Nadiya Zaytseva II

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Surrey, Inghilterra

5A prima vista, i due gemelli che passeggiavano per l’ampio giardino all’inglese sembravano identici.
Tutti e due avevano capelli corvini, che ricadevano sulla fronte spaziosa in attraente disordine, e alti zigomi slavi, ereditati dalla madre russa. Entrambi vantavano intensi occhi blu che, sin dall’adolescenza, mandavano in visibilio le dame. Ed erano dotati di un corpo snello e forte, valorizzato dalle giubbe eleganti e dai calzoni scamosciati.
Tuttavia un’osservazione più attenta rivelava che il primogenito Stefan, attuale Duca di Huntley, aveva la carnagione un po’ più scura del fratello Edmond, Lord Summerville. Inoltre le spalle erano un filo più larghe, come risultato delle ore trascorse a sovrintendere ai lavori nel suo vasto podere. Per finire, i lineamenti di Stefan apparivano vagamente più delicati di quelli di Edmond.
Le differenze fisiche non erano nulla rispetto al contrasto dei caratteri.
Edmond aveva sempre mostrato uno spirito inquieto, almeno finché, solo qualche settimana prima, aveva sposato Brianna Quinn. Stefan, invece, si dedicava anima e corpo alle proprietà e ai numerosi dipendenti. Edmond era affascinante, irascibile e coraggioso. Aveva rischiato la pelle in parecchie occasioni quando era consigliere di Alessandro Pavlovich.
Stefan, da parte sua, era molto più discreto e preferiva rimanere sullo sfondo, piuttosto che richiamare l’attenzione. Era anche incline a dichiarare la verità invece che prodigare lusinghe; questo spiegava forse perché si trovasse meglio in compagnia dei fittavoli anziché insieme ai nobili residenti nella zona.
Comunque i due gemelli condividevano un’intelligenza pronta e un’ardente lealtà reciproca, oltre a un profondo senso di responsabilità.
Fu proprio questa lealtà a condurre Stefan a Hillside quella mattina di primavera avanzata.
Mentre vagava per i giardini, sistemati con cura dopo quindici anni di abbandono, lanciò un’occhiata furtiva al fratello, che camminava in silenzio al suo fianco.
“Allora, è arrivata la tua ospite?” mormorò.
Edmond storse le labbra in un’espressione eloquente.
“Sì.”
Stefan evitò ogni tentativo di diplomazia; del resto non aveva mai posseduto questa dote.
“Non capisco perché tu permetta ad Alessandro Pavlovich di approfittare ancora di te” sbottò, scavalcando un mucchietto di rami tagliati da poco da una siepe. “Non sei più un suo consigliere.”
“Non sono mai stato neanche consigliere di Re Giorgio, ma questo non gli impedisce di sfruttarci” gli fece notare il gemello.
Stefan ignorò l’accenno alle incessanti richieste del monarca, ma si concentrò invece sulle due donne che stavano uscendo dalla villa.
Brianna si riconosceva subito per la chioma rosso fiamma e per l’andatura rapida, non proprio femminile. Per molti aspetti era impulsiva e spericolata quanto il marito.
Nel vederla, lui provò come al solito un piacevole senso di calore. Poi puntò lo sguardo sulla giovane minuta che cercava di tenere il passo con Lady Summerville.
“È lei?”
“Sì” confermò Edmond. “Miss Nadiya Zaytseva.”
Proprio in quel momento l’ospite girò la testa e Stefan si fermò all’improvviso sui suoi passi.
Non tanto per la sua avvenenza. Be’, non solo.
In effetti era bella: capelli d’oro come la luce mattutina, pelle d’alabastro e corporatura snella, valorizzata dall’abito da giorno verde muschio, stretto sul busto da un castigato corpetto con maniche corte a sbuffo.
Ma a colpirlo erano soprattutto l’inconfondibile profilo e la piega sensuale delle labbra.
Era disposto a scommettere fino all’ultimo centesimo che aveva occhi azzurri come il cielo estivo.
“Santo cielo!”
Edmond ridacchiò. “Carina, vero?”
“Sì, e con un’aria familiare.”
“Proprio così. Non è difficile indovinare il nome di suo padre. Peccato che fosse già sposato prima di conoscere la madre di Nadiya. Nadia sarebbe stata un’ottima zarina, che avrebbe comunicato ad Alessandro il coraggio necessario per sfidare l’aristocrazia retriva e insistere per le riforme che desiderava da giovane.”
“Sua nonna non gli avrebbe mai permesso di celebrare le nozze con una piccola provinciale, dotata soltanto di bellezza e di astuzia.”
Edmond gli rivolse un’occhiata ironica. “Mai sottovalutare una donna determinata.”
“Proprio per questo preferisco le ragazze tranquille” notò il gemello. “Rendono la vita più facile.”
“E più noiosa.”
Stefan riportò l’attenzione sulle due giovani che si stavano avvicinando. “Per quanto tempo si fermerà Miss Zaytseva?”
“Non mi ha rivelato i suoi piani.”
In effetti era prevedibile. “Non ha molto senso che l’imperatore l’abbia mandata nella campagna del Surrey, se desidera introdurla nel bel mondo inglese.”
“La stagione londinese è quasi al termine” osservò Edmond con aria maliziosa. “Inoltre, perché lanciare la bella Nadiya in mezzo a una folla di altre fanciulle avvenenti, mentre qui potrebbe diventare l’unica candidata idonea per un duca celibe?”
“Pensi che…” Stefan scosse la testa, perplesso. Non credeva in una trappola così evidente. “No, nemmeno Alessandro Pavlovich mancherebbe di tatto al punto di mettermi sotto il naso la figlia.”
“Forse no, ma la madre della ragazza sì.”
“No, invece.”
Edmond inarcò un sopracciglio bruno. “Come mai ne sei tanto sicuro?”
“Non vivo così isolato da ignorare i pettegolezzi che circolano a Londra. Corre voce che la Contessa Zaytseva stia mirando a un principe per lei.”
“Un ricco duca inglese può di sicuro avere la meglio su un principe indigente, signore di un puntino insignificante sulla mappa” rispose Edmond con un’alzata di spalle.
“Non tanto, se il suo principato possiede milizie fedeli allo Zar Alessandro” ribatté Stefan. “Dispongo di molte cose, ma non di soldati pronti a intervenire in sua difesa.”
“D’accordo, però godi della fiducia del sovrano inglese: un alleato potente.”
“Un re che ha manifestato la propria antipatia per lo zar.”
Edmond ridacchiò divertito. Più di chiunque altro, comprendeva l’orrore provato da Stefan al pensiero di essere considerato un marito ideale per il suo titolo.
“Magari rappresenta un tentativo di Alessandro di rappacificarsi con lui.”
“Allora la nostra Nadiya dovrebbe stare a Londra” ringhiò il fratello. “Sarebbe capace di accattivarsi la simpatia del monarca.”
“Perché sei così sospettoso nei suoi confronti, poverina?”
“Non ho dimenticato l’ultima volta che ti sei immischiato negli affari russi. Tu e Brianna avete rischiato la vita.”
“Non era colpa di Alessandro Pavlovich.”
Stefan non poté obiettare nulla. In effetti si era trattato di un complotto per rovesciare lo zar ma, come sempre, era stato Edmond a dover affrontare i pericoli più gravi.
“Forse no, ma non ha mai esitato a mandarti allo sbaraglio per i propri fini. Non voglio vederti ancora intrappolato in quelle vicende.”
Edmond gli cinse le spalle con un braccio. “Non ti preoccupare. Con mia sorpresa, Nadiya non è soltanto graziosa, ma non dimostra nemmeno l’ambizione della madre né la tendenza alle astuzie machiavelliche, tipica del padre.”
“Mmh…” Stefan non ne era convinto, ma di certo il fratello non avrebbe prestato ascolto ai suoi ammonimenti.2 Sarebbe toccato a lui tenere d’occhio la sgradita ospite. “Almeno si accorge di imporre la sua presenza a una coppia di novelli sposi?”
“Mi conosci abbastanza per sapere che quando desidero stare solo con la mia deliziosa mogliettina, non permetto a niente e a nessuno di disturbarmi” gli rispose lui con un sorrisino divertito.
“È vero” ammise Stefan. “Non so quante volte ho cenato con voi a Hillside e mi sono ritrovato fuori casa prima ancora di finire il mio sigaro.”
“Un giorno o l’altro capirai, caro fratello.”
“Credo che basti un Huntley trafitto dai dardi dell’amore” ribatté con ironia, mascherando il triste senso di solitudine che lo affliggeva da molti mesi. Era un segreto che non intendeva rivelare. “Pensa alla nostra reputazione.”
“Alla mia di frivolo libertino, oppure alla tua di noioso agricoltore, più attento al suo bestiame che alla vita sociale?” scherzò Edmond.
“Noioso?” protestò lui. “Credevo di vantare una piccola dose di arguzia.”
“Una notevole dose, direi; ma purtroppo la si vede poco oltre i confini di Meadowland. Ho paura che, con il passare del tempo, ti ammuffirai come i tuoi libri.”
Lui si scostò di un passo, sconcertato dalla piega presa dalla conversazione. Ma avrebbe preferito trapassarsi il cuore con una lama, piuttosto che confessare la gelosia che provava per la felicità del fratello.
Edmond se la meritava più di chiunque altro.
“I miei libri non sono ammuffiti, e io neanche.”
“Non ti farebbe male frequentare un po’ di gente, di tanto in tanto” gli rispose lui fissandolo con sguardo indagatore.
“Comincio a capire cosa stai tramando.” Stefan cambiò discorso di proposito. “Vuoi che distragga Miss Zaytseva per consentirti di trascorrere più tempo con la tua sposa.”
“In realtà stavo pensando al tuo bene.”
Lui rise del tono pio del fratello, ma all’improvviso si rese conto che non erano più soli. Sentì un curioso formicolio alla schiena quando si voltò a sorridere agli straordinari occhi verdi di Brianna; quindi, un po’ di malavoglia, si apprestò a salutare la sua compagna.
E rimase senza fiato appena incrociò i limpidi occhi azzurri, luccicanti di innocenza.
Diamine! Non c’era da stupirsi se Alessandro Pavlovich gli aveva inviato quella ragazza. Nadiya Zaytseva corrispondeva alle fantasie di ogni uomo. La sua dolce purezza, unita alla beltà dorata, suscitava l’istinto di prenderla in braccio e portarla via con sé. Come restare indifferenti al suo fascino?
Fu un discreto colpo di tosse di Brianna a fargli capire che la stava fissando come un idiota. Maledicendo la propria debolezza di fronte alla pericolosa sirena, si costrinse a riportare lo sguardo sulla cognata.
“Buongiorno Stefan” lo salutò lei con un sorriso.
“Deliziosa Brianna.” Con un gesto teatrale, le prese la mano e se la portò alle labbra. Si divertiva a provocare il gemello. “Come sempre, rischiari la mia giornata.”
Subito Edmond cinse con aria possessiva la vita della moglie. Sapeva che Stefan considerava Brianna come una sorella amata, ma non poteva trattenere le reazioni istintive.
Forse erano proprio gli istinti a spiegare perché Stefan fosse così consapevole dello sguardo azzurro ancora posato sul suo profilo e del seducente profumo di gelsomino che aleggiava nell’aria.
Senza accorgersi del suo insolito turbamento, il fratello indicò l’ospite con la mano snella.
“Stefan, ti presento Miss Zaytseva. Nadiya, questo è mio fratello, il Duca di Huntley.”
Non avendo altra scelta, lui ignorò il battito anomalo del cuore e si voltò a guardare l’elegante inchino della giovane russa.
“Vostra Grazia.” Aveva una voce sensuale, con un lievissimo accento straniero.
Lui rispose con un cenno rapido, quasi brusco. Non intendeva trascurare i sospetti, nemmeno se Nadiya Zaytseva aveva un viso d’angelo.
“Spero che gradiate il vostro soggiorno nel Surrey.”
Il suo sorriso era ammaliante, come tutto in lei.
“Molto, vi ringrazio. Lord e Lady Summerville sono assai ospitali e sto scoprendo la bellezza della campagna inglese.”
“Magari è un po’ monotona rispetto a San Pietroburgo. Da quanto rammento, vengono offerti intrattenimenti di ogni sorta alle belle dame.”
Lei alzò le spalle, richiamando così l’attenzione sul collo esile e lungo, ornato da una collana di perle.
“Preferisco la tranquillità” rispose. Nel suo sguardo si coglieva una punta di curiosità, come se avesse percepito la sfiducia dell’interlocutore. “A dire il vero sono contenta di stare nel verde, a godermi il tepore estivo.”
Stefan sorrise e la prese a braccetto per condurla lungo un viale del parco. Doveva prestare più attenzione, se non voleva lasciarle intendere i suoi dubbi.
“Come un gatto?”
Lei si irrigidì, quasi spaventata dal contatto fisico, poi però gli rivolse un sorriso altrettanto falso e si incamminò al suo fianco.
“Sì, forse mi sento un po’ come un gatto” ammise rivolgendo il viso ai raggi del sole. “A casa mi capita di rado di uscire senza avvolgermi almeno in uno scialle.”
“Un vero peccato nascondere una pelle così bella.” Senza volerlo, Stefan percorse per un lungo istante con lo sguardo i suoi lineamenti delicati. Era davvero splendida. “È bianca e liscia come l’alabastro.”
3“Mi confondete, Vostra Grazia.”
“Per quale motivo?”
Nadiya girò il capo e lo trafisse con i suoi occhi penetranti. “Ero convinta che vostro fratello fosse l’esperto seduttore e che voi preferiste la sostanza alle lusinghe.”
“Negli ultimi tempi vengo definito noioso con frequenza piuttosto allarmante. Non sapevo di essere così soporifero.”
“La sostanza non è noiosa.”
Lui aggrottò un sopracciglio, stupito dal tono veemente. “No?”
“Al contrario.” Atteggiò di nuovo le labbra a un sorriso forzato. “Lady Summerville mi ha riferito che possedete la biblioteca più fornita del Surrey.”
“Vi interessa la lettura?”
“Più di quanto non vorrebbe mia madre, temo. Se fosse per me, trascorrerei le serate raggomitolata davanti al focolare con un buon testo, piuttosto che perdere tempo agli interminabili ricevimenti tanto amati dall’aristocrazia.”
Il cuore di Stefan saltò un battito. Preferiva i libri al bel mondo? No, doveva essere una bugia. Faceva parte della commedia che recitava tanto bene.
“Piuttosto insolito per una fanciulla.”
“Non sono d’accordo.”
“Davvero?”
“Il vero problema è che di rado ci si informa sui gusti delle giovani dame.”
A quelle parole Stefan strizzò gli occhi. Bella e intelligente: molto pericolosa.
“Touché…” mormorò.
“Perdonatemi.” Nadiya chinò il capo con un gesto schivo. “Ho il difetto di esprimermi con troppa franchezza.”
“Non vi dovete scusare. Apprezzo la sincerità.” Sottolineò apposta la parola. “E per dimostrarvelo, vi invito a usufruire della mia biblioteca quando desiderate.”
Lei inciampò e arrossì un poco. “Molto gentile da parte vostra. Vi ringrazio.”
Una reazione insolita alla proposta estemporanea. “Non si tratta di gentilezza, ma di solidarietà. Per quanto affermiate di gradire la pace, non dovete divertirvi molto in compagnia di Edmond e Brianna. Ho trascorso abbastanza tempo con gli sposini per sapere che, quando sono insieme, tendono a dimenticare le altre persone presenti. Così almeno avreste la possibilità di distrarvi.”
“Si vogliono molto bene.”
“Sono innamorati persi.”
Dopo essersi fermato, Stefan si voltò e scorse il fratello e la moglie accanto a una vecchia fontana. Formavano una scena perfetta di felicità coniugale: Brianna teneva il capo appoggiato sulla spalla di Edmond, mentre lui le accarezzava con tenerezza il dorso. Sul suo volto, però, si scorgeva un’ombra di inquietudine.
“Ammetto di essere un po’ invidiosa…” mormorò Miss Zaytseva. “Non molte donne hanno la fortuna di sposarsi per amore.”
“E ancor meno gentiluomini.”
“Sul serio?”
Stefan studiò la sua espressione incredula. “Perché vi stupisce tanto?”
“Ero convinta che un uomo ricco e nobile come voi fosse libero di scegliere la sposa che desiderava.”
“Siete cresciuta tra le famiglie più nobili di San Pietroburgo, Miss Zaytseva, e potete ben capire tutte le insidie della vita sociale.”
“Insidie?”
Lui alzò le spalle.
“Basta accettare un invito a una festa e declinarne un altro per offendere metà della Camera dei Lord. Se discorrete con una certa giovane per un minuto in più del dovuto, subito sorgono mille pettegolezzi sul vostro conto. E non vi venga mai in mente di ospitare un amico a casa, senza coinvolgere la sorella, la cugina o una conoscente nubile, in vista, com’è ovvio, del matrimonio.”
“Già, scoppierebbe una nuova Guerra delle Due Rose” commentò lei con ironia appena percepibile. “Per voi è più saggio rimanere scapolo e lasciare che padri e madri ambiziosi continuino a sognare di affibbiarvi la loro figliola.”
Questa volta Stefan le sorrise con sincerità. Nonostante i dubbi su di lei, ne apprezzava lo spirito pronto e la mancata propensione ad annoiarlo con insulse adulazioni.
“Proprio ciò che penso.”
“Per questo evitate le occasioni mondane?”
Senza dubbio Brianna le aveva espresso il suo disappunto per il costante rifiuto opposto agli inviti quotidiani.
“È uno dei molti motivi.” Dopo una pausa, aggiunse: “Ma forse io dovrei tenere per me le opinioni negative sul bel mondo”.
“Perché?”
“Non siete venuta in Inghilterra apposta per esservi introdotta?” indagò lui.
“Io… Mia madre credeva che mi avrebbe fatto bene.”
“Ma non voi?”
“Sono qui, no?” rispose Nadiya. Il tono lieve contrastava con l’espressione seria del volto.
Strano. Era stata costretta al viaggio contro la sua volontà? Non che importasse molto. Se davvero intendeva coinvolgere Edmond in un intrigo ordito dallo zar, Stefan l’avrebbe fatta scappare dal Surrey.
“Già, ed è piuttosto sorprendente.”
“Sorprendente?”
“A Londra ci sono molti diplomatici russi. È curioso che vostra madre non abbia optato per una presentazione più ufficiale in società.”
Lei aveva la risposta pronta. Lo fissò negli occhi senza smettere per un istante di sorridere e dichiarò: “Mia madre è testarda, ma non stupida. Purtroppo non ho ereditato la sua capacità di sentirmi a mio agio tra gli estranei. Sperava che, mandandomi da Lord e Lady Summerville, avrei fatto nuove conoscenze senza eccessivo imbarazzo”.
“Mmh…”
Miss Zaytseva inarcò un sopracciglio biondo. “Sì?”
“Stavo solo pensando che è una fortuna se Edmond si è sposato da poco, altrimenti non sareste mai giunta qui.”4
Nei magnifici occhi azzurri si accese un lampo di fastidio per quelle parole taglienti. In cuor suo, Stefan era soddisfatto di avere provocato la prima emozione genuina.
“Non è necessario farmi notare che sono arrivata in un momento… inopportuno, considerato che Lord e Lady Summerville hanno celebrato le nozze qualche settimana fa” gli rispose con asprezza.
“Sono sicuro che siete bene accolta, Miss Zaytseva.”
“Davvero?”
“Certo.”
Lei serrò le labbra. “Ho tentato di convincere mia madre che non mi pareva gentile imporre la mia presenza, ma lei ha insistito tanto.”
“E voi obbedite sempre ai suoi ordini?”
Nadiya si voltò a guardare una pianta di rose e un raggio di sole rischiarò il suo profilo regolare.
“Non sempre. Tuttavia i legami familiari esercitano uno strano potere, Vostra Grazia. Persino in una donna che si considera equilibrata e razionale.”
Stefan aggrottò la fronte, perplesso. Stava forse confessando di essere stata inviata dall’imperatore?
“I legami familiari?”
“Eccovi” li interruppe Edmond a quel punto, avvicinandosi al fratello con un sorriso enigmatico. “Ho convinto Brianna a tornare a casa e sono certo che gradirà la vostra compagnia, Nadiya.”
“Vado subito.” Il sollievo di Nadiya era più che evidente dalla fretta con cui chinò il capo per salutare Stefan. “Vostra Grazia…”
“Miss Zaytseva.”
Senza indugiare oltre, lei ruotò sui tacchi e si affrettò verso la villa.
Lui la seguì con lo sguardo, animato da un’insolita mescolanza di sentimenti.
Collera, sospetto e, soprattutto, un’involontaria attrazione.
Chi diavolo era Miss Nadiya Zaytseva?
E per quale assurdo motivo gli mancava il suo profumo di gelsomino?
“Non potresti fare lo sforzo di corteggiarla un po’?” azzardò Edmond.
“Non mi fido di lei” si difese, senza ammettere che ne era affascinato. “Credo che sia stata mandata qui dallo zar per qualche subdolo proposito.”
“Quand’anche fosse vero, sono capace di difendere i miei cari” affermò Edmond con estrema serietà. “Pur con tutti i suoi difetti, Alessandro Pavlovich è abbastanza assennato da capire cosa succederebbe se Brianna dovesse soffrire.”
“Non pensi mai a proteggere te stesso?”
Il fratello alzò le spalle.
“Sto imparando.”
Stefan sorrise incrociando le braccia sul petto.
“Allora vuoi fare questo annuncio?”
“Di che parli?”
“Forse sono noioso e asociale, ma riesco a capire che sei ancora più protettivo del solito verso tua moglie.”
Edmond sgranò gli occhi per la sorpresa.
“Mon Dieu! Tendo a dimenticare che, sotto il tuo aspetto da scialbo agricoltore, sei la persona più intuitiva del mondo. Non ti sfugge niente, vero?”
“Molto poco.”
“Sei fortunato che né il re né lo zar conoscano i tuoi talenti” gli rispose il gemello scuotendo il capo. “Altrimenti ti vorrebbero sempre al loro fianco.”
“Tu invece sei molto bravo a eludere le domande” ribatté lui.
Edmond fece una smorfia che esprimeva la sua preoccupazione. “Forse Brianna è incinta, ma è ancora presto per esserne sicuri.”
Stefan comprendeva la sua inquietudine. Brianna si era accorta già una volta di aspettare un bambino, ma poco dopo lo aveva perso. Sarebbe stato terribile ripetere l’esperienza.
Tuttavia era giovane e in buona salute: era probabile che riuscisse senza problemi a generare un figlio.
“Ti porgo le più vive felicitazioni, fratello” gli disse, dandogli una pacca sulla spalla.
Edmond annuì, ma non cessò di scrutarlo in volto.
“Sul serio?”
Stefan impiegò qualche istante a capire che stava ripensando alla proposta di matrimonio che aveva fatto a Brianna tempo prima.
Ai tempi aveva voluto consolare l’amica d’infanzia promettendole un futuro. Era affezionato a lei, anche se non innamorato, e pensava di poter creare una piacevole convivenza.
Ormai poteva solo rallegrarsi che lei avesse avuto il buonsenso di scegliere Edmond.
“Non dubitarne” lo rassicurò. “Tu e Brianna siete fatti l’uno per l’altro. Per giunta adesso posso sperare di essermi liberato dall’esigenza di sposarmi per procreare un erede. Assicurati soltanto che nasca un maschietto.”
“Temo che la questione sfugga al mio controllo” gli rispose con un sorriso. “Inoltre non compiacerti troppo della tua posizione di scapolo.”
Stefan inarcò un sopracciglio. “Per quale motivo?”
Edmond rise. “Dubito di essere l’unico destinato a farsi acchiappare da una bella fanciulla. È soltanto una questione di tempo, caro fratello.”

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15 pensieri su “Nadiya Zaytseva II

  1. Un capitolo denso di significati e di proprietà.
    La leggo dott. Raimondi.
    Decisamente elegante l’inserimento, nel racconto, delle sue Armi.
    PS: La ringrazio per la sua cortese lettera che ha permesso, anche grazie a lei, di poter esprimermi liberamente.
    Mi informano che la data è domani.

    Le auguro una serena serata.

    Amedeo

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  2. Questo capitolo sembra scritto da uno dei grandi letterati della storia.
    Bella narrativa.
    Ho visto anch’io il tuo stemma-
    🙂

    Buona giornata, oggi Milano è piena d’acqua, ma è bello leggere cose belle.
    Ciao
    🙂

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