Il diciottesimo apostolo

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SVENDO ITALIA

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Fermo restando lo scenario europeo, avvalorato dagli andamenti di borsa e spread degli ultimi giorni, in Italia prosegue una rappresentazione a tratti surreale e tuttavia densa di implicazioni sul piano politico, sociale (come si diceva un tempo) culturale.
Ci sarà modo in seguito di esaminare, nei “grossi” dettagli, la sbandierata riforma del mercato del lavoro. Per il momento tutta l’attenzione è rivolta alla flessibilità in uscita. Rendere ancora più facili i licenziamenti tramite l’abrogazione sostanziale dell’Art.18. In realtà, come ognuno sa, in Italia per licenziare non c’è alcun bisogno di rimuovere quell’ostacolo.
Da qui il tratto fantascientifico del confronto in atto.
Ma, per contro, i simboli che contano, possono influenzare un intero corso politico.
Se così non fosse non si capisce perché si è voluto strappare a viva forza il già rado scalpo dei pensionati quando non si è in grado di offrire un lavoro appena dopo i cinquant’anni.
La solita frittata.
Si è continuato a cercare di introdurre una concorrenza al ribasso tra giovani e anziani in perfetta continuità con il “Sacconi” pensiero, con il chiaro obiettivo di fregare entrambi: i giovani e i vecchi.
Inutile nascondersi dietro giri di parole: anche stavolta il governo del bocconiano Rag. Monti si caratterizza, tecnicamente, per la sua impronta sobriamente e rigorosamente (da qui il rigor montis) antioperaia, anti sociale, anti liberista.
Non si tratta di cattiveria, ma solo di una politica super ideologizzata in linea con i desiderata , veri o presunti, dei mercati finanziari. Non conta il lavoro, né l’economia reale di cui il governo del bocconiano Rag. Monti ampiamente si disinteressa: contano i giudizi e gli obiettivi di quei pochi grandi gruppi, che dominano la finanza mondiale e che, adesso, tengono in scacco l’Europa intera.
In questo contesto vanno analizzati i comportamenti dei vari attori che mettono in scena il teatrino sull’art 18.
1)Super Mario, anzitutto.
Ha avuto la sua libbra di carne da esibire nel suo importante viaggio “d’affari”, (pubblici naturalmente), in Asia.
Si perché, Lui, l’art. 18 l’ha tolto di mezzo (al momento almeno).
I compiti a casa li ha svolti diligentemente e tempestivamente.
Questo, infatti, è tutto ciò che conta per un “curatore fallimentare“.
Il parlamento? Quello viene dopo.
Del resto in politica si può anche bluffare senza pagare eccessivo pegno. L’importante è l’esibizione di forza!
2) La CGIL.
Susanna Camusso ha cercato verosimilmente, in quest’occasione, di invertire la rotta per raggiungere un compromesso accettabile nel quadro di una ricostituita unità sindacale. Ha fatto il suo mestiere e quando non s’è ottenuto l’obiettivo di una salvaguardia sostanziale di un diritto sancito nello statuto dei lavoratori, non ha esitato a proclamare una mobilitazione generale di lunga durata, anche sulla base di una petizione popolare (un pochino troppo nascosta, magari, negli intenti della CGIL) i cui contenuti sono nettamente alternativi all’ideologia del governo Monti.
Alla fine di questa vicenda la CGIL risulterà, probabilmente, assieme alla Fiom, se non proprio tra i vincitori, non certo tra gli isolati e perdenti preventivati con grande miopia da Bonanni.
Quest’ultimo, non a caso, si è già messo a rincorrere quello che dovrà essere il compromesso parlamentare che smentirà (poco o tanto vedremo) la tattica della CISL.
3)Il PD.
Bersani, verosimilmente, (lo si ricava dall’insistenza sulla cosiddetta manutenzione) contava in un semplice ritocco sulla durata dei contenziosi giudiziari e forse qualche assicurazione in tal senso l’aveva pure avuta. Invece no, gli hanno fatto lo scherzetto dell’abolizione della reintegrazione, in conseguenza di licenziamenti per motivi economici (cioè tutti i licenziamenti).
Così Bersani le prende dal bocconiano Rag. Monti e anche dalla sua base inferocita e infine dalla concorrenza, in diverso modo agguerrita, sul fianco sinistro.
Ovviamente e chiaramente tutto non potrà finire così.
Il bocconiano Rag.Monti, in concreto, può incassare alla fine solo un risultato parziale da far valere, intanto, per il suo tour propagandistico.
La minestrina avvelenata, preparata all’uopo dalla cuoca Fornero (proprio come in Pulp fiction: “Sono Elsa e risolvo problemi!), non può essere gustata dal PD, salvo morirne.
Pertanto è necessaria qualcosa da spacciare, nel bene e nel male, come “un buon compromesso” da parte di ognuna delle parti in causa.
Ritengo possa essere quello che avverrà.
Sarà demandato, poi, al singolo giudicare nel merito.
Certo, Bersani, non può affondare il governo, salvo smentire la scelta (sbagliata) di farlo nascere. Il suicidio non è previsto in politica, eccetto rari casi.
D’altronde il bocconiano Rag. Monti senza il PD , o anche solo con un PD imploso, va a casa e di corsa.
La missione internazionale che si è in parte intestata e che in parte ha ricevuto, deve essere completata in bellezza.
Ciò non può avvenire, a prescindere dai voti parlamentari, senza il PD.
Forse il più è fatto: poco lavoro, mal pagato e peggio trattato; pensioni simboliche solo per chi sopravvive fortunosamente agli acciacchi dell’età; liberalizzazioni burletta e niente riforme che invadano lo sterminato campo d’interesse/i dell’uomo più ricco d’Italia.
Come dicevamo, però, la missione non è terminata. Resta ancora da “impiegare” al meglio il risparmio residuo degli italiani, per placare la fame atavica dei mercati e passare ad un’economia interamente basata sulla finanza.
A tal fine, è cruciale una bella sforbiciata alla spesa pubblica, che andrebbe pure bene, se si traducesse in maggiore produttività. Salvo tener conto che, in tutti questi anni, le entrate fiscali dello Stato sono sempre state inferiori alle uscite, quanto meno in materia di spesa sociale. Sarebbe da scommettere che, proprio qui, nel ventre molle dell’economia sociale, si continuerà a tagliare.
Lo sviluppo?
In primo luogo da questa nuova flessibilità in entrata arriveranno fior d’investitori esteri. (Non credeteci, per piacere, è una bugia ed è, anche, una bugia stupida).
In secondo luogo c’è sempre la (o il) TAV. Tanto, deve bastare per il momento. Specie con il mercato dell’edilizia stagnante e per di più alle prese con l’IMU.
In una fase successiva, chissà, il capitale finanziario s’incaricherà di proporci tante belle idee da realizzare nei più svariati campi in Project Financing.
Tanto per venderci, a prezzi stracciati, gli ultimi gioielli di famiglia.
Questo, però, avverrà più avanti nel tempo.
Così, quando saremo declassati, definitivamente, al rango di paria dell’Europa e stremati da tanto riformismo, potremo consolarci: Saremo pur sempre – se non altro per ragioni demografiche – un gradino (uno solo, però) più in alto nell’umido sottoscala che comprenderà, stabilmente, un bel gruppo di paesi dell’Europa.
Speriamo che il bocconiano Rag. Monti – magari nel frattempo insediato alla Presidenza della Commissione Europea – sia mosso da una umana e cattolica pietas verso quanti si sono giovati delle sue amorevoli cure.
In fondo lo hanno (lo abbiamo) aiutato nel momento del bisogno.
E così sia.
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28 pensieri su “Il diciottesimo apostolo

  1. Caro Ninni, immaginavo e “sapevo”.
    Hai scritto un pezzo che fa riflettere e che nella tua “azzeccata ironia” mi delizia.
    Gran bel pezzo.
    Non ti sei risparmiato.

    Bello e graffiante.
    Bravo.
    Un saluto a tutti

    Louis

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  2. Che dire hanno buttato tutte le fatiche e i sacrifici dei nostri bisnonni,nonni, e padri ci vogliono rubare tutti.
    Abbasso tutti i politici, a morte il governo tecnico !
    ...
    Buonanotte milord…buonanotte a te ed a tutti i tuoi lettori/lettrici.
    ♥ vany

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  3. Caro Milord,
    gli eventi sembra abbiano spezzato le reni a tutti..
    Per una parte, ti si potrebbe riconoscere di aver anticipato la “predica” domenicale di Eugenio Scalfari.

    D’altra parte, le ragioni del ristagno in Italia le conosciamo tutti.
    Quella di Monti mi pare una profezia che si autoavvera: a forza di dire che gli investimenti sono bloccati dall’articolo 18, cominciano a dirlo anche i famosi “mercati” che non lo avevano neppure pensato.
    Ci sarebbero tante cose utili da fare, nel ventre molle della gestione amministrativa dello stato, ad esempio riequilibrare la distribuzione territoriale degli uffici giudiziari: costerebbe poco o niente, lo chiedono anche i giudici e si razionalizzerebbe una funzione indispensabile a cittadini e imprese.
    Invece niente, come anche Bologna insegna: al tribunale in via Farini erano contrari giudici e forse anche il sindaco, poi vinsero avvocati e chi ci avrebbe fatto business.

    Un abbraccio “lungimirante” Milord.

    L.

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  4. Bersani parla di “modello tedesco”Ma prima di parlare dovrebbe studiare di più.
    Sarebbe sufficiente alla bisogna il piccolo trafiletto sul modello tedesco l’altro ieri apparso a pagina 9 di Repubblica:la cogestione in Italia non c’é.
    Ma non è tutto. Il lavoro in Italia è una merce rarefatta e le nuove condizioni di lavoro sono quelle introdotte dall’ex ministro Treu e dalla legge 30 voluta da Sacconi,falsamente attribuita al povero Biagi:in Italia vige il sistema di precariato più orrido del mondo.
    Peraltro il precariato dei lavoratori ha reso precario le stesse strutture dell’industria manifatturiera e dei sevizi
    Un’ esempio valga per tutti. L’industria dell’abbigliamento rende oggi un margine industriale del 60(sessanta) per cento,grazie al lavoro precario degli italiani e dei cinesi nostrani ed esteri. Il prodotto viene assemblato nel modo più “informale possibile,con produttori non facilmente identificabili,perché soggetti ad una continua mutazione.
    Tutta la industria manifatturiera vorrebbe gli stessi margini e ciò spiega i referendum alla Fiat e alla Marcegaglia di Forli.Fuori i “vecchi”dipendenti e dentro i precari a basso salario e senza potere di contrattare. Perciò fuori anche i veri sindacalisti e avanti gli zerbini.
    In questo contesto si comprende più agevolmente la priorità di lor signori di smantellare lo statuto dei lavoratori,di cui l’articolo 18 è la chiave di volta.
    Infatti l’articolo 18 non solo tutela i posti di lavoro dei vecchi assunti,ma svolge una funzione preventiva contro la libertà di licenziare ad nutum:nessun datore di lavoro subisce volentieri lo scorno di una reintegrazione per ordine del giudice. A parte la Fiat che da sempre non esegue l’ordine del giudice per diritto divino.
    Ciò spiega anche perché volevano modificare l’articolo 41 della costituzione,di cui l’art.18 costituisce una concreta applicazione,come scriveva un nobilissimo e integerrimo giuslavorista: Massimo D’Antona.
    Ci vorrebbe un contrattacco.Finché la legge 30,che precarizza il lavoro in mille forme,non viene smantellato,l’articolo 18 e il diritto al lavoro ed a una vita dignitosa delle famiglie italiane lavoro sono in percolo
    Insomma è in pericolo quel poco di democrazia e libertà economica che c’è in Italia.
    Bersani forse ha fiutato l’aria che tira. La base elettorale questa volta non perdonerà. Dopo il doppio taglio alle pensioni,la precarizzazione totale di tutti i lavoratori non sarà digerita. Il troppo stroppia. Strano che non l’abbia capito anche il grande Player,Napolitano .
    Ho la vaga sensazione che a svegliare il popolo anestetizzato sia stato l’enorme quantità di odio di classe esternato dalla coppia Monti – Fornero.

    Un abbraccio milord.
    Ottimo pezzo.
    Saluto chi conosco

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  5. Caro Ninni Milord, cosa vuoi che ti dica se non far mie le parole scritte da Antonio Tabucchi in un articolo di qualche mese fa: ci hanno rubato tutto.
    Il “popolo” e in una disaffezione totale a tutto che può essere motivata soltanto da rassegnazione e sfinimento.
    Complimenti per l’articolo. l’ho letto almeno, tre volte.
    Ciao

    Vale

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  6. Milord
    L’attuale situazione politica italiana genera in Francia, ormai da alcuni anni, un interesse crescente. L’Italia viene vista dall’opinione pubblica francese come il paese della sperimentazione, soprattutto in politica, e al contempo, come lo Stato della crisi perenne, dell’anomalia e della democrazia imperfetta.
    Basandosi sugli articoli e sulle inchieste di quello che viene considerato il maggior quotidiano francese, il giornale le Monde, Giulia Gualtieri, nella tesi L’Italie dans Le Monde, ha approfondito questo tema analizzando lo sguardo francese sulla storia politica italiana recente.

    Però vorrei parlarti, almeno qui se ne parla, della “Democrazia a Km 0.
    Proprio per la difficoltà a capire cosa possa essere una organizzazione o rete di nuovo tipo, Democrazia chilometro zero (la cui sigla è DKm0) di fatto non ha alcuna organizzazione: è una colleganza, una relazione tra persone, o gruppi locali, o tra intellettuali, che non ha forma né confini, e consiste essenzialmente nella comunicazione, con un sito, con i libri, con incontri, domani con corsi di formazione… E l’oggetto principale di questa comunicazione è, a partire dalla constatazione del limite ambientale ormai raggiunto e anzi superato dall’economia capitalista, la ricerca attorno alle nuove forme della democrazia, ovvero la sovranità cittadina in ogni sua espressione.
    Noi chiamiamo tutto questo “democrazia insorgente”.

    Come e se questo progetto evolverà non lo sappiamo, però sappiamo che non vogliamo creare un altro micro-partito o una setta.
    Merci per avermi dato qualche spunto alla conversazione.

    Bonne nuit a tout le monde.
    Bonne nuit a toi, Milord, mon trésor!
    Bisousssssss

    Annelise pour toi
    Paris, 3 avril 2012

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  7. Buon giorno Lord Ninni.
    Ho letto tutto e l’ho anche stampato per fare leggere tutto al babbo.
    Sembra che parliate la stessa lingua.
    Bell’articolo è molto vero.

    Dolore e tristezza per tutto il dolore che ci colpisce e … unisce.

    Buona giornata caro Milord. Ti ringrazio, sempre, per permettermi di fare ascoltare la mia piccola voce tra tutte queste belle persone che scrivono qui e che saluto.

    Eleonora

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  8. Io credo, caro Ninni, che se non interverranno iniziative “socialmente” risolvibili, oltre che vederci negare lo sviluppo del paese, si correrrà il rischio che le le tensioni sociali diventino insostenibili.
    Pericoloso.
    Il PDL, oltre che sostenere un sostegno “politico” a questo governo di “idraulici”, ovvero “tecnici del tubo”, ha già avvertito di “allentare questa ignominiosa morsa2 che uccide il popolo.
    Insostenibile e cattiva gestione.
    Il Rag. va per i “cavoli suoi” e non tiene conto che la gestione della “cosa” passa – necessariamente – dalla politica che è espressa dal popolo sovrano. ma lui è un tecnico (del cavolo) e continua “ottusamente” ad applicare “teorie” economico/finanziarie e a tenere le sue lezioncine universitarie.
    Noi, però, non siamo né alunni, né scolari e le situazioni gestite in modo asettico non sono compatibili con un Popolo vivente.
    Questo stato del “suicidio”, (è di oggi la notizia del suicidio di una povera anziana di 78 anni che si è vista ridurre la pensione da 800 euro a 600 euro)., dei fallimenti, della stretta creditizia, dell’indigenza e della “NON” messa in condizione di lavorare per crescere, è uno stato arrogante, cieco, scellerato, settarista e dittatoriale.

    Che si suicidino il “pifferaio – contabile – magico”, oppure il Grande Assente del “colle”. Diano il loro appoggio “fattivo” (grazie al gesto estremo) di comprensione della disperazione popolare.

    La casta, la combriccola, è responsabile di tutto è deve pagare.
    Loro gli unici responsabili.
    Loro i torturatori.
    Loro gli ingestibili.

    Sono stata un po’ dura? Ebbene, volevo esserla nei confronti dei Signori di Palazzo, assassini e curatori fallimentari di una nazione che hanno portato alla rovina.
    Paghi chi ci ha portato nel baratro.

    Scusami Ninni.
    Questo è il mio pensiero alla luce degli avvenimenti ultimi.
    Comprendimi.

    Lascio un caro saluto per tutti e un abbraccio per te.

    Schifatamente vostra,

    Manuela

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  9. Leggo con dolore le verità che scrivete, mio Signore. verità che donano una sensibilità pratica e poliica non comune.
    Una analisi che si rivela esatta e completa.
    Il momento è difficile e grazie a Voi riusciamo ad ottenere uno spiraglio di conoscenza. Una consapevolezza che ci parla di presa di coscienza.
    Grazie e ancora grazie di cuore per esserci.
    Lascio un saluto per tutti e un caro saluto a Voi.

    HG

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  10. La vicenda dell’art.18, così come quella degli esodati, per dirla con una battuta, sono una giusta causa per il licenziamento del ministro Fornero
    Il Parlamento non approverà la riforma del mercato del lavoro senza un preventivo accordo nella maggioranza. È questa la conseguenza “dell’azione del ministro del Lavoro, Elsa Fornero”.
    Non vedo nessuna chance politica per cui si riesca a varare una riforma di questo genere nel Parlamento nei prossimi mesi senza un preventivo accordo con le parti sociali.
    Abbiamo già perso 500mila posti di lavoro ed è realistico che nel 2012 ne perderemo altri 200mila.

    Un abbraccio caro Ninni e un grazie per voler trattare, in modo aperto e democratico, questi temi che coinvolgono tutti.
    Un saluto per gli amici che da qui passano.

    Marisa

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  11. Il Pd? Non esiste se non per i suoi personaggi che, deboli e inadeguati, sempre poco chiari e doppiogiochisti, alla fine si arrendono al Governo Monti; ma si arrendono alle sue pretese perché quella che fa il Pd è solo una commedia, ben sapendo tutti noi che quella che dovrebbe essere l’opposizione – un tempo era ricordata come sinistra – in realtà sostiene il governo Monti e le sue iniquità tutte portate contro i ceti sociali più bassi. Ed allora ecco che accade che la signora di 78 anni si suicida, perché si vede decurtata la già magra pensione di 800 euro a 600. Ma è purtroppo un dramma che durerà poco e che non ha scalfito affatto la coscienza dei governanti, che però mostrano grande preoccupazione per i loro benefit. Mentre i tesorieri dei partiti rubano ai partiti per dare a sé stessi. La destra è la destra, chiaro che sostenga Monti, sono poi quelle misure che avrebbe applicato prima delle dimissioni di Berlusconi, che così ne è uscito pulito… il lavoro sporco lo fa Monti e chiaramente fa gli interessi delle banche ecc. ecc. Ma gli italiani che fanno? Protestano per la Tav, si fanno spacchere le teste per la Tav, ma sull’art. 18 mi pare abbiano fatto ben poco e così come lo avrebbe potuto fare un qualsiasi Pulcinella. Monti l’avrà vinta, ha già vinto. Spero di sbagliare, ma ha già vinto…

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  12. Viviamo e Sopravviviamo … aggrappati all’Unica speranza che ci resta … una volta toccato il fondo del barile, potremo risalire o ci toccherà dare una mano a scavare fino all’Inferno? Qui già si brucia che è una Meraviglia … rosolati e sfrigolanti … stiamo sulla graticola da così tanto che quando saremo carbonizzati del tutto, bè … ci frantumeremo come cenere nel Vento. Senza sapere davvero perché.

    Che Tristezza Milord, eppure si và avanti … nonostante il quotidiano annientamento della Vita.

    Molto interessante il Vostro articolo, ottimi spunti per una difficile riflessione che deve coinvolgere le Coscienze di ogni cittadino/a … è proprio vero … assistiamo ad un Teatrino per il quale stiamo pagando un biglietto assai costoso e se lo spettacolo non ci piacesse affatto? Immagino che di rimborso non se ne parli nemmeno per scherzo … eh no! siamo il Paese del Sacrificio che porta al Nulla … l’Emblema della Tassa sulla Tassa della Tassa … della schiacciante superiorità del popolo dei Tecnici spietati e azzeccagarbugli.

    Va bene.
    Intanto mi chiedo … nel caso in cui si potesse fare qualcosa, per contribuire a cambiare ciò che sembra un corso ormai immutabile, cosa possiamo fare noi poveri Mortali? A me non viene in mente altro che continuare a cercare di sopravvivere con quello che ci resta. Almeno fino a quando la Disperazione avrà la meglio.

    Si! Milord, si và avanti … nonostante Tutto.

    Un Saluto per Voi e per Tutti
    I Miei Rispetti

    Ni’Ghail
    Slàn

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  13. I lavoratori esodati sono persone il cui corso dell’esistenza è stato bruscamente deviato. Avevano concordato con la propria azienda le dimissioni, nella prospettiva di andare in pensione da lì a pochi anni in cambio di un congruo indennizzo. Con questo, sarebbero riusciti a vivere dignitosamente, in attesa di accedere al trattamento previdenziale.
    Poi, la riforma delle pensioni ha innalzato gli anni necessari per ottenere l’assegno.

    E si sono ritrovati senza un salario e senza pensione.
    Sono tra i 100 e i 357mila (una stima precisa non è ancora stata fatta) e, una volta esaurito l’indennizzo, rischiano, nella peggiore delle ipotesi, di rimanere senza salario e senza pensione per 4 o 5 anni. In certi casi, si stanno consumando dei drammi familiari con vere e proprie tragedie.

    Caro Dott. Raimondi, nel commentare quanto da Lei tragicomicamente indicato, mi congratulo per la sua particolare sensibilità nell’affrontare temi socialmente coinvolgenti.

    Voglia accettare, come i suoi lettori affezionati, i miei auguri per una serena festività.

    PicWick

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  14. Ci si dimentica di Keynes, Milord. Con la recessione non si va nessuna parte.
    In ogni caso, sono tornata per augurare a Voi e ai Vostri stimabili, e stimati, lettori una Pasqua felice, serena e radiosa*
    Lady Alessandra

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  15. NO COMMENT
    NO COMMENT
    NO COMMENT (Articolo pungente e degno di nota….)

    Buonasera Ninni, buonasera a chi conosco e stimo.
    Di parole al gentile signor, professor, ecc ecc, ne avrei molte da dire. Tante…
    Ma insozzare questo luogo con un fiume di parolacce non sta bene; per cui ti lascio uno scritto semplice, adatto a chi come te è un guerriero. (Sig, Monti, se leggi, lo scritto non vale per te!! )
    Ciao Ninni, Un abbraccio a te e a tutti i tuoi ospiti.
    Ti voglio bene.

    ...

    IL CREDO DEL GUERRIERO:

    Non ho genitori: ho fatto dei cieli e della terra i miei genitori.
    Non ho casa: ho fatto della consapevolezza la mia casa.
    Non ho vita nè morte: ho fatto ho fatto dei flussi del respiro la mia vita e la mia morte.
    Non ho poteri divini: ho fatto dell’onestà il mio potere divino.
    Non ho messi: ho fatto della comprensione il mio messo.
    Non ho segreti magici: ho fatto del carattere il mio segreto magico.
    Non ho corpo: ho fatto della pazienza il mio corpo.
    Non ho occhi: ho fatto dei lampi di luce i miei occhi.
    Non ho orecchie: ho fatto della sensibilità le mie orecchie.
    Non ho arti: ho fatto della prontezza i miei arti.
    Non ho strategia: ho fatto della “liberazione dall’offuscamento” la mia strategia.
    Non ho progetti: ho fatto dell'”afferrare al volo l’opportunità” il mio progetto.
    Non ho miracoli: ho fatto della giusta azione il mio miracolo.
    Non ho princìpi: ho fatto dell’adattabilità a tutte le circostanze il mio princìpio.
    Non ho tattiche: ho fatto della pienezza e della vacuità le mie tattiche.
    Non ho talenti: ho fatto dell’intelligenza pronta il mio talento.
    Non ho amici: ho fatto della mia mente il mio amico.
    Non ho nemici: ho fatto della noncuranza il mio nemico.
    Non ho armatura: ho fatto della benevolenza e della rettitudine la mia armatura.
    Non ho castello: ho fatto della mente inamovibile il mio castello.
    Non ho spada: ho fatto dell’assenza dell’ego la mia spada.

    Anonimo Samurai del XIV secolo.

    ….

    Un bacio.. la tua vecchia babbiona che ti vuole bene…

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  16. Buon giorno, mio Signore.
    Avevo sottovalutato (ma questa è colpa mia) quanto avevate scritto. L’ho letto e riletto. Tutto sconforta e apre gli occhi verso un futuro che non sembra esserci.
    Vi sono grata per insegnarmi.
    Grazie.

    Un abbraccio sentito e buon sabato.

    HG

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  17. Ladies and Gentlemen
    Sempre grati e sempre presenti, nei nostri intendimenti.
    Rientrammo adesso e adesso sbloccammo le Vostre foto.
    Domani, procederemo alla nuova pubblicazione.
    Ringrazio chi mi ha seguito e “pazientemente” commentato.
    Mancò la fortuna non il valore.
    Ci ripromettemmo, però, che a partire dal prossimo “articolo” sarà, nostro intendimento, risponderVi nel più breve tempo possibile.
    Lasciammo, come di consuetudine, le nostre più vive cordialità.

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