Amelia Earhart

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0 Cappello

Sappi che sono consapevole del rischio. Voglio farlo perché ne sono convinta. Le donne devono provare a fare le cose. Quando falliscono, il loro fallimento non deve essere che una sfida per gli altri.”
(Amelia Earhart in una lettera al marito prima del suo ultimo volo).
Amelia Earhart nasce nella casa dei nonni nel Kansas (USA) il 24 luglio 1897. Nel 1920, all’età di 23 anni, va insieme al padre ad un raduno aeronautico in California e, pagando un dollaro, per la prima volta sale a bordo di un biplano, per un giro turistico sopra Los Angeles.
È in quell’occasione che decide di imparare a volare. Comincia a frequentare le lezioni di volo e ad un anno di distanza, con l’aiuto della madre, acquista il suo primo biplano, con il quale stabilirà il primo dei suoi record femminili, salendo ad un’altitudine di 14mila piedi.
1Nell’aprile del 1928 il capitano Railey, le propone di essere la prima donna ad attraversare l’Atlantico e il 17 giugno, dopo diversi rinvii per le brutte condizioni del tempo, decolla a bordo di un Fokker F7, chiamato Friendship.
Nel 1929 organizza un’esibizione aerea per sole donne, da Los Angeles a Cleveland. Continua a superare records femminili a bordo del suo aereo e pubblica articoli sul “Cosmopolitan” e altre riviste.
All’inizio del 1932 nessun altro pilota, a parte Lindbergh, ha compiuto la trasvolata in solitaria; ci riesce Lady Lindy, come viene soprannominata, impiegando quattordici ore e cinquantasei minuti per volare da Terranova a Burry Port nel Galles.
Quando ritorna a New York il Presidente Hoover le conferisce una medaglia d’oro per conto della National Geographic Society.
È il momento di maggior successo per Amelia che viene nominata donna dell’anno.
Lei accetta il premio in nome di tutte le donne, rispondendo indirettamente ad una domanda al fondo di un articolo (su di lei) della stampa francese: “saprà fare i dolci?”. “Io accetto questi premi non solo per conto di tutte quelle donne che sanno fare dolci, ma anche per le donne che sanno fare cose più importanti e meno importanti che volare.”
Il 24 agosto 1932 è la prima donna a volare attraverso gli Stati Uniti senza scalo partendo da Los Angeles a3 Newark (New Jersey).
Sempre determinata e con l’intento di arrivare dove altri hanno fallito diventa la prima persona ad attraversare il Pacifico da Oakland in California ad Honolulu nelle Hawaii.
Nel 1937, è l’aviatrice più famosa al mondo, ha 40 anni, sente di essere pronta per la sfida finale: vuole essere la prima donna a fare il giro del mondo in aereo.
Dopo un tentativo fallito, il 1° giugno dello stesso anno, insieme con il navigatore Fred Noonan, parte da Miami e comincia la trasvolata di 29mila miglia che la porterà a San Juan in Porto Rico e poi, seguendo la costa nord-orientale del Sud America, verso l’Africa e quindi in India.
Il 29 giugno quando arrivano a Lae in Nuova Guinea, hanno fatto 22.000 miglia e ne mancano solo 7.000 ormai per arrivare alla conclusione del viaggio. Le mappe che Noonan ha a disposizione si sono rivelate poco accurate, ma ormai sono in prossimità dell’isola di Howland, dove è dislocata la guardia costiera con la quale sono in contatto radio. All’alba del 2 luglio Amelia Earhart chiama insistentemente alla radio: “Dobbiamo essere sopra di voi ma non riusciamo a vedervi.
Il carburante sta finendo…”.
A nulla valgono i tentativi compiuti dalla guardia costiera per farsi notare. Probabilmente l’aeroplano si perde e precipita ad una distanza calcolabile fra 35 e 100 miglia dall’isola di Howland.
La notizia fa presto il giro del mondo, il Presidente Roosevelt autorizza le ricerche con l’impiego di navi e aerei che giungono sul luogo dopo cinque giorni. Le ricerche vengono interrotte il 18 luglio dopo aver cercato su una superficie di 250 mila miglia quadrate di oceano.
Le ricerche del velivolo, durate per due settimane, non diedero alcun risultato. Non furono rinvenuti né i resti dell’aeroplano, né il pilota. Fu concluso che era morta. Ma da allora si scatenò una ridda di ipotesi, tra le quali che il velivolo non si fosse inabissato nell’oceano, e che l’aviatrice finì i suoi giorni su un isola deserta, dopo un atterraggio di fortuna.
Ipotesi avvalorata dal ritrovamento, tre anni dopo la scomparsa, da parte di un funzionario britannico, di ossa umane accanto ad un accampamento di fortuna, nell’isola di Nikumaroro, a nord est dell’Australia.
Nel 1997 alcuni esami confermarono che le ossa appartenevano ad una donna.
Ma, mistero nel mistero, le ossa scomparvero.
2
Cordialià

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96 pensieri su “Amelia Earhart

  1. Non conoscevo la storia di Amelia. Una donna eccezionale, morta in modo romantico, considerati gli anni.
    Una eroina.
    Mi arricchisco su quello che conosco e m’illudo di essere unaa eroina anch’io.
    Grazie per la dedica, milord, a nome delle donne.

    Elena

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    • Elena Simonin
      Una donna splendidamente eccezionale. La fautrice, infatti, di una certa letteratura romantica sulle eroine. Con una differenza: lei è vissuta per davvero.
      Grazie e cordialità mia signora

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  2. Quando si dice una donna eccezionale. Ho letto, molto tempo fa, un servizio che la riguardava.
    Le dissero che era lesbica e che non era femminile.
    Le diedero della puttana che andava con tutti.
    Ebbene, si sposò con un uomo che l’amava e si affrancò da tutti quelli che la denigravano.
    E’ uma icona del “vivere”.
    Ci ha insegnato a stare al mondo.

    Di donne così non ne nascono più, tranne mia madre. 🙂

    Un saluto dalla partenope Capitale.

    Dudù

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  3. Sei un mito Milord.
    Un gran bel regalo per noi donne.
    Grande Amelia.
    Una antica condottiera. Il suo muto messaggio è forte. E’ grande: mai arrendersi, siamo donne!
    Tu sei mito milord.
    🙂

    Eleonora

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  4. io credo che, da anni che ho modo di lavorare e conoscerti, questo articolo – in aperta ammirazione per le donne “speciali” – giunge a caratura.
    Poche persone distanti e equidistanti, come te, dedicano uno spazio all’amirazione manfesta verso il sesso “debole”.
    Un pezzo distaccato, ma che mostra tanta tanta approvazione, rispetto e considerazione er una donna, per le donne.
    Bravo.
    Ciao e buon lavoro

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    • Veni Vici Vintrix

      Qualora si voglia apprendere, mio signore. L’umiltà, almeno nel caso italiano, forse e molto probabilmente, non fanno parte del patrimonio delle italiche genti.
      Grazie

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  5. Ricordo d’aver visto un film piuttosto bello sulla figura e le imprese di Amelia Earhart. Amelie era interpretata da Hilary Swank.

    E’ una possibilità che sia riuscita a salvarsi, si fa per dire, atterrando su un’isola deserta e sopravvivere così per tre anni. Ma come bene evidenzi, anche il ritrovamento delle ossa nel 1997, stabilito che appartenevano a una donna, scomparvero. Al di là delle imprese di Amelia, grande donna, coraggiosa e tra le prime a battersi per l’emancipazione, mi incuriosisce il mistero intorno alla sua scomparsa e alla scomparsa delle ossa. Perché? In questi casi non posso far a meno di pormi delle domande e quasi mai trovo una risposta soddisfacente. Erano quelle davvero le ossa di Amelie? E se sì, perché è stato fatto in modo che scomparissero? E se non lo erano, la domanda è più o meno uguale: perché sono state fatte scomparire?

    Come sempre, qualcosa, anzi più di qualcosa in questa vicenda non torna. E non ho davvero idea se la verità verrà mai a galla.

    Gran bel pezzo, carissimo Lord Ninni. Racconti la Storia in maniera ineccepibile e chiara.

    Un forte abbraccio di stima e amicizia a Te, caro Lord Ninni. E mi permetto di lasciare un casto bacio a Tutte le tue gentili lettrici.

    beppe

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    • Iannozzi Giuseppe

      Amico mio, come un grande professionista quale tu sei, non ti è sfuggita – al di la della storia – la questione principale: la misteriosa sparizione dei resti mortali di Amelia Earhart.
      Molte voci si alzarono sia allora, sia adesso.

      Alcuni urlarono all’eroina ed alla sua impareggiabilità.
      Altri iniziarono a porsi il “problema”:
      Non si può focalizzare, tutta l’attenzione, verso una donna.
      Si alzarono, alte, le voci della’American league, White County, Ku Klux Klan, Wasp League, ecc. ecc.

      Non ultimo, lo stesso Presidente …

      Dobbiamo evitare i miti e le eroine. Ne va della sicurezza nazionale e del buon nome dei padri fondatori. Ho sottolineato, apposta, padri fondatori e non “madri”.
      (Frank Delano Roosevelt-Discorso di ringraziamento per la concessione del 32° grado della Massoneria di Rito Scozzese Antico e Accettato, durante un’Agape bianca tenuta dalla “sua” Loggia “Holland Lodge No. 8” di New York).

      Il resto … è accademia, amico mio.

      Con stima

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      • La storia di Amelie la conosco bene, perlomeno per quei dati che sono arrivati sino a noi, sempre sperando che non siano stati sapientemente adulterati. Dico questo perché temo ci sia stato un interesse non da poco a far sparire i resti mortali di Amelie Earhart. Il perché mi è oscuro. Potrei provare a immaginare: credo che Amelie abbia dato un bel scossone all’America maschilista, uno scossone tanto forte da far impallidire Roosvellt stesso – personaggio che, al di là del bene e del male, non mi è mai stato troppo congeniale.

        Se le ossa fossero oggi a disposizione, l’America avrebbe una tomba per Amelie, un simbolo più vivo e forte che mai dove donne e uomini di sani principi potrebbero raccogliersi per dire “basta alla sovranità e allo strapotere di un sesso”. Questo penso.

        Con grande amicizia e stima

        beppe

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  6. Un bel lavoro per le donne e un forte messaggio per tutti.
    Il mio non è femminismo stupido, caro Ninni e lo sai.
    La storia di Amelia è la storia di una grande donna che ha dato, al mondo, un passaggio forte su come va vissuta, appieno, la propria esistenza.

    Ciao

    Marisa

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  7. Buongiorno Ninni. 🙂

    Una vita struggente nella sua forza e bellezza.
    Però noi siamo bravi ma afare tutto questo ci sarebbe voluto il coraggio di Amelia.
    Non so se ne sarei stata capace.
    Buon sabato milord mio signore.

    Eleonora
    🙂

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  8. Buonasera Lord Ninni, ammiro e in questo caso Invidio anche ( sono una fifona, prendere un aereo mi mette tanta ansia), Donne come Amelia.
    Imprese del genere arricchiscono la storia dell ‘Umanità
    Un amabile saluto
    Gina

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    • Sentimental

      benvenuta presso questo umile spazio web, mia signora.
      Un insegnamento, lady Gina, che supera per freschezza e ineffabilità la lunghezza degli anni e degli eventi.

      Cordialità

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  9. Come una enorme esplosione di colori ci regali, attraverso le tue parole e i tuoi occhi, quelle perle che rotolano fra le mani del nostro futuro, ascoltando il passato più qualificante.
    Ciao Milord

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    • Hilde Strauß

      Vi ringraziammo per le gentilissime parole.
      Il Titanic, la nostra, e altri temi e svariate tematiche, ci interessarono sommamente da sempre.
      Ecco spiegato.
      Amici, affetti e quant’altro, fanno parte del nostro Piccolo mondo antico di fogazzariana memoria.
      Abbiate le nostre vivide cordialità

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  10. Be present, in these pages, after so long makes me happy.
    I read the story of my compatriot Amelia and I’m glad, too, remember.
    Thank you my Lord.
    A kiss from far away.

    your

    Theresa Elizabeth Warren
    in Springfield, Massachusetts, U.S.

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    • Theresa Elizabeth Warren

      My sweet lady,
      thank you for letting me visit, after so long.
      Thanks for the kind words that you gave me, with the hope to have you satisfied.
      Replacement greetings and hug, dear Theresa

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  11. Dieci, cento, mille e mille volte sarebbe stato il momento,
    in acqua a respirare
    o in virtù di un Sogno
    oltre il canto delle Nuvole.

    Mille volte da seguire
    in occasione del peso da sostenere …
    … ma con l’ebbrezza del Volo
    e dell’Anima che non si ferma
    al Silenzio della Vita.
    ____
    Milord,
    Un Brano che Celebra Coraggio e Grandezza. Come solo una Vera Donna può e Deve Essere. Coraggiosa … Grande ed Immortale. Nel Ricordo e nell’Impresa.

    Un Caro saluto per Voi Milord … e per Tutti
    I Miei Rispetti
    Ni’Ghail

    Slàn

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    • Nì Ghail

      La nostra umile trasposizione venne ideata per celebrare, in altra forma (se mai ce me fosse stato bisogno), un’altra forma della bellezza femminile.
      Per ovvi motivi fummo stringati.
      Non per il gentil sesso, però.

      Abbiate le nostre migliori cordialità e salutazioni.

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    • Alessandra Bianchi

      Convenimmo sulla straordinarietà sia della donna, sia dell’accaduto.
      Pensate: se una donna avesse polverizzato tutti i record e i primati allora in essere, con il giro vorticoso di denaro, in essere, cosa sarebbe successo?
      Vi ringraziammo per la Vostra, consueta, gentilezza lady Alessandra
      Cordialità

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  12. Ho letto gli ultimi sviluppi da te descritti nella risposta a Iannozzi Giuseppe.
    E’ inquietante leggere che alcune verità, insegnate a scuola, non sono così vere.
    Anche il ito di Amelia, adesso.
    😦

    ciao

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  13. MILORD SONO TORNATA! vi sono mancata???

    Ottimo articolo.

    Non era una donna come le altre Amelia Earhart. Da sempre. Da quando era bambina e si arrampicava sulle rocce o inseguiva i topi nel giardino. Non era come le altre, ma a dieci anni ancora non lo sapeva. A dieci anni ancora non sapeva cosa avrebbe voluto dalla vita. Non lo saprà fino al 28 dicembre 1920. Fino a quando per la prima volta metterà piede su un aereo. Fino a quando volerà per la prima volta. Fino a quando scoprirà che volare è l’unica cosa che desidera pur sapendo, forse, che il volo, che è la sua vita, sarà anche la sua morte. “Lucky Lindy”, come la soprannominò la stampa per la sua somiglianza con Charles Lindbergh, è un pilota intelligente, competente e irrequieto. E’ pronta a qualsiasi cosa per appagare la sua passione. Per andare oltre. Per affrontare nuove sfide e superarle. 1928 voli intercontinentali. Molte prove. Diversi successi. Tanti fallimenti ma sempre la forza di ricominciare… perchè le donne hanno sempre la forza di ricominciare. Come me. E dopo un lungo periodo di “stop mentale” ricomincio da te. Ricomincio a scrivere di una donna che scardinò le ferree regole dell’aviazione, mondo prettamente maschile, e che riuscì a dar corpo ai propri sogni. Amelia fù una donna che non ebbe paura di mettere le ali per volare.

    Ma dove sono finiti i resti di Amelia?
    Facendo una breve ricerca su internet, sembra che Amelia sia morta in un’isola disabitata nel Pacifico a sud est della Repubblica di Kiribati. Per anni, Richard Gillespie, il Direttore del TIGHAR e autore del libro “Finding Amelia” ha cercato a 300 miglia dall’Isola di Howland. Sull’atollo di Nikumaroro.
    […]”Qui sono stati ritrovati dei resti che oggi ritengono appartenere ad Amelia e Fred costretti ad un atterraggio di emergenza sulla barriera corallina. “Sappiamo che nel 1940 il servizio coloniale inglese trovò parte di uno scheletro di un naufrago a Nikumaroro. Sfortunatamente quelle ossa sono andate perse ma dagli archivi abbiamo scoperto che quelle ossa furono trovate in un’area remota dell’isola dove le ricerche non arrivarono”. Richard Gillespie oggi ritiene che quelle ossa possano essere appartenute ad Amelia o a Fred. Il mistero sembra risolto”[…] da “CERCANDO AMELIA DI R.Gillespie…

    Mi sono posta qualche domanda: perché tanta insistenza nel ricercare il corpo di una donna? Perché queste ricerche quasi ossessive ininterrotte per oltre 70 anni? Forse il desiderio di scoperta che accomuna generalmente tutti i ricercatori sarebbe troppo banale. Forse tutte le risposte risiedono nella stessa Amelia Earhart. In quello che è stata e in quello che ha rappresentato in quegli anni e negli anni seguenti. La risposta è in una scomparsa prematura. In una scomparsa annunciata ma mai evitata. Perché nel modo in cui è morta Amelia risiede l’essenza e il motivo della sua vita. Non poteva essere diversamente. Non poteva essere altrimenti. Lei sovvertì il mondo dell’aviazione e aprì le porte ad altre donne che, nel tempo, divennero aviatrici. Amelia divenne leggenda… E Amelia lo sapeva.

    Un saluto caro a tutti.

    Una saluto dalla rediviva Berta e da MR.Ugo.

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    • Emilia Di Roccabruna

      Donna Emilia di Roccabruna, mia signora!
      Il Vostro ritorno, la Vostra rentrée, ci coinvolge emozionalmente e ci onora per la Vostra dolce presenza.
      Cosa avete fatto, mia signora? Ci avete fatto stare in pena.
      Giorno e notte ( 🙂 ) eravamo triti e contriti circa la Vostra qualificantissima presenza/assenza. I dubbi e i timori ci assalivano, angosciandoci.

      Gli ospiti di questo umilissimo spazio web erano preoccupati, oltre la sanità mentale, urlando a gran voce: dove sarà la gentildonna Emilia?
      Cosa starà facendo?
      Chi l’avrà arrestat .. ehm … trattenuta?

      Eccovi a noi, presente e in forma, per fustigare e sottolineare i mali della nostra epoca.
      Giusto qua, fra di noi!

      Il Vostro intervento fu magnifico, come sempre.
      Notammo, invero, la presenza di un altro soggetto a Voi vicino: Mr Ugo.
      Diteci, se potete!

      Vi ringraziammo per la presenza e adagiammo fra le Vostre mani, la nostra più viva cordialità.
      Estendete, Donna Emilia, i nostri voti augurali a lady Berta, se potete.

      Grazie

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  14. Buona Festa Mio Milord. A Voi un pensiero in questo giorno speciale. Buon Onomastico.

    “13GIUGNO: In un giorno qualunque,
    di un dimenticato anno domini,
    stendo su fili di rame queste poche parole,
    sperando giungano a te,
    in qualsiasi cielo volino le tue ali in quest’ora.
    Ti scrivo piano, con una piuma di colore nerastro,
    affondando la punta sullo scorrere ematico di poche gocce scarlatte,
    stillate dalla malinconia,
    dalla mancanza del tuo abbraccio che santifica.
    Il rumore sordo di poche cicale
    accompagna queste frasi incontaminate,
    levigando l’arsura della mente,
    lenendo il silenzio dei canti.
    Nel lento piovere di cielo e secche foglie,
    in ampolle di profumato cristallo,
    mi tendo a te e su di te come arco estremo,
    unendo magiche maglie di terra, acqua e stelle…”
    …..
    Ritornando al Vostro pregiatissimo articolo, Vi allego una piccola parte di un libro dedicato ad Amelia…
    […]Sto volando intorno al mondo, e intorno a me non c’è altro che cielo. Il cielo è carne. È l’ultimo cielo. Ricordo: sto facendo il periplo del mondo. Sto sorvolando il Pacifico da qualche parte al largo della Nuova Guinea sul mio bimotore Lockheed Electra, e mi sono smarrita. Guardo il cielo inarcarsi e gonfiarsi, e di tanto in tanto mi pare di vederlo fremere. Voluttuoso, torrido nel calore nudo, mi sembra carne di donna. Ma poi di colpo la luce ne illumina un fascio di proporzioni più mascoline — un muscoloso baleno di azzurro, un’ampia asse come il dorso di una mano — ed eccomi a riconoscere, benché malvolentieri, la bisessualità della natura. Quando me ne rendo conto serro un po’ le labbra, e arriccio il naso per rimettere in sesto gli occhialoni da pilota. I miei occhi e i miei occhi riflessi dal parabrezza sono pieni di sole, che brucia. Ammicco e allungo un braccio in alto sulla mia testa. Le dita toccano un comando. Con la coda dell’occhio colgo un barlume d’oceano. Penso che potrebbe trattarsi dell’ultimo giorno della mia vita, che ho caldo, che ho fame; manovro il comando e abbasso il braccio. Il mare è scuro. È più scuro del cielo.
    Questa è la storia di quello che mi è successo quando sono morta. È anche la storia della mia vita. Il destino, l’alchimia di fato e fortuna. Di tanto in tanto ci penso, sotto il sole radioso. La risacca ride. La luce nuota. Guardo sulla sabbia gli scheletri di pesce tracciati dall’ombra delle foglie di palma. Le nuvole ridotte a brandelli[…]

    Tratto dal libro di Jane Mendelsohn “Ero Amelia Earhart”
    …..
    Con affetto e stima. Emma

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    • Emma Vittoria

      Come sempre sottolineato, è pressocché inutile commentare le Vostre poesie che riflettono un mondo attraverso cui guardare con gioia.

      Vi ringraziammo per i versi, splendidi e ricambiammo copiosi auguri alla vostra persona.
      Buona domenica

      Mi piace

  15. Un bell’esempio, milord.
    Ho letto il titolo di un libro, in vendita nelle migliori librerie, che parla proprio di Amelia.
    Battuto sul tempo dalla bravissima sig.ra Emma Vittoria e proprio su quel libro.
    Ciao

    F.

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  16. Avevo scritto un breve racconto (10 righe, queste mi erano state concesse) su questa donna straordinaria… splendido articolo. Credo che sarà un piacere seguirti.
    Grazie per essere passato da me 🙂
    Sun

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    • – Sto ascoltando: BOB DYLAN, JOHNNY CASH AND THE NASHVILLE CATS
      ___________________
      * A NEW MUSIC CITY
      ——————–
      – Girl from the North Country (with Johnny Cash)
      (Adesso) Driftin way of life (with Jeff Walker)
      – behind that locked door (with George Harrison)
      – Beacoups of blues (with Ringo Starr)
      – The night they drove old Dixie down (with Joan Baez)
      ___________________

      lady Nadia

      Una donna che, con il proprio sacrificio, segnò la caduta di tutto un modo di pensare e stile di vita oscurantista, tipico degli States.
      Non sono guariti (ma chi può dirsi, veramente, guarito?), ma almeno, adesso, ci pensano un attimino prima di condannare (spesso di facciata, ma almeno ci provano).

      Grazie e cordialità

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