Il gioco

Il gioco

Asma, Houssein, Samir

..

Quartiere di Malki, Damascus (Syr).
L’eco degli ultimi colpi, ancora roboanti tra le superfici dei palazzi, non si è spento.
Silenzi bui, alternati da urla crepitanti e sibili di rabbia cal.7,62 x 39 Kalashnikov AK47.
Difficile, dietro questo fumo e questo odore acre, poter distinguere ciò che vive da ciò che è morto. Ogni carezza ti arriva come un sibilo, vicino alle braccia, al viso, alle gambe, che con il suo carico di morte, per questa volta ti risparmia. La vita, infatti – qui assume un sapore molto diverso che in altre parti – diventa parte o preavviso della morte e dei silenzi, ora invocati quando il sole ruggisce, ora odiati quando la luna rossa, che si alza sui silenzi di tutte le esistenze, rimane anch’essa in silenzio.
Addio stelle cadenti di un firmamento sincero.
Anche qui le stelle cadono, ma fanno male.
Molto male.
Oggi, però, ho assistito ad un piccolo miracolo avvenuto tra i “tuoni, le stelle cadenti e i ruggiti”.
Oggi ho imparato un nuovo gioco: quello del mangiare. Anche “facendo finta di cucinare e mangiare“, forse ci si nutre per davvero. Si degustano carne alla brace, con un po’ d’erba del deserto e il sale che non manca. Un tozzo di pane arabo, bianco e profumato, acqua fresca e forse un po’ di dolci canditi. Ecco che, allora, tutto diventa meraviglioso: Il boato che prima navigava sopra le nostre teste, diviene un applauso per i preziosi manicaretti preparati, con molta diligenza, da tre bambini.
Gli ingredienti non ci sono, ma fa lo stesso.
Domani Houssein, Asma e Samir, racconteranno di quella volta quando, con coscienza e attenzione cucinarono tutto quel ben di dio, in attesa di qualche galletta che non arrivò mai.
Un sogno perfetto, un sogno bellissimo di ogni giorno che, con mille varianti si ripete.
Un sogno di speranza e di sufficiente sazietà.
Un sogno per la vita che si trasforma in un gioco nella vita.
Maestri di pace e speranza: tre bambini!
Cordialità
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53 pensieri su “Il gioco

  1. E leggo commossa di quanto ci racconti, caro Lord Ninni.
    Con quella forza, quell’umiltà, quella onestà e nobiltà d’animo che hoo imparato ad apprezzare durante questi anni in cui ho avuto l’onore di poter scrivere con un “grande” contemporaneo, fra tanti “grandi” che qui scrivono.
    Sensibilità per l’Uomo e per l’Umanità.
    Visibilmente commossa e triste per quelle realtà, che ogni giorno evitiamo di guardare negli occhi, lascia Milord Ninni, che possa esserti vicina da un “Paese” placidamente adagiato sulle sue effimere certezze.

    Ti voglio bene (un caro saluto, con ammirazione, dal mio Babbo e dalla Mamma).
    Saluto, se mi permettete, anche tutti quelli che scrivono qui e che mi permettono di esprimermi.
    Grazie a tutti e grazie a te, dolce Milord.

    Un abbraccione grande grande …

    Eleonora

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    • Preg.ma nostra Signorina,
      Voi commoveste noi per tanto calore ed affetto. Vi rispettammo al massimo, nostra giovane Signorina, proprio per queste Vostre, bellissime, qualità.

      Abbiate le nostre più sincere cordialità.

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  2. Caro My Lord, ancora grazie per darci vostre notizie. Siamo sempre in pena per voi.
    Una foto commovente che fa comprendere quanto: la VITA abbia bisogno di continuare anche fra le macerie di una guerra.
    Leggendovi ho ricordato tante cose che mi racontava il mio babbo proprio su la seconda guerra mondiale, da lui combattuta in Africa. Momenti di assoluta commozione che ho stampati ancora nel cuore tanto sono profondi.
    Me ne parlava spesso, a volte con i lucciconi a gli occhi: nonostante il passare dei decenni.
    Chi le ha vissute non dimentica…Mai!
    E’ vero fra i tuoni dei cannoni e il ruggito delle armi avvengono veri miracoli che donano ancora la forza di andare avanti per un mondo migliore.
    Il mio pensiero vi segue con rispetto e affetto.
    Abbiatevi sempre cura.
    Giovanna Orofiorentino

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    • Gent.ma Lady Giovanna … Orofiorentino,
      il ricordo di quanto avvenne e riportato dalla memoria intima del casolare, ahinoi, si manifesta e ci riporta ad una condizione precedente all’attuale.

      Ad ognuno il suo tempo e per ognuno il suo dolore.

      Certo, le esperienze raccolte, a piene mani, dal proprio sangue avìto portano a sentire una fortissima empatia con il genitore ma, ogni giorno – mia Signora – viviamo e ci rechiamo inevitabilmente verso l’ultima dimora.
      Questo viaggio, comunque sia, arricchisce la nostra coscienza se adottiamo, inoltre, la medesima coscienza dell’universo che ci circonda.
      Scriveva Ermete Trismegisto, nella sua tavola smeraldina: “Come è sopra, così è sotto“. Dunque, concludendo, la gioia (senza il dolore) e il dolore (senza la gioia) non possono esistere, ma dovrebbero coesistere in una armonia tanto da farci agire e sperare giorno per giorno e ora per ora.
      Il dolore, come la sofferenza, non è mai da una sola parte della barricata e come la “Livella” (come asseriva il P.pe Antonio de Curtis, in arte Totò) ci accomuna tutti, inesorabilmente, così come la sofferenza e il dolore.
      Vi garantimmo, mia Signora, che di morte e di dolore, al momento, ne avemmo da vendere ed esportare.
      Abbiate le nostre cordialità.

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  3. Ed è attraverso gli occhi dei Bambini che l’Orrore si Trasforma e diventa gioco, nella Vita e nella Tragedia di “quella” Vita … che è la Loro Vita … la Loro Quotidianità, con cui fare i conti e che può ferire da un istante all’altro, ma che non smette e non si ferma nemmeno dopo aver chiuso gli occhi ed espresso un desiderio. Il Gioco, quello resta … ed è l’inevitabile spinta che guida i gesti di ogni piccola Creatura dell’Universo ( che poi tanto piccola non è, visto che sa e può insegnarci tanto, anche in un solo sguardo ) … per i bambini giocare è la fonte stessa della speranza di continuare … per Vivere e per non cedere alla Disperazione dipinta nei volti e nelle ferite dei genitori, dei nonni, dei fratelli, delle sorelle, dei cugini …

    … Io Credo che se, per un Attimo, ci si fermasse ad ascoltare il gioco di quei bambini; ogni stella fermerebbe il suo cammino di morte e si chiederebbe perché? A che serve? Quanto è inutile ferire per non ottenere che altro dolore ed altro sangue.

    Non so, Milord,
    a me sono scese due lacrime silenziose e poi il Vuoto si è impossessato di ogni centimetro di esistenza … Sono Ingenua? Si, decisamente e sono convinta che non c’è Futuro senza la Speranza di quei tre bambini che giocano fra le macerie di un’Apocalisse che sembra non avere Mai Fine.

    Grazie.
    Ancora una Volta il Tuo cuore ha aperto una ferita fondamentale nella coscienza addormentata di questi momenti di estate e di silenzio … l’Immagine è Meravigliosa e Terribile al contempo e la Voce quasi viene meno, così come se le parole potessero frantumare l’Incanto di quel Gioco e di quelle piccole Vite.

    E ti chiedo un gesto per quei bambini, una Carezza su quei volti così concentrati e puliti … ti chiedo di farlo perché questo è stato l’impulso immediato … per la semplicità e la chiarezza dei loro occhi … per la Verità dei loro intenti. Ecco, ti chiedo una carezza, per fare sentire loro che non esiste distanza nei sentimenti e nella speranza e che il profumo di quel pranzo è arrivato fin al cuore di ognuno di noi.

    Un Abbraccio per Te
    ed un Caro saluto per Tutti

    I Miei Rispetti
    Ni’Ghail

    Slàn

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    • Lady Nì Ghail,
      le Vostre parole ci colpirono.
      Negli occhi di un bambino si riversano, inesorabilmente, tutti i desideri futuri dell’Uomo.
      Se nulla rimane e niente resta, cosa ne sarà di questo futuro, raggiunto con il dolore e disperso con il passato?
      Forse, mia Signora, perdemmo il senso della misura del sentimento e dei contenuti. Ecco che iniziano, allora le – più o meno – incomprensioni. E non importa da quanto tempo quei bambini, si frequentino, l’incomprensione diviene più profonda e da strisciante, diviente stridente. Esattamente, allo stesso modo, succede tra Nazioni: nessuno farà il primo passo della riconciliazione quasi a voler sottolineare che i livelli raggiunti sono insopprimibili e quindi non rivedibili.
      Nasce il dolore e con esso la reazione, spesso cieca,del “comunque sia.
      Nessuno farà, mai, un passo indietro.
      Chi ci potrà salvare se non l’innocenza di un bambino che, scevro dal rigore e dall’ingordigia “del voler ragione a tutti i costi”, creerà con l’elemento della speranza e del sogno pulito, un mondo e un modo migliore per tutti, anche senza “ingredienti?

      Abbiate le nostre cordialità.
      Grazie

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  4. NINNI!
    Non ti nascondo che mi hai commossa uccidendomi, quasi.
    Il mondo è davvero cattivo, ma tu riesci a trovare, sempre, qualcosa di buono.
    Sei proprio una bella persona.

    Abbi cura di te.
    Saluto la mia amica Nì Ghail e tutti.

    Bisousss

    Annelise pour toi
    Bormes les Mimosas, 12 Agosto 2012

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    • M.lle Annelise Baum,
      il mondo, a nostro umile modo di vedere, non nacque cattivo, ma lo diventò.
      Allora accade che il paradiso, diventi un inferno.
      Non dimentichiamoci, però, che non esiste notte tanto buia e oscura che possa oscurare la susseguente alba più luminosa del giorno dopo.
      Vi ringraziammo per la Vostra generosità, augurandoVi un ottima prosecuzione delle Vostre vacanze (la splendida cittadina francese di Bormes les Mimosas, è un piccolo tesoretto dove distendere le emozioni e fondersi con l’Universo).
      Grazie mia Signora e cordialità

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  5. I forzati della professione. Sei un grande esempio, Ninni.
    Ho provato a telefonarti ma, quel dannato apparecchio, mi risponde in una lingua che non conosco e sicuramente con il significato di “non rompere”.

    Un abbraccio, caro amico ( ti saluta mia moglie ) .
    In bocca al lupo.

    Enrico M.

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    • Preg.mo Sig. Vintrix,
      Voi ci confondete!
      Che dirvi, scherzi della tecnologia se, un apparecchio telefonico, magari per mancanza di collegamento, risponde di sua sponte (secondo del posto dove ci si trova), che il terminale potrebbe essere non raggiungibile per mancanza di segnale.
      A volte capita, mio Signore.
      Ricambiammo i saluti da parte della, pur ottima, Vostra consorte che ricambiamo.
      Abbiate cura di Voi e grazie-

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  6. I miei ricordi annaspano in un orrendo labirinto… Mio padre, prigioniero dei tedeschi, ebbe la fortuna di far ritorno a casa: mi raccontava spesso le sue vicissitudini che lasciarono un segno indelebile nella sua anima…
    La tua pagina mi ha veramente commossa: un gioco di pace e speranza…
    Ros

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    • Lady Rosemary3
      Vi ringraziammo per la Vostra preziosa testimonianza che dovrebbe essere incisa, a carattere cubitali, nei cuori di ognuno, in merito all’esperienza di Vostro padre.
      L’uomo, di per sé molto cattivo con i propri simili, riesce a dimenticare e scvolorire anche le più orrende stragi compiute.
      Forse l’innocenza di un gioco da grandi, ma condotto con minime risorse, potrebbe far conoscere la dolcezza della vittoria, ma anche l’amarezza della sconfitta prima che avvengano.
      Vi ringraziamo, mia Signora.

      Cordialità

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  7. Stamani avevo scritto due righe ma forse, My Lord, non sono state inviate in quanto non le trovo.
    Ora, per non tediarvi, mi limito a lasciarvi l’augurio per una notte abbastanza serena.
    Rispettosamente vostra
    Giovanna… Orofiorentino

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    • Lady Giovanna … Orofiorentino,
      alle volte i sicuri e confortanti sistemi informatici, non sono poi tanto sicuri e confortanti. Anche noi, in altre occasioni similari, perdemmo molti scritti.
      Ricambiammo il Vostro augurio per una serena giornata.
      Rispettosamente vostro

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  8. Rientro, soltanto, adesso caro Ninni con una giornata “abbastanza” pesante. conoscendomi, dunque, sai bene che in questo stato di ipnosi larvica, non sarei in grado neanche di immaginare due parole. mi chiedo, allora, perché io sono qui a scriverti, ad avere un grosso magone in gola e a soffrire delle tue sofferenze.
    E mi chiedo, anche, sul come abbiamo distrutto le nostre vite, pensando alle vite nostre, quelle che ci appartengono dentro e che prendono il nome di “Umanità”.

    Adesso, io so perfettamente che Tu (e ne rispetto, con rispetto, la scelta chirurgica) sei un “non credente”, addirittura con il “Certificato di sbattezzo” (giuro quando me lo facesti leggere, son rimasto senza fiato: “non lo credevo possibile”, ma in piena coerenza con il tuo pensiero e la tua filosofia, hai avuto questo grande coraggio!) chiedo, a me che “sono credente, con una fede che giorno per giorno inizia a scemare, mi chiedo PERCHE’ tutto questo dolore, questo male nei nostri confronti che, miseri mortali, abbiamo potere e scelte molto limitate. Perché?! me lo dovrebbe spiegare Dio in persona!
    Ma non viene mai: è assente o distratto.

    Quando, però, assisto a quello che “sussurrando” e con tanta discrezione, ci proponi, rimango incantato ed entusiasta di cosa può fare l’Uomo … e non dio.

    Mi hai commosso e in queste condizioni, ti garantisco, che è veramente difficile. Sono a pezzi e ho dormito quasi nulla, ma il tuo pezzo, con supporto figurativo, mi ha stroncato le vene e tutto quello che sta intorno.
    Belìn, come umanità, facciamo proprio pena.
    Che schifo (chiedo prdono per la fraseologia: conosco le regole di comportamento, presso queste splendide pagine).

    Un abbraccio caro e … fatti vivo, per piacere, noi, ma soprattutto io, ho bisogno di imparare la bellezza e l’importanza del “nostro passaggio” su questa terra (sono frasi tue).

    Buona notte Milord e riposati qualche attimo se puoi.
    lascio un saluto per tutti i miei compagni di viaggio che, qui, animano i nostri momenti vitali.

    Grazie a tutti.

    Francesco
    (PS: un saluto alle Signore)

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    • Sir Spillo,
      … perché tutto questo dolore, questo male nei nostri confronti che, miseri mortali, abbiamo potere e scelte molto limitate…“, già!
      Un quesito annoso, non trovate?
      Vi augurammo il meglio e tanta cordialità

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    • Fräulein Hilde Strauss,
      faremo nostro il Vostro suggerimento.

      Wenn die Aufmerksamkeit auf etwas oder jemanden krampfhaften wird, waren froh, dass in den gefährlichen Schritte, die Sie überlegen sich zweimal zu tun, aber im Handeln, Handeln, wird es wie ein Blitz sein.
      Ich danke Ihnen, meine Dame, ich wünsche Ihnen unsere echte Gastfreundschaft.

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  9. Sarà il mondo salvato dai bambini, da quelle anime innocenti che oggi giocano fingendo che la vita sia normale seppur sotto la minaccia d’un incessante fuoco che, in un attimo, potrebbe spazzare le loro tenere vite?

    “L’innocenza è dei bambini. Guai a chi li tocca…”, usava ripeterci il vecchio Maestro, mentre noi bambini stavano ad ascoltarlo incapaci di comprendere che volesse dire. A quel tempo non potevamo sospettare né immaginare che tanti micidiali abusi venissero perpetrati nei confronti di chi indifeso. Guardavamo noi al Maestro con un misto di tenerezza e paura: ci invitava a stare attenti, ma da chi, dall’Uomo Nero forse? In tanti ci avevano raccontato dell’Uomo Nero che nella notte viene e si porta via i bambini cattivi. Nessuno di noi credeva che l’Uomo Nero esistesse sul serio e però, per precauzione, quando la notte calava e il buio si manifestava nel dormitorio ognuno di noi si rifugiava con la testa sotto le lenzuola.

    Ogni giorno il Maestro, con occhi lucidi di commozione, ci invitava a stare attenti: “Non prestate attenzione a chi vorrebbe regalarvi delle caramelle… per nessuna ragione al mondo”. Caramelle ce n’erano davvero poche e le poche ce c’erano venivano distribuite solo in occasioni molto molto speciali.

    Ma al di là dello steccato dell’Orfanotrofio noi lo sapevamo che c’era chi distribuiva caramelle ai bambini meno fortunati. Perché non avremmo dovute accettarle?

    Uno di noi era fuori a combattere. Teneva un fucile in mano e chissà cos’altro. Lo sapevamo perché il Maestro una volta ci ha raccontato di lui. Un giorno è diventato grande, troppo grande per continuare a restare in Orfanotrofio ed è dovuto andar via. Il Maestro ha detto che adesso uccide i nemici prima che siano loro ad uccidere lui. Il Maestro ha anche detto che non era questo che aveva sognato per lui, che non è giusto uccidere, che non è giusta la guerra.

    Carissimo Lord Ninni, non lo so davvero che fine farà questo mondo. Presta molta attenzione però: purtroppo l’Uomo Nero esiste, non è solo un’invenzione.

    Ti abbraccio con tanta forza e affetto,

    beppe

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  10. Caro Ninni,
    vedo lo sguardo innocente di mio figlio in questi poveri bimbi…
    Triste e cruda realtà.

    P.s: Oggi è il 15 agosto: ore 23.07. Esattamente cinque anni fa in questo istante eravano molto più sereni e spensierati di adesso… Ballavo insieme a te!
    Non dimenticherò mai quella bellissima serata di gala…

    Buon 15 agosto, ovunque tu sia!

    Giò

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  11. …Lord Ninni, leggo questo nome così altisonante, forse un pò ironico, e mi pare davvero strano saperlo in questi luoghi di tragedie umane, dove s’intrecciano storie di guerra, proiettili vaganti e bambini che giocano sotto imminenti bombardamenti. Ma la mia non è un riflessione che vuol essere negativa, anzi, ne ammiro il contrasto, e tutto mi pare così coerente nel suo insieme. Certo non può esser vero che siamo nati tutti sotto lo stesso cielo, come sottolienato in questo post, in quei luoghi le stelle cadenti si trasformano in ordigni e colpiscono tutto e tutti, indiscriminatamente, gli uomini col mitra in mano e i bambini che giocano tra i ruderi. Ma per fotuna loro hanno una grande risorsa, quella che si perde con l’andare del tempo: la fantasia! Con essa si può immaginare di vivere in un posto diverso, di avere cose che non si hanno e di essere in mondo dove regna la pace…

    Piacere di averti scoperto.

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  12. Lord Ninni, come ringraziarVi delle Vostre benevole risposte?
    Credo non basterebbe la pochezza di vacue parole nè una pagina intera per farlo in maniera adeguata…
    La lacerante tregua che albergava nell’anima di mio padre, giorno dopo giorno diventava linfa di mai sopiti rancori…
    Guerre fratricide che non avevano senso alcuno per l’umanità: leggevo nei suoi occhi, infatti, l’orrore di quanto aveva visto e mai dimenticato!
    Ed io serbo ancor nel mio cuore l’abominio per tali nefandezze…
    Quanto da Voi descritto così dettagliatamente nel VS articolo, mi convince ancor di più delle atrocità ed inutilità delle orribili infamie delle guerre…
    Nella speranza di rileggerVi presto, Vi porgo i miei più cordiali ossequi,

    Lady Rosemary

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  13. All’origine della guerra, c’é la paura…
    All’origine dell’innocnza, c’é l’amore….
    E’, semplicemente, una questione di scelte.

    Con grande, grandissimo, affetto Milord.

    Dalla partenope Capitale,
    (saluto tutti)

    Dudù

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  14. Buon giorno gentile Milord Ninni, spero Voi stiate bene.
    Buongiorno a tutti i gentili astanti e un ben arrivato a Nunzia Daquale.
    Ho letto questo post e i vari apporti scritti e mi viene in mente l’altra faccia della medaglia. Quella faccia difficile da vedere, quel lato che non brilla, ma che può accecare la vista.
    Sicuramente per un attimo quei bambini e il loro gioco innocente si saranno trasformati in piccoli maestri di pace, ma poi? I bambini sono plasmabili, sono innocenti, non conoscono la politica, non sanno di avere un nemico se non chi è loro indicato come nemico. Ad esempio l’uomo nero, può essere chi uccide i loro genitori, violenta le loro sorelle, abbatte le loro case. Basta poco, davvero poco, per far loro credere che il mondo è cattivo e che i “cattivi” possono essere uccisi. Basta un attimo per arruolare quei bambini innocenti e strappar loro la fantasia per renderli schiavi assassini. Non ha importanza il nome del paese che promuove guerriglie fratricide e che usa eserciti di bambini, ma in ogni posto, vi troveremo reclutatori che piazzeranno un ‘arma tra le mani del bambino per vedere se è abbastanza forte da tenerla stretta. Molto spesso, e i meccanismi son sempre quelli, sono i genitori ad invogliare i figli ad immolarsi per la il bene del proprio paese. Avere un figlio martire è un onore, come avere un caduto in guerra… con la differenza che non viene ucciso dal nemico ma si uccide per una causa di cui non sa assolutamente nulla. Le cellule suicide di Hamas sono addestrate per rafforzare l’idea del sacrificio. Ci si concentra sulla bellezza della morte, per esempio fanno distendere le reclute in fosse vuote perché vedano quanto sarà “pacifica” la morte. L’eroismo dei giovani ragazzi è celebrato anche attraverso volantini affissi ai muri. Non mancano neppure i calendari illustrati con i “martiri del mese”.
    Poi, ci sono gruppi armati che ricorrono a sistemi diversi, ad esempio l’esercito di Liberazione del popolo del Sudan, ritiene idoneo un bambino a prestar servizio militare solo se gli sono cresciuti almeno due denti molari. Centro d’istruzione afgano con sede a Peshawar in Pakistan, gestito da mujaheddin, era promosso tra i giovani il concetto di violenza per il bene dell’islam. Ai bambini della prima classe elementare s’insegnava l’alfabeto con esempi riguardanti la guerra. Ad esempio J come Jihad (guerra santa).
    (I testi scolastici erano finanziati con i fondi del governo degli Stati Uniti).
    Un altro esempio che porto, è un esercizio di matematica tratto da un libro di testo afgano per la quarta elementare.
    “ La velocità del proiettile di un Kalashnikov è di 800 metri al secondo. Se un russo è ad una distanza di 3200 metri da un mujaheddin, e il mujaheddin mira alla testa del russo, calcolate quanti secondi ci vogliono perché il proiettile colpisca il russo in mezzo alla fronte” …

    E pensare che i nostri bambini imparano la matematica contando quante penne ha Marco e quante ne ha Luca… Molte testimonianze di questo tipo, ci sono riportate dai volontari di “SAVE THE CHILDREN”, “UNICEF” o dagli operatori della “CROCE ROSSA”, e ci raccontano di bambini (se possiamo ancora chiamarli così) che hanno fatto la guerra, di bambini torturati e plagiati, stuprati nel corpo e nell’anima e che son sopravvissuti con il fisico ma che son morti dentro.

    “I bambini costano meno degli adulti, e si possono drogare o indurre senza difficoltà alla violenza e a commettere atrocità”.

    Dichiarazione sui diritti del bambino (Lega delle Nazioni -1924)
    Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (Nazioni Unite -1948)
    Convenzione di Ginevra (1949)
    Convenzione europea sui diritti dell’uomo (1950)
    Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani e degradanti (1984)
    Convenzione sui diritti dell’infanzia (Nazioni Unite -1989)
    Carta africana sui diritti e il benessere del bambino (OAU – Organizzazione dell’Unità africana – 1990)
    Tutti questi trattati sui diritti dell’uomo e del bambino dove sono?
    Qualcuno li ha mai letti?
    Quando serve carne da macello qualcuno se ne ricorda?
    NO, credo di NO.

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  15. My Lord, desidero lasciarvi un saluto. Non so dove siate e quanto pericolo abbiate intorno. Credetemi: vi sono accanto con tutta la sincerità che voi conoscete.
    Vi lascio un mio scritto di tempo fa: Una piccola dedica? Fate voi:

    IL CANTICO DELLA GUERRA

    Il rumore assordante della pazzia!
    Guerra folle che vivi nel mondo
    in ogni dove sai affondare le tue unghie
    torbide e maligne.

    Sei nata maledetta e sai solo maledire.
    I tuoi passi scutono, uccidono,rimbombano
    risata malvagia che oscura ogni cielo.

    I tuoi brividi sono sussulti di morte e pianto.
    Tu vivi…non sai morire.
    L’Uomo ti ha creato…tu: ora vivi
    della sua pazzia. Ti nutri beffarda
    delle sue stesse ossa.

    Brucerai anche il sole.
    Tu…muori e vivi

    RIDENDO

    @Orofiorentino

    Vi auguro ogni bene e dateci notizie appena vi è possibile.
    Permettetemi un abbraccio

    Giovanna @ orofiorentino

    Un carissimo saluto a tutti coloro che vi leggono e condividono le vostre stanze:

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  16. A corredo del precedente commento lascio, per chi ha voglia di leggere, il:
    Protocollo opzionale alla convenzione dei diritti del fanciullo
    concernente il coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati

    Preambolo

    Gli Stati parti al presente Protocollo,

    Incoraggiati dal considerevole sostegno ottenuto dalla Convenzione relativa ai diritti del fanciullo, … (continua a leggere, cliccando il link: http://www.unicef.it/doc/622/protocollo-opzionale-sul-coinvolgimento-dei-minori-nei-conflitti-armati.htm ).

    Cordialmente saluto e ringrazio.

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  17. Ho letto, con attenzione, caro Dott. Raimondi, quanto da lei specificato con l’articolo oggetto di questo mio commento.
    Parlare di guerra, dolore e sangue, soprattutto se “presenti”, diventa difficile parlare e scrivere. Figurarsi se ad esprimere emozioni divenendo cronisti di se stessi, specificando e raccontando, entro i crismi di una pericolosa attività, quanto accade intorno.
    Questo restituisce all’Umanità vessata dalle brutture di una guerra che nessuno vuole o auspica, la propria dimensione umana.

    Le auguro buon lavoro e sempre maggiori traguardi.
    Mi permetto di salutare chi la segue tra tutti quelli, che in anni passati, ho imarato a riconoscere e conoscere.

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  18. Leggo, soltanto adesso, il tuo passaggio in questo splendido Blog e mi rendo conto – alla luce di quello che trovo – di sentire il soffio della tua presenza.
    Rileggo i tuoi biglietti e indicazioni e mi sembra strano di essere estremamente vicini, ma tanto lontani.
    H. mi ha dato il “?”. Ho fatto tutto e adesso sono a H.
    Ma tu trasmetti da DM e forse non riusciremo a incontrarci. Come è distante il mondo da qui. Avevi ragione, come avevi ragione quando hai lasciato a T, quelle usb. Mi sono servite. Tutto bene comunque.
    Ho letto il pezzo: anche a me è capitata una cosa simile. Ma erano una famiglia che sognava di vivere a Francoforte. Poveretti, come fai a spiegare cos’é il razzismo occidentale?

    Ti so a DMS io sono a HMS e forse non riusciremo ad incontrarci.
    Grazie per la “borsa” che hai lasciato: mi è servita, grazie grazie grazie.

    Un abbraccio.
    Volevo lasciare una traccia qui, anche se sei qui!

    Ne aspetto di nuove.
    Ciao Nì!
    Saluto tutti.

    Melissa

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  19. Pingback: L’Uomo Nero | Iannozzi Giuseppe aka King Lear

  20. Giuseppe Iannozzi,

    Strade deserte e assolate, sotto il peso di un silenzio solido. I passi, sono quelli dell’uomo nero, risuonano tra le macerie al ritmo dei batti dell’ultimo cuore. Inutile osservare questa figura per tentare di comprendere. Il suo viso è avvolto nell’ombra. Oggi era vestito in grigio/verde ed aveva un kalashnikov tra le mani e un buffo elmetto in testa. Ieri, sul capo, aveva una Kefiah e vestiva colori che andavano dal verde all’arancione, completamente diverso da quello di oggi, tranne che per un particolare: il mitra era uguale. sembrava, quasi, che se lo fossero prestato per giocare alla guerra, con una raffica per uno. Anche i proiettili costano.
    Voler cercare l’uomo nero, in ciascuno dei due contendenti, impossibile. L’uomo nero, adesso, è il Signor Maestro e quando suona la campanella di inizio lezione, inizia ad interrogare davanti la lavagna.
    Nessuno scrive, però: mancano, anche, i gessetti. La lavagna nera, dunque, va bene perché è vuota come la maggior parte degli sguardi che si incontrano. L’uomo nero batte il tempo e “a tempo” tutti si muovono nell’ultimo ballo infernale.
    Ti ringrazio per le raccomandazioni, ma caro beppe, non riesco a nutrire alcuna paura in quanto, essendo nato per morire comunque, (l’appuntamento ultimo è improcrastinabile e indilazionabile) mi occupo di tutto quello che si trova tra “la mia vita e la morte stessa” in quanto sembra più interessante dello scontato finale.

    Un caro abbraccio caro Beppe

    Ninni

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  21. Lady Hallison Grey
    ,
    mia Signora, Vi ringraziammo delle parole, forse, eccessivamente generose. Vi assicurammo, però, che la nostra persona non aggiunse né tolse nulla ai fatti. Ai bambini, soggetti principali di queste righe, dunque, affido le Vostre considerazioni e auspici.

    Grazie

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  22. Lady Giovanna Giò di Rosa Oscura,

    condividemmo, in pieno, la Vostra considerazione della realtà.

    Grazie

    PS – Hai ragione. Come dimenticare le magiche canzoni di Glenn White e l’atmosfera di quello splendido Gala, comprensivo del tuo tubino nero e toilette sfoggiati quella sera?
    Si, hai ragione, forse eravamo un po’ più rilassati. Grazie per avermi attivato quel piacevole ricordo. Abbi una serena giornata con la tua famiglia e con chi ti ama, ovunque tu sia.

    Ninni

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  23. Lady Nunzia da quale,
    Ninni, un nome altisonante?
    Beh, mia Signora, perdonateci. Nello sconsiderato e azzardatissimo affetto, nei nostri confronti, la nostra genitrice, ormai defunta, volle “onorarci” di ben cinque nomi di battesimo. Voi comprenderete l’imbarazzo, per noi, quando al momento di una “qualsiasi” firma, eravamo costretti ad usare un “foglio di allungamento”. Si ovviò all’inconveniente con la creazione di un diminuitivo vezzeggiativo (che pure vorrebbe dire “il piccolo“). Se, invece, Vi riferivate al “titolo aristocratico”, sappiate che esso venne creato per trattare, come nostri pari, tutte le persone di buona volontà e soprattutto nobili dentro, come Voi, in base al Vostro apporto.

    Vi ringraziammo per le Vostre riflessioni e Vi demmo il benvenuto presso queste umili stanze.
    Abbiate le nostra cordialità.

    Ninni Raimondi

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  24. Lady Rosemary

    Vi ringraziammo per la vostra gentilezza e generosità, mia Signora. E’ vero, convnimmo con Voi che l’abominio della guerra dimostra, esclusivamente, la realtà della condizione umana attuale: L’estrema stupidità!
    Abbiate le nostre Cordiaità

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  25. Lady Mistral di Ombreflessuose,

    le Vostre valutazioni sono oneste, a nostro avviso. Quelcielo criminale copre due grandi falangi di schiere compaste datanti uomini neri che si fermeranno, soltanto, all’esaustivazione della loro bramosia di sangue, sia autoctona, sia <i<indotta da terzi.
    Vi lasciammo le nostre cordialità.

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  26. Preg.mo Don Dudù

    Ritenemmo che quando la totale assenza di compassione, aiuto reciproco, empatia, lascia le nostre strade, ci ritroviamo con tanta solitudine dovuta alla paura. Paura di soffrire in futuro, paura di interporci con il prossimo per tema di non riuscire ad esprimere, al meglio, il nostro pensiero.
    Nascono le guerre: quello smaccato fallimento dell’intelligenza umana che, senza argomenti, argomentazioni e profonda ignoranza, mette mano alle armi, scegliendo la sopraffazione della forza bruta verso un avversario che si comporterà medesimsmente.
    Un saluto cordiale a Voi, Don Dudù e alla vostra splendida partenope capitale

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  27. Lady Emma Vittoria

    dalla deposizione del Gen. Kuisw Ndjamanie, presso il tribunale dell’Aja, accusato di crimini contro l’Umanità e genocidio

    Guardando i bambini della Sierra Leone è difficile pensare che pochi anni fa – fra il 1991 e il 2001 – sia stato un esercito di ragazzini, dai 10 ai 15 anni, a devastare questo paese, lasciandosi dietro 50.000 cadaveri e un labirinto di rovine che inizia a Freetown, la capitale e finisce a Kaylahun, al confine con la Liberia.
    Ed è a Kaylahun, che vediamo dei bambini giocare fra i muri di una casa bruciata. Sembra un relitto come altri, ma quando entriamo verrebbe voglia di scappare dopo pochi secondi. La chiamano “The slaughter house”. Dieci anni dopo, i graffiti di sangue lasciati dal machete sono ancora sui muri, assieme ai fantasmi di chi veniva condotto fra queste pareti per morire sgozzato.

    Eravamo nella giungla e quando ti ordinavano di fare queste cose dovevi obbedire o ti avrebbero ucciso! Non mi nascondo anche io ho fatto queste cose. Abbiamo ucciso un sacco di gente: soldati, civili, anche donne, anche bambini. Con il ‘coutelas’, il machete, e il sangue schizzava fino al soffitto”.

    Vi ringraziammo, mia Signora, per aver esteso il concetto da noi esposto.
    Abbiate le nostre migliori cordialità

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  28. Lady Giovanna … Orofiorentino,

    Vi ringraziammo per la vostra assidua presenza, come per il “cantico”, che esprime – perfettamente – quanto da Voi proposto.
    Abbiate le nostre più sensibili cordialità.

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  29. Lady Alessandra Bianchi,
    Siete sempre molto generosa, con noi, nei vostri interventi.
    Vi ringraziammo, porgendo le nostre più sentite cordialità.

    Uno Slàn anche a Voi.
    (Slàn, Nì Ghail©Copyright all right reserved all over the world, 2005)
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    Radiosità …

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