Garthander XII

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1Isabel Freer era stata pregata di tenere la bocca chiusa, ma niente era più lontano dalle sue intenzioni. Appena Albert fu uscito, telefonò in direzione, pregando di dire alla signorina Scarlets che la signora Freer desiderava vederla.
Kate s’incamminò verso il salotto dove era attesa.
– Siete stata molto gentile a chiamarmi qui, signora Freer – disse.
– Albert Geary non la penserebbe cosi. Ha appena finito di dirmi di tenere la bocca chiusa, ma che io sia dannata se lo farò. Se vedeste qualcuno in procinto di uccidersi, non cerchereste forse di trattenerlo? Lavarsene le mani sarebbe come rendersi complici di un delitto, io almeno la penso così. E se Albert continua a metter tutto a tacere e a ficcare se stesso nei guai, e tutto a causa della più spregevole ragazza che esista…
– Quello che dite mi interessa moltissimo.
Isabel annuì con energia. – L’avevo pensato! Ed è ora che qualcuno si decida a impedire a Albert di rendersi ridicolo, secondo me. No, non starò in disparte, lasciando che si rovini. Quando una persona fa del male, deve subirne le conseguenze. Non è giusto che un altro ci vada di mezzo. Io non dico che Mary Stoner abbia ucciso Robert Dennon, ma l’ho vista coi miei occhi mentre rubava una spilla di brillanti, giovedì sera, quando Robert ci ha invitati a vedere la sua collezione. L’ha rubata e se n’è andata via con la spilla nella borsetta. E quando l’ho detto a Robert, mi ha risposto di lasciar fare a lui, che avrebbe saputo come comportarsi.
– Povera me! – esclamò Kate.
Il discorso di Isabel aveva assorbito la sua attenzione a un punto tale, che non aveva ancora cominciato a lavorare. Riprese fiato, poi osservò: – Una bellissima spilla, con cinque grossi brillanti.
Isabel stralunò gli occhi. – Perdinci! Come fate a saperlo?
Kate cominciò a sferruzzare.
– Una spilla rispondente a questa descrizione è stata trovata nella scrivania del signor Dennon: in un cassetto aperto, per essere esatti. Essa è conosciuta, a quanto mi risulta, come la spilla Marziali.
– Allora l’ha riportata indietro! – Isabel batté un pugno sul bracciolo della poltrona. – Lui le aveva telefonato. Het dice che Barret lo ha sentito parlare al telefono.
– Quando?
– Dopo che avevano avuto quella discussione nello studio: venerdì, subito prima di pranzo. Il giorno in cui Robert è stato ucciso.
La signorina Scarlets annui. – Sì, il signor Dennon ha fatto due telefonate. Nella sua deposizione, il signor Barret dice di averlo seguito con l’intenzione di rappacificarsi con lui. Il signor Dennon stava telefonando dalla sua camera da letto e il signor Barret dice di esser rimasto ad aspettare in fondo al corridoio che porta al laboratorio. Ha sentito che finiva una telefonata e ne cominciava un’altra. Desidero interrogarlo su queste due chiamate. Credo che possano avere una notevole importanza e che il signor Barret possa avere qualcosa da aggiungere a quanto ha già detto nella sua deposizione. Afferma che il signor Dennon parlava in tono irato e ammette di aver udito le parole: “Faresti meglio”.
Isabel colpì di nuovo la poltrona con forza. – È vero! Doveva aver chiamato Mary per dirle di andare da lui dopo pranzo a riportare indietro la spilla. “Faresti meglio!” – Rise. – Direi che aveva ragione. Era deciso a fargliela scontare. L’ho capito quando gli ho detto che Mary aveva rubato la spilla. Lo conoscevo da molto tempo: ero molto più vecchia di lui, ma se avessi voluto avrei potuto sposarlo, qualcosa come vent’anni fa. Solo che non lo avrei voluto nemmeno se fosse stato due volte più ricco. Era un sadico. Non so perché il suo matrimonio con Clarissa sia andato a monte, ma lei l’ha scampata bella. Potete credermi, se vi dico che era meglio stare alla larga da Robert Dennon. Era freddo e crudele e sono convinta che l’abbia fatta pagare cara a Mary Stoner.
– La crudeltà genera crudeltà.

2Isabel la fissò. Abbassò la voce riducendola a un bisbiglio. – Robert è stato ucciso con la rivoltella di Albert, non è vero? Non quella che Albert gli aveva dato, ma quella che aveva tenuto per sé.
– Chi ve ne ha parlato, signora?
– Albert, proprio adesso. Ha detto che la polizia l’avrebbe accompagnato a Rosbury per vedere se la rivoltella con le iniziali di Robert si trovasse lì.
– Sarà meglio che questo non venga ripetuto in giro.
– Chi io sta ripetendo? Voi lo sapete, io lo so: ne potremo ben parlare tra di noi. Desidero aiutare Albert quanto voi. È per questo che siete qui, non è vero?
– Io non mi occupo di un caso per aiutare questo o quello. Cerco solo la verità.
– E voi pensate che Albert Geary non sia innocente? Non capite proprio nulla, se potete credere una cosa simile.
– Signora Freer!
– Va bene, va bene, non dovreste farmi arrabbiare. Se qualcuno potesse pensare che Albert Geary abbia ucciso suo cugino per evitare di essere diseredato, sarebbe troppo stupido per riuscire a scoprir la verità.
– Siete una buona amica, signora Freer.
Isabel ridacchiò. – Ascoltate: ho parlato a Albert di questa storia di Mary, ma non credo che lui ne farà niente, e per questo l’ho detto anche a voi. Mary Stoner ha rubato la spilla e Robert le ha telefonato, dicendole di riportarla indietro. Supponete che le abbia detto qualcos’altro, per esempio che l’avrebbe denunciata. Forse non lo avrebbe fatto, ma, dato il suo carattere, sarebbe stato capacissimo di dire una cosa simile per spaventarla. Bene, lei si sarebbe spaventata, no? Supponete che abbia preso la rivoltella di Albert e si sia avvicinata a Robert seduto al tavolo. Lei avrebbe messo la spilla sulla scrivania e lui si sarebbe chinato in avanti per prenderla. Sparargli sarebbe stato un gioco da ragazzi. Poi lei gli avrebbe messo la rivoltella in mano per simulare il suicidio. E avrebbe bruciato il testamento per evitare che quella Eve ereditasse il denaro. Poi avrebbe preso la rivoltella dì Robert, quella con le iniziali e se ne sarebbe andata. In seguito avrebbe detto di averlo lasciato vivo. Cosa ve ne pare?
– Avete esposto la cosa in maniera molto chiara.
– Se questo fosse riferito alla polizia, credete che arresterebbero ugualmente Albert Geary?
– Non prima di avere svolto ulteriori indagini, credo. – Kate raccolse il gomitolo di lana rosa, ripose il lavoro nella borsa.
Isabel ne fu esasperata. Chiese: – Che cosa avete intenzione di fare?
– Se mi permettete di usare il vostro telefono, chiamerò il maggiore Geary per sentire se il capo della polizia si trova con lui a Rosbury,
Chiese la comunicazione e udì con sollievo la risposta di Albert. Poté parlare con Daniel Clancy .
– Qui parla la signorina Scarlets. Sono lieta di avervi trovato.
– Stavo proprio per uscire.
– Allora sono fortunata. Spero che non abbiate preso alcuna decisione: c’è un fatto nuovo di una certa importanza. Penso che dovrebbe essere preso in considerazione senza indugio.
Ci fu una pausa, poi egli rispose: – Molto bene, vengo subito da voi.
– Credo che non ve ne pentirete – disse Kate e riappese.

3Daniel Clancy fissò Kate, Il suo affetto per lei non era diminuito col passar degli anni. E il rispetto che il carattere e l’intelligenza di lei gli incutevano era andato aumentando dopo ogni caso in cui si erano trovati a lavorare insieme.
Era uscito dal salotto di Isabel Freer piuttosto agitato. Adesso, in quello che era stato lo studio di Robert Dennon, fissò Kate Scarlets e disse: – Ascoltate, vi sembra che si debba prestar fede a tutta questa storia?
Kate stava lavorando placidamente. Guardò Daniel e disse in tono di rimprovero: – Mio caro Daniel…
– Non si sa mai con questa gente di teatro. Hanno la tendenza a drammatizzare. Se la signora Freer ha visto la signorina Stoner che rubava una spilla di brillanti la sera di giovedì, perché ha taciuto per tre giorni, per poi venir fuori a dirlo proprio quando suo genero diventa uno dei principali indiziati? Non ho bisogno di dirvi che la cosa mi persuade poco.
– Può darsi che la signora Freer tenda a drammatizzare, ma sono convinta che in questo caso ci abbia fornito un resoconto accurato di ciò che è accaduto giovedì sera. È in grado di osservare e giudicare correttamente qualsiasi avvenimento e quindi di descriverlo con altrettanta esattezza. In quanto al resto, la signora Freer aveva già accennato all’incidente della spilla e proprio con la persona più direttamente interessata. Lo stesso giovedì sera, aveva infatti informato il signor Dennon che la signorina Stoner aveva rubato la spilla Marziali.
Clancy alzò una mano. – Lo dice lei!
– Credo che i fatti confermino la sua asserzione. Altrimenti perché mai la signorina Stoner sarebbe venuta a trovare il signor Dennon venerdì nel pomeriggio? Ho svolto delle indagini e sono venuta a sapere che non gli aveva mai fatto visita prima d’allora. È venuta spesso al club, dato che vi consuma buona parte dei suoi pasti insieme alla signora McQueen e al maggiore Geary. E faceva parte della compagnia che si è recata a vedere la collezione giovedì sera. Ma non risulta che sia mai andata a trovare il signor Dennon da sola. Eppure venerdì pomeriggio c’è andata. Quel giorno il signor Dennon ha fatto due telefonate prima di pranzo. Il signor Barret nella sua deposizione dice di aver sentito che diceva con voce irata: “Faresti meglio!”. Si può dedurre che stesse dicendo alla signorina Stoner che il suo furto era stato scoperto e che avrebbe fatto meglio a restituire la spilla. Potrebbe anche aver minacciato di denunciarla. Ma torniamo ai fatti: noi sappiamo che venerdì alle tre del pomeriggio la signorina Stoner è arrivata da Rosbury per parlare col signor Dennon; che è rimasta sola con lui per circa dieci minuti: che non abbiamo alcuna prova che il signor Dennon fosse vivo quando lei lo ha lasciato alle tre e dieci e che infine la spilla Marziali è stata in seguito trovata nel secondo cassetto della scrivania del laboratorio. Non credete che quanto ha dichiarato la signora Freer trovi una conferma in questi fatti?
– Va bene, lei ha detto a Dennon che la signorina Stoner aveva preso la spilla. Dennon ha telefonato alla signorina Stoner e l’ha accusata del furto. Lei ha riportato la spilla e se n’è andata. Non ce nessuna prova che lo abbia ucciso. Perché avrebbe dovuto farlo? Era un affare di famiglia, lui non l’avrebbe certo denunciata.
Kate ribatté: – Non ne sono tanto sicura. Era un uomo freddo e vendicativo. Se pensate alla sua condotta nei confronti del signor Barret, ne converrete anche voi. Inoltre la signora Freer ha osservato che quando gli ha riferito la cosa, lui non si è mostrato sorpreso. Ho notato che ha ripetuto quest’osservazione quando vi ha fatto il suo racconto. Una cosa da nulla, ma mi interessava vedere se l’avrebbe detto anche a voi. E così è stato.
Lui sembrò leggermente sorpreso. – Vi sembra una cosa importante?
– Oh, sì, mio caro Daniel. Se il signor Dennon non ne è stato sorpreso, vuol dire che conosceva il debole della signorina Stoner. E quando la signora Freer ha parlato al maggiore Geary della cosa, sembra che anche lui non abbia mostrato alcuna sorpresa.
– Quando gliel’ha detto?
– Subito prima di parlarne con me. Da quanto ho potuto capire, lui non ha mostrato alcuna sorpresa, ma si è solo preoccupato di mettere la cosa a tacere.
– E cosa ne deducete?
– Che non era la prima volta che un fatto simile si verificava. Forse in questo caso il signor Dennon ha minacciato di dare pubblicità alla cosa. Lei può essersi spaventata al punto da prendere una decisione disperata. Non dico che lo abbia fatto. Dico che potrebbe aver portato da Rosbury la rivoltella del maggiore

4Geary e con quella aver ucciso il signor Dennon.
– Volete dire che ne avrebbe avuto la possibilità materiale?
– Lei avrebbe saputo dove trovare la rivoltella. Dite che l’appartamento del maggiore Geary non era chiuso a chiave: avrebbe potuto entrare benissimo. Poi avrebbe potuto portar via la rivoltella del signor Dennon, e metterla dove voi dite che è stata trovata, cioè nell’ultimo cassetto dello scrittoio.
– Si, potrebbe aver fatto tutto ciò.
Kate proseguì: – C’è un’altra cosa che mi lascia perplessa. La signorina Stoner è stata accusata di furto e le è stato imposto di restituire il maltolto. Ora lei non era un’estranea, bensì un membro della cerchia familiare del signor Dennon; quindi il colloquio fra i due avrebbe dovuto essere estremamente spiacevole. E le scene familiari non sono in genere solo spiacevoli, ma anche lunghe. Potete credere che questa sarebbe durata solo dieci minuti? Io sono convinta che il signor Dennon non avesse intenzione di facilitarle le cose. Se ben ricordate, non è rimasto sorpreso dell’accaduto. Ha detto alla signora Freer di lasciar fare a lui che avrebbe saputo come sistemare la faccenda. L’avete udita quando ha osservato che Mary Stoner non le era mai riuscita simpatica, ma che, tenendo presenti l’aspetto e i modi del signor Dennon, le aveva fatto pena e si pentiva di averla denunciata. Sono sicura che il signor Dennon avesse intenzione di dirne quattro alla signorina Stoner, come pure sono certa che intendesse parlarle per più di dieci minuti.
– Queste sono solo supposizioni.
– Naturalmente, Daniel, ma io penso che siano sufficienti a giustificare un’accurata inchiesta. Sarà bene interrogare di nuovo la signorina Stoner e cercare di sapere qualcosa di più sulle telefonate udite dal signor Barret. Vi siete informato presso il centralino?
– Sì, ma era un’ora di punta. Nessuno si ricordava di quelle telefonate. – Rise brevemente. – Sapete, Scott non ne sarà entusiasta. Credeva di aver già risolto il caso.
– Non avete arrestato il maggiore Geary?
– No, per il momento si trova in sala di scrittura insieme a Scott. Se non salta fuori qualcosa di nuovo, sarò costretto a trattenerlo. E adesso che cosa facciamo? Dobbiamo andare dalla signorina Stoner o la facciamo venire qui?
– Mio caro Daniel, fate come credete meglio. Ma se volete il mio consiglio…
– Naturalmente. Voi conoscete la psicologia femminile molto meglio di me.
– Non potete limitarvi a dividere la psicologia in maschile e femminile: ogni essere umano costituisce un problema a sé. Ma dal momento che me lo chiedete, io penso che sarebbe bene mandare l’ispettore Scott a rilevare la signorina Stoner, per interrogarla poi nel laboratorio del signor Dennon. Se le chiedeste di farvi vedere quello che ha fatto venerdì pomeriggio, quali sono stati i suoi movimenti, dove era seduta, eccetera, credo che sarebbe possibile scoprire fino a che punto dica la verità. Il fatto che siete al corrente del furto della spilla la sconcerterà.
Clancy si alzò. – Va bene, proveremo.
– Manderete l’ispettore Scott?
– Scott si trova con Geary. Stavamo per condurlo alla stazione di polizia, quando voi avete telefonato. Non posso arrischiarmi a perderlo di vista, a meno che non salti fuori qualcosa da questa storia.
– L’avete ben lasciato qui, quando siete andato a Hedingham Court a prendere l’ispettore.
– Questo è stato prima che la rivoltella di Robert Dennon fosse trovata a Rosbury e inoltre avevo lasciato Mollighton di guardia fuori. Se Geary avesse tentato di precederci, sarebbe stato fermato. Potrei mandare Mollighton a prendere la signorina Stoner.
– Credo di averlo visto: un simpatico giovanotto. Preferirei che mandaste l’ispettore Scott.
– Che nessuno potrebbe definire una persona simpatica! Siete spietata.
Lei raccolse il gomitolo di lana rosa. – Voglio la verità, Daniel.

5Mary Stoner guardò fuori dalla finestra. In cielo non c’era una nuvola e il mare era perfettamente calmo.
Qualcuno stava salendo le scale: un uomo. Che fosse Albert? O il maggiore Griffiths? Il rumore arrivava a lei attraverso la porta spalancata. Guardò e vide l’ispettore Scott che arrivava in quel momento sul pianerottolo.
Quando Mary giunse nella casa di Robert con Scott, tutto era pronto per riceverla.
Entrando nel laboratorio Mary vide il capo della polizia seduto al posto di Robert dietro la scrivania. Alla sua sinistra c’era una donnetta con un lavoro a maglia di lana rosa in grembo: doveva trattarsi dell’investigatrice di cui aveva sentito parlare.
La vista di Kate Scarlets, seduta lì con l’aria di una qualsiasi istitutrice, la confortò.
Clancy disse: – Venite avanti, signorina Stoner. Vi sono alcune domande che vorrei farvi. Scott, tenetevi pronto a prendere degli appunti.
L’ispettore si era seduto e aveva preparato il blocco degli appunti: erano quelle formalità che la rendevano nervosa. Tanto più che non ne vedeva la necessità. Il signor Clancy avrebbe potuto andare da lei. Sarebbe stato molto più semplice. Lui riprese in tono gentile ma freddo: – Mi dispiace di avervi dovuto disturbare, signorina Stoner. Io ho già qui la vostra dichiarazione, ma ci fareste un favore, se volete aiutarci a ricostruire la scena che si è svolta quel giorno fra voi e il signor Dennon. Non so se conosciate la signorina Scarlets: è un’investigatrice privata. Era già stata consultata dal signor Dennon ed ora è qui come rappresentante del maggiore Geary. Se non avete niente in contrario, desidererei che fosse presente.
– No, no, naturalmente. Voglio dire che non ho niente in contrario. Albert me ne ha parlato.
– Allora, se non vi dispiace, signorina Stoner, vorrei che tornaste accanto alla porta e rifaceste esattamente quello che avete fatto venerdì scorso. Immaginate che io sia il signor Dennon, seduto qui alla scrivania. Poi ripetete tutto quello che avete detto e fatto venerdì nel pomeriggio.
– Oh, non potrei farlo, realmente non credo che ne sarei capace.
– Vorrei che provaste, signorina Stoner. Se quanto risulta dalla vostra deposizione è esatto, non vedo perché dovreste avere qualcosa in contrario.
Mary si portò il fazzoletto alle labbra. – Farò quello che potrò.
Si diresse alla porta tenendo il fazzoletto in mano. Quando si volse per avvicinarsi alla scrivania, Clancy le chiese:
– Avevate un fazzoletto in mano?
– No, no… Oh, no.
– Dobbiamo cercare di attenerci ai fatti il più possibile, quindi sarà meglio che lo mettiate via. Avevate quella borsa?
– Oh, sì.
– Nella mano sinistra?
– Sotto il braccio.
– Bene, allora siete entrata. Cosa avete fatto?

6Mary cercò di ricordare quello che aveva detto nella sua deposizione. Le parole erano lì scritte, ma tra quelle parole e la memoria di esse si frapponeva un quadro che non si cancellava mai dalla sua mente. Aveva le labbra secche. Non sapeva cosa dire, ma doveva parlare, altrimenti avrebbe pensato, avrebbero pensato…
Avanzò nella direzione della scrivania e balbettò: – Non lo so… mi rendete nervosa. Credo di aver detto; “Come va?”.
– E Dennon?
– Penso che abbia risposto al mio saluto.
– E poi? Che cosa avete fatto?
– Non posso ricordare tutto.
– Cercate di fare del vostro meglio. Mostrate che cosa avete fatto dopo.
Mary si avvicinò al tavolo, nervosa, esitante, con gli occhi fissi su Clancy. Quando ebbe raggiunto la scrivania si fermò e vi appoggiò una mano.
Il capo della polizia chiese: – Vi siete appoggiata al tavolo così?
Lei se ne staccò in fretta. – No, no, non credo.
– Bene, cercate di attenervi a quello che avete fatto venerdì. Siete rimasta in piedi come state facendo adesso?
Mary si sentì invadere dal panico. Cercò di ricordare che cosa avesse detto, vediamo ‘Che aveva parlato con Robert, che si era seduta e gli aveva parlato’. Disse, più in fretta che poté: – No, no, mi sono seduta.
– Dove?
C’era stata una sedia. Ogni volta che chiudeva gli occhi poteva vedere il tavolo e Robert. C’era stata una sedia, leggermente più a destra del punto in cui lei si trovava adesso. – Lì.
In risposta a un’occhiata del capo della polizia, Scott si alzò e mise una sedia nel punto indicato. Lei fu lieta di potersi sedere.

7Clancy chiese: – E poi?
– Abbiamo incominciato a parlare di affari. Io ero venuta a chiedergli un consiglio sul modo di investire del denaro. Lui mi ha detto… di investirlo… in titoli di Stato.
– E poi?
– Questo è tutto. Voglio dire, naturalmente ne abbiamo discusso per un bel po’.
– Che cosa avete detto?
– Oh, si è parlato di ciò che conveniva fare.
– E lui che ha detto?
– Di investire il denaro in titoli di Stato…
– Questo è tutto quello che vi ha detto?
La donna si sentì sollevata: erano arrivati alla fine. Tra poco avrebbe potuto andarsene. Rispose: – Oh, sì.
– Non ha accennato alla spilla Marziali?
Lei lo fissò con gli ocelli dilatati, passandosi la lingua sulle labbra. – Io non so… di che cosa parlate.
– Non lo sapete, signorina Stoner?
Lei scosse la testa.

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Le immagini, a corredo, sono rigorosamente made in Ninni Raimondi.
Ricordiamo la definitiva disattivazione dei “Like”.

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29 pensieri su “Garthander XII

  1. Sicuramente adesso è impegnativo seguirlo. Kate sta facendo un ottimo lavoro ma il maggiore sta incrinando la mia credibilità.
    Voto: Kate 9 (non è perfetta da 10)
    Geary: 7 per l’ambiguità, ma che forse mi inganna
    L’indagine 10
    Struttura 11

    😀

    Ciao

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  2. Eccomi qua con questo altro splendido capitolo.
    Dico, ma Kate è proprio brava. La vedo distaccata e attenta. Mi piacciono le persone così che non si perdono in chiacchiere.
    Geary mi sembrava il più bravo, ma è troppo ambiguo,. Certo che l’affare della pistola …
    Buona giornata milord mio signore

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    • Beh, Geary meriterebbe un capitoloa parte.
      Tipico ufficiale britannico senza infamia e senza lode.
      Se non ci fosse stato l’omicidio di lui, praticamente, il mondo sarebbe rimasto tale e quale.

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  3. Eccomi qua.
    Un capitolo che mi ha preso fino dalle prime battute con argomentazioni stringenti.
    Anche a me piace moltissimo Kate.
    Brava è brava ma forse per me, partenopeo, è troppo “fredda”.
    Va bene comunque: per fare la detective ci vuole freddezza e decisione.
    Buona giornata Milord.

    Dalla partenope Capitale
    Dudù

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  4. Milord Milord, appena ho trovato un secondo libero mi sono cacciata nella lettura più profonda.
    Un passo avanti … ma tanto buio.
    In pieno stile british.
    Mi è piaciuta lòa ricostruzione (sembrava di stare al cinema) fatta sulla signorina Stoner (mi sembra un po’ stupidina ,,, ).

    bello bellissimo.
    Aspetto, adesso, il prossimo (ma non è possibile anticiparci qualcosina?)
    Buona giornata Lord Ninni, con un bacetto

    🙂

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