¡Hola Presidenta!

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Confesso di avere un debole per Cristina Fernández che sta per lasciare la Presidenza della sua Argentina, un grande paese che è riuscito ad emergere da una delle storie più tenebrose della nostra epoca, e a riprendersi dal baratro economico in cui era sprofondato grazie ai perversi meccanismi della finanza internazionale, all’avidità di molti suoi governanti e alla connivenza di molti altri. Gli anni della presidenza di suo marito, Néstor Kirchner, e quelli del suo doppio mandato, rimarranno esemplari nella storia di quel paese che si trascina dietro l’intricata eredità del peronismo: di destra, di sinistra, populista, rivoluzionario, conservatore … al suo interno si trova di tutto e confesso che mi è davvero difficile comprenderlo. Della sua contraddittorietà ne ha dato una struggente ma esilarante narrazione Osvaldo Soriano nel suo Mai più pene né oblio (Einaudi, 1979), quando nell’immaginario paese di Colonia Vela si affrontano a morte opposte fazioni, entrambe al grido di “Viva Perón”.
1Anche Cristina è peronista e lo rivendica; nelle sue dichiarazioni, dopo l’esito elettorale che elegge Macri a nuovo persidente argentino caldeggiato dalla destra moderata, ha saputo sintetizzare i risultati della politica sua e di suo marito, ha rivendicato la costante preoccupazione per il bene del popolo argentino, ha insistito sul concetto che le conquiste ottenute dal popolo, in quanto diritti riconosciuti, non possono essere oggetto di ripensamenti e ha rimproverato agli avversari gli opportunistici cambiamenti di idee e di progetti. E’ stata molto cavalleresca con gli avversari, particolarmente con María Eugenia Vidal, di 36 anni, eletta Governatrice della Provincia di Buenos Aires nello schieramento rivale.  Quello che mi è più piaciuto del suo discorso, è stato quando, dopo aver elegantemente elogiato il significato democratico del ballottaggio per un paese che lo affronta per la prima volta, ha difeso il meccanismo delle elezioni attraverso le buone, vecchie schede, invece di adottare il voto elettronico, come gli oppositori chiedevano, paventando frodi e brogli. Cristina ha rivelato che, durante un suo viaggio a Mosca ha voluto incontrare Edward Snowden, l’ex contrattista dell’Agenzia per la Sicurezza Nazionale statunitense che, come si ricorderà, si è rifugiato in Russia dopo aver rivelato e pubblicato un’impressionante mole di informazioni top-secret sui rapporti fra il suo paese e i governi del mondo, a cominciare dagli stessi suoi alleati. Cristina non si è accontentata di leggere e di informarsi, una volta a Mosca ha voluto incontrare questo reo in contumacia per la giustizia USA, persona molto, troppo, informata di cose che non avrebbero mai dovuto vedere la luce. Durante la loro conversazione, Cristina ha appreso anche (e non è un’informazione di poco conto), che esiste uno schema di controllo che può essere utilizzato nel voto elettronico, grazie al potere della tecnologia. Adesso che torna ad essere una privata cittadina, spero che, come Lula, come Mujica, voglia continuare ad occuparsi dei casi del mondo, fra cui il destino di Julian Assange, da anni recluso nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra; di Chelsea Manning (ex soldato Bradley Manning), in carcere negli Stati Uniti; di Edward Snowden, che ha ottenuto l’asilo politico a Mosca, e di Ana Belén Montes, in isolamento da dodici anni in un carcere del suo paese. Di queste persone ci si occupa poco o niente, ma il loro lavoro, il loro “tradimento” alla lealtà dovuta al proprio paese, la loro convinzione che la verità deve essere detta e divulgata, la posizione etica che alcuni di loro hanno assunto, meriterebbe una grande campagna internazionale per poter tornare in libertà. Il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che invita i paesi dell’Unione Europea a far cessare “ogni persecuzione contro l’ex contattista Snowden” e ad “offrirgli protezione come difensore dei diritti umani”.  

Sembra, proprio, che la Germania di Angela Merkel non abbia digerito lo spionaggio continuato e le gravi violazioni agli accordi bilaterali da parte statunitense.

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14 pensieri su “¡Hola Presidenta!

  1. Che bello questo articolo.
    Bello e felice. Ti confesso che ho seguito poco l’ex presidente argentino.
    Io sono poco affine con gli spirito di sangue latino.
    Mi stai facendo riflettere.
    Un bacio e buona domenica

    Annelise pour toi.
    A Paris

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    • Annelise Baum

      la caratterista, tutta europea, di disattendere le fasi politiche d’oltre mare, alle volte è una manna dal cielo, mentre alcune altre una disdetta.
      Non credo sia buono lasciarsi alle spalle la storia e la vita di altri posti e/o popoli.
      Ne va della nostra identità.
      Del nostro senso di appartenenza e non ultimo, dell’esperienza diretta di chi, agendo in proprio nome e conto, ci mette a disposizione il suo vissuto.
      Cristina Kirchner ha avuto molti nemici tra cui, i più vigliacchi e cattivi, il fatto di essere donna in una nazione come quella Argentina. Infatti, secondo i nostri usi (mi riferisco alla casistica tutta italiana) l’Argentina, per noi, è un po’ troppo bigotta, cialtrona e vanesia.
      Ribadisco che ci si riferisce a un preciso periodo storico.
      La presidenta ha dovuto lavorare, dunque, in un ambiente assai ostile, fatto di machismo, ostentazione della virilità (che, a parer mio, non guasta), vanagloria, eroicismo estremo o pianto e martirismo congenito.
      Difficilmente il popolo argentino si lascia convincere su questioni che riguardano, direttamente, la propria vita.
      Orgoglio?
      Paura del nuovo?
      C’è un po’ tutto.
      Le riforme ci sono state (forse azzardate, ma compiute, nella forma che era stata prospettata e con buoni risultati).
      Che dire in questi momenti di bilanci? Cristina Kirchner è riuscita a farsi amare.
      Sia nel bene, sia nel male.

      Piccolo aneddoto.
      Quanto Sua Altezza il miracoloso Santo Padre Francesco (al secolo Sua Onniscienza Jorge Bergoglio) venne eletto (molto contestata come elezione che, sembra, non conforme al Diritto Canonico e quindi usurpata) al soglio pontificio, sembra che la Kirchner abbia detto, d’impulso:
      “Ma si può essere più sfigati di così? ma cosa abbiamo fatto per tenercelo, adesso, al posto del crocifisso? Vedrete, arriverà a dire che Cristo dovrebbe imparare da lui.

      E con quest’ultima battuta chiudo.
      Ciao Annelise e ciao alla splendida Parigi

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  2. un bel riconoscimento, che dire.
    Si l’ho seguita varie volte e alcune volte non mi è piaciuta affatto. Basta pensare alla crisi economica che si è trascinata per lunghissimo tempo.
    Ma ne è uscita bene.
    Ha tenuto testa a Obama e all’FMI mettendoli in crisi, addirittura e con ragionamenti ottimi.
    Che io sappia, un po’ come te, è nemica giurata di Papa Bergoglio, mi sembra.

    Ciao e buona domenica

    🙂

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    • Spillo

      grazie per essere intervenuto.
      Certamente la grave crisi economica che si è abbattuta sull’Argentina, negli anni scorsi, non è riuscita a far fare quelle riforme strutturali economiche che il Governo si era proposto.
      C’è da dire che la Kirchner si è proposta con un piglio autoritario e sicuramente deciso. Beh, proprio questo ne ha fatto una donna vincente.
      La dichiarazione di “Default tecnico” le ha sì fatto chiudere i contratti e fatto galoppare la crisi economica profonda fino ad arrestarsi per mancanza di controparte, ma li ha fatto respirare.
      Grazie a quella battuta d’arresto dovuta al “nulla facere” economico/finanziario/commerciale, l’Argentina si è arroccata e leccandosi le ferite è riuscita a strutturare i debiti, pagare buona parte dei creditori, risarcire l’80% dei “fregati” con la questione dei Bond Argentini, fare investimenti (senza il fiato sul collo dei creditori internazionali, ottimizzare le spese di gestione amministrativa del Gobierno Central, e investire in imprenditoria diretta(medio/bassa) rinforzando quella forte, con sfrondamento di rami secchi e reimpiego del surplus ottimizzato in quei settori economici asfittici.
      Un miracolo?
      Beh, negli ultimi cinque anni la presidenta è riuscita in tutto questo.
      È vero, l’Argentina non è ancora uscita dal “Default” tecnico internazionale e i falchi delle Banche, e istituzioni finanziarie/Creditizie sono fuori, appollaiate sullo steccato in attesa di mangiare, ma il mondo avrà delle sorprese, credo.
      Il nuovo presidente Macri riceve un’eredità che è buona al 50%, ottima nell’agenda dei prossimi quattro anni e sicura nel Gobierno central.
      Non dovrebbe far altro che proseguire sulla strada indicata, con pazienza e pervicacia.
      La ristrutturazione dei debiti argentini nel tesoro interno (fondi delle banche ecc.) è stata eseguita all’ 75%).

      Sì, son convinto, l’Argentina ce ne farà vedere delle belle.
      Altro che il sorridente e scanzonato Matteo Renzi.

      Ciao

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    • Giorgia Mattei

      Cara Giorgia ti ringrazio per aver scritto un intervento.
      Sì, è vero ha colpito anche me quando, a mr. Cameron, con un sorriso che è tutto suo è riuscita tra un prego, si figura, oh com’è gentile, lo ha messo alle corde con la questione Malvina.
      Il suo intervento (notare che Cameron le era seduto accanto) iniziò con la questione scozzese dove, pur riconoscendo che un popolo ha il diritto di autodeterminarsi, il governo centrale ha il diritto di gestirlo in presenza di leggi, decreti, aiuti sociali ad esso dedicato.
      Che non è giusto, insomma, ricevere calci dove ci si spende per quelle regioni.
      Cameron gongolava.
      E quando le ha dato un sorriso a cinquantasette denti, lei facendosi seria e adeguando il tono della voce quasi ad un sussurro, gli rispose: “E perché con le malvinas, tutto questo, non è possibile visto che siamo d’accordo?”.
      Cameron incassa, ma incassa anche il vituperio della Camera dei Lord e dei Comuni in patria.
      Inetto è stata la parola più gentile che, i deputati laburisti e conservatori, gli hanno riservato appena rientrato.

      insomma, una scenetta non male per una nazione tronfia e piena di sé come la perfida Albione e segnatamente l’Inghilterra.

      Ciao

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    • PickWick

      la ringrazio per aver voluto commentare presso le pagine di questo umile Blog.
      Certo che, a nostro esclusivissimo parere, l’intelligenza politica e personale della signora in questione, sono altissime.

      Grazie e buona giornata

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    • Euferr

      grazie milorderrimo.
      vedi? Il parco macchine italiano, al momento, è oscurato dai gelatini e le banconote da ottanta euro del “Divo toscano”.
      In europa abbiamo, rispettivamente:
      -L’illuminata valkiria Angela Merkel e il suo software tarocco che, per guadagnare (fonti della magistratura tedesca) ben 100€ ad autovettura, si è sputtanata l’industria nel suo globale con risarcimenti, sempre in progressione, ma che fino adesso sono dell’ordine di undicimila miliardi di Euro.
      Bei furbetti!

      -Un grande Hollande che, dopo gli attentati a parigi, da parte dei jahidisti, ha riunito il gabinetto di governo mettendo all’ordine del giorno l’informativa per verificare “dove avesse sbagliato fino adesso”.
      Mi sembra di sognare.

      Varie ed eventuali

      Ciao

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    • Alessandra Bianchi

      Grazie per aver commentato.
      Vedi? Complice la lontananza e alcune volte, le diversità di vedute (dovute, peraltro, a realtà diversissime tra loro e noi) ci dimentichiamo, molto spesso di quei popoli e/o nazioni che, pur affrontando tematiche opposte, potrebbero darci esperienza e perché no, conforto.
      I temi argentini, cubani, spagnoli, sono situazioni che ho da sempre seguito.
      Per carità, nessuno ha la scienza infusa nell’avere una soluzione a tutto.
      Quei territori, però, nelle loro diversità, possono offrirci tanto.
      L’italiano medio è un po’ come lo spagnolo medio.
      Un po’ spacconcello coi disgraziati e umilissimo con i potenti. pauroso quanto basta pur di non perdere garanzie e prebende.
      Ma generoso, propugnatore della vera amicizia a salvaguardia della famiglia e degli affetti.

      A parziale sconfessamento posso aggiungere un’altra battuta.
      Magari somigliassimo, un po’ di più, allo spagnolo medio.
      Avremmo, sicuramente più orgoglio, amor proprio e voglia di non arrendersi.
      Ma tant’é, l’italiano medio è mammone, dunque …

      Pizza, f..a e mandolino?
      Potrebbero starci benissimo.
      Si deve vedere, però, con quale priorità.
      Ciao e grazie.

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