari della comunità cattolica sfuggissero al plotone d’esecuzione, che non ad offrire una sola parola di compassione alla comunità Tutsi. In Ruanda infatti, paese a stragrande maggioranza cristiana, la Chiesa ha praticato, prima del genocidio, la discriminazione razziale per l’entrata in seminario, la formazione, la direzione delle scuole cattoliche, l’ordinazione o l’avanzamento nella gerarchia ecclesiatica. Durante il genocidio, alcuni membri del clero hanno partecipato attivamente: acquisto e distribuizione di machete da parte di membri dell’Istituzione cattolica; localizzazione delle vittime; partecipazione attiva ad atti di barbarie – come rinchiudere i nemici nelle chiese, incendiarle e cancellare le tracce con il bulldozer -; denuncia, mobilitazione durante le prediche; discorsi razziali….

Dopo i massacri, la Chiesa Cattolica persiste: utilizza conventi per sottrarre alla giustizia cristiani colpevoli; attiva le sue reti per permettere la partenza di questo o quel criminale verso i paesi europei; fornisce i biglietti aerei per l’Europa grazie ad una associazione umanitaria cristiana – Caritas Internationalis, carità ben coordinata, ecc.. – ; ricicla preti colpevoli nelle parrocchie di provincia belghe o francesi; copre vescovi implicati; prende posizioni negazioniste; si rifiuta di utilizzare il termine genocidio e preferisce parlare di…guerra fratricida!

Rimasto in silenzio sui preparativi; in silenzio durante i massacri – quasi un milione di morti ammazzati in tre mesi (tra aprile e giugno 1994) – ; in silenzio dopo la scoperta dell’ampiezza del disastro compiuto con la benedizione di François Mitterand – , Giovanni Paolo II esce dal suo mutismo per scrivere una lettera al presidente della Repubblica del Ruanda.

Il suo contenuto? Deplora? Compatisce? Fa atto di pentimento? Si rammarica? Accusa il suo clero? Gli ritira la solidarietà? No, nient’affatto: chiede se possa essere analizzata la possibilità di sospendere momentaneamente la pena di morte per gli Hutu colpevoli di genocidio.

Per le vittime non avrà mai una parola: nemmeno una!

L’attrazione dei tre monoteismi per la pulsione di morte si può capire: come evitare che domini la pulsione di morte dopo aver ucciso fino a questo punto tutto ciò che è dentro e fuori di sè deriva dalla pulsione per la vita?

La paura della morte, il timore del nulla, la paralisi di fronte al vuoto che segue la morte generano favole consolatrici; finzioni che permettono al diniego di disporre di pieni poteri.

La realtà non esiste; la finzione si!

Questo falso mondo che aiuta a vivere quì e ora in nome di un mondo di paccottiglia induce il diniego, il disprezzo e l’odio per quaggiù!

Da quì altrettante occasioni di vedere quest’odio all’opera: col corpo, i desideri, le passioni, le pulsioni, con la carne, le donne, l’amore, il sesso, con la vita in tutte le sue forme, con la materia, con ciò che rafforza la presenza del mondo, ossia la ragione, l’intelligenza, i libri, la scienza e la cultura.

Questa rimozione di tutto ciò che vive induce l’esaltazione di ciò che muore, del sangue, della guerra, di quello che uccide.

Le civiltà (tutte) si costituiscono con le pulsioni di morte. Il sangue sacrificale, il capro espiatorio, la fondazione di società con un omicidio rituale sono sinistre invarianti sociali.

Lo sterminio ebraico dei Cananei; la crocifissione cristiana del Messia; il Jihad musulmano del Profeta fanno scorrere sangue che benedice e santifica la causa monoteista.

Aspersione primitiva, magica sgozzatura della vittima propiziatrice, in questo caso di uomini, donne e bambini.

Il primitivo sussiste nel postmoderno; l’animale persiste nell’uomo; la Bestia abita nell’Homo Sapiens!

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