Alma Shalabayeva

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Alma Shalabayeva

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Io piango per coloro per cui non piange più nessuno.
Ma, soprattutto, mi fido della paura perché se c’é qualcosa che conosco, molto bene, è proprio la paura.
Ninni Raimondi

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Kazakistan, il diario di Alma Shalabayeva: “Così mi hanno riportato ad Astana”

Pubblichiamo alcuni estratti del resoconto scritto dalla moglie del dissidente Ablyazov e reso noto dal Financial Times. “Erano in 35. Uno di loro mi ha chiamata ‘puttana russa’. E poi mi hanno rimpatriata su un aereo privato”, si legge nel documento

Kazakistan, il diario di Alma Shalabayeva: “Così mi hanno riportato ad Astana”

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È avvenuto tutto nella notte tra il 28 e il 29 maggio. A mezzanotte. Fui svegliata da un forte rumore. C’era gente che bussava alle finestre e alle porte. Mia sorella, mio cognato e io ci precipitammo verso la porta d’ingresso. Eravamo spaventati. Quando aprii la porta tentai di chiedere in inglese chi fossero. Mi diedero una spinta e circa 30-35 persone entrarono in casa. Un’altra ventina rimase fuori. Erano vestiti di nero e armati. Del gruppo faceva parte una donna di circa trent’anni che non mi perse mai di vista. Tra loro parlavano in italiano. Mentre ce ne stavamo nell’ingresso paralizzati dalla paura cominciarono a perquisire la casa. Capii dopo che cercavano mio marito Mukhtar Ablyazov. In quel preciso momento ebbi la certezza che ci avrebbero ucciso. Il capo del gruppo mi chiese chi ero. Non volevo fornire il vero nome mio e di mia figlia. Risposi: “Sono russa”. “Puttana russa”, mi disse uno di loro. Un italiano con una grossa catena al collo e l’aspetto da mafioso cominciò a urlare indicando la pistola. Ci chiesero i documenti. Mostrai il passaporto della Repubblica Centrafricana. Era un passaporto diplomatico. Mi mostrarono diverse foto tra cui quella di mio marito. Mi chiesero se lo conoscevo. Risposi di no. Poi nel computer che avevamo in casa trovarono la foto di mio marito e mia figlia. Alla fine mi dissero di vestirmi e seguirli. Trascinarono fuori me e mio cognato Bolat. Ci condussero in una stazione di polizia al centro di Roma. Ci costrinsero a firmare un documento in italiano. Poi ci portarono all’ufficio immigrazione. Alle 6 del mattino ci portarono in un altro posto nella zona sud-orientale di Roma. Dopo ore di attesa mi chiesero, in un inglese approssimativo, chi ero, cosa facevo in Italia e perché avevo un passaporto falso. Risposi: “Telefonate all’ambasciata della Repubblica Centrafricana: vi confermeranno che il passaporto non è falso”. Alle 21 e 30 dopo oltre 15 ore i nervi mi cedettero. Ammisi che ero del Kazakistan e che ero la moglie del capo dell’opposizione. Mi trasferirono in un centro di detenzione a Ponte Galeria. Mi rinchiusero in una cella con altre tre donne. Avevo paura. Una compagna di cella mi aiutò a fare il letto. Non ricordo quando mi addormentai.
30 maggio 2013 Il risveglio a Ponte Galeria
Al risveglio volevo chiamare mia sorella, ma non avevo il cellulare. Me lo prestò una detenuta. Chiamai mia sorella ma nessuno rispose. Temevo che avessero preso mia figlia. Intorno alle 10 mi portarono in una stanza dove un italiano che parlava russo mi disse di essere l’avvocato di quella prigione. Gli raccontai tutto quello che era accaduto. Mi rispose che potevano trattenermi al massimo 48 ore. Finalmente con il telefono di una detenuta riuscii a parlare con mia sorella che disse che gli avvocati si stavano dando da fare. Ero confusa dalla paura. Più tardi mi fecero parlare con una persona dell’ambasciata del Kazakistan. Mi disse di chiamarsi Arman e di essere il console. Mi disse che secondo le leggi del Kazakhstan non potevo avere la doppia cittadinanza. Capii che non mi avrebbe aiutato.
31 maggio 2013 Il rimpatrio ad Astana
La mattina del 31 maggio mi condussero in una stanza dove trovai un uomo e una donna. Da un porticina laterale entrarono tre miei avvocati. La donna negò di essere in possesso del mio passaporto. I miei avvocati andarono su tutte le furie ribadendo che il passaporto mi era stato tolto durante l’operazione che aveva portato al mio arresto. Dopo un’ora mi riportarono in cella. Poco dopo una donna di nome Laura, che avevo già visto all’Ufficio immigrazione, mi chiese di chiamare mia sorella per dirle di affidare mia figlia ai suoi uomini. Mi rifiutai. Era presente anche l’italiano che parlava russo. Laura mi disse che per legge non potevo telefonare al mio avvocato. Mi costrinsero a parlare con mia sorella, che mi disse che volevano portare via la bambina. “Mai senza gli avvocati”, urlai. Mia sorella singhiozzava. Poi all’improvviso mi dissero che dovevo essere trasferita altrove. Mi fecero salire su un minibus verso Ciampino. All’aeroporto riabbracciai mia figlia. Quando capii che volevano rimpatriarmi in Kazakistan risposi furibonda: “Chiedo asilo politico in Italia”. Alle 18 Laura entrò nella stanza, afferrò mia figlia, la prese in braccio e la portò via. Le corsi dietro urlando. Salì su un minibus e la seguii. Ripetei che volevo l’asilo politico. “È troppo tardi. È tutto già deciso”, mi rispose Laura. Il minibus si fermò improvvisamente. Si avvicinarono due persone del Kazakhstan. Mi dissero che dovevo lasciare la bambina a un ucraino che lavorava per noi. Dissi che preferivo portare mia figlia con me. Ci fecero salire su un aereo senza documenti né passaporto. Era un aereo privato e molto lussuoso. Dopo sei ore di volo atterrammo ad Astana.

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47 pensieri su “Alma Shalabayeva

  1. RACCOGLIMENTO

    Sii saggio, mio Dolore, e calmati!
    volevi la Sera? Eccola, è scesa!
    Un’atmosfera oscura avvolge la città
    a chi porta la pace, a chi l’affanno.

    Mentre la moltitudine vile dei mortali
    va raccogliendo rimorsi nella servile festa,
    sotto la frusta di quel boia ch’è il Piacere
    Dolore mio, dammi la mano, vieni qua,

    lontano da loro! Come si chinano i defunti Anni
    sui balconi del cielo in vesti antiche!
    Come sorge dal fondo delle acque il Rimpianto ridente!

    Guarda! Il sole morente s’addormenta sotto un arco!
    Ascolta, mio caro, ascolta la dolce Notte che cammina
    come un lungo lenzuolo fluttuante nell’Oriente!

    Charles Baudelaire

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  2. Quello che mi fa più male è che si gioca con la vita delle persone grazie ad atteggiamenti sbruffoneschi come quelli mostrati dalla Questura di Roma.
    Tutti a dire che non era riconducibile alla signora …
    Nel Fax, a quanto si legge, lei veniva indivata con il cognome da sposata e da nubile.
    Eppure quegli sbruffoni, senza insospettirsi dell’anormale provvedimento con aereo privato al seguito, hanno sporcato (ancora una volta) il viso del popolo italiano.
    Non esiste più faccia presso questa repubblichetta.

    Ciao Milord.

    Spillo

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  3. E’ sospetto, comunque, che si voglia impallinare Alfano.
    Da quanto è dimostrato hanno fatto tutto i Sigg. Prefetti, Questori e Capo della Mobile.
    Quattro schiaffoni ai Soloni e almeno la figuraccia in casa nostra l’abbiamo risolta. A casa a pedate.
    Adesso (non più in europa) nel pianeta facciamo maggiormente schifo: l’applicazione dei trattati internazionali sullo Status di rifugiate.
    Anche le palme da dattero di Tunisi stanno ridendoci dietro.
    Sembra che a Londra, parlando del fatto, abbiano commentato: “i soliti italiani: inaffidabili”.
    bella figuraccia di m####.

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    • Preg. Sig. Ricki.
      Benvenuto, presso questo luogo.
      Condividemmo, con Voi, il Vostro sospetto, anche se – a ben guardare ….
      Confidiamo nelle “Palme da dattero” tunisine: uniche amiche rimaste in questo parco di truffa e rapina.

      Cordialità

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  4. Con procedura d’urgenza inusitata si è espulsa una donna con la sua bimba consegnandole ai nemici del marito. Encomiabile! I mangiapane a tradimento con stipendio pagato dal contribuente non espellono delinquenti e nemmeno li catturano, ma infieriscono contro una donna e una bimba. Npn distinguono la carta igienica dalla pergamena ma sentenziano che il passaporto africano è falso anche in presenza di una dichiarazione giurata del diplomatico del paese che ha rilasciato quel passaporto che certifica l’autenticità (e la veridicità) del passaporto stesso. Si cerca un (presunto) delinquente straniero senza informarsi (bastava una “cliccatina” in internet come fanno i pensionati, senza scomodare servizi diplomatici, d’intelligence e di polizia dei paesi alleati) del fatto che aveva ottenuto asilo politico e non trovatolo si perseguono la moglie e la figlia. Nessuno informa gli organi politici o diplomatici nostrani (trattandosi di uno straniero). E ora, dopo la figuraccia mondiale, il sospetto: quanto ha pagato il Kazakhstan? (non necessariamente in denaro…) e a chi? Posto che l’imbecillità congenita di troppi nostri funzionari pubblici è nota, ma in genere si accompagna a lentezza oscillante tra quella della tartaruga a quella della lumaca (trascuriamo qui la velocità della lepre nel fuggire davanti al nemico…), la solerzia dimostrata nel concludere la pratica dell’espulsione (pur con i consueti scappellamenti, smarronamenti etc. che il caso richiedeva da parte degli italici funzionari)appare francamente sospetta. Un appello a questi funzionari pubblici mi sento di rivolgere: continuate a farvi le seghe (o a pettinarvi i peli della mona) in servizio, ma vedete di non fare almeno danni, ALTRIMENTI CI COSTERESTE TROPPO.

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  5. Una gran brutta storia, Dott. Raimondi.
    Ci sono delle indagini frenetiche “sul latte versato”, ma almeno si proverà a fare chiarezza e luce su un fatto (uno dei tanti, purtroppo) increscioso per la Repubblica. Il Governo e i ministri, direttamente coinvolti, allo stato dei fatti e delle notizie, non dovrebbero essere “collusi” con questa vergogna nazionale.
    Risulta, addirittura, che alcuni organismi dell’Unione Europea e dell’ONU, abbiano chiesto “urgenti” rendicontazioni sull’avvenimento che potrebbe rivelarsi fatale su, alcuni, delicati equilibri.
    Mi riferisco, in particolare, alla totale violazione di tutte le convenzioni “diplomatiche” sui rifugiati politici e loro protezione.

    Ottime le sue frasi:
    “Io piango per coloro per cui non piange più nessuno.
    Ma, soprattutto, mi fido della paura perché, se c’é qualcosa che conosco molto bene, è proprio la paura.”.

    Abbia una serena domenica.

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  6. Vogliono una legge che punisca i magistrati che fanno il loro dovere .
    Proponiamo un legge che inibisca subito questi detrattori della democrazia e concordiamo uno scambio alla pari con i kazaki : due persone a noi e un carico di cortigiani a loro.

    Questa storia fa il paio con quella di Ruby “nipote di Mubarah”sancito anche con voto del nostro parlamento. Le figuracce su scala planetaria si ripetono.

    Signori, vi sembra che tutto quello che sta succedendo in Italia è ancora tollerabile? Tutto dipende da noi. Una volta “Letta” la realtà, siamo noi che dobbiamo modificarla.
    Ormai si calpestano anche i bambini, soprattutto la Polizia di Stato (da Padova a Roma) e soprattutto con donne.
    Che professionalità.

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    • Lady Elena Simonin
      Un apporto intelligente e abbastanza esteso.
      Purtroppo ci vediamo costretti a condividere quanto asserite in merito alla nostra”balda” Polizia di Stato che, abnegazione a parte e senso del dovere, si perde e perde in “punteggio” quando assume questi atteggiamenti americaneggianti e sbruffoneschi che li hanno visti, poche volte a dire la verità, protagonisti con donne e bambini.
      I singoli: tutti eroi.
      La massa è amorfa e crudele.
      Grazie mia Signora.
      Abbiate tanta serenità e la nostra, più sincera, cordialità.

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  7. Ciao Ninni… altro colpo, altro centro!

    Comunque la si giri questa è una storia che puzza di marcio dalla testa ai piedi.
    Le dimissioni dei tre dell’Ave Maria, A-B-C alfanoboninocancellieri (nomi che mi vergogno pure a scrivere), sarebbe il minimo; Ma figuriamoci se quelli là hanno un minimo di dignità e senso dello “Stato”. Ah, si è vero, “loro” sono lo Stato. Quello Stato che si dimentica due Marò in giro per le Indie.
    Quello stato che se ne frega altamente di quei poveri cristi che si suicidano perchè in credito con “tale Stato”. “Loro” sono lo Stato che ci dovrebbe rappresentare in tutto il mondo, invece,
    davanti all’opinione mondiale, eccoci a sfornare a un altro pasticciaccio all’italiana.
    Concordo con Elena: Quando si è trattato di “tutelare” la nipote di Mubarak per evitarle qualche ora di permanenza in condizioni di detenuta, che magari le stava anche bene, si è scatenata l’ira di Dio che è culminata con la una condanna esemplare per Berlusconi. “Loro” quelli dello Stato, quelli che dovrebbero assicurare GIUSTIZIA, si dimenticano però di chi commette omicidi stradali, di chi stupra una ragazziana di quindici anni ed è a piede libero, di chi picchia un bambino disabile, di tutti quei giovani soldati che si sono ammalati di cancro, dopo essere stati esposti a uranio impoverito, dopo aver “partecipato a missioni di pace a nome della giustizia e pace” e a cui vengono negate le cura…
    Potrei continuare e citare casi all’infinito.

    Beh, ora non dimentichiamo che il “bubbone” scoppiato da un paio di giorni è stato ben nascosto per oltre un mese, e ho i miei dubbi che nessuno di “quelli dello Stato” ne abbia saputo qualcosa prima. Ma non ci crede neanche Caccamo che “all’insaputa” del ministro degli Interni, una donna e una bambina vengono prese da un folto gruppo di polizia e inviate nel paese d’origine, dove lo sanno anche i gatti che vengono violati i più elementari diritti civili, e chissà cosa ne sarà di loro. Se è vero che il ministro degli Interni non era stato avvisato, dubito, lo stesso avrebbe dovuto già scatenare un putiferio, far cadere qualche testa fra i dirigenti che hanno autorizzato questa cosa; potrebbero, pure, inventarsi una missione diplomatica riparatrice andare magari di persona in Kazakistan a recuperare le due “rifugiate”.
    Mah e doppio mah…
    Solo adesso si viene a sapere che un ex 007 vigilava la casa e si è identificato con un tesserino della presidenza del Consiglio. Ma allora la Presidenza del Consiglio era al corrente del fatto? E’ tutto nebuloso e anche ridicolo. “Quelli la” si autosmentiscono da soli.
    Che spettacolo penoso!
    E poi, se è vero che il provvedimento di espulsione e’ stato annullato, il governo kazako lascera’ ora andare la signora così, come se nulla fosse successo?
    Dubito che la accompagneranno al primo aereo.
    C’era un motivo se la signora aveva chiesto asilo politico.
    E ancora, pensate davvero che la signora deciderebbe di tornare in Italia dove e’ chiaro che regna il caos instituzionale e dove le persone in difficoltà non hanno valore nè rispetto? Sai Ninni cosa mi terrorizza di più, ma mi indigna allo stesso tempo? Tutto quello che sta succedendo è la riprova che esistono strutture di governo reale parallelo nel nostro paese, strutture che agiscono, depistano, disinformano. In tanti anni non siamo mai riusciti a fare luce su tanti drammi e ora poco servirà trovare quattro delinquenti in divisa che, che abusando della loro posizione hanno accelerato l’iter burocratico d’espulsione, accanendosi contro una donna e una bambina. E tutto questo imbarbarimento mi fa capire una cosa, togliendomi la speranza, stiamo
    camminando sul filo di un rasoio.
    Dobbiamo agire in qualche maniera.
    Poi non lamentiamoci se all’Italia vengono tagliati rating, vengono scippate a pochi euro aziende che erano vanto e traino dell’economia.
    E poi non lamentiamoci se gli stati confinanti con noi, ad esempio la Svizzera, fanno campagne pubblicitarie contro il nostro bel paese.
    Pizza, mafia e mandolini… quelli si che erano bei tempi!!!

    Un saluto cordiale a tutti

    Un saluto cordiale a te, mio piccolo Ninni. Un bacio dalla Berta.

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    • Donna Emilia di Roccabruna.
      Vi accordammo un po’ di “editing”.
      Il Vostro apporto, sicuramente dettato dall’irruenza sanguigna e benevola della Vostra persona, è un torrente in piena.
      Noi ci ponemmo a presidio dei nuovi fatti che stanno per accadere (vedrete, è questione di ore) …
      Poi si vedrà.

      Abbiate le nostre cordialità, da estendere alla preg.ma Sig.ra Berta

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  8. Io avrei qualcosa da obiettare, Dottore.
    Un castello che ne nasconde un altro?
    Un “provvedimento” preso bellamente a pochi metri dal Ministro dell’Interno, Presidente del Consiglio, Esteri ecc.
    Una organizzazione che soltanto uno Stato di Diritto potrebbe garantire, muovendo due prefetti, un capo di Gabinetto, due Questori, quattro magistrati, cinquanta apparteneti alla Digos e servizi Speciali (catturandi), uno 007 con tesserino della Presidenza del Consiglio, un appartenente (contractor) ai servizi segreti israeliani, due ambasciatori (un kazako e uno della Rep. centrafricana), un aereo privato a noleggio, del costo di 400.000 euro, ma con piani di volo già pronti e operativi (Vienna Roma, Roma Kazakistan), tre addetti d’ambasciata e due addetti consolari.
    Non le sembra, davvero, un po’ troppo?
    Condivido i suoi dubbi e certezze per la figuraccia. Ma come da lei asserito (in altra sede) figuracce e dubbi diventano di secondo piano, davanti a “tanta dovizia”.

    Se davvero Presidente e Ministri erano all’oscuro, verrebbe quasi voglia di pensare a un “Governo parallelo potentissimo”.
    Mi chiedo: questa tranche (Kazakistan) gli è sfuggita dalle mani, ma quante di queste storie “parallele!, in passato, sono andate in porto? (L’ho citata, Dottore, non me ne voglia).
    Buona sera

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  9. I guai di casa nostra sono tanti e tendenti, sempre più, al pessimismo!
    Per complicare il quadro fosco di un’Italia profondamente ferita nella sua immagine, si aggiunge il pasticcio internazionale riguardante la moglie del dissidente kazako Ablyazov. Un pasticcio che potrebbe essere un’ ulteriore tegola sulla tenuta governo-Letta.
    L’episodio è grave.

    Ma va affrontato con realismo diplomatico, senza ricorrere alla polemica dura ed aspra. Ci sono state delle responsabilità che vanno accertate.
    La burocrazia ministeriale si è lasciata coinvolgere in un evento oscuro, che viola i diritti che la ns Costituzione accorda ai rifugiati politici nel territorio nazionale.
    Occorre quindi un immediato e trasparente chiarimento – sull’accaduto -da parte del Ministro degli interni.

    Già, peraltro, il governo è intervenuto revocando la rocambolesca espulsione della signora Shalabayeva e figlioletta. Sono fatti che turbano la nostra coscienza democratica e inducono ad un giudizio severo.
    Ma, ritengo, bisogna non eccedere nel proporre misure che possono mettere in difficoltà la stabilità del governo.
    Che, al momento, non ha alternative.

    Le opposizioni esercitano doverosamente la loro disapprovazione nei confronti del Viminale e della Farnesina. Adesso, però, devono , con le opportune metodiche, intervenire le diplomazie per sanare la questione.
    L’atto di violenza perpetrato ai danni della famiglia di Ablyazov è assolutamente incivile ed abietto. Chi si è assunto la responsabilità di porre in essere tale atto, senza (si dice), informarne, secondo una prassi corretta, gli organi governativi, ha commesso un abuso gravissimo che va adeguatamente sanzionato.
    Poi, se, da questo pasticciaccio internazionale, si vuole tentare un attacco “letale” alle “larghe intese”, al presidente Giorgio Napolitano spetterà il compito di assumere ogni decisione in materia.

    Grazie

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  10. Caro Milord, cosa posso aggiungere che non sia già stato detto da persone ben più informate di me? Nulla di sensato. Sono scoraggiata da questa continua insulsa rocambolesca vita politica.
    Con l’affetto di sempre vi porgo i miei più cari abbracci.

    Giovanna Scaglione….Orofiorentino

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    • Lady Giovanna Scaglione Orofiorentino,
      avete, con pochi tratti, definito benissimo l’attuale situazione:

      “… questa continua insulsa rocambolesca vita politica …”
      Pensate, mia Signora: sembra quasi di aver già dato
      Abbiamo il sospetto, però, che siamo soltanto all’inizio.

      Cordialità

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  11. Angelino Alfano non saprebbe niente della vicenda che ha fatto sì che Alma Shalabayeva venisse cacciata in malo modo dall’Italia, negandole lo status di rifugiata, in quattro e quattr’otto. D’altro canto chi siamo noi per poter giudicare? Enrico Letta difende a spada tratta Alfano agli Interni, e persino Emma Bonino agli Esteri parrebbe estranea alla vicenda. Se le cose stessero sul serio come vorrebbero farci credere Alfano, Bonino e Letta, ma non da ultimo anche Berlusconi che rassicura gli italiani che il “suo” Delfino è innocente, allora la colpa dell’accaduto di chi sarebbe mai? Ovviamente di nessuno. Alma Shalabayeva si è sbattuta fuori dall’Italia da sola insieme a sua figlia. Mi par ovvio. In Italia gli alti vertici non sono mai compromessi e soprattutto non sanno niente di niente, per cui logica conclusione, non sapendo loro niente di niente, come potevano mai sapere di Alma Shalabayeva e di sua figlia?
    Il problema è anche politico: la credibilità di Letta, di Alfano, della Bonino, ma anche del Pdl e di buona parte del PD è ben al di sotto dello Zero Assoluto. Mi sembra più che mai evidente che l’ignobile patto stretto fra Pdl e PD per tenere questo paese nelle loro mani, sotto l’egida di quella che non è più una libera democrazia, pensa a una cosa e soltanto a una: fare gli interessi dei partiti, del Pd e del Pdl. Ma né l’uno né l’altro hanno più una loro identità, sono difatti la stessa precisa identica cosa.
    Che questo governo sia in difficoltà è chiaro. Se oggi si andasse alle elezioni, sicuro come la morte che il Pd raccoglierebbe una manciata di voti. L’elettorato del Pd non crede più in quel falso socialismo che il Pd ha portato avanti per troppo tempo mettendolo in quel posto agli italiani. Il Pdl, anch’esso, non raccoglierebbe consensi sufficienti a governare. Se si andasse alle elezioni, probabilmente non si raggiungerebbe il quorum di elettori necessari. Ha dunque ancora senso tenere in vita un governo che non è un governo facendogli la respirazione bocca a bocca?

    Alfano e la Bonino dovrebbero dimettersi e subito, senza né “se” né “ma”, sempreché vogliano il bene del Paese, il che non è affatto detto. Crollerebbe il governo? E perché mai? Perché Berlusconi negherebbe l’appoggio al Pd se venisse fatto fuori il “suo” delfino. A Berlusconi serve immensamente Alfano agli Interni, perché di fatto è lui a governare, Letta è una sorta di portavoce e null’altro or come ora. A dettar legge è Alfano, ovvero Berlusconi. Napolitano? Re Giorgio non ha più la fiducia degli italiani, l’ha persa da tempo accondiscendendo, purtroppo, a patti sleali e machiavellici con il Pdl. E’ un Re, sì, ma un Re senza corona e senza potere.

    Alla fine cadranno delle teste, delle teste inutili, di fantocci sacrificabili ai quali verranno addossate tutte le colpe del caso Alma Shalabayeva. Questo dovrebbe farci rabbrividire e non poco.

    Un forte abbraccio, caro Lord Ninni, con l’amicizia e la stima di sempre, sperando che la mia analisi sia del tutto sbagliata.

    beppe

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    • Effettivamente, amico mio, l’analisi porta (come si dice: ad essere maligni si fa peccato ma ci si prende) invariabilmente a pensare male.
      Come già discusso tra i “commenti” esiste un’orgia di potere, nello specifico, che non poteva essere rappresentativa di un errore del singolo se non “contestuale ad una precisa direttiva”.
      Sembrerebbe di no, invece.
      Ok, ci siamo sbagliati.
      Tutti!
      Ma proprio tutti, unione europea, Onu, opinione pubblica nazionale ed internazionale.
      Va bene così. adesso so, per certo, che nel nostro “disastrato” paese, esistono 255 illuminati.
      Me ne rallegro.
      Come si dice: fatti italiani.
      Proprio per forma mentis non sono mai riuscito a essere un giustizialista, ma qua… te le tirano proprio fuori.

      Con stima

      Ninni

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      • Fatti e rifatti italiani.
        Ma ci siamo sbagliati.
        Sicuramente non può che essere così. Perché adesso anche Emma Bonino dice: “Sono stata informata telefonicamente da esponenti della società civile il 31 maggio, a cose già avvenute, e da allora ho lavorato attivamente, con una azione che continua ancora oggi e si è mossa su te direttrici: assicurare il rispetto dei diritti della signora, promuovere la necessaria raccolta di informazioni, raccogliere documenti circa l’espulsione in Kazakistan. Il 2 giugno, in occasione della parata per la festa della Repubblica, ho sensibilizzato il ministro Alfano”.

        Ma in ministro kazako a Roma ha un’altra versione. E anche il Kazakistan ribadisce che Alma Shalabayeva non doveva essere rimpatriata. E però né Angelino né la Bonino sono colpevoli, anzi sono innocentissimi, agnelli sacrificali. Poi la Bonino lamenta pure di aver perso sette denti, per i suoi scioperi della fame. Forse non se ne resa ancora conto, ma la cara buon vecchia Emma non è più una ragazzina, va da sé che dei problemi ai denti sono davvero minima cosa per la sua rispettabile età.

        Ecco dunque che la buona cara e vecchia Emma si lava ben bene le mani: “E’ una vicenda di grande delicatezza, sulla quale si impone la massima chiarezza: una vicenda che tocca aspetti di grandissima rilevanza per il nostro Paese e per i suoi valori fondamentali. Il comportamento dell’ambasciatore kazako a Roma sull’affaire Ablyazov è stato intrusivo e inaccettabile. La mia credibilità personale è per me un grande patrimonio ed ho vissuto con grande amarezza in queste settimane. Sono stata tormentata e non ci ho dormito ma non ho mai pensato di dimettermi..
        Astana ci ha fatto sapere di volere buoni rapporti con l’Italia. Ritengo evidente che, dopo questo episodio, la qualità dei rapporti dipenderà dalla disponibilità dei responsabili di Astana a dare la loro imprescindibile collaborazione e pieni diritti e libertà di movimento ad Alma: valuteremo, tempestivamente, le misure più opportune da adottare nei confronti dell’ambasciatore Yelemessov. La priorità è la tutela delle due cittadine kazakhe, è quanto che ci sta più a cuore. Stiamo svolgendo e continueremo a fare con forte determinazione interventi, a Astana, Bruxelles, Vilnius, per la piena libertà di movimento di Alma e la figlia: lo sento come obbligo morale, prima che politico”.

        Insomma, parrebbe proprio che la Bonino sia Santa. Non sapeva niente, lei, Ministro degli Esteri, lei, non sapeva proprio niente. Per giunta lo ha scoperto per puro caso d’essere Ministro degli Esteri. Una tegola che le è caduta in testa da un momento all’latro provocandole non pochi danni al maxillo facciale.

        Dobbiamo però tacere, altrimenti rischio è che ci deportino tutti, uno a uno, in Siberia. E’ o non è l’Italia bene immanicata con la Russia di Putin? Ci chiediamo sempre perché tanti italiani scompaiono da un giorno all’altro e perché. In Siberia, sono in Siberia. E dove altro sennò!

        Con uguale stima,

        beppe
        .

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  12. Guai a piangere per coloro le cui lacrime restano nel silenzio, per sussurrare basta un urlo d’ingiustizia e di superficiale illusione.
    Viviamo come sotto ad un velo di pietre e vergogna, senza ritegno nascondiamo ciò che di Noi vuole ancora urlare e fremere per l’indignazione.
    E la Paura resta come un barlume di ciò che si rifiuta di Morire con la Speranza …
    ___
    Ogni giorno è come assistere ad uno spettacolo da pochi soldi a cui non si riesce di vederne i titoli di coda. Almeno una Fine renderebbe Giustizia a questa snervante attesa che qualcosa cambi.
    Parlo di questa nostra “Italietta” … … ditemi voi Milord come si fa a non pensare male.

    I Miei Rispetti
    Ni’Ghail

    Slàn

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  13. Ciao Ninni… riporto le ultime news

    Mah….

    In una nota inviata all’Adnkronos dal ministero degli Esteri kazako, è precisato che Astana “si è rivolto all’Interpol per identificare e arrestare proprio Mukhtar Ablyazov e non qualcuno dei membri della sua famiglia”
    L’espulsione di Alma Shalabayeva e della figlia minorenne “è stata presa dalle autorità italiane” e la Repubblica del Kazakistan “non aveva nessuna possibilità giuridica di influire su questo”. Parola del ministero degli Esteri kazako, che ha inviato una nota all’agenzia di stampa Adnkronos per offrire la propria versione sulla vicenda. Da Astana, poi, sono arrivati altri dettagli circa le richieste fatte dal governo del paese ex sovietico. “Il Kazakistan si è rivolto all’Interpol per identificare e arrestare proprio Mukhtar Ablyazov e non qualcuno dei membri della sua famiglia”. Quindi non la moglie, né tanto meno la figlia del dissidente. Una versione che, però, contrasta in tutto e per tutto con quella fornita dalle autorità e dalle istituzioni italiane, che hanno parlato di volontà kazaka alla base dell’espulsione della Shalabayeva e della figlia.

    Il ministro degli Esteri kazako, inoltre, ha sottolineato di esser rimasto alquanto sorpreso dal fatto “che le circostanze di questo episodio che ha coinvolto Alma Shalabayeva nella Repubblica italiana siano state raccontate in modo distorto”. In particolare, per Astana non si è preso “in considerazione che la signora Shalabayeva ha deliberatamente presentato alla polizia italiana un passaporto falso, commettendo un reato previsto all’articolo 497 del Codice Penale Italiano, per cui le potrebbe essere privata la libertà personale per un periodo fino a 4 anni”. Anche questa precisazione, tuttavia, con quanto emerso nei giorni scorsi, quando è stato accertato che il passaporto della moglie di Ablyazov tutto era tranne che falso.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/23/caso-ablyazov-kazakistan-espulsione-shalabayeva-decisa-da-autorita-italiane/664920/

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