Nadiya Zaytseva XXX … e dunque

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1Il matrimonio tra il Duca di Huntley e Miss Nadiya Zaytseva fu una cerimonia semplice, presenziata soltanto dalla contessa, dall’imperatore e da Herrick Gerhardt.
Erano previste nuove nozze nel Surrey per soddisfare le esigenze della chiesa anglicana. Comunque, a parere di tutti, nessun festeggiamento, per quanto sontuoso, avrebbe mai superato in bellezza la scena di Stefan e Nadiya che si scambiavano la solenne promessa.
Quali sposi si erano mai guardati con tanto amore?
Alla fine della celebrazione, i pochi invitati andarono al porto a salutare la coppia in partenza per l’Inghilterra. Dopo gli strazianti saluti, lo zar tornò al Palazzo d’Estate e la contessa si allontanò in carrozza.
Herrick si avviò a cavallo verso casa sua, ma si fermò a pochi isolati di distanza. Maledizione! Sperava di avere scacciato l’inquietudine che l’aveva perseguitato per l’intera mattinata e invece si accorse che si era acuita.
Per quanto Nadia si fosse mostrata felice del matrimonio, lui aveva colto nel suo sguardo una profonda tristezza.
E non si sarebbe dato pace finché non ne avesse scoperto la causa.
Pur riconoscendo che si stava comportando peggio di una vecchia zia impicciona, Herrick cambiò strada e si fermò davanti al palazzo dell’amica. Salì i gradini d’ingresso e si lasciò condurre dal maggiordomo in un salottino del retro.
Quando varcò la soglia, trovò Nadia in piedi presso il caminetto acceso. Appariva molto più giovane della sua età, con l’abito azzurro dall’ampia scollatura ornata da roselline argentate. Non c’era da stupirsi se l’imperatore ne fosse sempre affascinato.
Lei alzò gli occhi scuri e lo guardò incuriosita.
“Herrick. Entrate, vi prego.”
Lui le andò accanto con un sorriso e, incrociando le braccia al petto, appoggiò una spalla alla mensola di marmo.
“Bella cerimonia.”
“Sì, davvero.”
“E Nadiya era una splendida sposa.”
“Tutte sono magnifiche, quando amano il marito come lei ama Stefan” affermò con un sorriso malinconico.
Un senso di disagio si impossessò di Herrick. Che cosa mai la turbava?
Non poteva essere insoddisfatta del connubio. Sebbene il Duca di Huntley fosse più inglese che russo, occupava un’elevata posizione sociale e vantava un patrimonio invidiabile.
“Grazie al cielo, anche lui sembra innamorato.”2
“Addirittura stregato.”
Herrick si rilassò un poco. Dunque il problema non era la delusione.
“Qualche dispiacere, Nadia?” le domandò con tatto.
“Non per me.” Giocherellò con sguardo assente con una scatola laccata posata sulla mensola. “Ho sempre scelto ciò che mi rendeva felice, tuttavia mi rammarico di non aver capito che mia figlia non si sarebbe mai accontentata di un matrimonio di convenienza.”
Herrick fece una smorfia. Si erano comportati tutti da egoisti con la dolce fanciulla, usandola persino per riempire vuoti affettivi, e le avevano offerto ben poco in cambio.
“Già. Nadiya ha tanto bisogno di amore.”
Nadia sospirò. “Non sono stata una buona madre.”
“Sciocchezze” negò lui con determinazione. L’umore cupo dello zar si era rischiarato non appena lei era riapparsa in società. Herrick non le avrebbe permesso di rintanarsi di nuovo in camera a crogiolarsi nei sensi di colpa. “Vostra figlia è diventata una giovane donna intelligente, sensibile e sicura di sé. Cos’altro potreste desiderare?”
Come se avesse preso un’improvvisa decisione, Nadia raddrizzò le spalle e sollevò il coperchio della scatola laccata.
“Che sia sempre protetta e al sicuro.”
A occhi sbarrati, Herrick la guardò estrarre le lettere che avevano creato tanti problemi. Le aveva viste soltanto di sfuggita mentre riaccompagnava a casa Nadiya dal covo di Dimitri Tipov, ma le riconobbe all’istante.
“Nadia?”
Lei rise della sua espressione allarmata, poi, con un gesto deciso, le gettò così com’erano nel fuoco.
“Non vi preoccupate, Herrick. Ho imparato la lezione.”
Perplesso, lui si scostò di un passo mentre le fiamme divoravano i vecchi fogli.
Non si era aspettato che Nadia li bruciasse, dopo che Nadiya aveva rischiato la vita per recuperarli.
“Credevo che consideraste quelle missive come un mezzo per proteggervi in avvenire.”
3Lei scosse la testa. “Ho messo il mio destino nelle mani di Alessandro Pavlovich” dichiarò con serietà. “Rimarrò al suo fianco in qualunque circostanza futura.”
Mascherando la sorpresa, Herrick andò a riempire due bicchieri di brandy. Pur con tutto il suo fascino, Nadia era sempre stata una grande egoista.
Possibile che avesse imparato a mettere gli altri di fronte a se stessa?
Con un’alzata di spalle, tornò dall’amica e le porse il liquore. L’importante era che restasse fedele allo zar.
“Nadiya non ha mai rivelato cosa le abbia chiesto Dimitri Tipov in cambio delle lettere” mormorò. Lo Zar dei Miserabili aveva occupato spesso i suoi pensieri negli ultimi giorni.
Non voleva lasciarsi sfuggire di certo un personaggio così rilevante.
“Se è intelligente come affermate, non oserà infastidire Nadiya” lo rassicurò Nadia. Come molti aristocratici, non aveva idea del potere di cui godevano alcuni uomini comuni. “A meno che lui non intenda affrontare l’ira tremenda del Duca di Huntley.”
Non lo si poteva negare.
“È vero: Stefan sarebbe pronto a ucciderlo senza battere ciglio.” Herrick ridacchiò tra sé, rammentando la reazione di Tipov alla proposta di collaborare con lui. “Inoltre avrà presto altre questioni per la testa.”
Nadia strizzò gli occhi. “Ho la sensazione che intendiate coinvolgere il poveretto in una delle vostre trame contorte.”
“Non oggi.” Alzò il bicchiere. “A Nadiya.”
“A Nadiya” brindò lei.
Dopo che si furono sistemati nell’elegante cabina, Nadiya andò sul ponte della nave a guardare San Pietroburgo che si allontanava, fino a ridursi a un punto sull’orizzonte.
Ricordò con un sorriso l’ultima volta in cui era partita in viaggio.
Come avrebbe potuto immaginare l’avventura che l’aspettava? O la felicità che avrebbe scoperto?
Mentre rifletteva sugli strani giochi del destino, non si curava della fresca brezza che le agitava il mantello bordato di zibellino né della ciurma che si affaccendava attorno a lei. A distoglierla dai suoi pensieri riuscirono soltanto due robuste braccia che le cinsero la vita.
“Sembri malinconica, colombella” mormorò Stefan sfiorandole un orecchio con le labbra. “Sei triste perché4 lasci la tua casa?”
Nadiya ebbe un brivido di piacere. Negli ultimi giorni le era stato quasi impossibile rimanere sola con lui e non vedeva l’ora che arrivasse la notte nuziale.
“San Pietroburgo mi mancherà, ma la mia casa è insieme a te.”
Con grande delicatezza, lui la fece girare su stessa e la scrutò negli occhi con intensità.
“Sarà la nostra casa.”
“Sì” confermò lei con gioia. “Inoltre abbiamo promesso di tornare per le nozze di Vanya.”
“Davvero?” Le impresse un rapido bacio sulla bocca.
Lei gli gettò le braccia al collo.
“Mi distrai” lo rimproverò per scherzo.
Stefan le percorse il collo con le labbra.
“Non vuoi?”
“No” ridacchiò, lasciandosi sfuggire un sospiro di piacere.
“Bugiarda.”
Nadiya si ritrasse e lo guardò con finta severità.
“Sei molto sicuro di te stesso.”
I bei lineamenti virili si raddolcirono all’istante.
“L’unica mia certezza è che ti amo.”
Lei gli incorniciò il viso con le mani e, alzandosi in punta di piedi, lo baciò sulla bocca.
“Anche la mia, magnifico duca. Ora noi due siamo uniti per l’eternità.”
“Grazie al cielo.” Senza preavviso, Stefan la sollevò di peso e si diresse verso la cabina. “Sono troppo vecchio per inseguire la mia sposa in mezza Europa.”
“Eppure te la sei cavata piuttosto bene” commentò lei con una risata.
Lui la fissò con occhi ardenti di passione.
“Sì, ma adesso intendo cavarmela ancora per tanto tempo” e la baciò sfiorandole il seno …
Nadiya Zaytseva
GRAZIE PER AVER LETTO QUESTA STORIA
(Tutte le immagini sono tratte da alcune opere e/o manipolazioni grafiche dell’autore)
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22 pensieri su “Nadiya Zaytseva XXX … e dunque

  1. Grazie a voi milord per questo romanzo bellissimo.
    Sull’eleganza avete creato una storia che mi ha incatenata e affascinata.
    Un abbraccio e buona domenica.
    Bravo proprio.
    (Peccato sia finita)

    Lady Giorgia

    🙂

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    • Giorgia Mattei

      Vi ringraziammo, lady Giorgia.
      La vostra gentilezza è pari, forse, alla presenza dei personaggi.
      Un’opportunità che, da sempre , ci riservammo è parlare e trafficare, quindi, con il passato.
      Partendo dall’assunto che, modificando il passato, indiscutibilmente, si varia il futuro.
      Almeno, sulla carta, ci provammo.
      Cordialità

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  2. Ho sognato.
    Si, ho sognato di essere posseduta e di vivere questa storia che mi ha gratificata, milord.
    potenza, Tanta potenza e bellezza.
    Ma i miei compimenti vanno alle immagini marchiate Milord. Siete bravissimo, mio signore. Questo lo sapevamo.
    Tra immagini e quello che ho letto, avete fatto un mix che mi ha affascinata.
    Tantissimo.
    Buona domenica.

    🙂

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    • Eleonora Bisi

      oddio, mia signorina.
      Le vostre pulsioni fisiche, per quanto interessanti, sono un po’ (a nostro parere) eccessivi.
      Sicuramente vi riferite a Sua Grazia e sicuramente fate riferimento alla sua prestanza. Sarebbe interessante poter affermare che fu esistente. ma non è così.
      Egli è la nostra longa manus.
      Nulla più
      Vi rngraziammo, in ogni caso, delle vostre magnifiche espressioni.
      Cordialità

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  3. Noi ringraziammo voi!
    Alcune considerazioni: la scrittura è eccellente – come sempre, del resto -, l’analisi psicologica dei personaggi compiuta e profonda, il climax perfetto. Ambientato in una terra che amo, ricorda scrittori eccelsi quali Dostoevskij, Gogol, Puskin. Una grande opera, Milord, che leggemmo con assoluto piacere. E che “vivemmo”, quasi fosse un film.
    Radiose congratulazioni.
    E a presto!

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    • Alessandra Bianchi

      Milady, inutile discettare sulla vostra generosità, estremamente “cieca”.
      Siamo incantati per le splendide espressioni che, tuttavia, non ci fecero desistere dalle nostre personalissime opinioni sulla storia appena terminata.
      Si poteva far meglio; si poteva far di più.
      Commossi e affascinati, vi augurammo una splendida serata.
      Cordialità

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      • Alessandra Bianchi

        Oddio Gogol adesso…
        Leggete troppo milady.
        Molto spesso si è il miglior giudoce di se stessi, proprio perché, a noi stessi non è dato barare. Noi conosciamo quello che ci passa per la testa.
        Buona notte e cordialità

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  4. … e come ho asserito poco fa a proposito di Alessandra, quando incontri qualcuno che SA scrivere sopporti con stoica pazienza anche le storie a puntate.
    Un lieto fine! Ci vuole ognitanto per sognare …

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