Faccetta nera

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Faccette nere all'italiana

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La notte del 27 Aprile 1984 dal muro di cinta della villa Belmonte di Giulino di Mezzegra, davanti al quale furono fucilati Benito Mussolini e Claretta Petacci, è stata asportata la lapide, messa da poche ore, che riportava l’episodio e veniva sostituito con l’enigmatico, pilatesco e grottesco cartello su cui era scritto soltanto “Fatto storico”, senza altre specificazioni. L’autorizzazione alla posa di questa lapide era stata data, dopo anni di polemiche e di incertezze, dal consiglio comunale di Mezzegra con un voto all’unanimità.
Negli stessi giorni i democristianissimi redattori del democristianissimo “Gazzettino di Venezia” sono scesi in sciopero per protestare contro la pubblicazione di un necrologio che preannunciava una messa in ricordo di Benito Mussolini.
Qualcuno può essere tentato di scambiare questi episodi di intolleranza come delle manifestazioni di antifascismo. In realtà si tratta di un antifascismo archeologico, diretto contro un fascismo altrettanto archeologico e inattuale, oltretutto piuttosto sospetto. Non è un caso, infatti, che da parecchi anni fra i capofila di questo antifascismo di maniera e del senno di “poi”, ci siano tutte le “forze” democristiane (qualsiasi nome, adesso, si siano date), come ad esempio il Presidente Andreotti (Se lo ricorda, ancora, qualcuno? Io sì!), che durante la resistenza se ne stava imbucato in Vaticano, oppure come il beato Moro che, finché fu vivo, non perdeva occasione per manifestare esecrazione per un fascismo che non combatté, quando c’era realmente. La demonizzazione del fascismo e dei fascisti è servita, infatti, alla classe dirigente come comodo paravento al riparo dal quale consumare le consuete scelleratezze e per deviare l’attenzione dalle proprie, attuali e concrete responsabilità politiche su quelle di un passato che è morto e sepolto.
Quando nel ’84, dopo una serie di episodi di intolleranza nei confronti di fascisti veri o presunti tali (rifiuto della laurea allo studente greco sospettato di essere un simpatizzante dei colonnelli greci; posto in ospedale negato a Alfredo Covelli; rifiuto dei camerieri dell’Autogrill Cantagallo-BO- di dare da mangiare a Giorgio Almirante), apparve un’inchiesta – fiore del giornalismo italiano – su un certo “fascismo dell’antifascismo”, da parte di un giornalista non certo sospettabile di simpatie a destra, Giampaolo Pansa, che annotò:
Negli anni Sessanta e settanta noi abbiamo visto crescere questo tipo di antifascismo oratorio, verbale, unificante, interclassista, sostanzialmente ipocrita e complice, e divenire addirittura il vessillo del governo”.
Questo antifascismo di maniera, però, non è solo la spia di un certo opportunismo politico, è anche il segno della nostra cattiva coscienza. Cancellando i nomi che richiamavano il fascismo, noi crediamo infatti di cancellare un passato di cui ci vergognamo, rimodellandolo a nostro piacere, come se il fascismo fosse stato davvero una parentesi, secondo l’opportunistica affermazione di Benedetto Croce, e non un periodo della nostra storia; come se gli italiani non fossero stati fascisti e il fascismo riguardasse soltanto Benito Mussolini e un pugno di gerarchi. Col 25 Aprile del 1945 gli italiani, da quasi tutti fascisti che erano, divennero quasi tutti antifascisti. Questo “Oplà” trasformistico ci è servito per non fare un severo esame di coscienza, ma ci ha anche impedito di capire le ragioni vere e profonde del nostro fascismo e quindi superarlo realmente e non solo in modo superficiale e nominalistico.
Per cui è vero che il fascismo esiste ancora, però esso non riguarda le larve e i nostalgici della Repubblica Sociale, ma è in noi. Gli episodi di intolleranza, ottusa e fanatica, che ho ricordato, sono una manifestazione di fascismo sia pure di segno contrario. Negare all’avversario politico il necrologio, la memoria, il cibo, la laurea, un posto all’ospedale, in buona sostanza il diritto di esistere nella società civile, non è un comportamento democratico, né antifascista, è, al contrario, un comportamento tipicamente fascista. Come ha scritto, giustamente, Marco Pannella, il fascismo si caratterizza per voler impedire agli altri, ai “diversi” dal regime, con la violenza e la prepotenza, d’essere tali, la democrazia è, invece, – o dovrebbe essere – tolleranza verso tutte le minoranze, politiche e culturali, qualsiasi esse siano, sempre che, naturalmente, rispettino la legge. Si dirà che esiste una norma del nostro codice che vieta l’apologia del fascismo. Non si vede, però, quale apologia si nasconda in una lapide, in un necrologio o, tantomeno, nel chiedere una laurea, un posto al ristorante o un letto all’ospedale.
Inoltre, per dirla tutta, la stessa norma che vieta l’apologia del fascismo è, in realtà, una norma di tipo fascista, giustificabile, forse, negli anni di ferite ancora aperte come quelli dell’immediato dopoguerra, assolutamente grottesca oggi, oltre che pericolosa, perché mantiene nel nostro ordinamento un principio di illiberalità che ci vuol poco ad estendere.
Nei primi anni ’50 quando, i soliti zelanti, volevano far mettere fuori legge il Movimento Sociale Italiano, fu proprio l’On. le Palmiro Togliatti (P.C.I.) ad opporsi. Egli sapeva benissimo, infatti, che in queste cose si sa da dove si comincia, ma non si sa mai dove si finisce. Si comincia, per esempio, col mettere fuori legge i “missini” e si finisce, magari, col tentare di fare la stessa cosa con altri partiti dell’intero arco costituzionale.
Sono principi elementari, questi, che ci si vergogna di dover ancora spiegare a qualcuno.
Quand’è che si capirà che l’antifascismo non è un fascismo di segno contrario, ma “il contrario” del fascismo?
(Dedicato a una nonna che, forse, mi avrebbe cantato “faccetta nera” …, ma che non avrebbe mai detto che i comunisti mangiano un bambino al giorno …).
Cordialità e salutazioni
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47 pensieri su “Faccetta nera

  1. Mi sembra un po’ come quando è stato brutalizzato il dittatore Gheddafi.
    Noi non siamo stati migliori di lui. Questo articolo prende nelle vene e ci mette davanti il fatto compiuto.
    Quando rileviamo un po’ di giustizia ecco che siamo bravissimi a sconfessarci comportandoci peggio di quelli che abbiamo fermato.

    Bell’articolo milord.
    Un bacio

    Eleonora

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  2. Ecco il ritorno del mio amico in “pompa magna”.
    Devo dire che non ti stai risparmiando. Un affondo pericoloso il tuo: Occhio che i soliti “benpensanti” potrebbero spacciarti per “fascista”.
    Mi scoppia l’aorta se ci penso
    🙂

    La guerra non risparmia nessuno e tanto meno i piccoli. Mille e mille storie da raccontare. di nefandezze, ma anche di miracoli quotidiani.
    Siamo fatti di carne ed ossa.
    Ritornerò su questo argomento Milord, scommettici l’anima (se te n’è rimasta una)
    🙂

    Buon pomeriggio

    Francesco

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  3. Cosa potrei scrivere io, caro Dott. Raimondi?
    Potrei parlarle del mio vissuto, considerata la mia età.
    Non questo aspiro, ma leggo fra le sue righe, quello che avrei voluto dire da cinquanta-sessant’anni in qua.

    Tornerò con qualche appunto per rimanere nel Suo pregevole tema.
    Ho letto, infine, gli articoli su Logos e il suo sito.
    Senza parole.
    Potessi tornare indietro, forse, opererei delle scelte molto diverse.

    La saluto con affetto e saluto i presenti affidabili di questa lodevole casa!

    Furio

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    • Preg.mo Sig. Furio

      Vi ringraziammo per le parole gentili e generose che ci riservaste.
      Non metteremmo mai, però, una discussione sulla nostra e sulla Vostra esperienza.
      Grazie per essere intervenuto

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  4. I miei nonni erano entrambi fascisti.quello materno insieme alla moglie fu anche imprigionato per qualche mese a regina cieli.l altro da parte di padre partecipo alle olimpiadi del fascio a Roma e vinse una medaglia di bronzo.erano persone splendide.perciò vedete di non rompermi con retoriche inutili.ahhh per la cronaca mio nonno paterno mi cantava faccetta nera ma anche ………..la domenica la gente partecipa alla festa…chi ha lavorato niente oggi riposo resta…popoli di tutti generi fate così’ neanche oggi non si lavora nemmeno un ora …nemmeno oggi si lavora pA!( era già un uomo da par conditio…:-) ossequi.

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    • Quanto si riceve da una foto ingiallita, un paesaggio particolarmente caldo oppure l’incontro accidentale con un collega, una vecchia fiamma non ci parla, soltanto, di quel momento.
      Proviamo, nell’immediato, un collegamento/passaggio tra il nostro passato (il vissuto, intendemmo) e tutto quello che oggi rappresentiamo o rappresenteremmo. Tutto questo, infatti, ci regala quella forte sensazione giustificativa della nostra vita. Scelte sensate, percorso accettabile, sperimentazione e consapevolezza da accettare comunque.
      Rievocare o recriminare, concorre a “significare” la salute mentale.
      Ecco quel “meccanismo” di emancipazione e auto assoluzione che ci porta a superare ricordi sgradevoli o traumi “posteriori” legati ad essi.

      Tutto questo è meraviglioso, da qualsiasi parte si osservi.
      Ovviamente, tutto questo, ne è la nostra personalissima visione.
      Grazie per essere intervenuta.
      Cordialità

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  5. Primo: esiste una profonda differenza tra fascismo e nazismo. A causa del delitto Matteotti – un errore come lo fu l’uccisione del primate d’Ingilterra – il regime rischiò di crollare. Nel frattempo, Nenni e Pertini soggiornavano a Parigi, pagati da Mussolini. La differenza con Hitler è ben evidente. Come è evidente il fatto che mentre russi e tedeschi combatterono fino alla morte, gli italiani non solo si arresero subito, al primo americano sbarcato in Sicilia; poi cambiarono anche bandiera, TRADENDO la Germania. Infine, tutti divennero antifascisti.
    Che povero popolo siamo, caro Milord!

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    • La nostra coscienza, passioni e modo di pensare, sono veramente strani.
      Nel momento in cui siamo più attaccabili e/o indifesi, il nostro spirito “intelletto” diventano sottomessi a quelle energie negative che ci sopraffecero (non sempre spiegate ma, molto spesso, imposte) accettando – proprio dai carnefici – le loro spiegazioni.
      Accettazione e basta.
      Questo rappresenta l’autodifesa di un popolo senza ideali e/o senza un punto di riferimento ben preciso; un po’ come dire che talune donne maltrattate, umiliate e seviziate, si convincono di essere il motivo reale delle botte ricevute.
      Tutto ciò è sbagliato.

      La paura e molto spesso il tracollo di alcune certezze, portano a perdere la faccia e a sopravvivere comunque.
      Nascono i “tradimenti” politici e di maniera.
      Pur di vivere, anche in condizioni indecenti e risibili, ma vivere!

      Crediamo si tratti di mancanza di riferimenti e di moralità comune.
      Morire per i propri ideali o per la difesa dei nostri figli e/o delle nostre idee non servono a gran cosa quando si ha “paura di morire”.

      Grazie milady

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  6. Un brano che colpisce per la crudezza dei fatti e per l’oggetto dei fatti, che sono fatti!
    Ahime vissuti da ragazzo e mai dimenticati.
    Atti persecutori, ottusi contro la persona, che non hanno fine.
    “Guai ai vinti”.

    Buona giornata

    Amedeo

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    • “Quando il primo esempio del tipo di governo totalitario borghese si ebbe in Italia col fascismo, la fondamentale falsa impostazione strategica di dare al proletariato la consegna della lotta per la libertà e le garanzie costituzionali nel seno di una coalizione antifascista manifestò il fuorviarsi totale del movimento comunista internazionale dalla giusta strategia rivoluzionaria. Il confondere Mussolini e Hitler, riformatori del regime capitalistico nel senso più moderno, con Kornilov o con le forze della restaurazione e della Santa Alleanza del 1815, fu il più grande e rovinoso errore di valutazione e segnò l’abbandono totale del metodo rivoluzionario”.
      (Amadeo Bordiga)

      Grazie don Amedeo

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  7. Fra gli eventi luttuosi e criminali degli ultimi giorni, l’unico che ancora non sia stato attribuito all’ondata travolgente di fascismo che starebbe spazzando l’Italia è quello in cui si assiste ad un Governo italiano assente, ma anche alle proprie componenti giuridiche.

    Siamo messi bene Milord.

    Con un particolare. Io sono cittadina francese.
    Tu no.
    Se vuoi ti do mezza cittadinanza ..
    🙂

    Un bacio…
    Ho letto tutto
    e sto ancora leggendo

    Melissa

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  8. La sinistra mediatica ha ucciso la memoria del paese, per distruggerne l’identità. Perché loro temono l’identità dei Popoli.
    La Vita deve essere per i Migliori un sogno che rifiuta confronti
    (A.Pessoa)

    Ti bacio tanto e ti lascio abbraccio rovente caro Ninni Milord.

    La Manu . 🙂

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  9. Un lancio, questo, che non fa certamente onore al popolo italiano, vessato e consumato da tanti inestetismi.
    Le correnti sono dolorose, sia spifferi, sia correnti forti.
    Ero al corrente di alcune di queste italiche bravate.

    Ti lascio un bacio.

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  10. Opportunismi e opportunutà.
    Si rimane colpiti da quanto ci “diciamo”adosso, senza mai parlare con gli altri.
    Si opportunismi, dettati dal vivere e sopravvivere.

    Quello che prende allo stomaco, però, è la facilità tutta italiana (e qui ti ringrazio Milord, non per aver “scoperto” tutto questo, ma per averne parlato. Si tende a dimenticare ….) di rivolgere e stravolgere la verità per rimodellarla a proprio piacimento.
    Un pezzo sintetico, d’assalto e bello.
    Gli albori dell’uomo sono segnati dalla propria storia che si è districata nei meandri della sofferenza.
    C’è bisogno di un rivisitazione che non coinvolga il nostro “orgoglio occidentale”.
    Raccontami la storia dell’uomo Milord.
    Sono affascinata.

    Ti lascio un abbraccio e un caro saluto e buon lavoro.
    Ci metto un bacio pure io, giusto per non farti mancare nulla!

    Isy

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    • Lady Isabella Ozieri

      Vi ringraziammo per le belle parole dedicateci.
      Esatto, bisogna rivisitare sia la nostra storia contemmporanea immediata, sia i nostri comportamenti antroposociali.
      Abbiamo gravi pecche in questa società basata sull’inganno e la mistificazione.
      (L’esempio, testé portato, si riferisce a tutti i campi).
      Grazie, mia signora e cordialità

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  11. Mi lasci stupita, milord.
    La verità innanzi tutto.
    Quello che hai scritto, molto bene, è un malcostume e un uso indiscriminato dell’arroganza tutta italiana e tutta opportunista.
    Il credo dovrebbe poter essere rivisto e corretto questo nostro Credo.
    Poveretti noi.

    Sarebbe il caso, però, che facessimo un esame di coscienza e rivedere un po’ tutte le nostre posizioni un po’ stupide. Aprire la mente al “medio”. Capire che tutti possiamo avere torto o ragione e che non si deve criminalizzare nessuno o almeno nel breve.
    I punti vista sono tanti. Le soluzioni pure.
    Un bacio (anch’io voglio posare le mie labbra 🙂 ) e un abbraccio

    Sony

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    • Lady Sonia Liverani

      Ecco, riguardo ai vari malcostumi, purtroppo, non abbiamo bisogno di nessun insegnamento.
      Ci riferimmo sia alla politica attuale dove impera e persevera il malvezzo di promettere o meglio ancora il non mantenere. (giusto per citarne uno).
      Grazie per il Vostro apporto.
      Cordialità

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  12. Buonasera Lord Ninni, la storia dell’ umanità è fatta di tanti colori ma anche di pagine nere
    Ma la storia del popolo Italiano è costruita soprattutto sulla meravigliosa ( per me) riflessione di E. Flaiano: gli Italiani corrono sempre in aiuto del vincitore. E le stesse bandiere sventolate oggi, domani ,avranno già cambiato Portabandiera.
    Vi auguro una serena domenica delle Palme
    Mistral di Ombreflessuose

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  13. Mi hai riportato indietro alle contraddizioni di un paese che, ora, sento mio solo a tratti. Quelli nati come me negli anni 60, sono cresciuti all’ombra di un dopoguerra mai ben afferrato e di un comunismo sempre imminente (che forse non avrebbe mangiato i bambini ma sarebbe stato responsabile di ogni sorta di cataclismi…)

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    • Lady Camparigirl

      Le contraddizioni che voi ricordate sono, e a quanto pare rimangono, sempre quelle. Gli anni, le ere, i secoli passano, ma la povera penisola italiana rimane un corridoio “postribolare di tutte le idee di passaggio.

      Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!“.
      (Dante Alighieri)

      Abbiate mia signora, le nostre transatlantiche cordialità.

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  14. Siamo un popolo di comodo, caro Ninni.
    Un popolo che in nome del “vantaggio” personale (ma alcune volte, soltanto, dell’essere lasciati in pace di vivere al buio, o in silenzio) si vende la madre o un fratello.
    Alcune volte, anche, l’amico.
    (Politicamente, in questi giorni, si stanno assistendo a una miriade di tradimenti senza sosta).
    Ma, oggi, non voglio essere pestifera come al solito.
    Prenditi il mio, esclusivissimo, bacio (meglio di qualche altra) e beccati anche l’augurio per una buona domenica.

    Ciao bell’uomo.
    🙂

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  15. La ragione dell’Essere nasce da un mondo di strane esistenze … e Sogni navigano fra le mani aperte sul mare.

    Stiamo approdando alla faticosa rena, in Viaggio da Sempre.

    Ciò che Arde nello Spirito … spesso … Tace nella Parola e negli intenti; si lascia assecondare da tiepide ovvietà, prive di tensione Intellettiva ed Armonia Umana.

    La Vera Essenza, risiede nella chiarezza di pensiero; nella Pulizia di ogni comportamento e di ogni azione diretta.
    E’ fin troppo facile bendarsi gli occhi e le orecchie, per poi sparare nel mucchio; difficile è rendersi conto che sempre più frequentemente è solo questione di generalizzazione e di PreGiudizi … e di sentito dire e di …” ma tanto il mondo non cambierà mai ” … e di ” lo sanno tutti che ”

    e non è solo questione politica o meglio, di parte politica; è piuttosto una Non-Consapevolezza; scevra di Conoscenza e di “Crescita” Democratica … nel pieno e Consapevole Rispetto dell’altro.
    Il cambiamento porta sempre e comunque all’evoluzione del pensiero, ma senza la Libertà di Essere e di Andare al di là delle solite, banali, comodità di facciata; restiamo semplici fantocci di carta … fra i rumori delle coscienze altrui.

    La Verità sta dunque nella chiarezza a sè stessi, nell’Onestà del proprio Universo di Possibilità e Tu Ninni, con il Tuo Impegno Costante e Pulito; sai trasmettere quell’Energia necessaria al Risveglio di ciò che sonnecchia al silenzio e al calduccio.

    Gabriele d’Annunzio scrisse nel suo ” Libro Segreto ”
    [ … Dunque, pur sempre, la sola cosa che valga nella vita e nella morte è il dono di sè, la dedizione dell’essere Intiero … ]

    e se donare sè stessi, significa non assecondare lo stratificarsi di Inutili comportamenti, credo sinceramente che le Parole ascoltate ( Tue e di Tutti coloro che si sono espressi ) finora, siano miele per la mente e l’anima … nonchè Abiti Nuovi per Nuovi Giorni.
    Vite e Luoghi come sospesi nel Tempo … fra Ieri ed Oggi

    _______________________
    A Te, Ninni, i Miei Pensieri e questo vento pieno di Ricordi … che diviene temporale, laddòve l’aria si scontra con l’Ombra delle nuvole in corsa.
    _______________________

    Un caro saluto per Tutti

    Ni’Ghail

    Slàn

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