Stamina

“Metodo Stamina copiato (in parte) da Wikipedia”

Nature ha analizzato con cura i verbali del Comitato scientifico chiamato dal ministero della Salute ad esprimere un parere sul metodo Stamina. Il giudizio è senza appello: ”Serie imperfezioni e omissioni nel protocollo Stamina”
Il metodo Stamina continua a ricevere critiche, anche all’estero.
La celebre rivista Nature non nutre molti dubbi sull’inattendibilità del metodo: “Sulla base di alcuni documenti giunti in nostro possesso – si legge sulla rivista scientifica –emergono seri e profondi dubbi e preoccupazioni sulla sicurezza e sull’efficacia della terapia di Davide Vannoni“.
Nature ha analizzato con cura i verbali del Comitato scientifico chiamato dal ministero della Salute ad esprimere un parere sul metodo Stamina. Il giudizio è senza appello: ‘‘Serie imperfezioni e omissioni nel protocollo Stamina”.
Emergono anche “un’apparente ignoranza della biologia delle cellule staminali” ed “errori concettuali” nel protocollo. Poi la bordata: ‘‘Alcune sezioni sono state copiate da Wikipedia”.
La rivista scientifica segnala anche che il Comitato scientifico chiamato dal ministero della Salute ad esprimere un parere sul metodo Stamina era contrario alla segretezza. ”I membri del Comitato – scrive Nature – espressero turbamento circa l’inusuale accordo di stretta confidenzialità che avevano dovuto firmare”.
Infatti in base al’accordo sottoscritto da tutto il Comitato Scientifico, nessuno dei membri poteva divulgare dettagli del protocollo: “Ogni membro del Comitato aveva ricevuto da Stamina una copia individualizzata del metodo in modo da rendere più facile identificare eventuali fughe di notizie”.
Una segretezza eccessiva e inutile, secondo il Comitato: “Non era in gioco alcuna proprietà intellettuale nè vi erano interessi commerciali”.

Stamina, nuove accuse sul metodo: “Consegnati due protocolli diversi”

Il Comitato: i documenti dati al Ministero sono diversi da quelli di Brescia. Nessun neurone  e cellule tossiche dai test   che hanno simulato il procedimento. Intanto  parte l’indagine del  Senato: verrà sentito anche il pm Guariniello
ANSA
Manifestazione del comitato Pro Stamina all’esterno dell’Azienda Ospedaliera “Spedali Civili” di Brescia (foto, 17 Dicembre 2013)
Dopo l’ennesima  stroncatura di “Nature”, la prestigiosa rivista scientifica internazionale, il metodo Stamina continua a far discutere.  Nuovi documenti ministeriali, con i risultati di test prodotti in laboratori esteri, bocciano il procedimento ideato da Davide Vannoni definendo le cellule «tossiche». Sempre dai documenti ministeriali emerge un altro aspetto inquietante. La Fondazione Stamina avrebbe consegnato  due diversi protocolli: uno  al Comitato scientifico del ministero della Salute e un altro agli Spedali Civili di Brescia. Sempre  oggi, intanto, ha preso il via  con l’illustrazione del programma dei lavori l’indagine conoscitiva sull’origine e gli sviluppi del caso Stamina, promossa dalla Commissione Sanità del Senato.

I documenti ministeriali  

«Il metodo Stamina per ottenere neuroni dalle cellule staminali mesenchimali è stato riprodotto in laboratori stranieri di livello internazionale sulla base delle indicazioni contenute nella domanda di brevetto, ma in nessun caso sono stati ottenuti neuroni». È quanto si legge in alcuni documenti  prodotti dal Comitato ministeriale. I test, spiegano i documenti, hanno trattato le cellule staminali mesenchimali con acido retinoico (indicato come principio attivo per ottenere il differenziamento delle cellule) e con etanolo come solvente. I risultati ottenuti sono simili sia quando le cellule sono trattare con acido retinoico ed etanolo, sia quando sono trattate con il solo etanolo: la loro forma si è modificata nello stesso modo per effetto dell’ etanolo. «Risulta poi una tossicità delle cellule così ottenute».

Il giallo del doppio protocollo  

Il protocollo consegnato dalla Fondazione Stamina al Comitato scientifico del ministero della Salute è diverso da quello in uso negli Spedali Civili di Brescia: solo il secondo contiene il metodo per ottenere neuroni dalle staminali: è quanto si legge in uno dei documenti prodotti dallo stesso Comitato e che l’Ansa ha potuto visionare. Nei documenti prodotti dal Comitato scientifico si legge inoltre che la descrizione del metodo per far differenziare le cellule staminali mesenchimali in neuroni è stato eliminato dal testo del protocollo consegnato al ministero, sottraendolo in questo modo alla valutazione degli esperti. L’unico metodo descritto nel protocollo consegnato al ministero descrive la tecnica per coltivare, congelare e scongelare cellule del midollo osseo non purificate e di composizione eterogenea e non controllata.
Test simularono metodo Stamina, nessun neurone – Il metodo Stamina per ottenere neuroni dalle cellule staminali mesenchimali è stato riprodotto in laboratori stranieri di livello internazionale sulla base delle indicazioni contenute nella domanda di brevetto, ma in nessun caso sono stati ottenuti neuroni. Si legge in alcuni documenti prodotti dal Comitato ministeriale. I test, si legge nei documenti, hanno trattato le cellule staminali mesenchimali con acido retinoico (indicato come principio attivo per ottenere il differenziamento delle cellule) e con etanolo come solvente. I risultati ottenuti sono simili sia quando le cellule sono trattare con acido retinoico ed etanolo, sia quando sono trattate con il solo etanolo: la loro forma si è modificata nello stesso modo per effetto dell’ etanolo. Risulta poi una tossicità delle cellule così ottenute.
Aifa vieto’ trasporto cellule da Brescia – L’Aifa ha vietato prelievo e trasporto di cellule trattate con il metodo Stamina dagli Spedali Civili di Brescia. L’ordinanza è del 15 maggio 2012, ma il diabetologo Camillo Ricordi e il presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni, hanno annunciato recentemente di voler richiedere agli Spedali Civili cellule trattate per eseguire dei test a Miami.

Al via l’indagine del Senato  

Ha preso il via oggi con l’illustrazione del programma dei lavori l’indagine conoscitiva sull’origine e gli sviluppi del caso Stamina, promossa dalla Commissione Sanità del Senato. Nella riunione odierna, ha affermato la presidente della Commissione Grazia De Biasi, «è stato deciso un calendario di audizioni. Tra gli altri, sentiremo anche gli Spedali di Brescia, la Regione Lombardia, la Fondazione Stamina, il ministro Lorenzin, l’ex ministro Balduzzi, il giudice Guariniello, oltre a soggetti giuridici e al Comitato di bioetica degli Spedali civili.
Noi stiamo con la Scienza che guarisce e non con i ciarlatani che, illudendo, uccidono.
Cordialità

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31 pensieri su “Stamina

  1. Incredibile, vero?
    Dobbiamo essere onesti. Fin dall’inizio questo “Miracolo” puzzò di zolfo. Ci colpì (durante il segreto dovuto alla commissione del Ministero della Salute) la pervicacia del Ministro Lorenzin che, più volte e armata di buona volontà, si era fatta carico nel trovare una scappatoia per l’irrogazione di queste cure.

    Mister Vannoni, premeva (giocando sul sentimento dei malati – come condannarli del resto) nel creare scompiglio per “imporre” una cura, a suo dire, miracolosa.
    Oggi assistiamo al “disvelamento” della verità e alla correttezza del Ministro che, ostinatamente, non si è fatta imbavagliare (avrebbe potuto ordinare, comunque, la cura in ordine provvisorio).
    Adesso si spiegano quelle frasi sibilline, pronunciate dall’On.le Lorenzin: “Io ci starei anche, ma non firmo dove è a rischio la vita umana. Neanche compassionevolmente per compassione!“.

    Brava Bea.
    Ti sei guadagnata la nostra stima.

    NB: Il nostro sistema di ricerca e autorizzazione – circa i sistemi scientifici di ricerca – è fra i più avanzati al mondo.
    Due sono le cose sicure di cui possiamo andare sicuri:
    La commissione medica sulle cure e controllo del farmaco;
    L’antisofisticazione alimentare, repressione e frode.

    Salutazioni

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  2. Ho letto tanto su questo metodo che ho seguito, con particolare attenzione, anche qwui in Francia.
    L’opinione che si è sviluppata qui è che un privato, per quanto bravo, con dei mezzi “particolarmente” limitati non può proporre una cura miracolosa e di “sicuro” effetto.
    Vannoni, lo dico con un po’ di conoscenza, qui non sarebbe stato ascoltato se prima non avesse dimostrato di avere i “titoli” per parlare. La vita, in quanto tale, è troppo importante per potere essere discussa con amabilità nei corridoi di un Ministero. L’Italia, in questo caso, si è dimostrata, veramente, responsabile e corretta.

    Sapessi quanti ciarlatani ci sono in giro. Non tutto, però, possono essere ascoltati. Non tutti.
    La vostra Ministro della Danità, Beatrice Lorenzin, si è dimostrata all’altezza del suo incarico. Io, forse, mello stesso frangente, sarei diventata cattiva.

    Un bacio, mio Milord e signore.
    Un saluto carissimo per tutti quelli che conosco.

    Ciao.

    Annelise pour toi
    Paris là, Janvier 8 2014

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  3. La mortificazione umana fatta persona.
    Almeno Wanna Marchi ha pagato, e con gli interessi, delle cure che tutto sommato non avrebbero fatto male a nessuno. Qui stiamo parlando di “infusionii” al livello cellulare dentro il midollo umano.

    Mi sembra di sognare.

    Ciao Milord

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  4. No scusa, ma una parvenza scientifica la vogliamo dare?
    Lo Stato che interviene, anche, grazie ai nostri soldi, ma che deve foraggiare anche gli “inventori” del nulla?
    Qua si muore.
    Anche se, e voglio ammetterlo; Vannoni avesse agito in buona fede (e dico: anche se) ma cavolo non gli “punge vaghezza” di verificare grazie ad un organismo di Stato la bontà di quello che asserisce?
    Cos’é, abita su Plutone? Non si abbassa a far verificare (Gratuitamente, questo è il quanto) la sua cura?

    La gente guarda speranzosa e con speranza crede a tutto!

    Brava Lorenzin.

    Ciao Ninni Milord
    Louis

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  5. A questo punto,. caro (e dolce) Milord, ti porto un articolo del Corsera, che condivido in pieno, anzi spero che venga preso a riferimento:

    «Un attacco alle regole» della ricerca medica, un precedente «unico nel mondo occidentale» che rischia di varcare «il confine tra desiderio di offrire nuove cure e inganno verso chi soffre». La nuova, pesante accusa all’Italia in merito al decreto Balduzzi sulle cure con staminali ottenute con metodo Stamina approvato dal Senato (e in attesa di approvazione alla Camera) è pubblicata su Embo Journal, rivista del gruppo Nature, e porta la firma di 13 scienziati big mondiali della ricerca sulle staminali. Gli italiani Paolo Bianco, Elena Cattaneo e Michele De Luca, insieme a dieci colleghi di Germania, Paesi Bassi, Usa e Gb, tornano a lanciare l’allarme sul decreto e invocano l’aiuto dell’Unione Europea: «L’agenzia dei medicinali Ema e l’Unione europea – scrivono – dovrebbero analizzare attentamente e monitorare il caso italiano. E intervenire, se il Parlamento italiano violasse le regole europee e classificasse iniezioni di cellule come trapianti, sottraendole al controllo dell’Agenzia italiana del farmaco».

    REGOLE – Il commento, sette pagine pubblicate online con il titolo “Regole sulle terapie a base di staminali sotto attacco in Europa: per chi suona la campana” è la sesta presa di posizione della comunità scientifica mondiale sulle misure attuate dall’Italia sull’onda del caso Stamina. Nell’ultimo mese e mezzo dure critiche sono infatti arrivate per due volte dalla rivista Nature, altrettante dal premio Nobel per la Medicina Shinya Yamanaka, e una dal network Eurostemcell. Ora è la volta dell’Embo Journal che riassume i contenuti dell’articolo anche in una nota indirizzata alla stampa internazionale. «Il Parlamento italiano – recita l’antefatto che apre il commento – sta discutendo una nuova legge che renderebbe legale praticare negli ospedali pubblici un trattamento senza prove a base di cellule staminali, offerto da un’organizzazione privata non medica». Ma «solo regole rigorose – avvertono gli studiosi – possono assicurare il trasferimento della scienza in terapie efficaci piuttosto che in prodotti commerciali inefficaci, e allo stesso tempo marcare la sottile linea di confine tra la lotta per nuove terapie e il raggiro dei pazienti».

    PREOCCUPAZIONE – L’esistenza di terapie a base di staminali senza prova né autorizzazione non è un fatto nuovo, spiegano gli scienziati. «Ciò che è nuovo – precisano – è che un governo supporti simili trattamenti in Paesi in cui le regole imposte dalle autorità regolatorie sono riuscite a proteggere i pazienti da gravi rischi». «Il caso italiano – ricordano gli autori – segue due episodi simili negli Stati Uniti e uno in Germania (dove un paziente è morto), bloccati da autorevoli enti regolatori. In un caso, la persona che proponeva il trattamento è stata arrestata». Tuttavia «il caso italiano è il primo in cui, di fatto, terapie staminali senza prova possono essere somministrate legalmente, benché stoppate dalle autorità competenti». Quello italiano, incalzano i 13 studiosi, «è il primo caso in cui trattamenti con staminali senza prova vengono ufficialmente riconosciuti» e impiegati in via compassionevole «nell’ambito del Servizio sanitario nazionale» pur «senza essere stati testati in rigorosi trial clinici», ma essendo «basati solo su evidenze precliniche deboli e discusse. Questo rende il caso italiano unico e fonte di preoccupazione globale», in quanto «primo caso nel mondo occidentale in cui si apre una breccia nella barriera innalzata dalle autorità regolatorie» proprio con lo scopo di «proteggere i pazienti da possibili frodi».

    AVVENTURIERI – Al contrario, «nelle vicenda italiana i pazienti vengono indotti a credere che le regole», quelle stesse nate per difenderli, «sono contro il loro interesse» come pure lo è «la prudenza di scienziati e medici». «Trattamenti a base di cellule staminali senza razionale scientifico e non verificati, basati su metodi che non sono validati o scientificamente documentati – afferma Elena Cattaneo, direttore del Centro ricerca staminali dell’università degli Studi di Milano – non dovrebbero arrivare sui pazienti. Evitare che accada è una responsabilità specifica delle autorità sanitarie e dei governi di tutto il mondo, ai quali spetta il compito di assicurarsi che non si abusi della speranza e della fiducia dei pazienti». Invece, «infrangere le regole mina la tutela dei malati – accusano gli scienziati – e spiana la strada ad avventurieri» interessati a fare business. Non solo: «Disgrega i sistemi sanitari pubblici, distrugge gli sforzi fatti per tradurre la scienza in medicina e porta a sprecare i fondi destinati alla sanità».

    Ti stringo, caro Ninni, con bacetto.
    Ciao, scappo che sono in ritardo

    Hilde

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  6. Milord, ie e tanti comm’a ‘mme, stiamo con la.scienza. Noi, poveri mortali che speriamo e piangiamo e soffriamo.
    E diamola una “certezza”.
    Almeno per i nostri.affetti. È vero, il cammino della speranza è speranza.
    Ne vogliamo parlare. Un grazie a ‘vvuie, Miluorde. Grazie cje mandate in giro le.voci di speranza, ma vestite di certezza (almeno quella conosciuta). Simme stanc e ciarlatane.
    Dalla sempre ‘bbella, partenope Capitale.

    Dudù.

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  7. Ciao Lord Ninni,
    passo intanto per ringraziarti per l’iscrizione nel mio piccolo spazio web. Onorata, spero sia occasione di condivisione e interscambio.
    Leggo questo post e non posso non confermare, in modo forte e chiaro, che la Scienza e la seria Ricerca Scientifica devono essere l’unico punto di riferimento. Vero, però, che la Sperimentazione deve andare avanti, anche battendo percorsi vecchi e rivisitati e nuove strade.
    Tremenda l’illusione che spesso si dà ai malati.
    In Italia abbiamo un qualificato e avanzato sistema di ricerca e autorizzazioni, vero, ma è anche vero che abbiamo burocrazia a palettoni e leggi che ostacolano per questioni morali discutibili.
    Non sono addentro al metodo Stamina, non sono in grado di giudicare, mi affido alla Scienza ufficiale. Italiana e non (perchè spesso c’è differenza…). Una mia giovane amica, colpita da ictus devastante, paralizzata e con seri problemi a livello cerebrale, effettuò, dopo tanto peregrinare in suolo italico, un intervento di autotrapianto di cellule del midollo in Germania. In Italia nessuna speranza. Sono trascorsi 4 anni dal trapianto:ora cammina poggiandosi a un bastone ed ha ripreso parte del linguaggio e dell’autonomia personale.
    Cordialità,
    Maria Rosaria

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    • Lady ili6 Maria Rosaria

      Vi ringraziammo per le espressioni generose che ci accordaste.
      Il vostro apporto, serio e completo, poi, ci fa ben sperare in una coscienza allargata da parte del pubblico.

      Grazie mia Signora e benvenuta

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  8. My Lord: sono con voi in tutto e per tutto. Comprendo comunque chi si arrampica su per gli specchi per trovare una speranza, farsi scudo di questo per vendere fumo è brutale.
    Un caro abbraccio

    Giovanna orofiorentino

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  9. Caro Ninni, non esiste nessun paradigma: quando uno è un crimininale, criminale è e tale rimane.
    Sottolineo il tuo passaggio.
    Hai espresso, ESATTAMENTE, quanto intendevo.
    Un bacio

    Marisa

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    • Lady Marisa B.

      beh, mia signora, alla luce degli ultimi fatti quanto scrivemmo ci conforta. Non vi nascondemmo che l’elaborazione del pezzo venne difficoltosa, proprio, per le notevoli resistenze incontrate.
      Grazie

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  10. Il fatto, dott.Raimondi, che tante morbose attenzioni siano riversate sui protocolli la dice, abbastanza, lunga.
    La fabbrica della disperazione è sempre fiorente e convengo con lei sulle conclusioni dell’articolo.

    Speriamo bene

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  11. Ovviamente, nella lettura dell’articolo, l’invito al rigore è d’obbligo.
    Un argomento scottante proprio per il coinvolgimento, profondo, di larghe fasce della popolazone che, sofferente, vive e spera nel futuro.
    Alcune volte a portata di mano, ma incantatrice di illusioni, la vita che si lega alla speranza diventa un inferno.

    Buona serata

    Amedeo

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    • Don Amedeo d’A.

      Le vostre parole giungono come un balsamo ai nostri occhi.
      Il succo, poi, di tutto questo è proprio racchoiuso nella vostra frase: “Alcune volte a portata di mano, ma incantatrice di illusioni, la vita che si lega alla speranza diventa un inferno“. Infatti, nel contesto del pezzo stesso, il richiamo alla disperazione unica molla che spinge e ha spinto, questo signore, alla grande menzogna, lascia basit per la freddezza dell’assunto.

      Due sono i pensieri che vengono alla mente:
      O non se ne accarto. (E qui i dubbi diventano fortissimi circa la sua sanità mentale)
      Oppure ci ha marciato (il che è orribile).

      Grazie

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  12. Buonasera Ninni… non volevo mattere parola su questo argomento. Il dolore e l’orrore per la vicenda, mi hanno portato a farmi una personale idea della faccenda. Le cellule staminali non sono soltanto un campo della medicina. Sono allo stesso tempo un mercato farmaceutico potenziale e d emergente. Esistono intorno alle cellule staminali importanti interessi economici, leciti e meno leciti.La mia opinione è che esistono interessi a mettere sul mercato nuove terapie nel più breve tempo possibile, ma l’interesse fondamentale dei malati e dei ricercatori è invece mettere a disposizione, non terapie che siano commerciabili, ma terapie che siano efficaci. Le due cose possono coincidere, ma ci sono dei loschi personaggi che a tutti i costi non vogliono farle coincidere. Una terapia efficace si basa in una preparazione professionale adeguata e non copiata da wikipedia. Oggi, questo nuovo mercato è infestato da pirati di nome Vannoni&Co.che si rivolgono specificamente a pazienti con patologie molto gravi. Quasi a volerli usare come cavie umane. A loro viene offerta penosa compassione e rimedi casalinghi. Siamo tornati indietro di cento anni. Dove i ciarlatani offrivano il “rimedio miracoloso” che curava tutto. Si partiva dall’olio di serpente fino ad arrivare all’elisir di lunga vita. Ai quei tempi c’era libertà di cura e nessuno vigilava. Ora mi chiedo dov’erano “quelli” preposti alla vigilanza… Perchè tacere tali immonde nefandezze. “Loro” sono colpevoli tanto quanto Vannoni. Punto. Mi fa schifo come abbiano dato speranze a chi non nè ha più. Neanche Mengele sarebbe arrivato a tanto.

    Lascio un saluto cordiale ai miei compagni di viaggio.

    Salutazioni care a Voi.

    AbbiateVi cura.

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    • lady Emma Vittoria

      Vi ringraziammo per aver affrontato l’altro aspetto del problema: il mercato farmaceutico.
      Ci sarebbe piaciuto approfondirne l’oggetto con più attenzione ma, il vostro pregevolissimo intervento, la dice già tanto lunga.

      Grazie

      Mi piace

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