La modella

 

 

 

 

 

 

"Va bene, l'ascolterò..".
"Vorrei che lei posasse per me. La pagherò per questo…", le disse.
"Nuda, naturalmente…". Il suo tono era stato anche più sarcastico e gli occhi le brillarono.
"temo proprio che sia così non è vero?"..
"No, no, niente di tutto ciò!".
Il rossore coprì la sua pelle abbronzata e sembrò quasi sul punto di fuggire.
"Lei è un artista, giusto? Pensavo che tutti gli artisti insistessero per far posare le loro modelle nude."…
"No, non sono un artista", rispose Ninni…..
"Non è un artista…?". La ragazza socchiuse gli occhi. "Dica allora cosa vuol dire tutto questo?"..
"Sono uno scrittore. Mi occupo di giornalismo e scrivo articoli, ma ora ho voglia di scrivere romanzi e sinceramente non saprei scrivere sul carattere delle donne. Tuttavia ho bisogno di inserire dei personaggi femminili…."..

"Davvero?". Adesso era quasi divertita..
"Così vorrei che lei posasse per me; mi piacerebbe averla come protagonista del mio racconto; che mi lasciasse descrivere com'è lei; che mi permetta di farle delle domande su ciò che pensa su vari argomenti; le sue idee sulla vita e le sue reazioni ai diversi problemi ed alle situazioni in cui lei e i miei personaggi vengono, oppure, verrebbero a trovarsi.".
All'improvviso buttò la testa indietro e cominciò a ridacchiare. Questa reazione, sulle prime lo stupì, ma si riprese immediatamente e si mise a fissare il volto della donna che rideva come se volesse memorizzarlo, stesso tentativo che fece con il timbro della sua voce. Alla fine lei si sporse in avanti.

"Lei è un tesoro.".

Prima che avesse il tempo di aggiungere qualcosa, la donna si alzò e si avviò verso l'entrata del piccolo ristorante. Quindi chiuse la porta e abbassò le tapparelle. poi andò a sedersi di fronte a lui e incrociò le braccia sul tavolo del bancone.
"Cominciamo subito. Sono alta un metro e settantrè e peso quasi sessanta chili, il che vuol dire che sono sotto peso di quattro o cinque chili. Dannazione a me!". Ninni tirò fuori un block notes da quattro soldi e cominciò a scriverci sopra freneticamente. Di tanto in tanto alzava gli occhi per guardarla e poi riprendeva a scrivere. Alla fine chiuse il taccuino e fece per rimetterselo in tasca.
"Ehi, fammi vedere".
Stese la mano con fare imperioso e lui, notevolmente imbarazzato le porse il taccuino.
Aveva annotato l'altezza, il peso e il suo commento su quest'ultimo, poi continuava:
Capelli rossicci, quasi color ebano, soffici come la seta, capelli tra i quali hai subito voglia di passare le  mani. Lei rise.
"Mi piace questa storia delle dita che si passano tra i capelli".

Rise nervosamente e lei continuò a leggere ad alta voce:
Voce bassa e musicale. Occhi lontano l'uno dall'altro; grigi con una calda tonalità di onice. Li definirei occhi 'onesti'; molto espressivi.'
Se fosse stato vero!
Figura flessuosa, ben disegnata ed attraente senza essere troppo provocante o ammaliatrice.
Dentro di sè storse la bocca. Era lei che stava riuscendo a mascherarsi così bene, o era lui così ingenuo ed innocente da non accorgersi del suo sex appeal?
Gambe ben fatte, piedi piccoli…

"Così avresti notato i miei piedi, eh? Sono molto orgogliosa dei miei piedi. Sono trentasette di misura. non molte ragazze della mia altezza hanno piedi così piccoli, specialmente dopo aver trottato sui pavimenti dei ristoranti così a lungo come ho fatto io.". Il sorriso sul volto di Ninni non sembrava più così insicuro come era apparso all'inizio.
La sua bocca non è impiastricciata di rossetto; solo un tocco per dare un colorito naturale alle sue labbra. Stessa cosa per le guance.'

"Un tributo alla mia maestrìa; senza trucco sembro una strega". Sul suo volto comparve un sorriso, ma dentro di sè diceva con amarezza: "Com'è vero!".
I suoi denti sono di un bianco abbagliante, un bianco che non avevo mai visto prima. La sua bocca descrive una curva armoniosissima; ha un sorriso affabile ed un modo di ridere contagioso. .

Di nuovo quel suo modo, strano, di sollevare la testa e quel delizioso riso soffocato che scaturiva dal profondo della gola.
"Sei molto perspicace. Penso che questo lavoro cominci a piacermi".
Stava per accomiatarsi, ma lo trattenne per un braccio.
"No, ti prego, questa sera no. Non lasciarmi da sola".
"Ritornerò. Quando potrò rivederti di nuovo? Ci sono tante cose che…si, così tante cose che devo descrivere….".
"Quasi tutte le sere, se non ti dispiace stare alzato quasi fino alle tre, quando chiudo questa bettola"….

 

 

 

 

Ninni sistemandosi meglio sulla poltrona, chiese a Ninni: " E come andò a finire?".
Era perso dentro l'ampio specchio della parete, vagando in cerca di una risposta. D'un tratto lo sguardo s'illuminò e la bianca figura di lei, la modella, iniziò a salutarlo dalla finestra nascosta dietro il riflesso dello specchio stesso.
"Finì che, un giorno di tanto tempo fa, varcò la soglia del Mondo Accanto e adesso vive li, in attesa … non saprei bene di cosa".
Ninni fece un cenno di assenso e chinando il capo si diresse verso la lucida superficie.
Addio amico mio, ti attenderò non dubitare.
Addio anche a te, ci rivedremo un giorno.
Poi azionò la rotella della lampada ad olio e rimase immerso all'ombra delle morbide fiamme di un caminetto acceso.
Lo specchio aveva chiuso le sue porte al mondo infinito, almeno per quella sera.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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