Fragmenta

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14 January 1955 Westminster Bridge

14 Gennaio 1955-Ponte di Westminster-Inedita

23 Dec 48 Japan's wartime Prime Minister Hideki Tojo is executed by hanging for war crimes.

23 Dicembre 1948-Fine della seconda guerra Mondiale-il Primo ministro giapponese Hideki Tojo, viene impiccato dall’Esercio americano per “crimini”, dopo che “loro” hanno sganciato due bombe atomiche

30s prostitute

1930, parigi, una prostituta-Inedita

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1920s prohibition

Manifestazioni per il “proibizionismo”- New York-1920

A firing squad of the US. Ninth Army executes 16 year old Heinz Petry of Hitler Jugend for espionage, Germany,1945

Un plotone d’esecuzione statunitense, fucila un ragazzo di 16 anni Heinz Petrus, perché trovato con in mano un fucile, alla periferia di Berlino-1945

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1869, furst Sainsbury shop in Drury Lane, London

1869-Un negozio di spezie a Salisbury, in Drury Lane, Londra-inedita

A policeman judges an ankle competition at Hounslow, London 1930

Londra, 1930- Un poliziotto britannico “giudica” Miss London dalle caviglie-Inedita

A woman in New York reacts to the news of John F. Kennedy's assassination, Nov. 22, 1963

22 Novembre 1963-La prima reazione di una donna, subito dopo l’assassinio del presidente Kennedy

Berlin, c.1930s

Berlino, 1930

Artist Model in Mucha’s Paris Studio, 1899.

Parigi 1899-Modella nello studio di Alfons Mucha

Bartolomeo Vanzetti (left) and Nicola Sacco in handcuffs

Bartolomeo Vanzetti e Nicola Sacco.

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Tutte le immagini sono cliccabili per essere visionate al meglio.

Frammenti del nostro passato: Come eravamo e cosa è successo. Il nostro tempo: solo Fragmenta!

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15 pensieri su “Fragmenta

  1. Piccole gocce di tempo che cadono sulle nostre orme. il mondo dei nostri padri era quello.
    Foto e immagini vivono, da sole, in caduta libera dentro la memoria liquida del nostro tempo.
    Le foto sono tutte cliccabili.
    Grazie

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  2. Primo Ministro Gen. Hideki Tojo
    Il Primo Ministro Gen. Hideki Tojo

    Dopo la resa incondizionata del Giappone nel 1945, il generale statunitense Douglas MacArthur emise un ordine di arresto per quaranta criminali di guerra, tra cui Tōjō. Presto, la casa di Tōjō a Setagaya venne assediata da personalità della stampa e da fotografi. Tre soldati americani e due ufficiali dell’intelligence vennero inviati ad arrestare Tōjō. Due corrispondenti di guerra americani (Hugh Bailey e Russell Braun) avevano poco prima intervistato Tōjō e furono presenti all’arresto. Sentendosi braccato, in pieno spirito tradizionale giapponese, Tōjō tentò di suicidarsi e come tale sul posto dovette accorrere anche un medico.

    Penetrati nella casa, gli agenti americani trovarono Tōjō a terra. Il dottor Suzuki, esaminando Tōjō, notò che egli aveva tentato di suicidarsi sparandosi al petto con una pistola, ma che nella fretta il colpo era andato a colpire il suo stomaco. Disarmato e col sangue che ancora gli scorgava a fiumi dalla ferita, Tōjō disse ai presenti:

    “Mi dispiace che ci stia impiegando così tanto a morire.
    La Guerra della Grande Asia Orientale è stata giustificata e giusta.
    Mi dispiace per la nazione e per tutte le razze delle grandi potenze asiatiche.
    Aspetto il giusto giudizio della storia.
    Ho cercato di suicidarmi ma qualcosa è andato storto”
    .

    Tōjō venne posto agli arresti nell’ospedale dell’esercito americano in Giappone. Dopo essersi ripreso dalle ferite, Tōjō venne spostato alla Prigione di Sugamo. Mentre si trovava in carcere, Tōjō venne operato ai denti e segretamente si fece incidere la frase “Ricorda Pearl Harbor” in Codice Morse sui denti.
    Tōjō venne processato dal Tribunale Militare Internazionale per l’Estremo Oriente per crimini di guerra con i seguenti capi d’imputazione:

    Art. 1 (aver provocato una guerra d’aggressione, guerra o guerra con violazione dei diritti internazionali)
    Art. 27 (aver provocato una guerra contro la Repubblica di Cina)
    Art. 29(aver provocato una guerra d’aggressione contro gli Stati Uniti)
    Art. 31 (aver provocato una guerra d’aggressione contro il Commonwealth Britannico)
    Art. 32 (aver provocato una guerra d’aggressione contro il Regno dei Paesi Bassi)
    Art. 33 (aver provocato una guerra d’aggressione contro la Repubblica Francese)

    Il generale Tōjō ascolta la sua sentenza di morte durante il processo per crimini di guerra di Tokyo.
    Hideki Tōjō si assunse la piena responsabilità per le proprie azioni durante la guerra dicendo:

    È naturale che io mi debba assumere la responsabilità della guerra in generale ed è inutile dire che sono preparato a questo. Di conseguenza, ora che la guerra è stata perduta, è presumibilmente necessario che io sia giudicato per assicurare al mondo la pace. Ad ogni modo, con rispetto per il mio processo, è mia intenzione parlare francamente, secondo la mia inclinazione, pur davanti ai vincitori, che hanno su di me potere di vita e di morte, e che io devo accettare. Io intendo attribuire la giusta attenzione alle mie azioni e dare il vero al vero ed il falso al falso.”

    Tōjō venne condannato a morte il 12 novembre 1948 e giustiziato per impiccagione 41 giorni dopo, il 23 dicembre 1948. Prima della sua esecuzione egli concesse i suoi nastri militari al soldato di prima classe Kincaid, una delle sue guardie carcerarie; tali onorificenze si trovano ora nel Museo Nazionale per l’Aviazione Navale di Pensacola, Florida. Tra le sue ultime parole, egli si scusò per le atrocità commesse dall’esercito giapponese e chiese agli americani di avere compassione del popolo giapponese, che aveva sofferto della devastazione degli attacchi aerei e di due bombe atomiche.

    Molti storici hanno criticato la posizione del generale Douglas MacArthur e del suo staff dall’aver esonerato l’imperatore Hirohito e tutti i membri della famiglia imperiale dalle accuse di crimini di guerra, scaricando tutte le responsabilità della guerra su Tōjō che ne divenne il capro espiatorio.

    Statunitensi senza vergogna!
    Onori al Samurai侍 Gen.Hideki Tojo 東條 英機

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    • Già. Tutti morti. Io, però, parto dal principio che se ne parlol li osservo e ne parlo con altri, ebbene, sono ancora vivi e ci dicono e raccontano ancora tanto.
      Altro che cannonate a Palmira per distruggere gli “antichi” idoli.
      Io li conservo, eccome.

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