Garthander XIII

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1Kate depose il lavoro e le si avvicinò con un bicchiere d’acqua in mano. – Credo che fareste meglio a bere, signorina Stoner.
Le avvicinò il bicchiere alle labbra e Mary bevve avidamente. Dopo aver rimesso il bicchiere sul tavolo, Kate Scarlets disse in tono gentile, ma fermo: – Adesso dovrete ascoltare il capo della polizia.
Clancy disse: – giovedì sera, insieme a un gruppo di altre persone, siete venuta qui per vedere la collezione del signor Dennon. La spilla Marziali è catalogata tra i pezzi che compongono la collezione. La signora Freer asserisce di avervi visto mentre prendevate la spilla e la mettevate nella borsetta. Avete qualcosa da dire?
– Oh, non è vero… – Bevve un sorso d’acqua e per poco non rovesciò il bicchiere nel rimetterlo sul tavolo.
Clancy proseguì con voce tranquilla; – La signora Freer dice che ha lasciato uscire tutti, poi ha informato Dennon della cosa. Dice inoltre, signorina Stoner, che lui non è sembrato sorpreso ed ha assicurato che si sarebbe occupato della cosa. Venerdì, prima di pranzo, Dennon vi ha telefonato, non è vero?
– Era sempre per quel consiglio che doveva darmi, per dirmi di andare da lui.
– Signorina Stoner, se non volete, non siete obbligata a rispondere. Ho il dovere di avvertirvi che tutto quel che direte potrà essere usato contro di voi. Devo inoltre avvisarvi che la deposizione della signora Freer e il vostro comportamento tendono a far ricadere su di voi i sospetti per l’assassinio del signor Dennon. Questi aveva ragione di credere che voi aveste rubato una spilla preziosa e vi aveva mandato a chiamare per discutere della cosa. Voi vi siete recata da lui e gli avete restituito la spilla, che in seguito è stata rinvenuta in questo cassetto aperto. Se Dennon ha minacciato di denunciarvi, voi avevate un ottimo motivo per ucciderlo. Inoltre l’arma che è servita per il delitto proveniva da Rosbury e la rivoltella che si trovava in questo cassetto è stata portata a Rosbury.
Mary gridò: – Basta, basta! Non sono stata io! – Strinse il braccio di Kate sino a farle male. – Non lasciatelo continuare! Fatelo tacere! Non sono stata io!
La signorina Scarlets, liberandosi dalla stretta, le parlò in tono autoritario.
– Per favore, signorina Stoner, calmatevi.
– Ma io non l’ho… non l’ho toccato, e tanto meno ho toccato la rivoltella. Non avrei potuto. Quelle cose mi spaventano a morte! Oh, voi non pensate che io l’abbia ucciso! Signor Clancy, non potete, non potete pensare che sia stata io!

2Lui non rispose. Kate intervenne: – Signorina Stoner, dovete cercare di controllarvi. Se siete innocente, non avete nulla da temere. Se avete delle spiegazioni da dare…
– Lui non mi ascolterà: nessuno mi ascolterà! Non mi crederete! Oh, fate che mi ascolti! – Singhiozzava in modo disperato.
Kate le mise una mano sulla spalla. – Qualsiasi cosa abbiate da dire, vi si darà ascolto. Non sarete obbligata a parlare, ma siete libera di fare una dichiarazione, se lo volete. L’ispettore Scott scriverà quello che direte, poi vi sarà riletto il tutto e, se vorrete, potrete firmarlo. Non vi sarà fatta alcuna pressione. Adesso bevete un altro sorso d’acqua c pensate, se c’è qualcosa che vogliate dire.
Mary sollevò il bicchiere con mano tremante e bevve tra un singhiozzo e l’altro. Parte dell’acqua si versò bagnandole il mento. Si asciugò col fazzoletto e disse: – Oh, signor Clancy, non l’ho ucciso io. Era già morto, quando sono entrata.
Questa frase produsse sull’uditorio l’effetto di una bomba.
Daniel Clancy chiese: – Desiderate fare una dichiarazione in questo senso?
– Sì, sì, naturalmente. Devo parlare. Non posso lasciare che tutti pensino… Oh, è orribile!
– Quando voi siete entrata in questa stanza, venerdì pomeriggio, Dennon era morto?
– Sì, sì, naturalmente! Non vedete? È per questo che non potevo ripetervi quello che avevamo detto: lui era morto. È stato un colpo terribile: sono entrata nella stanza e l’ho visto lì morto.
– Chi vi ha fatto entrare, signorina Stoner?
– La porta era socchiusa.
– Questo non vi ha sorpreso?
– Si… no… ho pensato che Robert l’avesse lasciata aperta per me.
– La prima stanza era illuminata?
– Sì, come oggi.
– Cera una sola lampada accesa?
– Sì, a tutta prima sembrava di essere al buio.
– Il corridoio che porta al laboratorio era illuminato?
– Sì, proprio come oggi.
– E il laboratorio?
– Oh, sì, era illuminato a giorno.
– Ditemi esattamente che cosa avete visto quando siete entrata.
– Sono entrata e per un momento ho creduto che dormisse: aveva la testa appoggiata alla scrivania. Poi mi sono avvicinata e ho visto che gli avevano sparato.
– Perché non avete dato l’allarme?
– Io… non… so. Ho avuto come… un colpo. Sono rimasta lì senza riuscire a muovermi.
– Ma, superata la prima impressione, vi siete mossa?
– Sì. Sono andata a vedere se era… morto.
– Volete farmi vedere in che posizione si trovava esattamente?
– La sua testa… era proprio sul bordo… del blocco di carta assorbente.

3Clancy spinse indietro la sedia e si alzò. – Vorrei che mi faceste vedere l’esatta posizione del cadavere.
Mary girò intorno alla scrivania ed eseguì quanto le era stato richiesto, assumendo la stessa posizione in cui Robert era stato trovato.
– Grazie, signorina Stoner.
Ambedue tornarono ai loro rispettivi posti.
– Il braccio destro pendeva fuori della scrivania?
– Oh, sì.
– Avete visto l’arma?
– Era lì sul pavimento, proprio come se lui l’avesse lasciata cadere. Ho pensato che si fosse ucciso.
– Eravate al corrente di qualche ragione per cui vostro cugino avrebbe dovuto uccidersi?
– Oh, no.
– Ma avete pensato che si fosse ucciso?
– Sì, infatti.
– Allora perché non avete dato l’allarme?
– Io… io…
– Signorina Stoner, la prima impressione era passata. Avevate ormai incominciato a ragionare. La vostra mente era in grado di formulare la tesi che Dennon si fosse ucciso. La cosa più naturale sarebbe stata di correre fuori e dare l’allarme. Perché non l’avete fatto?

Le mani di Mary stavano riducendo a brandelli il fazzoletto umido.
5– Avevo paura,
– Perché?
– Avevo paura che potessero pensare… – Si fermò.
– Avevate paura che potessero pensare che l’aveste ucciso voi?
– Bene, voi l’avete pensato, non è così?
– Perché eravamo stati informati che avevate un motivo per farlo.
Kate si rivolse al capo della polizia. – Vogliate scusarmi, potrei rivolgere una domanda alla signorina?
– Oh, certamente.
– Avevate ragione di credere, signorina Stoner, che questo motivo sarebbe stato reso noto? Quando il signor Dennon vi ha parlato per telefono, vi ha detto che la signora Freer vi aveva visto prendere la spilla Marziali?
Mary Stoner rispose: – Isabel Freer è una vecchia impicciona. È convinta che tutti siano mossi dai suoi stessi bassi motivi. E Robert le ha sempre dato retta: si è mostrato ingiusto e villano al massimo grado.
– Tentò di assumere un’aria dignitosa ed effettivamente ci riuscì. – Ho preso in prestito la spilla perché mi interessava e volevo farne uno schizzo. Avevo intenzione di scrivere un articolo sui gioielli. Non l’ho chiesta a Robert perché ero sicura che avrebbe fatto delle difficoltà. Era solo uno scherzo, gli avrei restituito la spilla il giorno dopo. Invece lui ha telefonato ed è stato semplicemente odioso. E naturalmente sapevo che Isabel mi avrebbe creato delle noie, se appena avesse potuto. Così, quando ho trovato Robert morto, ho pensato che la cosa migliore fosse di andarmene, senza dire niente a nessuno.
– Avete deciso di andar via senza dir niente?

4L’altra rispose in tono compiaciuto: – Ho pensato che fosse la cosa migliore.
– Dunque, signorina Stoner, voi siete rimasta qui per dieci minuti circa. Che cosa avete fatto, dopo aver deciso di non dire niente?
– Ho messo la spilla nel secondo cassetto della scrivania: era aperto.
– Nel cassetto c’era una rivoltella?
– No, era sul pavimento.
– Non avete visto una seconda rivoltella da qualche parte?
– Oh, no. Sono sicura che aveva solo quella.
– Bene, avete messo la spilla nel cassetto: e cos’altro avete fatto?
L’espressione di paura che apparve per un attimo sul volto di Mary fu cosi impercettibile che solo Kate la notò. – Non so che cosa vogliate dire.
– Vi siete trattenuta in questa stanza per dieci minuti. Che cosa avete fatto dopo aver messo la spilla nel cassetto?
– Sono venuta via.
Clancy scosse il capo. – Oh, no, non subito. Siete rimasta in questa stanza per dieci minuti. Forse sono in grado di aiutarvi. Non avete visto un portacenere di metallo sulla scrivania?
– Io… non so. Può darsi.
– Andiamo, signorina. Io credo che dobbiate averlo visto. Dov’era?
– Là… laggiù. – Indicò uno spazio vuoto alla sinistra di Clancy,
– Era vuoto?
– Io… credo di sì.
Clancy disse: – Vedete che un po’ alla volta ve ne state ricordando. Cercate di sforzarvi. Avete visto il testamento di Dennon?
Mary esclamò: – Oh! – come se si fosse sentita mancare il terreno sotto i piedi.
– L’avete visto, signorina Stoner?
Lei lo guardò con disperazione e scoppiò in lacrime.
Kate depose il lavoro e disse con fermezza: – Signorina Stoner, se non direte la verità, finirete col mettervi in guai seri. Io penso che voi abbiate visto il testamento del signor Dennon: probabilmente sulla scrivania. L’avete visto e l’avete letto e l’idea che la signora McQueen avrebbe ereditato tutto quel denaro vi ha reso furiosa. Non credo che abbiate pensato ad altro. Il modulo del testamento non era molto grande. Avete messo il testamento nel portacenere e avete acceso un fiammifero. Avete dato fuoco al testamento e l’avete guardato bruciare. Questo è quanto avete fatto, non è vero?
Mary allargò le braccia. Il fazzoletto ridotto a brandelli cadde per terra. – Oh… oh… oh! – gridò. – Come avete fatto a indovinare?
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Le immagini, a corredo, sono rigorosamente made in Ninni Raimondi.
Ricordiamo la definitiva disattivazione dei “Like”.

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54 pensieri su “Garthander XIII

    • Lady Annelise Baum

      Ci piacerebbe tanto potervi rendere edotta sul modo, sistema e o motivazione e che rese sciente la persona in questione.
      Domani, molto probabilmente qualche luce verrà accesa.
      Speriamo almeno.
      Abbiate le nostre vivissime cordialità

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  1. Buongiorno milord mio signore.
    Un capitolo che dire bello è dire poco.
    Anche a me Mary non me la racconta, ma Clancy, con quella sua flemma?
    Belle le foto. Sempre bravissimo, milord.
    Buona giornata

    🙂

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  2. Eccoci al capitolo che aspettavo da tanto. Dunque le ombre invece di diradarsi s’infittiscono.
    A cosa devo stare attenta che mi è sfuggiro?
    Vado a rileggere e vediamo.
    Buongiorno Milord, ma che bel mattino.

    🙂

    Un bacio

    🙂

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  3. Molto bello, stilisticamente parlando e come sempre, perfettamente scorrevole.
    l’indagine prosegue con quella attenzione per il particolare che la contraddistingue.
    Le auguro una buona giornata.

    Amedeo

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  4. Ho letto e ho riletto. Le indagini si stanno svolgendo con la testa, il cervello e anche un po’ di cuore. Devo dire che mi stai facendo sentire … a teatro.
    E’ bello proprio.
    Adesso non mi resta che aspettare il prossimo capitolo che a quanto pare si prende una eredità bella pesante da questo.
    Milord, siete eccezionale.

    Sapete come tenere ferma l’attenzione. Anzi, rapirla proprio.
    Abbiate le nostre cordialità

    😀

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  5. Molto bello. Sto seguendo il ragionamento (per adesso le indagini)= e ho visto che Maryamoremio sembra una bimbetta casta e pura.
    Stiamo e staremo a vedere.
    Bacetto bell’uomo.
    Ciaoooooooooo

    lamanuroventedallafebbreperlinfluenzadimerdachesièbeccata

    🙂

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    • Lady Manu

      Curatevi quella influenza che vi potrebbe far male, azziottirvi per sempre e/o portarvi a compiere gesti autolesionistici.
      Diteci, adesso: Ma senza la vostra presenza conme potremmo mai fare?
      Benissimo?

      Mah

      😀

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  6. Effettivamente l’importanza del capitolo è enorme. Primo ci permette di analizzare mary.
    Secondo ci permette di capire kate e come si muoverà (è autoritaria).
    Buon sabato milord, dalla partenope Capitale.

    Dudù

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    • lady Nadia

      In questo romanzo nessun corredo fotografico venne in contatto con la tematica, stessa, della trama.
      Accompagnammo i vari capoversi … a pelle, ma con una caratteristica: Le foto sono esclusivamente nostre e in bianco e nero (un formato che adoriamo sul serio).

      La maltesina che vedeste in effigie (è una signorina) non è nostra ma, comunque, per svariati motivi ci ritenemmo come un papino.
      Il suo nome è Bubba (o come, molto vezzosamente, in passato, la appellammo come Bubbarella chou chou).
      Dal carattere dolcissimo, decisamente umano, e piccola anagraficamente, si mosse con fare fanciullesco e gentile, sfondando il nostro cuore. Amorevole nel carattere e infinita nella bontà.
      Nell’immagine sembra sorridere, non è vero?
      Da imparare tutti.
      Ogni tanto ci manca, ma è in buone mani, quelle della sua mamma..

      La nostra piccola (nel senso di cagnolina), invece, si chiama “Mia” ed è un Epagneul Breton. Una bambina che, celandosi nella voglia di giocare, nasconde un sentimento che va oltre quello dei cosiddetti umani: onesto, disinteressato e pulito.
      Un amore bello e affettuosamente presente
      Abbiate le nostre cordialità e il nostro ringraziamento per l’interesse dimostrato.

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