Kamasutra

 

Ovvero la poesia del corpo
Testi letterari antichissimi e immagini ormai entrate nella memoria collettiva, con un misto di imbarazzo e ammirazione.
Il Kamasutra, suscita ancora opinioni contrastanti, tra chi lo considera quasi un testo sacro e chi invece, lo giudica antesignano di un moderno erotismo.(Il Kamasutra è un manuale che contiene un totale di sessantaquattro posizioni sessuali. Vatsyayana credeva che ci fossero otto modi di fare l’amore, moltiplicati per le otto posizioni.)  Sono molte le ristampe del testo erotico più famoso della letteratura. Il kamasutra, nel bene o nel male, resta nell’immaginario collettivo il manuale dell’arte amatoria per eccellenza. Ma quanti possono dire di averlo letto tutto e di averlo, realmente, compreso? Tutta la vita umana è permeata dalla sessualità. Il sesso è solo una metafora fisica di quello che può essere considerato un processo universale di continua unione e separazione. In definitiva, cos’è la sessualità? Semplicemente un’attrazione, desiderio “Kama” per l’appunto. E l’intero universo si basa su leggi fisiche che hanno come fondamento l’attrazione dei corpi e il loro continuo anelito all’unione. La vita degli uomini si basa sugli stessi principi e il suo agire è condizionato esclusivamente da questo processo di attrazione verso persone e cose. Il Kamasutra sta tutto qui. La parte più conosciuta e popolare di questo antichissimo libro scritto in sanscrito, quella delle posizioni sessuali, non è altro che la manifestazione fisica di questa attrazione, esplicitata nelle “forme” dell’unione, che resta la base dell’ordine cosmico.
Letteralmente Kamasutra significa “Trattato” [Sutra] sul desiderio – Attrazione [Kama]”. Una formula sintetica per spiegare un principio universale e senza tempo. Difficile leggerlo per intero e altrettanto complicato entrare nella mentalità e nello spirito che guidava i tempi del suo autore, tale Vatsyayana Mallanga, di cui non si sa, praticamente, nulla, se non il nome.  Tempi lontani e altrettanto lontani sono i principi espressi nel libro. E’ un trattato sull’erotismo, il modo di vivere, di conquistare il prossimo, di amare e farsi amare. Ma a cosa può servire, oggi, un libro che consiglia rimedi a base di ossa di cammello, posizioni erotiche degne di un circo e descrizioni di una società dominata da cortigiane, raccoglitrici d’acqua e concubine? Restano le “posizioni”: la parte sicuramente meno significativa del libro, un contorno dell’intera “Ars Amatoria” che spazia dai consigli su come vive l’uomo di mondo, alle tecniche di seduzione delle donne sposate, delle vergini e delle prostitute, fino alle più dettagliate pratiche sessuali, ai modi di baciare, di graffiare e addirittura di percuotere, durante l’amplesso.
Perversioni sessuali, inno all’edonismo senza freni? Tutt’altro. Il saggio dice che il vero piacere sta nel dominio delle emozioni e nella capacità di cogliere soltanto il giusto del piacere fisico, perchè l’eccesso porta squilibrio e quindi sofferenza. E poi, aggiunge:”Dire che vi è un testo che l’insegna non basta a giustificare una pratica. Sappiate che i testi valgono in generale, mentre ciascun uso è proprio di un luogo”. Tipicamente indiano.
E’ per questo, forse, che il kamasutra non è mai stato considerato seriamente un testo osceno o immorale. Si pensi soltanto che quando arrivò per la prima volta in Europa, precisamente nell’inghilterra vittoriana, fu pubblicato tranquillamente, tagliando però tutti i brani a favore delle donne ( nel testo ci sono molte pagine dedicate alle tecniche di conquista, seduzione, ma anche all’abbandono di uomini da parte di donne e pratiche per il piacere esclusivo della donna), secondo la tradizione maschilista dell’inghilterra post-puritana. Ma quanti non vengono sopraffatti dalla curiosità di “giocare” al Kamasutra (anche solo con la fantasia), tenendo invece in considerazione la millenaria saggezza in campo amoroso? Il kamasutra è faticoso da leggere e da capire. Difficoltà che frena ogni entusiasmo popolare. Cos’è, dunque, il Kamasutra? Non un testo sacro, non un libro pornografico (seppur antico) e nemmeno un vero e proprio saggio sull’amore. Le pratiche descritte sono molto particolareggiate e non risparmiano dettagli, che a noi, reduci da secoli di cultura religiosa censorea, potrebbero apparire imbarazzanti, ma che per l’ancestrale autore, che si preoccupava solo di specificare in quali terre dell’India certe pratiche fossero lecite e in quali no, facevano parte della normalità.
Ne è la prova, la straordinaria considerazione in cui è tenuto il piacere femminile ( anche se presente solo in alcuni capitoli, mentre più spesso l’autore si sofferma, con gusto, in pratiche di giocosa sottomissione della donna all’uomo), concetto scomparso dalla cultura occidentale per secoli e disastrosamente ancora assente in altre culture extraeuropee. Forse il grande pregio del Kamasutra sta proprio in questo: Donarci una visione del rapporto sessuale completamente svincolata da codici morali e censure, ma anche da degenerazioni volgari e bestiali, mostrandocelo per quello che è: Una parte fondamentale dell’equilibrio fisico e psichico umano, oltre che una delle più piacevoli necessità dell’uomo.
 POSIZIONI PER TUTTI I GUSTI
Ebbene si: un libro lungo e complesso come il kamasutra dedica alle famose “posizioni” soltanto un capitoletto di poche pagine. Precisamente il sesto del libro secondo, quello dedicato al sesso, all’interno del quale ci sono anche descrizioni dettagliate sul modo di baciare, abbracciare, graffiare, percuotere, etc. Capitolo sesto, dunque:”Le varietà delle posizioni sessuali”. Le posizioni dell’amplesso variano a seconda dell’equilibrio fisico dei due amanti – per capirci, se l’uomo è più robusto della donna o viceversa. In base a queste specifiche, la donna viene catalogata in tre modi:”Cerva”, “Giumenta” o “Elefantessa”. Ovviamente, i tre animaleschi accostamenti si riferiscono alla sua stazza fisica e alla sua agilità nei movimenti e per ognuna di queste tipologie fisiche, ci sono le posizioni più adatte. Da ricordare “gli atti sessuali insoliti” quelli, cioè, consumati in posizioni non tradizionali come “Alla maniera dei cani”, “Il salto del gatto”, “Il balzo della tigre”, “la schiacciata dell’elefante” o lo “Sfregamento del cinghiale”.
Un inno alla fantasia, dunque.

La posizione della “Candela Spenta”.

 

 

 

 

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