E allora fate, proprio, schifo

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Questa mattina, a Roma, presso la “Casa del Ricordo” dei profughi Dalmati e Friulani  (i discendenti e i profughi degli infoibati) è apparsa la scritta:”Viva i partigiani jugoslavi“, lunga tre metri e accompagnata da una falce e martello con stella d’ordinanza. A parte che, una scritta di tal genere e in occasione della giornata del ricordo, è un gravissimo disonore per l’Italia e per “alcuni” dei suoi figli, ma qua siamo davanti all’ottusità storica dell’accettazione del massacro reso legale, malgrado il sangue.
Un esempio?
Bene.
Il consigliere della Regione Lombardia, Onofrio Rosati, non ha partecipato alla commemorazione che si teneva al Pirellone, scrivendo su Facebook: “Non posso dimenticare che la triste e crudele vicenda delle foibe in Istria e Dalmazia sia stata e continui ad essere strumentalizzata dalla destra neofascista italiana, nel tentativo di mettere in atto un’operazione di revisionismo storico-militante. Io a questa operazione non mi presto” e a seguire “Mettere sullo stesso piano comunisti titini e nazifascisti non corrisponde alla realtà storica”. Gli ha risposto, a stretto giro, con una forte censura, il segretario del PD milanese Pietro Bussolati, renziano corpo e anima: “Nessuno all’interno del Pd si permetta di fare distinzioni fra le vittime da commemorare”.
Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d’Italia-AN: “Mi aspetto che Renzi, come segretario del Pd, prenda pubblicamente le distanze dalle affermazioni di tal Onorio Rosati, che non prova alcuna vergogna a negare il giusto riconoscimento a vittime italiane per tanto tempo dimenticate”. Dopo qualche ora, comunque, Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, twitta: “Onoriamo il #giornodelricordo per non dimenticare l’orrore delle foibe e il dramma dell’esodo che toccò a tanti nostri connazionali”, che, a voler ben guardare, non smentisce il signor Rosati, pur prendendone democraticamente le distanze e questo è ben fatto.
L’Italia onesta rifiuta, categoricamente, l’apologia del macello da qualunque parte arrivi. I fanatici, dai quali qualche dirigentucolo da strapazzo del PD (Milano nel caso specifico), con il loro silenzio colpevole in merito a questi fatti, hanno ammorbato l’aria di questa povera Repubblica distrutta che, ancora, si lecca le ferite.
Condanniamo, vigorosamente, qualsiasi estremismo d’accatto che abbia come oggetto la morte, da qualsiasi parte politica provenga.
Vergognamoci finché siamo in tempo, perché dopo il disastro e/o altri futuri disastri, le scuse non serviranno più.
Grazie
.(Le pubblicazioni de “Una storia” proseguiranno come previsto)

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