Stupor Mundi

Sen.Prof.Dott. Presidente Mario MontiStupor Mundi

Il vero Stupor Mundi 
Sono circa 60 milioni le persone che vivono in Europa all’aprirsi del 13º secolo. Dopo ripetuti e duri scontri, i popoli del nord e quelli del sud si sentono sempre più partecipi della stessa civiltà cristiana, la difendono al loro interno dalle serpeggianti eresie e all’esterno dalla forza dell’Islam. Centro della cultura europea e l’Università di Parigi, dove insegnano i più bei cervelli francesi, inglesi, tedeschi e italiani; mentre a Bagdad, metropoli con 2 milioni di abitanti, brilla il faro della civiltà araba sotto il manto degli imperatori tedeschi, quasi sempre in lotta con i papi, la società feudale volge al tramonto e lascia il campo alla “democrazia comunale”. Così, mentre i sovrani cercano di muovere le fila di grandi assetti statuali, si prepara nel popolo quel risveglio che darà l’avvio ad una vera propria svolta storica, a un modo nuovo di vivere. Sia pure politicamente diviso, il vecchio continente troverà una sostanziale unità lungo le strade dell’economia, della cultura e della spiritualità.La relativa sicurezza dei confini, aveva favorito l’espandersi dell’economia rurale, con l’acquisizione di nuove terre, la rotazione triennale delle semine, l’avvio di più moderne coltivazioni e la stipula dei contratti agrari, subentrati al servaggio e l’abbondanza dei prodotti stimolava il commercio, provocando il superamento del vecchio modello feudale curtense. Dello sviluppo produttivo e degli scambi le città erano insieme beneficiarie e motrici; e quanto più crescevano tanto più riluttavano all’autorità antica del Signore o del Vescovo, maturando propositi e forme di autogoverno. La società comunale, come si sa, era articolata nelle corporazioni dei mestieri e delle professioni, che regolavano la produzione, l’autentica vanno alla qualità, stabilivano salari e prezzi; erano così forti da finanziare scuole, spettacoli e costruzioni, assoldare artisti e milizie.
Dominata dal “maestro”, la bottega era luogo di lavoro e abitazione, scuola e negozio, punto d’incontro delle quattro classi sociali. Accanto alla nobiltà, più o meno decaduta, stava infatti nascendo la borghesia dei Mercanti e Banchieri, Medici e Notari, seguiti da artigiani e piccoli commercianti; infine c’era la plebe, cioè gli immigrati del contado, i braccianti e gli operai salariati, che non avevano alcun potere reale. Alla conflittualità minuta fra i singoli si sovrapponevano le grosse dispute, vere e proprie battaglie tra nobili e fazioni potenti; mentre continuava, a livelli ancora superiori, la lotta tra il papato e l’impero, con il partito Guelfo e quello di Ghibellino schierati, rispettivamente, al loro fianco. La sconfitta imperiale del 1214 determina un riassetto generale: tutto il grande potere passa nelle mani del Papa, che nomine Vescovi e di fatto governa gli ordini religiosi; impartisce direttive e regnanti e invia i suoi legati a curarli, controlla la cultura le università. “Io sono stato posto da Dio al di sopra dei popoli e dei regni. Niente di ciò che accade nell’universo deve sfuggire all’attenzione e al potere del pontefice” aveva detto Innocenzo III al momento della sua intronizzazione. Ritenendosi “Uomo della Provvidenza”, aveva riportato sotto controllo dello Stato Pontificio l’Italia centrale, pretesa la signoria feudale su quella meridionale, ottenuto il giuramento di fedeltà da molti sovrani europei e stipulato un patto militare con la Francia. Battendo, infine, l’imperatore Ottone a Bouvines, otteneva quel trionfo della teocrazia che sarebbe stato celebrato dal concilio lateranense l’anno successivo.
Dal versante opposto, intanto, emergeva un altro grosso personaggio, destinato anch’esso a segnare la storia. Dotato di grandi virtù e grandi vizi, bello e colto, astuto, ambizioso e prepotente, Federico II verrà definito Stupor Mundi. Cresciuto in Sicilia, a Palermo, sotto le ali protettive dei preti, sulle prime si mostrò ossequiante e disponibile ai disegni del nuovo pontefice, tanto che Onorio III finì con l’incoronarlo Imperatore nel 1220. Ben presto, però, si rivelò un avversario duro e pericoloso: tolse ogni privilegio agli ecclesiastici e fece loro pagare le tasse, progressivamente estese il suo potere sugli stati italiani ed europei; non si peritò di combattere la Chiesa e il suo esercito, invadendo le terre pontificie e catturando Cardinali e Prelati. Finì scomunicato, ma fiero di aver creato delle solide fondamenta e delle stabili basi per  l’Impero ( il Sacro Romano Impero) che, nel futuro e lungo i secoli a venire, tracciò le strade della nuova modernità. Dalla giurisprudenza, agli studi umanistici, alla filosofia, alle scienze matematiche, insegnando e illuminando le altre corti europee.
Magistratura, economia, politica sociale e cultura furono le sue bandiere.
Mario Monti ha corretto il modo per chiamare in causa i politici. Nei giorni scorsi il premier aveva insistito sulla differenza tra i tecnici, chiamati al governo senza averlo chiesto, e i politici, che potrebbero governare ma, visto che sono in lite permanente, non ci riescono. “Perché non l’avete fatta voi la manovra, se ne eravate capaci?”, aveva detto Monti al senato pochi giorni fa. Oggi il premier corregge il tiro: tecnici e politici, spiega in aula alla Camera, “sono tutti accomunati nella stessa via intrapresa. Io so che non devo dire “noi” e “voi”, noi tecnici e voi politici”. “Monti uccide il Sud. Viva il Sud e Viva l’Italia”. È quanto era scritto nei cartelli che sono stati esposti nell’Aula della Camera dai deputati. Monti ha ucciso la speranza degli italiani onesti: quegli italiani che pagano (sempre) le tasse per tutti.
Il “De profundis“, però, è iniziato per tutta la Repubblica Italiana. Amen
Mr Senatore, la prego, senza ulteriormente scomodarsi e definirsi un “tecnico, geometra, ingegnere o quant’altro“, si ripassi un po’ di storia! I modi per rifondare ed “effondare” ciò che sta – miseramente – affondando li trova. Sembra, però, che i suoi occhiali da lettura, targati “Bocconi”, non Le servano a molto.
La ringrazio per aver distrutto anche l’ultima speranza di rinascita.
Un grazie sentito.
De profùndis … clamàvi ad te, Dòmine;
Dòmine, exàudi vocem meam.
Fiant àures tuæ intendèntes
in vocem deprecatiònis meæ.
Si iniquitàtes observàveris, Dòmine,
Dòmine, quis sustinèbit?
Quia apud te propitiàtio est,
et propter legem tuam sustìnui te, Dòmine.
Sustìnuit ànima mea in verbo ejus,
speràvit ànima mea in Dòmino.
A custòdia matutìna usque ad noctem,
speret Ìsraël in Dòmino,
quia apud Dòminum misericòrdia,
et copiòsa apud eum redèmptio.
Et ipse rèdimet Ìsraël ex òmnibus iniquitàtibus ejus.
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71 pensieri su “Stupor Mundi

  1. Monti ha fatto la fine di un capo di vestiario lavato male: sì è ristretto. Ha perso forma e consistenza. Aveva la possibilità di pronunciare la parola magica “«Apriti, Sesamo!” Invece l’ha trattenuta tra i denti, facendosi sfuggire l’occasione di entrare nella caverna di Alì Babà e depredare tutti i ladroni dello Stivalo. Fuori da metafora, Monti, lasciato cadere nella discarica delle occasioni mancate il potente maglio che le disastrate casse dello stato gli avevano messo in mano, ha perso l’opportunità di sradicare, in un colpo solo, tutti i privilegi di cui godono le “lobby piccole o grandi” radicate nel Parlamento e nei cosiddetti salotti buoni del firmamento italiano. Non avendo voluto o saputo trasformare quel punto di debolezza in punto di forza con il quale abbattere i vari fortini dei lobbysti, ora, non gli resta che spremere tutto lo spremibile da ceti più deboli. Quelli da stipendi e pensioni da fame e per amico un cane o un gatto. I senza padrini, insomma

    Salutamme Milord.
    Dalla partenope Capitale…

    Dudù

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  2. Risultato scontato: la manovra l’hanno fatta i partiti con la faccia di Monti, vuoi che non si votino un provvedimento autocostruito?

    Apprezzo la coerenza di IDV che almeno ha il coraggio di affermare che vorrebbe tentare di governare dopo elezioni in ipotesi vinte, facendo auspicabilmente “patrimoniali vere” e “vera equità”, la pena più assoluta manco a dirlo la fa la Lega che spara slogan e volgarità per recuperare voti e basta, ossia il vuoto più totale a cui spero non abbocchi mai più nessuno.

    Un bacetto …

    Bello e incisivo il pezzo..

    La Manu

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  3. Tanti sacrifici dei nostri nonni costretti a mangiare pane e acqua per tirare avanti per niente!
    Forse siamo arrivati alla fine.
    Penso che, l’anno prossimo, sarà un anno di dolori magari con il 21 dicembre 2012……
    Comunque, penso, che i sacrifici dei nostri nonni sono serviti a farci avere uno stato di benessere che ci ha permesso di tollerare certi comportamenti dei politici.

    Nell’immediato dopoguerra nessuno avrebbe votato un politico che rubava, perchè c’era tanta povertà.
    Qui, in Francia, non marca meglio. Ogni giorno ci sono liti, più o meno gravi, all’Assemblea Nazionale e ogni giorno, dopo le notizie, trema tutto. I grandi di un tempo hanno creato dei recinti dorati dove pascolare. I medi, pascolano, i piccoli muoiono.

    Forse, mon cheri, hai messo il dito sulla piaga e forse quel dito fa male.
    Ma facciamo presto, pour l’amour de Dieu, stiamo affondando tutti. Anche i potenti.

    Bonne nuit, mon trésor.
    Bisous.
    Je laisse un salut pour toutes

    Annelise pour toi

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  4. Lord Diadumeno

    Oggi la manovra bipartisan è stata approvata alla Camera, dopo il via libera di ieri in tempi record al Senato.
    Il comportamento dell’opposizione parlamentare, dopo le dimissioni del Presidente Berlusconi e gli ulteriori interventi della UE, di BCE e FMI rendono urgente una riflessione nazionale, su base popolare e democratica, contro la nuova aggressione ai settori più deboli e indifesi della società, che il Commissario europeo agli Affari economici esige sia resa ancora più micidiale imponendo ben 39 punti sulla scia del diktat franco-tedesco.
    L’accordo bipartisan, raggiunto in tempi rapidissimi, conferma come il centrosinistra non voleva le dimissioni del Presidente Berlusconi per impedirne le politiche antisociali, ma semmai accelerarle e intensificarle.
    Insieme, infatti, stanno promuovendo la libertà di licenziamento, il trasferimento coatto di dipendenti pubblici e il loro collocamento in Cassa Integrazione, l’annullamento dei contratti nazionali, il peggioramento ulteriore delle pensioni, la cancellazione dei referendum di giugno, la svendita del patrimonio naturale e artistico, confermando per il Pubblico Impiego il blocco dei contratti fino al 2014 e per la scuola anche degli scatti di anzianità, oltre alla retribuzione dei docenti e relativo finanziamento alle scuole, sulla base di grotteschi quiz.

    Nella manovra, il “Manovratore“, non ha inserito un solo provvedimento che faccia pagare la crisi a coloro che l’hanno provocata e che si sono arricchiti in questi anni!

    Un po’ di conti.
    Il 10% degli italiani/e possiede circa il 55% della ricchezza nazionale, un patrimonio intorno ai 5000 miliardi: basta una tassa dell’1% per avere 50 miliardi l’anno.
    Con una evasione fiscale tra i 300 e i 400 miliardi annui, un taglio, fosse pure del 20%, darebbe altri 70 miliardi.
    La corruzione nelle strutture pubbliche divora circa 200 miliardi annui: già eliminandola al 20%, otterremmo 40 miliardi.
    Riducendo le “pensioni d’oro”, cancellando le missioni di guerra e tagliando le spese militari, recupereremmo altre decine di miliardi.
    Tali provvedimenti, miliardo più miliardo meno, fornirebbero oltre 200 miliardi annui non solo per sistemare il bilancio dello stato, ma per adeguare salari e pensioni; investimenti nell’istruzione e nella sanità, nei servizi sociali e nella tutela del patrimonio naturale ed artistico, ponendo fine alla precarietà e garantendo, dunque, un reddito minimo per tutti.

    Non è difficile!
    Cordialità

    Grazie

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  5. Lady Manuela Rovati

    La Camera approva a stragrande maggioranza la fiducia alla manovra correttiva del governo Monti, con 495 sì, 88 no e 4 astenuti. Hanno votato a favore il PDL, il PD e il Terzo Polo. Contro la Lega Nord e l’Idv, oltre che alcune componenti del Gruppo Misto. Tuttavia, bisogna registrare le numerose assenze all’interno del maggiore gruppo parlamentare, il PDL, ben 26, mentre altri due deputati hanno votato contro (Alessandra Mussolini e Giorgio Stracquadanio) e altri quattro si sono astenuti.
    Tra questi ultimi c’è l’On. Giuseppe Moles, che ha spiegato di non riconoscere la legittimità dell’esecutivo, perché nato contro la maggioranza che aveva vinto le elezioni nel 2008. Tra gli assenti, nomi noti come Antonio Martino, Guido Crosetto, Giulio Tremonti e altri uomini ex An. Molto contenute le assenze tra gli altri gruppi: solo tre nel PD, tre in Fli e due nell’UDC.

    l’IDV, mia Signora, ha espresso lamenti riassorbiti da “figurate” pacche sulle spalle.
    L’On. Di Pietro non si smentisce.

    Cordialità e grazie

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  6. Madame Annelise Baum

    Belle le Vostre e spressioni, ma vogliamo parlare, almeno in italia di “qualcosina che non va”?
    bene.
    Manovra all’italiana…

    Allungare l’età pensionabile? Inevitabile. Però prima bisognerebbe allungare l’età pensionabile dei parlamentari. A questo proposito ricordo che ancora nel 2008 abbiamo avuto:
    Un parlamentare (Antonio Martusciello) che ha avuto la pensione all’età di 46 anni (7959 euro; vi ha rinunciato nel settembre 2010 per lo stipendio da commissario Agcom pari a 33.177 euro al mese)
    Un parlamentare (Rino Piscitelli) che ha avuto la pensione all’età di 47 anni (7959 euro)
    Un parlamentare (Alfonso Pecoraro Scanio) che ha avuto la pensione all’età di 49 anni (8836 euro);
    Altri quattro deputati che hanno avuto la pensione a 50 anni (fra cui l’ex segretario Prc Franco Giordano cui vanno 6203 euro al mese)
    Ben 15 deputati che hanno avuto la pensione sotto i 60 anni (fra cui Oliviero Diliberto e Enrico Boselli che l’hanno avuta a 51 anni).
    Una dozzina di senatori che hanno avuto la pensione sotto i 60 anni fra cui Willer Bordon, quello che andava in giro dicendo di voler uscire dalla casta (ha preso un assegno di 9604 euro a 59 anni: un bel modo per uscire dalla casta…) e il leghista Dario Galli (51 anni) che poi è diventato presidente della provincia di Varese cumulando i due redditi (unica noia: lo stipendio da presidente della Provincia, sommandosi al vitalizio da parlamentare ha subito una leggera decurtazione passando da 6500 a 4800 euro al mese. In compenso Dario Galli è entrato anche nel consiglio d’amministrazione di Finmeccanica…)

    Alla faccia dei risparmi.
    Il costo per i vitalizi della Camera negli ultimi 4 anni è aumentato: spendiamo 7 milioni di euro in più. Il costo delle pensioni dei parlamentari è oggi di 219 milioni di euro. I contributi versati dai parlamentari ammontano a 15 milioni di euro. Ergo: 204 milioni di euro sono a carico dei cittadini. Come se non bastasse l’Espresso rivela che fra il 2007 e il 2011 la spesa per le pensioni dei deputati (in barba ai numerosi proclami di risparmio) è aumentata di 7 milioni, così come è aumentata di 42 milioni la spesa per le pensioni dei dipendenti della Camera. Ah, dimenticavamo: gli onorevoli si sono dati un’aggiustata anche ai rimborsi per le spese di viaggio (eh sì, perché gli ex onorevoli oltre al vitalizio hanno anche i viaggi gratis). Sono passate da 800 a 900mila euro.
    Risparmiare? No, grazie.

    Non solo i vitalizi, ma anche la liquidazione (esentasse). La “Stampa” rilancia, a tutta pagina, un tema caro al popolo italiano.
    Non solo infatti ai nostri ex parlamentari paghiamo un ricco vitalizio, che matura con soli 5 anni di contributi alle spalle (Cinque! Mica 40 come i cittadini comuni!), macché: noi paghiamo loro anche un abbondante “liquidazione”, motivata per “il reinserimento” (è naturale, no? Chi ha fatto il parlamentare deve essere “reinserito”. E ha bisogno di un bel malloppo di nostri soldi per farlo) e tecnicamente definita “assegno di solidarietà”.
    Proprio così: siamo solidali (senza volerlo) con i conti correnti dei nostri ex parlamentari…

    E si badi bene: si tratta di un assegno molto molto robusto.
    Per restare all’ultima legislatura finita, quella del 2008, ecco quanto hanno portato a casa, fra pensione e liquidazione, alcuni parlamentari non rieletti:
    Clemente Mastella (9604 euro di pensione e 307mila euro di liquidazione);
    Luciano Violante (9363 euro di pensione e 278mila euro di liquidazione);
    Alfredo Biondi (9604 euro di pensione e 278mila euro di liquidazione);
    Armando Cossutta (9604 euro di pensione e 345mila euro di liquidazione).

    Ultima beffa, ma non per ultima: le liquidazioni dei comuni cittadini sono sempre tassate al 27 per cento. Quelle dei parlamentari invece sono esentasse. Esentasse, proprio così.
    La solidarietà del resto non può mica soggiacere alle leggi del fisco.
    E la faccia di bronzo neppure.

    Eccovi, mia Signora un brevissimo e scarno panorama, richiamato dai “sacrifici” di cui parlavate.
    Cordialità
    Au revoir

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    • Milord Ninni … ma nessuno si ricorda più dei “baby” pensionati di qualche tempo fa?
      Mia madre Infermiera, andò in pensione a 41anni 6 mesi e un giorno….
      Ed ora si andrà in pensione dopo 41 anni di lavoro…… ah ..ecco ..

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  7. Buongiorno, Milord.
    L’accostamento storico penso sia il più aderente alla situazione che in questi giorni l’italia sta vivendo.
    Delle misure andavano prese, ma queste misure (delle quali mi sto informando) andavano prese in un raggio grande. Se, fossero state delle iniziative dure, ma necessarie per tutti, perchè allora ci sono dei movimenti di masse di persone che manifestano il dolore, la rabbia e la povertà? Qualcosa non ha funzionato, oppure non funziona.

    Caro Milord come sempre, mi trovo coinvolta in argomenti attualissimi che fanno riflettere, anche per come vengono posti.
    Buon sabato e lascio un saluto per tutti i lettori.
    (Devo documentarmi un po’).

    Eleonora

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  8. ogni passaggio, che riguarda la collettività, sia esso per costruire che per rinnovare è doloroso.
    Alcuni sono più dolorosi di altri.
    Altri sono dolorosissimi.
    Altri sono insopportabili

    Bell’articolo caro Ninni.
    Bello incisivo!

    Un saluto per tutti.
    Ciao e buon “sabato”.

    L.

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  9. Le cosiddette “manovre” e le cosiddette “stangate” potrebbero essere un rimedio peggiore del male. Se la soluzione dei problemi italiani fosse l’aumento della pressione fiscale, basterebbe raddoppiarla una volta per tutte. Purtroppo non è così.
    Oggi siamo al 43% o più e questo significa che gli italiani in un anno producono 100 di ricchezza e lo Stato si appropria il 43% o più di quella ricchezza. Se anche così fosse insufficiente, invece di fare manovre si potrebbe portare la pressione al doppio: all’86%. Raddoppiando il gettito e incassando dunque l’erario il doppio, i mercati sarebbero rassicurarti sulla solvibilità dell’Italia e si potrebbe perfino cominciare ad azzerare il debito pubblico. C’è solo un inconveniente: a partire da certi livelli, più si aumenta la pressione fiscale meno incassa lo Stato.
    Con una pressione fiscale assurda moltissime attività produttive si fermerebbero e invece di versare, per ipotesi, il 40% del loro reddito, non verserebbero niente. Inoltre molti direbbero: “Io non pago. Se mi pescano, chiudo. Ma, tanto, avrei chiuso comunque”. E l’erario ancora una volta non incasserebbe nulla. Insomma è una legge economica: a partire da un certo livello, aumentando l’imposta, il suo gettito cala invece di salire.

    Alla fine si è attanagliati dal dubbio: ma possibile che queste cose sembrino cose chiare ed evidenti al lettore di giornali, mentre coloro che guidano gli Stati agiscono diversamente?
    Sì, caro Ninni, forse “qualcuno” dovrebbe studiare un po’ di storia.
    Storia, maestra di vita, a quanto pare non serve.

    E giù di bastone allora, fin quando non ci si stufa.

    Un abbraccio.
    Un saluto per tutti

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  10. La manovra varata dal governo Monti trova la sua giustificazione nella formidabile pressione alla quale è sottoposta l’Italia. Una pressione che il premier ha fatto bene a sottolineare ancora una volta, evocando la necessità he l’Italia non sia mai più il detonatore del possibile inabissamento dell’euro: la politica queste parole dolorose continua a non volerle sentire, perché coincidono con l’ammissione del proprio fallimento, scaricando su altri le proprie responsabilità. Non è passato giorno dacché il professor Monti ha ricevuto l’incarico, che Angela Merkel da Berlino non abbia ripetuto, esplicitamente e ancor più chiaramente in via riservata, che solo se l’Italia assumeva decisioni durissime rispetto alle misure troppo a lungo rinviate e troppo insufficienti nel merito prese a luglio e agosto, solo in quel caso Berlino dirà sì a ciò che serve per difendere l’euro: procedure di bilancio blindate ex ante, e ampio margine agli interventi illimitati della Bce a sostegno dell’euroarea. Questo spiega perché la manovra contiene misure che al lordo pesano per 30 miliardi, due punti di Pil. E ha fatto ancora bene Monti a far capire chiaramente ieri che non è affatto detto che basti.
    Probabilmente, infatti, non basterà.
    Ma la botta dura con la nuova manovra c’è.
    C’è eccome.
    E questo è un bene.
    Come che scontenti un po’ tutti, così che nessuno possa cantar vittoria sugli altri.
    Venendo al merito, però, è piena di cose che non piacciono al mio palato.
    Una raffica statalista rapinatrice di libertà e crescita.

    L’abbattimento del debito pubblico.
    Non c’è.
    Non siamo mai stati tra coloro che a questo scopo indicano una superpatrimoniale, che si tradurrebbe in fuga di capitali ed effetti iper recessivi.
    Ma non si compie invece la scelta di drastiche cessioni del patrimonio immobiliare pubblico, affidandone valori per almeno 20 punti di Pil a un fondo immobiliare chiuso, volto a cessioni vincolate all’abbattimento del debito.
    E’ una questione molto seria, perché di soli avanzi primari fatti da strette fiscali depressive il debito non scenderà abbastanza, e resteremo esposti alla speculazione.
    Se neanche i governi d’emergenza di professori e banchieri fanno dimagrire lo Stato, chi ci deve pensare?
    Noi, impugnando libri inascoltati e fucili scarichi?

    In intesi: il decreto è una botta forte, per esser nato in 18 giorni.
    E’ abbastanza perché i tedeschi non abbiano alibi.
    Ma su crescita e debito ancora non ci siamo.
    Mentre la protesta sociale sarà forte.
    Facile prevedere che la politica non ingoierà la pillola molto facilmente.
    Se, poi, l’eurovertice dovesse andar male, Dio ci salvi tutti perché entriamo in un mare ignoto.

    caro Ninni, solotanto per quello che hai scritto e per come lo hai posto dovrei dirti “Tio amo”.
    Sono una donna sposata, ma in fieri, se potessi trasmettertelo, ti direi “Ti amo” per come sei: un uomo imperdibile.

    PS: Hilde Strauß (sembra che lo debba ripetere ogni volta e giuro, mi sto stancando)… quella strana lettera (siamo in europa e ancora la giudicano “strana”, fa parte dell’alfabeto tedesco, si chiama “Eszett” e vuol dire “ss”.
    Quindi Strauß sarebbe come scrivere Strauss.
    Ma è una lettera fonfamentale, in tedesco: in alcuni casi la sua comparsa può significare “l’inverso della parola stessa”.

    Caro Ninni, come vedi ho fatto mio il tuo invito, ma spero non dovermi più spiegare. Alla fine che significato si può dare ad una parola o ad un’altra?
    Basta che la persona venga identificata nella sua pienezza.

    Un abbraccio, come soltanto una donna potrebbe farti.

    Buona giornata (torno al lavoro)

    Hilde Strauß

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  11. Caro Ninni, cosa dire di più.
    Ti cedo, sicuramente, il passo. Non avrei saputo scrivere, sinteticamente, di meglio.
    L’analisi è “impeccabile”: andiamo cercando delle risposte immediate, mentre le voci lontane sanno guidarci.

    Buona giornata.
    Un saluto a chi conosco.
    PS: Hilde, sicuramente è difficile per me porre certe domande, ma … sei immersa in una “nuova” giovinezza? Buona giornata anche a te.

    E.

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  12. Gustoso, caro Dottore, il suo articolo.
    Una via di mezzo tra il serio ed il faceto. Certamente la storia è maestra di vita, ma tutte le vite che hanno contribuito a fare la storia dovrebbero, con il loro sacrificio insegnare.
    Bene tutelare la collettività con misura ed in qualche caso, con rigore. Il singolo, tuttavia, chi lo tutela?

    La seguo sempre.
    Buona sera

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  13. Interessante il dibattito su questa manovra, montata a neve e impazzita. Forse le uova erano andate a male, forse erano marce.
    Sto leggendo il Suo Blog (vedo che tutti ti danno del lei) e lo trovo interessantissimo.
    Tornando, però, al tema.

    Le misure, anche se disastrate, erano da prendere!
    Forse, come dire, si è ecceduto un po’ sul torchio.
    Forse, il colto estensore, non vive di regolare salario in casa affittata, oppure, molto più semplicemente, vive a Montecarlo (addirittura, chissà, vicino di casa con elementi o persone a lui af-Fini) dove l’aria di mare, in questo periodo, porta giovamento.
    La casa, appunto.
    Pensare che, un noto politico italiano, ha rassegnato le dimissioni proprio per una casa. Era tanto addolorato che, sembra, lo abbiano sentitodire: “Se scopro chi mi ha pagato l’appartamento, giuro, lo denuncio”.
    Poveretto, adesso dovrà pagare tasse adeguate all’immobile (pare costasse, circa, due milioni di Euro, vista Colosseo).

    Rende l’idea il disagio che tali misure porteranno ai cittadini.

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  14. Certamente, Milord.
    Il manovratore, nella manovra, ha manovrato bene, lambendo con tutte le sue forze la pelle degli italiani.
    A questo punto sono d’accordo con Lady Lucy Ferina quando afferma:”forse si è ecceduto un po’ sul torchio”.
    La vostra risposta, Milord, è stata bellissima, vorrei ricordare quanto la cinghia vada stretta al punto tale che, ormai, anche i buchi sono finiti.
    Ho, pure, dato uno sguardo a qualche pensione di anzianità e relativa, sudata, liquidazione. (Risposta da Voi data a madame Annalisa Baum).
    Certo le tasse le paghiamo noi a loro e così si possono reinserire nella società, inserendo “a nuie” tanti bei paletti “d’arrete”.
    Facimme a fame, va!
    E continuo a chiedermi: ma perchè questi lorsignori non vengono qui, nella Partenope Capitale, a spiegarcelo? A dirci come si fa a fare emergere il lavoro nero e tutto il sommerso, quando lo Stato nùn ce stà e le vucchelle da sfamare ci sono!
    Ma noi siamo italiani e troviamo giustificazione a tutto.

    Salutamme Milord e un caro saluto ai manovratori!
    Un saluto, anche, alla gente che qui ci sta.

    Dalla partenope Capitale,
    Dudù

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  15. Io credo che QUALSIASI idiota sarebbe stato capace di aumentare il costo della benzina e colpire le pensioni.
    Una manovra simile l’avrei fatta anch’io – laddove avessi trovato l’impudenza per farlo.
    Che scienziato!!!!
    Radiosità, Milord ^^

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  16. Se e quando l’elettore medio del PD (che non è il trentenne iperscolarizzato, che cerca di entrare in Università o insegna o si dedica ad altri lavori ad alto tasso di autorealizzazione, che di lavoro in fabbrica uffici ospedali non sa niente, che crede di essere il centro del mondo, e si illude di rimanere forever young) se e quando insomma l’elettore medio, realizzerà che passa una norma che manda in pensione verso i settant’anni senza che il PD abbia aperto bocca, credo che si verificheranno delle belle sorprese, dentro quelle urne che prima o poi bisognerà pur rispolverare e collocare nelle aule scolastiche un fine settimane di fine primavera di un qualche prossimo anno.

    Ecco qua.

    Ciao Milord
    (sono indignata)

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  17. Sembrano passati secoli dal discorso d’insediamento in cui il professore indicava nella lotta all’evasione fiscale, nello spending review e nella giustizia l’orizzonte da perseguire con determinazione.
    La realtà purtroppo è un’altra.

    La crisi, scatenata dalla finanza globale e aggravata dall’inerzia prolungata del governo Berlusconi e dagli altri governi europea, non può ancora una volta essere pagata da lavoratori, pensionandi, che si vedono rubati tre anni di vita, e pensionati. Non bastano il credito d’imposta a sostegno della ricerca e i premi a chi rottama impianti inquinanti per dare un segno progressivo alla manovra Il taglio ulteriore agli enti locali, Regioni Comuni e Province, determinerà una situazione drammatica per la sanità pubblica, per i servizi alla persona, per le politiche sociali.
    Il welfare municipale non sarà più in grado di contenere la moltiplicazione dei bisogni sociali e della disperazione.

    Che sbando, caro Milord.
    Forse sarebbe meglio, come dici tu, affidarsi alla “storia”, … ma quella sovietica!

    Ciao.
    Gab.

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  18. Io sono la persona meno adatta a dare pareri (me ne sono fatti molti e ho imparato tanti, come sempre, leggendo qui da te, Milord).
    Se posso dirlo, però, (non voglio offendere alcuna persona) i professori usciti dalla Università Bocconi, esperti in materie economiche e finanziarie, avrebbero trovato un po’ più difficile scrivere riforme andando, fisicamente, in mezzo alla gente.
    Forse l’applicazione della teoria, scritta dietro una cattedra, e applicata al mondo del lavoro, è dura? Non credibile?

    Ti ringrazio, Milord, di aver fatto scrivere anche me, sicchè stasera posso rileggermi tutto con calma.
    Buona notte

    Eleonora

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  19. Sono troppo anziano e troppo stanco per commentare questo splendido e inquietante articolo.
    A parte che ho impiegato n. giorni tre per registrarmi (l’età in avanzato stato di decomposizione?) e adesso?
    Sembra che la frittata sia fatta, anzi il risotto (stavo morendo dalle risate: quattro soldi in padella)!
    In linea di massima sono d’accordo con tutti. Il malcontento esaspera.
    Diciamo che, appena avranno tolto ai ricchi per dare ai poveri, questi ultimi saranno ricchi!
    Altro giro e si ricomincia.

    Intanto ho letto (e mi sto tergendo il sudore per aver terminato la registrazione).
    Lascio un saluto a te, Milord e un saluto a tutti i “compagni” di viaggio (ben ritrovati).

    Vado a dormire.

    Max

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  20. Buon giorno e buona domenica, Milord.
    Manovre e manovratore.
    Oggi nessuno ci risparmierà il “Concerto esclusivo” che verrà tenuto presso il Senato della repubblica.
    Tradizionale lo definiscono, ma lo paghiamo noi.
    Perdono, ma dove sono “i tagli”?

    Buona giornata, va.
    Vado a lavorare che è meglio.

    Ciao

    Max

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  21. Anch’io ti do la “Buona domenica”.
    Ecco che arriva il natale con tanti regalini.
    Il regalo più bello qual’é?
    Un po’ di serenità e pace.
    Un po’ di accettazione di quello che siamo e … pace!
    Questo il mio augurio più sincero, Milord.
    Questo è quello che voglio per tutti, a prescindere dal “Solone” che è ritratto nella prima foto in alto all’articolo.

    Ciao e ben ritrovato.

    M.

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  22. Caro Dottore, le riporto alcuni fatti “salienti”.

    «Il nostro giudizio continua ad essere quello di una manovra che non ha i tratti di equità che avrebbe dovuto avere e che comunque bisogna provare ad ottenere». Lo ha detto il segretario della Cgil, Susanna Camusso, nel corso del convegno «Prima il lavoro», a Padova. «Continua ad essere una manovra profondamente squilibrata – ha aggiunto – sulla tassazione del lavoro dipendente, delle pensioni e delle famiglie. Questo è un tratto che va corretto anche per gli effetti recessivi che avrà sul paese in termini di potere d’acquisto, in termini anche di contrasto alla progressiva riduzione dell’apparato produttivo».

    Da Padova il segretario della Cgil Susanna Camusso ribadisce quindi che «continua ad essere una manovra profondamente squilibrata sulla tassazione del lavoro dipendente, delle pensioni e delle famiglie. C’è un tratto che va corretto -ammonisce- anche per gli effetti recessivi che avrà sul paese intermini di potere di acquisto, e in termini anche di contrasto alla progressiva riduzione dell’apparato produttivo». «Non bisogna dimenticare che i dati sulla produzione industriale negli ultimi mesi sono in totale calo – avverte la leader della Cgil – le previsioni sull’occupazione sono pessime. Quindi, da quanto punto di vista gli effetti antirecessivi che erano necessari non ci sono».

    Un medico su tre ha più di 55 anni, e si troverà sempre più spesso a operare anche di notte. «La manovra del Governo Monti porterà i medici a lavorare fino ai 66 anni e oltre, con turni notturni sempre più frequenti a causa del blocco del turn over. La stessa manovra non affronta il nodo della stabilizzazione dei precari, penalizzando oltre 10mila giovani». Così «medici sempre più anziani dovranno continuare a fare turni notturni in sala operatoria o in sala parto, nei reparti o nei pronto soccorso. Se reperibili, correre di notte per un’urgenza come quando avevano 30, 40 o 50 anni. Ma vi fareste operare magari di notte da un 66enne?». A chiederlo agli italiani è Fp-Cgil Medici, annunciando l’adesione dei medici allo sciopero nazionale del pubblico impiego indetto lunedì 19 dicembre da Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa. Nella manovra, prosegue il sindacato «viene anche alzata l’asticella dei requisiti anagrafici per il lavoro usurante (da 59 anni a 62 nel 2012, 63 nel 2013, più un anno di attesa per la finestra) ma solo per coloro che svolgono almeno 64 turni notturni per almeno sette anni negli ultimi dieci di vita lavorativa». Il conto annuale 2010 della Ragioneria Generale dello Stato fotografa già adesso un’età media elevata dei medici del Ssn: solo 678 medici oltre i 65 anni con l’attuale regime pensionistico, ma 9.341 tra i 60 e i 64 anni, 38.894 tra i 55 e i 65 anni, ovvero più di un medico su tre (34,91%), mentre i medici tra i 30 e i 40 anni sono 14.040 (12,60 %), poco più di uno su dieci. «Oggi il lavoro del medico – afferma Massimo Cozza, segretario nazionale Fp-Cgil Medici – è molto più faticoso, per i turni più frequenti e più lunghi, con una crescente pressione psicologica per l’aumentato rischio di denunce. C’è un lento logoramento psicofisico che colpisce in modo maggiore i medici più anziani, che avrebbero bisogno di tempi di recupero maggiori senza essere costretti a turni notturni sempre più numerosi. È equo costringere un medico a continuare con le guardie notturne dopo i 60 anni e chiudere la porta d’ingresso a migliaia di giovani medici? Un cittadino si farebbe operare di notte da medici di 66 anni forzati a rimanere in servizio?».

    Sessantuno voti in meno. È il prezzo che Mario Monti paga per ottenere la fiducia sulla manovra. La luna di miele col Parlamento si affievolisce: i sì al Governo alla Camera scendono da 556 a 495 . Con una ulteriore riduzione per il voto finale sul provvedimento che si ferma a quota 402. Una maggioranza di certo ancora amplissima. Nella quale si avvertono però scricchiolii sempre più forti, se è vero che non più solo il Pdl, ma anche il Pd, pur confermando pieno sostegno al governo tecnico, evoca lo spettro delle elezioni. Ma il presidente Monti richiama subito la politica alle sue responsabilità. E dal centro dell’Aula ricorda che un unico destino accomuna i partiti al suo governo, perchè se «tutti non facciamo il nostro dovere», si mette a rischio l’Italia. Non accetta ricatti dalla politica, il professore. Lo dice chiaro e tondo in tarda serata, quando accoglie una richiesta della Lega e, già incassata la fiducia, prima del voto finale alla manovra riferisce in Aula. Guardando in faccia quei deputati e quei leader politici che nelle ultime ore hanno dato segni di insofferenza, il premier ricorda: «Siamo accomunati dalla stessa intrapresa». «Se tutti facciamo il nostro dovere con senso di responsabilità – sottolinea – non ho dubbi che l’Italia si salvera». Perchè questo è in gioco: è «a rischio il benessere» degli italiani. Anche se personalmente, assicura Monti, lui non è affatto «disperato», come invece lo aveva descritto Silvio Berlusconi. Intanto nel pomeriggio, con un tempismo che in Parlamento non è passato inosservato, anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano richiama tutti alla necessità di scelte «severe e coraggiose», di fronte al pericolo di un «drammatico disastro finanziario». Ma i partiti, stretti dalle pressioni dei rispettivi elettorati, nel garantire la fiducia al governo e nel dare il primo via libera alla manovra, iniziano a prendere le distanze. Lo fa platealmente il Pdl, con le assenze e le astensioni in Aula. Due deputati del partito di Silvio Berlusconi votano ‘no’ alla fiducia, 4 si astengono e 23 risultano assenti (mancano poi in 70 al voto finale, che viene disertato da ben 130 deputati).

    Ovviamente, le ho riportato dei fatti detti e pubblicati, non opera della mia piccola mente.
    A corroboro di quanto, giustamente e nel contesto, asserisce.
    Un passo di equilibrio informativo, che una locazione personale, riservandomi in futuro, alcune personali considerazioni che lasceranno la traccia infinitesima di un uomo comune.

    La saluto e la seguo sempre.
    Con molto piacere leggo anche tanti volti conosciuti.

    Buona domenica.

    PickWick

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  23. Buona sera a tutti e Buona sera a Voi Milord Ninni.
    Al peggio non c’è fine.
    I “protagonisti” della scena politica pre “Monti”, altro non erano che buffi e mediocri omuncoli messi al loro posto al solo scopo di prendere insulti e pomodori, in cambio di cospicui benefici, mentre eseguivano i diktat dei veri detentori del potere. Adesso, con questo nuovo “governo”, fatto di professori, cuochi e lavandaie dalle lacrime facili (mia nonna diceva: “Piange il morto per fregare il vivo”…) alcune maschere sono cadute, e influenti personaggi dei piani alti sono “scesi in campo” in prima persona, mettendo da parte le loro marionette.
    In tutto questo teatrino, è venuta meno anche l’ultima parvenza di “legittimità” del sistema democratico. E tutto appare per com’è… una grande farsa messa in piedi per dare l’illusione al popolo che c’è qualcuno che si preoccupa per loro. In questo momento il nostro governo, di stampo “inquietantemente” democratico, per quanto profondamente ingannevole nella sostanza, si presenta impeccabilmente inamidato, ma legittimato dal volere popolare, che a gran voce lo ha portato al potere. Senza dimenticare, però, che lo stesso popolino, urlava le dimissioni di un omettino, che ultimamente era molto più dedito alla grazie femminili di giovani ninfee danzanti, che alle disgrazie di una vecchia Italia piena di dolori reumatici e ferite storiche …
    Col governo dei “tecnici”, si viene scaraventati in uno scenario che denota una situazione davvero critica. Gli eventi sono giunti ad un punto tale per cui è richiesta la presa del comando dei veri potenti in prima persona, mentre giullari nani e ballerine vengono licenziati dai vari teatrini della politica, senza tanti complimenti.
    O forse, tutti gli avvenimenti, che abbiamo vissuto negli ultimi anni dovevano portarci proprio a questo? L’illusione dei governi democratici ci ha fatto diventare malleabili palline di materia inorganica. Perchè, caro Milord, la storia ce lo ha spiegato bene…
    L’unico modo di sottomettere le popolazioni, era privarle prima dei diritti fondamentali, quali: lavoro, casa, istruzione … fino ad arrivare ad affamare intere popolazioni.
    Ecco che i sacrifici ci vengono imposti.. come ci viene imposto di buttare lacrime e sangue..
    E poi non meravigliamoci se gli imprenditori si suicidano perchè non riescono a recuperare i soldi che lo stato deve loro. Lo stesso stato li massacra e li abbandona…
    Sapete che c’è di nuovo Milord? E’ che siamo in fondo al baratro, e ora stiamo scavando per andare ancora di più a fondo. E loro.. il governo dei tecnici, ce lo sta facendo fare, puntandoci addosso l’arma, ipocrita, del sorrisino di circostanza…e mi viene in mente un frase..
    “Armiamoci e Partite…”….

    Scusate i refusi.. ma scrivo indignata e non rileggo …

    Cordialità a tutti

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  24. Siamo, quasi, commossi della Vostra illuminata e illuminante partecipazione a questo umile Blog.
    Era per noi un obbligo morale lasciare questo scritto prima di rispondere, o almeno, colloquiare gradevolmente con tutti.

    Grazie Ladies and Gentlemen.
    Con stima

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  25. Lady Emma Vittoria

    ritenemmo ammirevolissimo il Vostro esempio.
    Non risparmiaste, neppure, la genitrice. Questa è obiettività, anche nei frangenti che, in queste ore, colpiscono più di un familiare e soprattutto, più di una famiglia.
    Grazie.

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  26. Miss Eleonora

    Vi ringraziammo con ammirazione, nostra giovanissima Signorina.
    Nulla mettemmo se non un po’ di “reminiscenze” che riguardavano una certa “Bolla imperiale” che sanciva la durata del processo, la messa al bando dell’usura e lo studio dei classici per le famiglie nobiliari e ad inverso la recitazione, presso i “Quattro canti”, in forma assolutamente gratuita, dei classici Greci e latini, ad uso popolare.
    Aggiungete, però, anche un motivo interessante al Vostro intervento:
    Qualcosa non ha funzionato, oppure non funziona. Delle misure andavano prese, ma queste misure andavano prese in un raggio grande“.

    Sì, mia Signorina, qualcosa non funziona sicuramente se una “manovra” di sacrifici si è tramutata in sangue e lacrime (ritorneremo su questo argomento).
    Grazie

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  27. Lord Spillo

    L’evasione fiscale italiana, con la sua abnorme diffusione, è sotto i riflettori a causa degli interventi previsti dalla manovra finanziaria. Più che ai danni distributivi che essa produce, l’attenzione della Presidenza del Consiglio sembra, però, concentrata sulle crescenti esigenze di gettito e sulla riduzione del deficit pubblico.
    Sul tema si può, innanzitutto, osservare che l’evasione fiscale si manifesta in Italia con un’intensità ben maggiore che negli altri paesi avanzati: stime recenti, anche di fonte Agenzia delle Entrate, danno l’imponibile occultato compreso tra un quarto ed un terzo del PIL.
    Incredibile, vero?

    Il motivo, crediamo, sia tutto legato alla “feroce” base imponibile. tassati e tartassati e in fin dei conti quello che Voi scriveste non è, poi, tanto lontano da quello che noi pensammo.
    Aumentare l’IVA?
    Forse era giunto il momento di ridurla.
    Aumentando la disponibilità immediata e l’ulteriore spesa sul risparmio “percepito”.
    In due parole: più è alta, più non pago. Se, ad inverso, trovo una tassazione “bassa”, pago lo stesso perché mi rimane del denaro …”da spendere”.
    Sembra di vivere a Nottingham, fra le mani del più famoso “Sceriffo”. Se dovesse arrivare Robin Hood, però …
    Grazie

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  28. Lady Hilde Strauß

    Il punto dello sbaglio meno detto, meno visibile, ma colossale nelle sue dimensioni economiche e storiche, di questa manovra (a nostro parere) sta proprio in un aspetto mai citato, mai analizzato, nell’innalzamento in sostanza eguale per tutti, dell’età pensionistica alle nuove età indicate dalla manovra, verso i 68 – 70 anni.

    La generazione di coloro che si trovano fra i sessanta e i settanta anni è quella che, unica, conserva al contempo energie sufficienti e tempo dedicabile, assieme a esperienza e capacità, per essere aiuto necessario, spessissimo indispensabile, a sostenere le giovani famiglie che vogliono avere figli o che già li hanno, i veri vecchi ormai numerosi, quelli la cui età si volge verso gli ottanta, novanta anni e anche più. E’ l’unica generazione-collante che mette in relazione l’esperienza e la memoria di generazioni precedenti alla propria, la propria, quella dei propri figli e quelle dei nipoti.
    E’ un colossale patrimonio storico e morale, un collante generazionale che diviene collante sociale e che offre un aiuto economicamente mastodontico al tessuto delle famiglie. Partecipa al volontariato e all’associazionismo, mantiene reti relazionali indispensabili. Molti anziani più vecchi contano su questo aiuto per poter vivere, molte coppie contano su di loro per avere figli e per gestirli potendosi affidare a questo prezioso legame familiare. Quanto costa a un vecchio restare senza aiuto? Quanto ad una giovane coppia (magari di precari) non avere un figlio? Quanto costa a chi il figlio lo fa pagare baby sitter e aiuti vari?
    Ma vi è un altro grande danno: quanto costa ad una nazione perdere la sua memoria?
    Quanto costa far scomparire dalla società un pezzo così grande di lavoro dedito spontaneo e volontario fatto per l’amore dei legami e delle amicizie, l’esempio diffuso e concreto che le relazioni e i sacrifici non sono dettati solo dal danaro?

    Ne potremmo parlare fino allo sfinimento, mia Signora.

    Vi ringraziammo per le Vostre parole sempre generose e adulatrici nei nostri confronti.
    Voi siete, come i tanti presso queste umili stanze, i pilastri di questo piccolo spazio web.

    Grazie

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  29. Lady Lucy Ferina

    Innanzi tutto, milady, Vi augurammo il benvenuto tra queste umili pagine. Si scrive, e (se lo consentite) si chiacchera amichevolmente.
    Ritenemmo, anche noi, che il “colto” estensore non viva di salario e/o affitto.
    Riteniamo congruo, invece, che possa avere certe, per così dire, af-Fini-tà con il mondo dei salotti perbene.

    Avemmo modo, mia Signora, di scrivere in passato sulle vicende particolarmente sfortunate, del noto uomo politico a cui Vi riferite.
    Se la memoria non ci inganna, sono corrette le parole con il quale si espresse in tal senso (non le ricordiamo esattamente, ma dovrebbero essere proprio quelle lì).
    Ovviamente, la fortuna per chi, invece, la casa la deve acquistare indebitandosi fino agli occhi (se riesce) è notevole. Non troverà mai qualcuno che lo offenda pagandogli un appartamento, a suon di Euro a sei zeri, anche vista fognature di periferia.
    Un grazie e ben arrivata.
    Cordialità

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  30. Don Diadumeno

    Il problema “Sud” dell’Italia è diventato, con queste iniziative fiscali, pressante, angosciante!
    Nella imposizione del “federalismo” fiscale, forse qualcosa si sarebbe salvato, ma non è così.
    Laddove meno si incassa, più si impone.
    Un cane che si morde la coda, in pratica.
    In bocca al lupo, Milord, anche per la Vostra partenope Capitale.

    Grazie

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  31. Lady Alessandra Bianchi

    Lo credemmo anche noi.
    Qualsiasi stupido sarebbe riuscito a fare di meglio. Qui, però, siamo di fronte al peggio! Crediamo si possa trattare di autoreferenzite acuta!
    Grave aberrazione mentale che, in termini di costi e risultati, può comportare il rilancio (pur difficile) della disperazione umana.
    Non si vive abbastanza, mia Signora, per terminare e concludere le Epopee scellerate!
    Mai abbastanza.

    Vi ringraziammo, porgendovi copiose radiosità

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  32. Lady Sonia Liverani

    Perdonate: Vi meravigliate che il PD sia senza parole? Oh bella, questa sì che è divertente.
    Una domanda sorge spontanea: quando ha mai parlato o proferito parola? Ah, forse, Voi, fate riferimento al suo proprio segretario nazionale!
    Ecco spiegato l’arcano.

    L’unico discorso che ricordammo, con un qualche senso astratto (ripreso, peraltro, dal bravo comico Maurizio Crozza) è:
    Uè, ragassi, siàm passi? E va bene che non riusciamo a fare opposizione, ma mica siàm venuti qui a lucidare le lampadine delle lucciole, vero?“.
    Riconoscerete, mia Signora, che con questi input, “ah, con tàl morbo, ogni speranza è morta!”(Addio, del passato bei sogni ridenti – La Traviata, Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, Atto terzo).

    Cordialità

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  33. Товарищ Николай Кузнецов
    (Compagno Nikolaij Kuznetsov)

    Vi riferite a “tre anni di vita” rubati ai pensionati? Vi informiamo che sono cinque pieni e in alcuni casi dieci.
    Concordammo con Voi: c’é bisogno di un maggior impegno nello studio della storia (e i conseguenti corsi e ricorsi).
    Nel merito, forse, abbandonerei quella Sovietica in considerazione delle pagine, non propriamente, allegre lasciate ai posteri.
    Ogni evoluzione, però, è sempre figlia di una rivoluzione, evitando il Caos.
    Perché?
    Beh, il Caos ha dalla sua parte una sola caratteristica positiva: è democratico sul serio, colpisce tutti indistintamente.
    Volete iniziare ad elencare, con me (felice di porgerVi un umile aiuto), le negatività?

    Cпасибо и дружелюбие
    (Grazie e cordialità)

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  34. Miss Eleonora Bisi

    Voi, mia Signorina, siete sempre benvenuta presso queste povere pagine e grazie alla Vostra generosità ed Onestà intellettuale, ne siete un cardine fondamentale.
    Vi ricordiamo, tra l’altro, la Vostra appartenenza all’Albo d’Oro degli Imperdibili che, proprio per la sua unicità, inserimmo in una pagina appropriata.
    (Su in alto, nella barra nera, alla voce “Gli Imperdibili”).

    Grazie

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  35. Lady Melissa T

    Grazie per essere arrivata pure Voi.
    L’augurio di cui Voi ci beneficiate, lo estendemmo a tutte le Ladies e i Gentlemen presenti.
    Come sapete, noi non siamo soliti lanciare auguri, con ricchi premi e cotillons.
    Ma, forse, in questo caso l’augurio che le “coscienze si sveglino” per una pace stabile, durevole e migliore, ci stà.

    Cordialità e grazie….

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  36. Lady Emma Vittoria

    Grande fermento tra i parlamentari dopo l’annuncio di una rimodulazione del vitalizio che va ad incidere sulle aspettative di deputati e senatori. Qualcuno degli esclusi dal vitalizio prossimo futuro mette in discussione anche quello che viene gia’ percepito da ex parlamentari per un totale di 218 milioni.
    Il vitalizio è un privilegio si dice (ora e non prima) e come tale va abolito ma, rispondono i vitaliziati, non si possono toccare i diritti acquisiti, le nuove norme devono valere per coloro che non hanno maturato tale diritto.
    Gia’, i diritti acquisiti.
    Si puo’ applicare una norma che preveda l’annullamento di un “diritto” consolidato nel tempo?
    Se si abolissero i vitalizi gia’ acquisiti si dovrebbero abolire anche le cosiddette pensioni baby? Quest’ultime interessano 535.752 pensionati e costano ogni anno 9,4 miliardi di euro.

    Togliamo la pensione anche a circa mezzo milione di persone perché hanno avuto un privilegio stabilito con legge?

    In questi ultimi 50 anni i privilegi dei parlamentari sono andati di pari passo con quelli di vaste categorie sociali.
    Le caste, per l’appunto, sono molte, con i relativi vantaggi che ingessano il Paese.
    Puntare il dito sui privilegi dei parlamentari, va bene.
    Non vorremmo che fosse un modo per nascondere quelli di altre caste.

    Rendere efficiente la pubblica amministrazione: il sogno degli italiani.
    Il governo Monti dovrebbe affrontare il tema, pena il fallimento delle sue iniziative.
    L’efficienza e l’efficacia della Pubblica amministrazione e’ disastrosa: siamo agli ultimi posti tra i Paesi occidentali ed e’ andata peggiorando nel corso degli ultimi 15 anni.
    Purtroppo gli addetti alla Pubblica Amministrazione non hanno come referenti l’utente ma se stessi, sono, come si suol dire, autoreferenziali. L’utente è un fastidio, un lavoro in piu’, una aggiunta di problemi.

    E’ una mentalita’ che si e’ stratificata nel tempo e che e’ difficile sradicare e le innovazioni sono viste con sospetto.
    Le resistenze al cambiamento, semmai si dovesse avviare una azione di miglioramento, saranno forti.
    Non tutte le situazioni sono eguali ma il livello delle prestazioni pubbliche e’ del tutto insoddisfacente per i cittadini.
    Eppure, la riforma della Pubblica Amministrazione e’ un obiettivo fondamentale per portare il nostro Paese fuori dalla palude nella quale si e’ impantanato.

    In ultimo, ma non per ultimo, mia Signora, avete accennato ad un argomento cocente e dolente, legato propriamente a quanto scritto in questo articolo: il suicidio di imprenditori che, presi per la gola dalla Stato (recupero d’imposta) o dalle banche (il rientro, immediato dai finanziamenti concessi, con la negazione di ulteriori finanziamenti).
    Sarà oggetto per il prossimo articolo che proporrò ai lettori e basato su fatti reali.

    Vi ringraziammo per averci offerto Spirito di continuità nella ricerca e comprensione di cosa stia realmente succedendo, in questi giorni, nella nostra povera Italia.

    Grazie e Cordialità a Voi

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  37. La ringrazio Milord. Lei è un uomo, veramente, squisito e dotato di una buona dose di ironia e perché no, di coraggio.
    La ammiro, buon giorno e cordialità.

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  38. Sempre interessanti i suoi articoli. Alcune volte un po’ più pesanti del dovuto.
    Non per spezzare una lancia in favore di un Governo un po’ raffazzonato (si dovrebbe far pagare chi ha portato l’Italia in bancarotta e non chi ha sempre sostenuto il paese), mi chiedevo, dunque, l’uomo politico, la personalità da scegliere al posto di Monti?
    Per quello che mi riguarda tutti uguali e tutti simili.
    Il mercato proponeva questo e questo ci hanno rifilato.
    Lui o l’altro, avrebbe avuto differenza?

    Buona giornata

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  39. Questa manovra non piace agli italiani, ma la fiducia nel governo – e soprattutto nel premier – resta ancora alta. La manovra appare poco equa, per non dire iniqua, alla maggioranza della popolazione.
    Nell’insieme ma anche nel dettaglio: considerando i singoli provvedimenti. Soprattutto quelli che riguardano le pensioni, l’aumento dell’Iva e l’Irpef. Nel complesso: troppe tasse e pochi interventi che favoriscano la crescita. Le liberalizzazioni, la patrimoniale; anche gli interventi sui costi della politica e dei politici: rinviati a un secondo momento. Con il dubbio che il rinvio divenga permanente. Come altre volte – troppe volte – è già successo, in passato.

    la seguo, caro Dottore.
    Presente, malgrado la mia età e l’aiutino datomi da mia nipote per registrarmi nel suo nuovo, e qualificante, blog (oppure sito).

    Con tanta stima,

    Furio
    Se mi consente lascio un saluto a tutti quei lettori e attivi partecipanti che ho riconosciuto.
    Buona sera

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  40. … Si, ormai è stato detto e stradetto da tutti e da Noi tutti.
    Rimane solo un unico denominatore….
    CRISI
    Non intesa però esclusivamente come “crisi” di governo, ma come crisi di valori, crisi d’anima, crisi di cultura, crisi di progresso, crisi di comunicazione…

    il resto si trasforma in polvere e fumo….

    Buonanotte a tutti …
    Buonanotte Ninni…

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  41. Lady Lucy Ferina

    siamo a ringraziare Voi della gentilezza, nel leggere e nello scrivere.
    Non tutto fanno ciò e comunque va bene lo stesso.
    L’ironia è il coraggio del popolo per poter parlare dei “loro” difetti e riderne; “Loro” dovrebbero rispondere con la satira e sentirsi accomunati: ecco che la cosa pubblica prenderebbe vita.
    Appunto, più corretto è usare il condizionale ” dovrebbero”.
    Grazie e Cordialità

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  42. Lady Emma Vittoria

    Effettivamente una “crisi” ci parla di qualcosa estremamente genererico e incompiuto.
    Vi riferite alla Crisi, generale, di una società…
    Non possiamo darVi torto.
    Tuttavia, una così grande generalizzazione, nasconde fattori ben più gravi: il fallimento della Società stessa, i cui valori erano l’istituzione portante del vivere costruire una società civile.
    Giusto per rinverdire la storia: La Germania, dopo il trattato di Versailles, iniquo, disumano, vessatorio e criminale, produsse fame, miseria, dolore, assenza di valori, ma produsse, anche, Adolf Hitler.
    Noi speriamo che Il Ragiornier Presidente ne tenga conto.
    Non possiamo, più, permetterci il lusso di “giocare” ai “salvatori della patria“.
    Non dopo, almeno, gli anni di piombo, le brigate Rosse, il Partito Comunista Combattente, le Squadre di Azione Mussolini, Ordine Nero ecc.
    Non più.
    Sarebbero devastanti.
    Un cataclisma senza via d’uscita.

    Grazie mia Signora e Cordialità.

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  43. Questo articolo, il primo (secondo) dell’Era WordPress, dopo la fuga senza condizioni dalle terre di Splinder, ci ha rinfrancato nel rivedere e poter colloquiare con tantissimi amici che credevamo, irrimediabilmente, perduti.
    Anche le New Entry e il n. di visite.
    Il Milord Vi ringrazia.
    Ringraziamo, altresì, tutti i passanti e spassanti, chi lesse e chi lesse e scrisse.

    Cordialità

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  44. Buona Sera Milord, e a voi tutti. Come sempre leggo le sue considerazioni sul De Profundis di Stato, e ovviamente sono d’accordo con lei, e con Emma.Vittoria che analizza il succo della polpa del Mondo, ormai marcio.E’ da tempo, circa sei anni che questa destabilizzazione Multinazionale sta minando il futuro di tutti, tranne di chi l’ha ideata. Già ma chi, ha voluto la crisi economica del mondo occidentale e in parte solo orientale (escludo la Cina), chi ha minato i valori dell’anima e delle nostre culture, chi ha permesso che fossero usati i nostri contributi di vite e di soldi per cambiare gli equilibri del Globo ? Sebra che dia la colpa a qualcuno, o che cerchi un colpevole in tutto questo ? Si. Penso che l’UE, sia la causa del 40% di questo pasticcio.Che la moneta unica sia caduta in mano a tutti gli speculatori del Mondo, e che i distinti mercati CEE dovevano differenziarsi con valute diverse ancora per molto tempo. Chi costruì questo castello, ora, alla domanda cosa farebbe per risolvere questo grave intoppo, o se allora si era previsto un down grade di ogni stato Europeo, non sa rispondere, e minimizza , un’po’ come ha fatto con tutte le aziende o multinazionali che ha gestito e che ha fatto fallire. Ma l’omino che gira per i mercatini Bolognesi e solo un piccolo pezzo del mosaico. Le cinque Banche che fanno girare l’economia sono in effetti molto sospette , e con loro una possibile rete di potenti invisibili a tutti. Fantasie ??
    Il governo USA , e l’UE sono a un secondo livello di resposabilità? Ma i loro veri dirigenti del back stage no. La Cina continua a metastatizzarsi in ogni continente, nel Mondo Arabo si stanno cambiando i Leader per sostituirli con altri falsi moderati. Si costruiscono Atomiche e Virus Killer influenzali per che cosa , per migliorarsi, per creare una nuova civiltà azzerandola del tutto ?
    Quante falsità escono ogni giorno dalla bocca di chi ci dovrebbe salvaguardare da questi Problemi. Quindi il 60% della colpa va al resto del Mondo. Cosa preoccupa a questi, l’aumento della Popolazione futura in Africa e la diminuzione progressiva del petrolio e di altri combustibili Fossili? Dove investiranno i loro profitti, nei genocidi batteriologici, Atomici, oTerroristici?
    Eh si, caro Milord il De Profundis è per noi che non sappiamo che fare, è come sparare nel buio a un nemico invisibile.
    Cordialità Euferr

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  45. Lord Euferr

    Vi ringraziammo del Vostro “tecnico” intervento!
    C’era bisogno, anche, di spaziare “oltre”!
    (Il povero “Umarell” che gira – disperato – per i mercatini di Bologna. E buon natale!)
    Grazie e Cordialità

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