La fuga

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Cielo senza espressione e nuvole senza rughe
si stendono all’infinito.
La neve inzuppa la mente di bianca serenità
Il mio pianto si perde nel canto carismatico del vento,
che indecente mi fruga in bocca.
Ed ora tremo.
Assiderato di gioia incompresa.
Come un mendicante,
in un angolo di mondo me ne stò,
sbranato da occhi indiscreti.
Con le labbra increspate.
Le mani violacee.
Troppi sguardi affilati
hanno tagliato la mia testa.
Ho avuto paura potessero perforarla.
Entrarvi dentro.
Leggere i miei pensieri
Raggiungere il mio deserto di sogni emigranti.
E invece no.
Ho salvato la mia oasi desolata
uccidendo e leccando il sangue
del mio nemico.
Spengo le luci su questo palcoscenico
saturo di contraddizioni,
che rotolando goffamente
esce di scena.
Slaccio piano le stringhe
che mi legano ancora
alla speranza,
e mi lascio correr via.
Libero.
Senza pretese.
Attendo in un silenzio isterico
 
Mi illudo che, chi ha il potere di esaudire i desideri, possa ascoltarmi.
La realtà è che non credo più a Babbo Natale e forse non credo più a nulla.

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Click here, tanks.
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Cordialità

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72 pensieri su “La fuga

  1. Leggere la bellezza, pur in una tristezza che accompagna e emoziona.
    Lontani sono gli orizzonti perduti dove ritrivare le antiche forme e l’eco degli ultimi applausi. Così, cala il sipario sulle nostre vite, nell’unico ricordo rimasto del tempo.

    Eccoti in splendida forma, Milord.
    Un abbraccio,

    Annelise

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    • Lady Annelise Baum

      Vi ringraziammo, mia Signora, per le parole ed espressioni sempre molto generose.

      Sì, avete ragione, una tristezza che accompagna ed emoziona fino alla fine.
      Per noi, ormai, tutto questo rappresenta la fine di un excursus che ci portò, in breve tempo, a toccare con mano le nere profondità dell’animo umano divenuto una bestia insolente.

      Abbiate cura di voi.
      Grazie

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  2. Forse nel silenzio qualcosa, oltre le ombre oscure, si può vedere e percepire.
    Il sipario, lento sudario sul mondo, è sceso e noi con lui.
    Osservo, da dietro i vetri, le ultime gocce di lacrime del giorno appena arrivato, mentre le mie si sono spente dopo il tramonto e prima dell’alba.

    Una poesia delicatissima, Milord.
    Una poesia che sa di tutto.
    Lascio un caro saluto

    Elena

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    • Lady Elena Simonin

      E’, per noi, un grande piacere leggerVi dopo tanto tempo. La Vostra sensibilità è paragonabile, soltanto disquisendo, al Vostro modo gentilissimo di estrapolare le ore, per farne qualcosa di duraturo.
      Molto bella la Vostra immagine: “Il sipario, lento sudario sul mondo, è sceso e noi con lui”.

      Vi ringraziammo per aver definito, quell’umile lirica (nata direttamente dall’emozione e dal cuore) come : “delicatissima e che sa di tutto”. Voi siete molto poetica.
      Con l’augurio che tutto possa andar per il meglio e sempre maggior fortuna, per Voi mia Signora e per quanti Vi amano.

      Grazie

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  3. Se tracci col gesso una riga sul pavimento, è altrettanto difficile camminarci sopra che avanzare sulla più sottile delle funi. Eppure chiunque ci riesce tranquillamente perché non è pericoloso. Se fai finta che la fune non è altro che un disegno fatto col gesso e l’aria intorno è il pavimento, riesci a procedere sicuro su tutte le funi. Ciò che conta è tutto dentro di noi; fuori nessuno può aiutarci. Non essere in guerra con te stesso: così… tutto diventa possibile, non solo camminare su una fune, ma anche volare.
    (Herman Hesse)

    JTA Sempre

    Buon diurno

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    • Donna Emilia Di Roccabruna

      La Vostra colta Visita non passa mai inosservata. Siano esse frasi, appostamenti o citazioni, riuscite sempre, grazie alla Vostra grande esperienza, a colpire nel segno.

      AugurandoVi ogni bene, mia Signora, Vi ringraziammo.

      Cordialità

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      • Donna Emilia di Roccabruna

        Vi ringraziammo per lo splendido brano, a noi, dedicato. Il suono dolce, gentile, armonioso, oppure duro, che parla di nascita, di gioia … o di morte, mia Signora, delle cornamuse sempre ebbe un fascino “particolare”, ai nostri occhi. Ovviamente ci riferimmo, in via esclusiva, alle cornamuse Scozzesi e Irlandesi.

        Chi segue tali strumenti musicali, ne riconosce la provenienza immediatamente e senza ombra di dubbio.

        Dunque:

        1) No a quelle Inglesi! (Proprio per la forte, insanabile, impraticabile, irrimediabile, irreparabile, improbabile, inconciliabile, inammissibile,insopportabile, intollerabile, irrecuperabile, ineliminabile, refrattarietà di pelle tra noi e quella popolazione).
        2) No a quelle statunitensi, per gli stessi motivi di cui al punto 1.

        Melodie così, Donna Emilia di Roccabruna, esprimono il canto degli Dei e il “passo” dell’Uomo, facendo emergere il “divino” che è in noi, ovvero l’Umanità.
        (Ne abbiamo una collezione, veramente corposa, di brani musicali in disco)

        Grazie

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    • Lady Rosa Oscura

      Esattamente, mia Signora: una lirica dai toni amari, derivati da una impotenza pervicace.

      Secondo il nostro, modestissimo, parere tentammo sempre (dopo tante e ripetute delusioni) di scacciare con forza qualsiasi tentativo di ulteriore, fallace, illusione.
      Abbiate le nostre Cordialità

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      • Sì… hai ragione tu.

        In fondo le illusioni portano inevitabilmente alla sofferenza.
        E’ meglio tenerci stretti i nostri bei ricordi, custodirli con amore in uno scrigno prezioso, senza correre il rischio di contaminarli.

        Cordialità anche a te!

        Giò

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  4. Eburneo, Nero.
    Vita e morte,la stessa lama.
    Scegliere il precipizio per poter volare.
    Scegliere il buio per trovare luce.
    Eppur si muore a stento; veloce, lento.
    Eppur si cade sopravvivendo.
    Si vive da acrobati,
    in bilico, come tetri teatranti.
    Si nasce tra cosce e vitrei tramonti,
    Si perisce tra baci e affanni di corde vocali.

    Ti ritrovo qui, soli nel nulla,
    poeti del niente.
    Scevri di mani e fianchi,
    persi nei palmi chiusi e nelle iridi spente.
    Schiavi e santi di respiri celati.
    Non siamo mai in fuga, Noi.
    Lottiamo nel fango,
    dove spiragli di luna graffiano i resti di una vita.
    Eburnea, Nera.
    Mia… Tua… Nostra.
    *******
    Cordialità

    E.V.F. Dall’Armellina

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    • Lady Emma Vittoria F. Dall’Armellina

      Oggi Voi, con la Vostra lirica, avete nobilitato qualsiasi “verso” da noi scritto.
      Concordammo sulla disperata, ma generosa, afferoazione poetica:

      Non siamo mai in fuga, Noi.
      Lottiamo nel fango,
      dove spiragli di luna graffiano i resti di una vita.
      Eburnea, Nera.
      Mia… Tua… Nostra.

      Ah, mia Signora, se Voi poteste immaginare quanto sia vero quello che avete donato, a tutti noi, con la Vostra composizione.

      Grazie

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  5. Lascio i miei saluti più cari a tutti… Giò, GiovannaOrofiorentino, Emilia DiRoccabruna, Elena Simonin(spero tu stia bene, ti stringo forte), Annelise… Nighail, Hilde, Melissa, Marisa, Vintrix, Amedeo, Pickwick, Anne, Eleonora…. Un abbraccio vi giunga.

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  6. Come a bearsi di un solo Istante, nella Purezza dell’Orrore sotto le unghie e in quel suo incedere morbido, appena oltre al varco indistinto di questa pioggia … ecco che l’invocazione della Fuga, può e deve saziare e saziarsi di preghiere e singhiozzi.

    Ed è Vita fra le righe in Bianco e Nero, fra le Catene che ogni suono rende fragili al tocco della Disperazione, quale dolce richiamo all’onda che si frange nella sola dimensione possibile.
    Se andiamo Oltre è per IlluderCi che l’ ebbrezza del vento non sia solo contro il verso cui tendiamo mentre corriamo nell’Ebbrezza di un Istante Prezioso o al tremolare di una Fiamma.
    E non è Tutto Lì.

    Non la Vita che ci portiamo Addosso o Attraverso.
    Non le Macerie che sospendiamo a metà fra Illusione e Timore di Essere.
    Nessuno conosce o potrebbe “ Sentire “ i gemiti dell’ Acqua che diviene Gelo Informe e trasparente … Nessuno osa avventurarsi Oltre Il Coraggio di una Parola; chiara quanto un malinconico Viaggio al fondersi delle infinite dolcezze d’ Abisso.

    Ho visto la pelle farsi di nero e pece, mentre raccoglievo, inerme, gli aghi dopo il volo. In silenzio racconto di luoghi rossi dove non sono stata e corpi di lacrime su cui indugiare un istante di troppo.
    Vaghi singulti sulla terra del Mistero e sia un Incanto questa Movenza sinuosa … la Tenebra del Sorriso si espande come il Potere dell’Armonia, la cui troppa Delizia esala; al tenue vapore dell’Inutile scontro.

    Al proferire di una sentenza d’esistenza “al Limite” si dischiudono le urla di un vago strapiombo; le striature scarlatte dei prigionieri che ancora tentano di Morire al suono dei Silenzi e dei Miracoli.
    ___
    Morire o Vivere … Milord.
    Come fuggire? Se entrambi gli Abissi hanno una voce così soave da fare male e lasciare un Segno tanto desiderato?
    Avete scritto ciò che l’Anima reclama dall’Inferno della Vita … ed ancora una volta le parole possono solo sfiorare la profondità del Vostro Mondo, al di là di questo.
    ___
    Un Caro saluto per Tutti
    I Miei Rispetti
    Ni’Ghail

    Slàn

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    • A Bhean Uasal Nì’Ghail

      Mo Mhuire,
      ag déileáil leis an ghaoth agus an doras stoirm an petting …
      Nuair a bhíonn siad ar shiúl ó dúinn.
      Seo an ghaoth, ach teachtaire, whispers na focail milse agus is áille gur féidir aon duine a fhuaimniú.

      Aon duine nach bhfuil imithe tríd na doirse, a scaipeadh aer ag stoirme agus iniata i sféar, nach bhfuil i bhfad ó an féin fíor, an saol fíor.

      Go raibh maith agat, mo bhean, mar bhronntanas.

      Tá tú mo mian is fearr duit féin agus do theaghlach.

      Slán

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  7. My Lord, ogni strofa avrebbe bisogno di un commento a se. Tutte raccontano il vostro sentire, il vostro dolore e il senso di impotenza davanti alla drammaticità degli eventi.
    L’ultima mi ha davvero commosso. No : non potete slacciare le stringhe che vi legano alla speranza: perchè chi vi conosce sa che voi portate speranza e umanità dove non c’è. So che non siete capace di correre via. Voi affrontate con coraggio e tenerezza…quella di cui tutti abbiamo bisogno.
    Grazie My Lord per aver donato una poesia così profondamente bella da levare il fiato.
    Con tutta la mia stima, accettate un abbraccio

    Giovanna orofiorentino

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    • Lady Orofiorentino

      Siete, come molte altre volte, estremamente prodiga, benevola e cortese, nei nostri confronti.
      Forse si potrebbero costruire, da quei umili versi, delle appendici che portino ad una soddisfacente lirica. Forse.
      Vi assicurammo, però, mia Signora che quei versi uscirono dal profondo, entro una situazione così difficile e che, al momento, lasceremo per tornare ai nostri usuali italici (ma potrebbero definirsi usuali?) impegni.
      Sempre vigili e sempre disposti verso il Prossimo e verso la coscienza.
      Non dubitate di questo, Milady.

      L’unica cosa, forse, più gratificante è che saremo molto più spesso presenti.

      Abbiate la nostra Cordialità

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    • Lady Orofiorentino

      come fatto altre volte, ci facemmo ambasciatori degli amici che ci onorano della loro presenza, presso queste umili stanze e che, in temporanea assenza, rappresenterò il loro giusto saluto, nei Vostri confronti.

      Grazie

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  8. Un risveglio, forse un nuovo risveglio e consapevolezza che fa riflettere sulle proprie azioni.
    Ecco la percezione della fuga.
    Ecco il rifiuto di quanto ci opprime.

    Un’ aria da ascoltare nelle ore notturne.

    Buona giornata Milord. Allora ti aspettiamo presso “questo falso mondo” che è casa.
    Saluto e auguro il buon giorno, lady Emma Vittoria e Lady Giovanna Orofiorentino.
    Sempre un piacere leggervi.
    Un saluto a tutti gli amici e compagni di viaggio.

    Francesco

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    • Buona giornata a te Francesco… Ritrovarci in queste stanze, a leggerci e a dividere le nostre emozioni, è come tornare a casa e lasciare tutto il mondo fuori dalla porta. Si… siamo tra amici e compagni di viaggio, in una vita, che ultimamente, non fa sconti a nessuno… Un abbraccio

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    • Sir Spillo,

      un risveglio. Sì, un nuovo risveglio delle coscienze davanti l’incognito.
      Non conosciamo, infatti, cosa può insistere dall’altro lato della barricata (intesa come vita), il nulla forse. Una fuga, dunque, dalla bestialità umana e se mai dovessimo divenire “bestiali”, beh, con ogni probabilità, mi trasformerei nella più bestiale delle creature pur di difendere quello che rimane della perduta Umanità.

      Grazie, mio Signore

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    • Lord Gianluigi Top,
      una fuga dal Mondo Accanto! Esatto. Il tentativo di rifugiarsi nel Mondo Altro per non vedere la repressione della dignità Umana(da qualsiasi parte arrivi).

      I Mondi Accanto sono … uno soltanto: gli specchi e i riflessi che ne compongono l’ingresso, sono veramente molti.

      Vi ringraziammo e … ben trovato.

      Cordialità

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  9. Ci vuole il coraggio di fuggire piuttosto che vivere quietamente e ipocritamente in falsi ripari. I valori, le morali, le patrie, le religioni e le certezze private che la nostra vanità e la nostra propria compiacenza si concedono generosamente, sono però ingannevoli ed a tutti almeno una volta è venuto il desiderio di fuggire, di disconoscere, di evadere.
    Cordiali saluti e…

    ...

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    • Lady Romantica Vany

      vedete, tutto quanto non riposa nella fuga, bensì nell’idea di una fuga che possa produrre pace. Se noi fossimo disposti a <i<farci inseguire pur di disperdere tutto l’accecante odio, lo faremmo.
      Vi garantimmo, però, che anche questa via non basta.
      Perseveranza nel dialogo e presa di coscienza che una guerra guerreggiata, produce soltanto morte, non soluzioni.

      Grazie

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    • My dear friend David,
      Thank you for the words that I always kind gifts. I must say, however, that it is iol feeling of friendship that could run a little better, this world ruled by “War, Hunger, Poverty, Disease and Death.”
      I, personally, have always maintained that, since we are passing on this earth, we have very little to fight.

      Dear David I wonder when all Mankind will realize that “individually,” we are already condemned to death and, paradoxically, we are fighting for a handful of candy.

      Life, our life and all those around us, are much more high!

      A hug with sympathy,

      Ninni

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  10. Buon mattino, Lord Ninni.
    Toccano e addolorano le vostre belle parole..
    Ma, la Fuga, è solo verso il Buon Uso della Coscienza di ognuno di noi, per ritrovare la Strada di questo viaggio che è la Vita.
    Grazie, siete una Persona Speciale
    Baci
    Mistral

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    • Lady Mistral di Ombre Flessuose

      Vi ringraziammo per le parole qui espresse.
      Avete affrontato e colpito il problema.
      Ma, la Fuga, è solo verso il Buon Uso della Coscienza di ognuno di noi, per ritrovare la Strada di questo viaggio che è la Vita..

      Già.
      Vi ringraziammo, Milady

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  11. In questo inizio di Settembre vi lascio My Lord i miei più sinceri saluti e auguri. Lieta che siate nuovamente presente.
    Con questa citazione di Tito Livio, che ben conoscete

    Ferox gens nullam esse vitam sine armis rati.
    Popolo feroce, incapace d’immaginare che la vita senza le armi fosse qualcosa.

    Vi mando un caro abbraccio.

    A tutti i vostri lettori i miei più sentiti sentimenti di amicizia

    Giovanna, Orofiorentino

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    • Lady Giovanna … Orofiorentino

      Nostra è la contentezza di corrispondere, nuovamente, con persone degne e colte dalle quali imparare e crescere, come Voi, per esempio.
      Cosa imparammo, in questo periodo? beh, un po’ venne da noi trascritto nel post presente.
      Imparammo, ad esempio, che una guerra (l’arte della ragione, quando quest’ultima è inesistente) per quanto spacciata per vera, giusta, riparatrice, sacrosanta, reattiva, protettiva produce morti, morti e morti!
      Come non pensare, allora, che la parola e l’attenzione, insieme all’empatia, portano alla soluzione di qualsiasi problema?
      Voce alle armi? Forse, ma rigorosamente entro un poligono di tiro al bersaglio, durante una gara – magari – olimpionica.

      Grazie

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  12. Buongiorno Ninni,

    e un caro saluto a tutti i tuoi lettori.
    Ho appena letto il tuo pezzo sull’Espresso. Sempre impeccabile e dettagliato… e sopratutto efficace mezzo di riflessioni.

    Serena giornata

    Giò

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    • Lady Giovanna Giò Amoroso di Rosaoscura

      Siete, estremamente, cortese nei nostri confronti e Vi ringraziammo per la generosità dei Vostri pareri.
      Impeccabile dite? Dettagliato? Vorremmo esserlo sul serio. Presteremo, dunque, maggiore attenzione alla stesura di quelle quattro “robe” che qualcuno, Voi compresa, ha la bontà di leggere.

      Grazie

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  13. Per vivere, quanto rimane, caro Ninni, dolce amico di tante scorribande su GB? Cosa rimane della nostra identità quando si uccide, senza chiedere il nome e senza opportunità di fuga?

    Un bacio e un caro abbraccio di ” ben tornato ” .

    Saluto tutti ( in particolare le Signore Nì Ghail, Emma Vittoria e Orofiorentino che seguo).

    Isabella

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    • Lady Isabella Ozieri

      Quanto rimane? Bella domanda, gentilissima amica.
      Sarebbe da definire, esattamente, cosa intendiamo quando esprimiamo la parola vivere.
      Non siamo padroni del nostro tempo, Lady Isy, assolutamente no. Noi stessi non sappiamo, con certezza, se fra qualche minuto o minuto secondo saremo ancora vivi.
      Entro quel battito di ciglia, che è la vita, forse si racchiude una fiammella, pronta a spegnersi se ignorata.
      Cerchiamo di alimentarla: gli anni, i mesi, i giorni, le ore, i minuti o i secondi che ci restano, non saranno perduti invano.

      Grazie

      PS: (*) Le scorribande su GB
      Sapete che, ogni tanto ne sentimmo nostalgia? Quanto durò? Sei, sette anni? Ebbene, era per noi il primo pensiero mattutino e l’ultimo serale, quando “tutta la brigata” si sfidava a “colpi” di poesia, racconti, storielle, emozioni, news, fakes ecc.
      Erano bei tempi, ne convenite?
      Sapete perché?
      Perché avevamo la percezione di essere vicini e scrivere parlando, mentre parlavamo scrivendo.
      Il male … rimaneva fuori.
      Il mondo era da tutt’altra parte.

      Avete memoria?
      Isy (Voi, in pratica), la dolce, talentuosa e romanticissima ragazza …
      Ulisse, un caro amico con il quale si litigava tutto il santo giorno.
      Mari, la “saggia”. Guai provocarla, però.
      Ireland, la dolce, il cui sentimento travalicava qualsiasi parola.
      Tosco, un ragazzo buono, buono, buono … da essere, quasi, incredibile!
      Irene (la maestrina), dalle ottime intenzioni e sempre in procinto di ..
      Asto, uno fra i pochi artisti della parola che abbia conosciuto! Sul serio.
      “di Velluto vestita”, elegante, coltissima e sempre appropriata.
      Alice Liddel (la seconda Irene) con una scrittura acerba e reattiva.
      Eleno, che giocava con le parole e la cui eleganza di stile è rimasta impressa
      Fabio, lo ricordo molto “dentro” la parte.
      Gilga, il saggio!
      Graffa, il caustico.
      Iris, la rosa romantica.
      Lord Henry, l’Artista della parola e della “linguaccia”.
      Mare blu cobalto, la prova che esiste, ancora, qualcosa di buono
      Mistral, il più raffinato poeta contemporaneo verista.
      Obsevator, grande fotografa e grande “Critica“.
      Perla, due righe, scritte in un’ora, ma lancinanti come fucilate.
      Ronin, la bellezza della scrittura. Un amico “invisibile” e silenzioso.
      Stilista, uno “stilista” per davvero.
      TG75, quando l’istinto è un miracolo. Riusciva ad improvvisare su quasi tutti i temi.
      Virtual, la voce della persecutoria coscienza.

      Soltanto di una persona ci rifiutammo di scriverne il nome. Mai conosciuta donna più perfida, cattiva, arrogante … che riuscì a far litigare tutti, contro tutti, andandosene sbattendo la porta.
      Ne dimenticammo altri, vero mia Signora? Era una “redazione” pullulante.

      ( Saluto tutti, anche quelli che non conosco e che non ricordo. Ricordate?)

      Grazie a Voi

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  14. Come una Nuvola Strana
    in penombra
    e nel vento,
    senza Tregua;
    e senza Orizzonti
    da Baciare.
    Quasi uno Spirito che Vaghi Solo;
    nell’aria,
    trapassando
    di Anima in Anima,
    con un senso d’Allegrezza Modesta,
    che spiri;
    con gli occhi Lucenti
    e nell’Invisibile Voce che lo accompagna.

    Non un grido melodioso,
    né una splendida Ferita nascosta,
    o una traccia di Viaggio dentro il cuore, da conservare come una lacrima.
    Solo una Via.

    Da seguire;
    fino al giorno.

    Solo Istanti
    e Pietre
    a ricoprire la scia dei Voli.
    Ovunque appaiono terre da salutare e fotografie ed anni sulle spalle … in quel gesto fatto di Ricordi, con il capo chino ad ascoltare l’Assenza del Mondo, nei Sogni di altre Vite.
    ____
    Sai Ninni, Ho letto il lavoro pubblicato sull’Espresso …
    … ed una sola considerazione mi sovviene alla mente.
    Diventiamo migliori quando ci accorgiamo che è grazie a persone come Te e tanti Tuoi colleghi che il mondo ogni tanto si risveglia dal torpore di una comodità omertosa, che diventiamo più coscienti di cosa perdiamo ogni volta che chiudiamo gli occhi di fronte al “ tanto è tutto così lontano da qui “ … che diventiamo più Liberi, quando il nostro pensiero si apre alla Consapevolezza che il Coraggio di Uno solo è l’Orgoglio dei molti che lo seguono, nei suoi passi da Gigante.
    ____
    Un Saluto per Tutti
    I Miei Rispetti
    Ni’Ghail
    Slàn

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  15. “EDERA”
    Ancora una volta, dono il capo alla falce.
    Muoio stanotte,
    tra profumi di glicine e suoni distanti,
    memorie passate e mai obliate.
    Luna Scarlatta e Scarlatte lacrime.
    Il diurno scompare lentamente,
    e le ombre di antichi spettri danzano al tramonto.
    Segreti sussurrati come lame sul cuore,
    pallidi reliquiari di un ciclo morente.
    Respiri come rasoi.
    Lasciami immobile, crocifissa in un soffitto di dolore,
    prima che giunga il sole e mi trascini via.
    Via da ferite curate con sale,
    e da quell’eco triste che urla amore.
    La morte non cela dolore, tu sì.
    Mi lascio dissolvere in quest’ultimo
    tratto di tenebra, che anela silenzio.
    Parole, lame, foglie d’edera.
    “Ed era” lento scrivere.
    Lento vivere…

    *******

    Cordialità e buonanotte

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  16. Donna Emilia di Roccabruna

    volendo essere onesti, per il brano che sottoponeste a tutti i frequentatori di queste pagine (il pulcino pio), apprezzammo, esclusivamente, il momento in cui “il TRATTORE passa sopra il pulcino medesimo“.
    Nel comprendere il Vostro intento e nel ringraziarVi per la lodevole iniziativa, Vi lasciammo tra le dita tutta la nostra comprensione e cordialità

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  17. Carissimo Lord Ninni,

    una lirica disarmante nella sua verità, perché qui proponi a noi una visione del mondo che è vuota di speranza. Ma d’altro canto, in quale speranza dovremmo oggi credere, oggi che il mondo tutto va a rotoli? I più chiudono gli occhi, vanno avanti per la loro strada, fingono che tutto vada bene, che niente è cambiato, che i morti ammazzati non ci sono. E questo fingere che tutto vada bene ci precipita in un abissale sconforto, perché negando con la forza dell’indifferenza la realtà, di fatto si seppelliscono gli innocenti, i morti ammazzati, quando ancora hanno un fil di fiato in bocca, per quanto minimo esso possa essere. E’ questo l’orrore. Eccoci dunque di fronte a una umanità disumanizzata, a una società votata ai lifting e ai quiz a premi nel vano tentativo di credersi immortale. La realtà è invece quella che tu porti, con dolore esistenziale, proprio in questa pagina. Un dolore che è comprensibile solo se si è disposti a lasciar da parte le illusioni, così come fece Camus. Chi è il nemico? Chi? Ha un volto il nemico, colui che dovrebbe essere un nostro fratello e che in qualità di fratello uccide il suo consimile? Ce l’ha un volto, e il più delle volte è davvero tanto tanto simile al nostro. Basta una pallottola in un cielo limpido per porre fine a una vita. Una sola pallottola e per un essere vivente la vita si spegne né più né meno al pari d’una lampadina che si bruci. Ma la lampadina la possiamo sostituire, l’essere umano colpito dalla pallottola no: lui non tornerà mai più a vedere la luce. E chi siamo noi per poter giudicare chi è il cattivo e chi invece il buono? Eppure lo facciamo, ogni giorno: siamo dei mostri, questo il nostro volto.
    Da lungo tempo aspettiamo che qualcosa possa cambiare, ma di animi nobili, di persone sane in foggia di Abele davvero poche, mentre in constante aumento Caino moltiplica se stesso per ripetere la Storia. Tutto questo forse ci porterà all’estinzione. Dopo migliaia di anni, noi che ci diciamo uomini, non siamo ancora riusciti a comprendere il valore della vita. Questo dovrebbe farci riflettere e non poco: il giorno che non ci sarà più un sol uomo su questa Terra, quel giorno si dirà con vuota eco che la colpa fu nostra e soltanto nostra e non d’un volere divino.

    Con infinita ammirazione e stima, carissimo Lord Ninni

    beppe

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