Paradiso perduto

A te le mie parole rivolgo,
che in un angolo buio,
versi lacrime e sangue.
Ascoltami e cullati.
Sudo mali di vita,
ho le carni lacere,
la mente confusa.
Vago nel silenzio.
Gratto sui muri,
sento la calce cadere.
Ascolta le mie grida:
Sto morendo.
La fronte al nulla,
mentre il sole si spegne,
e la luna m’abbraccia.
Osservami precipitare,
infrangendomi su ogni roccia.
E mi frantumo.
Mi eclisso.
Con lame d’acciaio,
nervi di rame,
mi sfilo il respiro,
nutro paure.
Aiutami donna,
aiutami a vivere,
non riesco a vedere,
la luce del domani.
Con pastiglie d’orgoglio,
sgomito tra ombre,
calpesto i cadaveri,
delle mie vite precedenti.
Sono perduto
fuori dal tempo,
e del mio malcontento,
sembro contento.
Salvami,
uccidimi,
pugnalami forte,
quì dentro al cuore.
Ho perso il senno,
la ragione.
Sono nel vomito,
di questa prigione.
Dopo fu il silenzio.
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