La bestia

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La bestia

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Il terrorismo islamico e la paura dell’occidente.

Dopo la decapitazione del reporter James Foley, il presidente Obama sembra avrebbe deciso di inviare alcuni droni in Siria, non più per colpire Assad, ma piuttosto i suoi avversari. E’ un rovesciamento completo di posizione che dimostra la saggezza delle posizioni russe dirette a stabilizzare il vicino Oriente.
Putin aveva ragione sulla Siria? (Was Putin right about Syria?) La risposta è affermativa: pur con qualche dubbio sulla politica estera del Cremlino, riconosco che lo sviluppo degli avvenimenti in medio oriente hanno dimostrato la giustezza della posizione russa nei confronti della guerra civile siriana. Nel 2013, gli Stati Uniti sono stati sul punto di organizzare un intervento armato contro Damasco, a sostegno dell’opposizione contro Bashar al Assad, col pretesto di un uso di armi chimiche da parte del governo contro la popolazione civile e che non è stato mai dimostrato con certezza. Soltanto il presidente russo Vladimir Putin si oppose apertamente a questo attacco, rivolgendosi ai cittadini americani con una lettera pubblicata sul New York Times mentre gli stati europei, Francia in testa, sembravano ben disposti di seguire Washington. Nella lettera, Putin, criticava non soltanto il carattere unilaterale dell’operazione, ma affrontava anche la dimensione geopolitica della crisi. Il Presidente russo affermava, infatti, che una guerra contro lo stato laico di Bashar al Assad avrebbe comportato il rischio di un allargamento regionale del conflitto (cosa realmente accaduta, con la nascita del Califfato di Siria e Iraq), oltre alla possibilità di un ritorno dei terroristi islamici, di origine occidentale, nei loro paesi. Tutti, oggi, possono constatare che questa analisi si è rivelata assai realistica: qualsiasi cosa si possa pensare del governo di Bashar al Assad, risulta evidente che lo scontro contro il suo governo non viene fatta in nome della democrazia, bensì della Jihad. Si è, più o meno, nella stessa situazione della Libia: dopo il rovesciamento di Gheddafi (a cui pure la Russia si era opposta), il paese è piombato nel caos e l’estremismo religioso si è imposto in modo inquietante. Verrebbe da dire che se l’Europa avesse elaborato una strategia concertata, anche, sulla base dei suggerimenti di Mosca, l’ondata islamica si sarebbe potuta evitare o almeno limitare.
E’ decisamente stupefacente che la maggioranza dei media non evidenzino il rovesciamento delle posizioni statunitensi, a proposito della crisi in Siria. Anche se, la Casa Bianca, afferma di non volere direttamente collaborare col governo di Damasco, attualmente gli USA, vogliono colpire quegli stessi “ribelli” che l’anno scorso si pensava fossero dalla parte giusta e sacrosanta. La politica estera russa è, sempre più spesso, improntata alla stabilizzazione di quello scacchiere, più di quanto non lo ammettano i governi occidentali. Il caso dell’estremismo islamico è un esempio rivelatore del fatto che le esigenze di stabilità interna alla Federazione Russa condizionino, anche, la sua politica estera. Ospitando una consistente comunità islamica che, nel Caucaso del Nord, non è insensibile al richiamo dell’estremismo religioso, Mosca è sempre costretta a rispettare certi equilibri, nella sua politica estera, nei confronti dei paesi musulmani. Ecco perché un rapporto, politicamente più solido, con l’Unione Europea sarebbe di interesse comune per fronteggiare il radicalismo islamico che non risparmia nemmeno gli stessi cittadini sia a causa della vicinanza geografica con il vicino Oriente e Africa del Nord, sia a causa della presenza di una crescente popolazione musulmana in Europa.
Per esempio, nell’agosto 2013, la stampa russa raccontava di un presunto incontro di Vladimir Putin con il capo dei servizi di informazione sauditi, durante il quale Riyadh avrebbe fatto un ricatto a Mosca: o accettare il rovesciamento di Assad in Siria, o rischiare di essere colpiti da attentati islamici sul proprio territorio durante le olimpiadi di Sochi. La Russia non ha ceduto, proseguendo nella sua opposizione all’ipotesi di un attacco occidentale contro Damasco. Ma ecco che, a fine dicembre, nella città di Volgograd, due attentati con autobomba hanno provocato più di trenta morti e cento feriti. Dopo un simile massacro, Vladimir Putin ha accusato direttamente l’Arabia Saudita di essere responsabile di questi atti terroristi. E’ calato, però, il silenzio più assoluto. I fatti di Volgograd sono stati fatti rientrare nella propaganda antirussa che stava cominciando con Sochi. Se si leggono gli articoli dei giornali di quel periodo ci si accorge, agevolmente, che gli attentati sono stati descritti quasi unicamente come una dimostrazione dell’incapacità dei russi di garantire la sicurezza prima delle Olimpiadi. Non occorre molta immaginazione per capire che la reazione sarebbe stata molto diversa se, la violenza terrorista, avesse colpito una città europea o statunitense e, forse, sarebbe tornata in voga la teoria dello “scontro di civiltà” tra Islam e occidente, tanto pericolosa e semplicistica quanto la scelta di rovesciare i governi laici come quello di Gheddafi e di Assad, come l’ingenuo sostegno alle sedicenti “primavere arabe“. Oggi che il legame tra l’erronea politica medio-orientale e il rischio di attentati terroristi diventa sempre più evidente, i leader europei possono ben rimpiangere di non avere operato in sinergia con Mosca negli ultimi due anni.
Occorre quindi concludere che l’assenza di una critica seria e argomentata nei confronti dell’Occidente verso l’islamismo radicale, rappresenta una occasione mancata per migliorare le relazioni tra la Federazione Russa e l’Europa. La sfida del terrorismo islamista potrebbe costituire infatti un elemento di coesione per migliorare i rapporti bilaterali, anche per facilitare il dialogo sulla crisi ucraina. Perché i paesi europei fanno fatica a capire che la Russia costituisce un partner fondamentale non solo sul piano economico, ma anche nella politica estera? Da un lato, perché l’eredità ideologica della guerra fredda impedisce ancora oggi la nascita di una coscienza geopolitica europea: condividendo spazi vicini, perfino contigui, Europa e Russia hanno interessi comuni infinitamente superiori a qualsiasi altro partner transatlantico. Dall’altro lato, la crisi di valori, l’assenza di patriottismo e il malessere sociale che scuotono, proprio, i Paesi europei ostacolano la comprensione dei cambiamenti storici: l’Era occidentale sul pianeta sta per tramontare e il mondo si muove verso una prospettiva multipolare. Per parteciparvi gli stati europei dovrebbero, prima di tutto, essere coscienti della loro specifica civiltà, abbandonando quell’identità “euro-statunitense“, nata dopo la Seconda Guerra Mondiale e che si è dimostrata totalmente incapace di dare una fisionomia culturale atta a fronteggiare le sfide del XXI secolo.

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Cordialità

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48 pensieri su “La bestia

  1. NINNI!
    Ciao!
    Sapevo che l’argomento on ti sarebbe sfuggito e che ne avresti parlato. E’ un bel pezzo che non ti si legge.
    Ho letto la tua analisi e mi trova, assolutamente, d’accordo. C’é da dire che, viste le ultime risultanze (è di poco fa la notizia che anche la Gran Bratagna prenderà parte alle ritorsioni contro ISiS) il panorama risulta alquanto pericoloso.
    una guerra a difesa di cosa?
    Dell’Umanità così come la conosciamo?
    Sono accecata e frastornata.
    Non capisco e non comprendere, mi uccide.
    Un bacio, ciao

    Marisa

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    • lady Marisa B

      Grazie per aver lasciato una traccia presso questo umile spazio web, mia signora.
      Indiscutibilmente è da notare che l’interesse dei paesi occidentali, formalizzatosi dopo le aggrassioni da parte Isis (oppure IS) si è acuito quando l’ordalia barbara ha colpito le nostre “gole”.
      Uno shock per la “Civiltà occidentale” che si definiva unica depositaria della “verità”!
      Buon risveglio.
      Grazie per esserci

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  2. Ho letto molto attentamente quanto avete scritto ed è un’analisi da non sottovalutare.
    La situazione però non è delle più rosee, cosa ci riserverà tutto questo?? Sicuramente nulla di buono….
    Cordialità, Patrizia

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    • Lady Patrizia M.

      Avete ragione, mia signora.
      Una situazione da non sottovalutare. E come si potrebbe? Abbiamo avuto un triste e ben triste risveglio quando, le certezze (un certo tipo di impunità e immunità davanti i nostri, arroganti, interessi) sono tramontate per dar luogo a verità nascoste: l’Occidente civilizzato viene colpito sia nel cuore, sia nei propri intimi convincimenti dalla bruta barbarie.
      Il risveglio, però, ha “sottolineato” che l’unità, avverso il terrorismo, è vincente rispetto alla semplice difesa degli interessi regionali.

      Grazie lady Patrizia.

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  3. una lucida analisi, caro Milord.
    Ma da dove nasce, o può nascere, questo contrasto tra cività, oppure, mondi relativi?
    L’incomunicabilità è la mamma di tutte le guerre. Non si comunica, oppure si comunica male.
    Cosa si dovrebbe comunicare, però?
    I valori comuni che (perdonami) ci accomunano: i valori umani sia cristiani, sia non, che ci uniscono. Abbiamo una ideologia che non guarda troppo per il sottile. Lo stesso Corano (Maometto) non è un libro che inneggia alla misericordia (lo hai scritto anche tu in un articolo ad uso per i non credenti).
    Un viatico per i disperati che credevano di essere i soli sulla terra e che gli occidentali fossero i padroni da cui scappare.
    Sono cattivo?
    Uso della cattiveria?
    Certamente e lo dco con consapevolezza.

    Bastardi e bestie immonde che hanno in spregio qualsiasi forma civile. Già, ma cos’é per loro la Civiltà se non l’uso personale degli interessi privatissimi a discapito di terzi?

    No, non sono d’accordo con Obama.
    Assolutamente.
    Il Nemico sono loro. Lo hanno nella predicazione la violenza. Lo hanno in corpo.
    Difendiamoci da questo morbo: oppure non ne verremo fuori.

    Scusami, mi sono sfogato. So perfettamente che mi comprendi per quello che sai e che hai visto.
    Un abbraccio amico mio

    Spillo

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  4. Eppure, caro Lord Ninni, c’è qualcosa, anzi più di qualcosa che non mi torna. Non vedo giustezza nelle posizioni di Obama e men che meno in quelle di Putin – che ritengo essere un tiranno al pari di Stalin, se non ben peggiore, omofobo, pazzoide, pronto a far fuori gli oppositori politici senza pensarci su neanche una volta. In ogni caso, l’Isis, questa grande minaccia, da chi è stata foraggiata? chi ha dato loro le armi? La risposta è così semplice e immediata che fa non poco paura: le armi gliele hanno vendute i paesi occidentali, Italia compresa, ma anche la Russia per non dire poi degli Stati Uniti. Ma adesso l’Isis è diventato il nemico. Prima l’hanno tirato su, lo hanno allattato, ora si accorgono che è una minaccia. Certo che lo è una minaccia: dentro ci stanno un po’ tutti, non soltanto islamici, ma anche – e forse soprattutto – mercenari. E chi ha tirato su Assad, per non dire poi di Gheddafi e di Saddam? Sono così tanti i punti che non tornano, o meglio che tornano: è il solito vecchio gioco, quello di costruire il nemico, per poi dichiararlo tale e intraprendere campagne di liberazione, che hanno il solo fine di appropriarsi delle risorse naturali che i paesi islamici hanno sui loro territori. USA e Russia puntano alla stessa cosa: colonizzare il mondo islamico, un po’ come fece l’Inghilterra con l’India. La Storia si ripete sempre. Cambiano i nomi dei personaggi, ma lo squallore che certi politici dimostrano è poi, alla fine, sempre lo stesso. Ora non dico che l’Isis non sia una minaccia. Lo è, ma è una minaccia perché è stato voluto che così fosse. E la colpa non può essere solo dei terroristi islamici, che eppur ci sono. Le teste calde sono in ogni movimento sociale e religioso: ci siamo forse dimenticati di Anders Breivik, il terrorista norvegese filonazista, che – non da solo – ha falciato 77 innocenti? Semplicemente un mass-murderer? Non credo affatto.

    Ciò detto, caro Lord Ninni, sono dell’opinione che Russia e Stati Uniti hanno troppi interessi che collimano: colonizzare una buona fetta del mondo islamico, quella fetta che ha risorse naturali utili all’Occidente. E però nessuno o quasi si preoccupa dell’Africa, della Liberia, dell’ebola che dilaga e ogni giorno miete vittime: si lanciano allarmi, ma di fatto, i volontari che stanno combattendo contro l’ebola sono isolati e privi di mezzi.

    Cordiali saluti

    beppe

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    • Amico mio,
      In tutto questo mi sono fatto un’idea.
      Il piano originale era semplice, del tipo di quelli dei neoconservatori USA: rovesciare Ianukovich, fare entrare l’Ucraina nell’Unione Europea e nella NATO, portare la NATO fino alla frontiera russa sul piano politico e collocarla militarmente in Crimea.
      Questo piano è fallito.
      La Russia ha incorporato la Crimea, e l’Ucraina è sprofondata in una guerra civile brutale che si accompagna ad una crisi economica fatale.

      La maggior parte di noi è abituata a pensare in termini di categorie di super potenze. Dopo tutto, i presidenti statunitensi, da Reagan a Obama, ci hanno tutti propinato un regime di grandi dichiarazioni, di operazioni militari pressoché costanti seguite da riunioni di informazioni del Pentagono, di minacce, di sanzioni, di boicottaggi, ecc. Io direi che questo è da sempre il marchio della “diplomazia” occidentale, dalle crociate fino all’ultima campagna di bombardamenti contro lo Stato Islamico (Isis)
      La Russia e la Cina hanno una tradizione diametralmente opposta. Per esempio, sul piano metodologico, Lavrov ripete sempre lo stesso principio: “noi vogliamo trasformare i nostri nemici in neutrali, vogliamo cambiare i neutrali in partner, e vogliamo fare in modo che i partner diventino nostri amici”. Il ruolo della diplomazia russa non è di preparare la guerra, ma di evitarla. Sì la Russia combatterà, ma solo dopo che la diplomazia avrà fallito. Se, per gli Stati Uniti, la diplomazia è solo un modo di formulare minacce, per la Russia è essenzialmente uno strumento per disinnescarle.

      Ti invito a porti la seguente domanda: Se tu fossi Putin e il tuo obiettivo fosse una tutela dei russi in Ucraina (e sono davvero tanti che non sopportano più le pesanti discriminazioni, al limite dell’offesa umanitaria) e un riavvicinamento a Kiev, preferiresti che la Novorussia facesse parte dell’Ucraina o no? Io direi che avere una Novorussia come parte dell’Ucraina è di gran lunga la cosa migliore, per le seguenti ragioni:

      • Ciò farebbe di essa una componente, almeno ad un livello macro-economico, dei processi ucraini, come le elezioni nazionali e i media nazionali;
      • Permetterebbe di paragonare la sua situazione a quella del resto dell’Ucraina;
      • Renderebbe più facile influire sul commercio, gli affari, i trasporti, ecc.
      • Consentirebbe la creazione di un centro politico alternativo (senza nazisti) a Kiev;
      • Impedirebbe la costruzione un “muro”, o una barriera tipo guerra fredda, lungo una precisa linea geografica;
      • Smentirebbe l’accusa che la Russia vuole la divisione dell’Ucraina.

      Cosa dovrebbe e potrebbe fare, la Russia, nel merito:

      1. Opporsi politicamente al regime nazista ucraino dovunque ed in qualsiasi contesto: all’ONU, nei media, nei confronti dell’opinione pubblica;
      2. Esprimere il proprio sostegno alla Novorussia e a tutte le opposizioni ucraine;
      3. Proseguire nell’informazione (i media russi fanno un lavoro eccellente);
      4. Impedire che la Novorussia venga continuamente sabotata dai regimi occidentali;
      5. Mantenere un canale aperto tra i belligeranti;
      6. Contrastare con i fatti (come sta facendo adesso Putin) i diktat dell’ “asse di benevolenza” tra Stati Uniti e Unione Europea;
      7. Aiutare la Crimea e la Novorussia a diventare economicamente e finanziariamente prospere e quindi indipendenti.
      Presentarle, dunque, come soggetti economici validi e alternativi al nazismo ucraino, deleterio, mortificante e antiumano.

      Di contro registro che vi sono tre fenomeni assai diversi che si manifestano contemporaneamente:

      • Una campagna organizzata di denigrazione verso Putin, organizzata dai servizi governativi di Stati uniti e Regno Uniti specializzati nella manipolazione dei media sociali
      • Una campagna spontanea di denigrazione verso Putin condotta da alcuni circoli nazional-bolscevichi russi (Limonov, Douguine ecc.)
      • L’espressione di una sincera perplessità, di un’ansia e di una frustrazione da parte di persone oneste, per le quali l’attuale posizione russa sembra non avere alcun senso.

      Mi spiace di avere avuto bisogno di poco meno di 700 parole per spiegare tutto questo, ma in una società dove la maggior parte dei “pensieri” vengono espressi in forma di “tweet” e la maggior parte delle analisi attraverso messaggi su Facebook, era un compito arduo tentare di fare luce e dunque risponderti su quello che sta per diventare un diluvio di malintesi e di false idee.

      Un abbraccio amico mio, con simpatia e stima.

      Ninni

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  5. E’ sicuramente la presenza della morte, dietro le spalle e oltre i destini di chi combatte, che rende terribile questa infame guerra.
    Una guerra preparata nei più minimi dettagli e che ci colpisce nel profondo dei nostri convincimenti.
    Come possibile essere rimasti così ciechi, in questi anni.
    Oriana Fallaci fu una, lontana, voce che ritorna in modo prepotente, o cosa?
    I canali e padri di sventura che vomitavano anatemi contro l’occidente, oggi che vita hanno?
    Oggi assistiamo al degrado dell’occidente dietro le riscosse impazzite.

    Forse è questo quello che ci meritiamo.
    un abbraccio amico mio.

    Louis

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    • Amico mio,
      riferisci di Oriana Fallaci. Beh, come ben sai, non ho mai preso una posizione contro o pro come, invece, ha fatto tutto l’occidente civilizzato.
      Devo dire, perà che, ultimamente, il suo pensiero lo vedo appropriato, preciso, lucidissimo e profetico.
      Cos’altro aggiungere,,,
      Un abbraccio

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  6. Finalmente Milord, riesco a risponderti. L’Isis?? Concordo con tutti i commenti precedenti. E’ da quello che ho letto e potuto elaborare, che ritengo impossibile che questo nuovo gruppo terrorista sia “nato”, senza l’aiuto “occidentale”. Un esperimento sfuggito al controllo dal laboratorio delle atrocità.Ogni tanto scappa un Virus e ora i Terroristi. Destabilizzare i governi e le nazioni è molto complicato, errori, ingenuità, di chi aveva architettato di far cadere il governo Siriano? La verità, non la sapremo mai. Preucupante la sicura escalation di botta e risposta nel Mondo.
    Un Fraterno Saluto Euferr.

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    • Perdonami il ritardo nella risposta, ma sono particolarmente impegnato, ultimamente.
      Ti riferisci a un “nuovo gruppo terroristico” impossibilmente nato senza l’aiuto dell’occidente.
      Sono convinto, caro Euferr, che l’evoluzione “naturale” di Al Qaeda si chiami ISIS (IS), ovvero Islamic State of Iraqi and Syria. Al Qaeda mirava a un Califfato, ma mancavano delle basi politiche e militari che, nei jahidisti dell’Isis sono diventate certezze.
      Apporti di strategia militare, armi e supporti logistici, sono diventati la norma.
      Inutile parlare e/o dire che tali apporti, di sostanza, sono da ascrivere agli USA e Regno Unito che, cercando di mettere in ginocchio la “laica” Repubblica Araba di Siria, hanno foraggiato in modo compiuto i gruppi islamisti, Al Nuhsra compreso. Oggi paghiamo per la mancata accortezza delle “economie” occidentali e dei loro azzardi.
      Unica voce nel deserto, va detto (prendila come ti pare) è stata la Russia e il suo presidente Putin.
      Un abbraccio

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  7. Abbiamo che l’analisi da lei prodotta, caro dott. Raimondi, è senza dubbio serena. Stride, ovviamente, con le posizioni occidentali. Quelle posizioni che uccidono la “presa” politica per ossequiare l’orientamento attuale.
    Intanto, però, si muore.
    Un grande in bocca al lupo.
    Buona giornata

    PickWick

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  8. Aggiungerei anche gli osceni interessi della Turchia, che non vede l’ora di potere invadere la Siria, con la scusa dei Curdi.
    Erdogan è un lucido criminale di guerra.
    Pronto a marciare sui propri citadini pur di realizzare i suoi sogni di grandezza.
    Buongiorno

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  9. Ho letto un commento che mi lascia perplessa. A me risulta che gli USA appoggiarono Bin Laden e i fondamentalisti durante la guerra dell’Afghanistan, in cui la Russia era dalla parte della ragione, al cento per cento!

    Radiosità, Milord dalla vostra biondina unica di lago.
    Biondina doc

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    • Grazie per il Vostro intervento.
      Effettivamente corrisponde al vero quanto asseriste.
      Gli States, nell’intento di combattere e riprendere quelle posizioni perse da quando. l’ex, Unione Sovietica regolarmente richiesta dal Governo democratico afghano, armarono i mujaheddin talebani, letteralmente i combattenti della patria, dei patrioti che si rifanno alla religione musulmana. Ahmad Shah Massoud, il Leone del Panjshir, ne divenne il legendario comandante, eroe, patriota e ispiratore. Risultato? Le presunte atrocità commesse dai russi sovietici (alcune vennero provate) furono attuate con attenzione e “professionalità” dagli States.

      Così è avvenuto (o una cosa simile) con ISIS.
      Ringraziammo l’occidente se, oggi, qualcuno ci elargisce Barba, capelli e shampoo con la “sfumatura bassa” a chi non la pensa come loro.

      Perdonateci milady ma, la nostra biondina è risiedente oltre le stelle.
      Ella cinguetta dolcezza; ella è la madre di tutte le donne nei silenzi di un mare adagiato, oltre una cittadina che, placida, la sorregge nel cuore prima del nostro re-incontro.
      Non potete separare ciò che il destino unì…

      Cordialità e salutazioni

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  10. Che bello il tuo nuovo header, caro Lord Ninni. Davvero di gran classe. Sei una gran bella persona e mi fa davvero immenso piacere vederti con quel sorriso abbozzato.

    Un forte abbraccio e buon fine settimana, caro Amico

    beppe

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  11. Milord, chiedo scusa per l’autocitazione (non frutto di vanità, ma per chiarire al meglio il mio pensiero, peraltro simile – mi sembra – al vostro.
    “Ma in Afghanistan le cose non stanno affatto così. C’è un governo democratico e progressista. Un governo che ha promosso un’importante riforma agraria, che ha abolito l’usura, vietato il burka e che intende far prosperare una nazione arretrata, recando benessere, aprendo scuole e ospedali, e che ha elevato la condizione femminile. Contro questo governo si è schierata la parte più oscurantista e retrograda dell’Afghanistan, sostenuta da bande di tagliagola e di criminali.”
    Monica si interruppe per riprendere fiato, ma subito proseguì: “L’Unione Sovietica, che era intervenuta per aiutare il governo a realizzare la modernizzazione del Paese, si appellò all’ONU, e decise di scendere in campo solo dopo che l’ONU ignorò le sue richieste. Nel frattempo, gli Stati Uniti davano il loro appoggio ai fanatici che in nome di assurdi principi religiosi vogliono riportare le donne alla schiavitù e il popolo all’arretratezza. Credo che sia inutile aggiungere che per aiutare i ribelli siamo ricorsi al commercio dell’ oppio, né che l’uomo appoggiato dagli Stati Uniti, Gulbuddin Hekmatyar, ama sfigurare le donne con l’acido. E avresti il coraggio di sostenere che i russi sono dalla parte del torto?

    PS: Fateci il piacere di non parlarci più della “bionda” stellare e di destini.
    Chiameremo tutte le forze per distruggere in voi, anche l’ultimo ricordo di costei
    Radiosissime radiosità.

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    • sempre un piacere leggervi e rileggervi, milady.
      fate, fate pure a cercare di distruggere “colei”.
      Sappiate che durante il viaggio, in astronave matrimoniale, oltre ai giuramenti di rito ella ci promise che avremmo riunito i respiri.
      Come credete che stiamo respirando?
      😀
      Radiosità radioseggianti.

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    • lady Giò Giovanna di Rosaoscura.
      Che bello e che piacere riavervi ospite presso queste umili paginette.
      La guerra dei Mondi è un’espressione, abbastanza, sintetica con la quale siete arrivata al dunque.
      Impossibile che voi siate “quella” bionda.
      Ella, animata da un amore stellare, ci promise fedeltà assoluta.
      Voi, invece siete soposata!
      Sposata e con marito
      Marito e figlio.
      Soprattutto figlio.
      Comprì?
      Grazie e ben trovata e ritrovata.
      Salutations
      😀

      Mi piace

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