Il Mondo Parallelo: Emma

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1Il cameriere aveva riservato il miglior tavolo della sala. Un mazzo di fiori contrastava vivacemente con il tovagliato bianco candido e sembrava emanare un profumo delicato. Tony era già seduto da qualche minuto quando Emma aveva varcato la soglia del grande salone.
Era elegante, slanciata, nel suo completo giacca e pantaloni, inoltre i folti capelli, lucidi e curati, sobbalzavano ad ogni suo passo, seguendo un ritmo perfetto. “Non credevo sarebbe venuto” disse ancora prima di sedersi “L’ho stupita vero? “fu la risposta di Tony.
Dopo i vari convenevoli Emma andò subito al punto “Mi ha detto di essere un ricercatore o sbaglio?” Tony corrugò la fronte “Veramente sono molto di più”. Lei inarcò il sopracciglio destro, in segno di disappunto, ma lui continuò quasi subito, spezzando il velo di sarcasmo colto negli occhi di quella affascinante creatura “Sono sicuro che questa conversazione cambierà per sempre la sua vita… perché ciò che sta tentando di sperimentare esiste già” Emma scoppiò in una risata talmente sonora che alcuni clienti del ristorante si voltarono indignati. “Ho capito! Ho buttato via solo del tempo venendo qui. Non esiste niente di quello che stiamo sperimentando, ho fatto ricerche in tutto il mondo e mi creda non so come faccia a dichiarare ciò che le mie orecchie hanno appena udito” Tony si versò da bere, quindi estrasse dal portafoglio un vecchio e rinsecchito documento d’identità “Cosa le sembra questo? “disse invitandola a consultarlo. Emma incuriosita lo prese, lesse i dati riportati e osservò la foto di Tony. “Mi sembra uno scherzo di cattivo gusto” rispose acida. Tony allora si fece serio “Perché non analizza il mio dna cercando di scoprire il motivo per cui non riesco ad invecchiare? “
Per un attimo restò in silenzio, dubbiosa, poi alzò il viso e raccolse il suo sguardo, i suoi occhi brillavano di una luce nuova “Dice sul serio? Non sta scherzando vero? “
“Mi esamini e scopra perché sono immutabile! Comincio ad essere stanco di nascondermi, di mentire e di rubare identità altrui per sopravvivere. Mi creda ciò che lei spera per l’umanità, ossia l’eternità, io la ritengo un incubo, il peggiore di tutti” Incredula, stupita ma anche curiosa chiese “Ma…che cosa le è successo?” il tono della sua voce risultò talmente esile da non sembrare neanche il suo “Non lo so. Questo è il punto. Al compimento dei quarantacinque anni nulla è più mutato in me. Il mio viso, i capelli, il mio corpo, il tono muscolare, l’energia sono sempre gli stessi. Nessun segno di deterioramento, nessuna malattia legata all’invecchiamento, ho perso il conto degli anni che ho!” Emma prese il documento “Dai suoi documenti risulta che lei ha esattamente 171 anni”

3Tony colse la nota di sarcasmo, quindi si alzò improvvisamente “Dottor Di Raimondo la prego, si sieda! E’ stato più forte di me! Mi perdoni se quello che dice è vero potremmo fissare delle sedute nel mio studio. Proverò a sottoporla a tutti gli esami possibili, qualcosa verrà fuori glielo prometto” rimediò, Tony la osservò tristemente, quindi strinse la mano che lei prontamente gli aveva allungato.
Quello fu l’inizio di una relazione che lo avrebbe segnato per sempre.
I primi test furono imprecisi e confusionari, ma in seguito Emma sintetizzò alcune proteine cercando di capire cosa fosse la sostanza presente nella maggior parte di esse, un composto sconosciuto che si trovava annidato in quasi tutte le cellule di Tony. Tale elemento si era replicato inverosimilmente più volte ed aveva proliferato in modo abnorme. “Non può essere” Continuava a ripetere le stesse parole ogniqualvolta riceveva i risultati dei test. “È come se una sostanza estranea fosse venuta in contatto con le tue cellule. So che sei nato in provetta, ma durante il concepimento deve essere successo qualcosa, come ha fatto questa sostanza sconosciuta a modificare il tuo dna?” a quella domanda Tony non sapeva rispondere, l’unico dubbio che martellava il suo cervello era dovuto a quello stramaledetto intervento. Secondo lui quella fiala di sperma probabilmente era stata inquinata da qualche sostanza chimica…finita per caso all’interno, senza che lo sperimentatore si fosse accorto. Ma erano soltanto…teorie senza fondamento, frutto di ragionamenti strampalati che durante gli anni gli avevano perforato la mente. Emma aveva perfino prodotto un piccolo vaccino e lo aveva sperimentato su alcune cavie, ma il risultato era stato addirittura letale. Le cavie erano invecchiate precocemente! Dalla sintesi di tutte le sostanze presenti in natura aveva scoperto che quegli strani composti, presentavano valori in percentuali completamente invertite. Era come se l’acqua, fatta di due atomi di idrogeno ed uno di ossigeno, fosse invece l’opposto. Era contro le leggi universali chimiche e naturali.
Impiegò quasi vent’anni tentando di risolvere tutte le variabili presenti, venti lunghi anni di ricerca, ma ricavò solo risultati deludenti. Pur di venirne a capo, abbandonò anche il famoso Progetto legato al Dott. Fiano, con il quale aveva rotto qualsiasi tipo di rapporto. Egli l’aveva sostituita in brevissimo tempo ed aveva proseguito da solo con altri collaboratori. Fu soltanto un grande business quello, basato su un farmaco assurdo che si rivelò fonte di numerosissime malattie del sistema neurologico. Molti pazienti sottoposti alla sperimentazione si ammalarono, ed in seguito, a causa delle numerose segnalazioni, iniziarono le denunce e si diede così inizio ad una delle più grosse cause legali di tutti i tempi.
Emma aveva deciso di trasferirsi nell’appartamento di Tony, spinta più che altro dall’attrazione che aveva iniziato a provare nei suoi confronti; lui ne fu molto felice.
Finalmente poteva raccontarle fatti legati al suo passato, con la massima naturalezza, descrivendo ogni minimo dettaglio, esaltando quel tempo con un impeto palpabile. Per lui era quello il suo vero ambiente, solo in quegli anni si era sentito veramente parte del ciclo vitale. Fu Emma a consigliarlo riguardo al suo lavoro. Avrebbe potuto diventare uno Storico, poiché sarebbe stato un testimone speciale, un custode della storia vissuta oltre che narrata.
Vissero anni felici, nacque un amore solido, duraturo e passionale, nonostante Emma avesse iniziato a sfiorire. La sua bellezza giovanile se n’era andata ma a Tony non importava, era abituato a convivere con il dramma della vecchiaia, che colpiva solo gli altri, quelli a lui cari. Poi arrivò quel giorno, spaventoso, orribile, che lo lasciò disarmato per sempre. Era un ricordo devastante di cui Tony non riusciva a liberarsi.
Emma aveva circa quarant’otto anni quando rimase incinta.

Era elettrizzata e sperava di portare a termine la gravidanza, nonostante i problemi di salute, che tale evento le aveva causato. Tony era seriamente preoccupato per le sue condizioni, infatti aveva pensato di rivolgersi ad un centro specializzato in Svizzera, adatto a curare la sua patologia. Emma soffriva di una forma rara di diabete che impediva al bambino di crescere normalmente, se non si fosse intervenuti per tempo, non sarebbe stata in grado di portare a termine la gravidanza. Tutto si svolse in pochissime settimane, Tony non riuscì nemmeno ad essere presente, dopo solo un giorno dal ricovero, alla ventisettesima settimana, Emma partorì. Fu chiamato dal primario ed informato della perdita del bambino, che era sopravvissuto solo due ore dopo il parto. A Emma non fu nemmeno fatto vedere, l’Ospedale si fece carico della sepoltura presso il Cimitero Locale del paese. Quando Tony arrivò sul posto ormai tutto si era svolto e Emma disperata, nonostante le sue insistenze non era riuscita né a vedere il piccolo e nemmeno a sapere dove era stato sepolto. A causa dello stato confusionario in cui riversava, fu ricoverata in una Clinica psichiatrica e ci rimase molto a lungo.
Passò più di un anno, quindi fu dimessa e finalmente fece ritorno a casa. Anche se presentava qualche disturbo della personalità, Emma aveva quasi recuperato il suo equilibrio. Aveva ripreso a lavorare al Centro Ricerche come volontaria e saltuariamente rifaceva nuovamente i testi sul dna di Tony.
Tutto sembrava essere ritornato al posto giusto, ma non era così.
Un giorno, uno dei tanti, Tony fece ritorno a casa. Entrato nell’appartamento aveva notato subito tacce di liquido riversato sul pavimento. Impensierito, era corso all’interno del laboratorio ed aveva visto una miriade di flaconi rovesciati per terra, con frammenti di vetro sparsi ovunque. “Emma!! Emma!” aveva urlato con quanto fiato gli rimaneva in gola.

Lei era per terra dietro all’enorme tavolo e grazie ad un fievole lamento Tony l’aveva localizzata.
Presentava diverse ecchimosi sul braccio sinistro ed un rigagnolo di sangue continuava a scorrerle in modo anomalo. Tony si era accorto che Emma non era in sé. L’aveva adagiata sul letto ed aveva pulito il suo braccio da tutto quel sangue. Ciò che prese forma nel suo cervello lo lasciò esterrefatto, incredulo, inorridito. “Cosa ti sei iniettata Emma! Emma! Emma! Rispondi! “ma lei non si riprese…mai. Il vaccino aveva già iniziato il suo inesorabile, irreversibile processo d’invecchiamento. Si era iniettata il liquido, sperando di vivere più a lungo ma, nonostante sapesse degli esiti sulle cavie, non si era data per vinta ed aveva agito su sé stessa! Era sempre stata convinta che il fallimento fosse legato al fatto che gli animali differivano completamente dall’uomo, ma fu a causa del suo stato psicologico alterato, che si convinse di essere in grado di risolvere il problema.

2Ci mise due mesi a morire, nel modo più atroce possibile.
Aveva 50 anni, ma sul letto di morte c’era una vecchia con lunghi capelli grigi, due occhi infossati ed una pelle rugosa, di una magrezza impressionante. Per Tony fu una sofferenza atroce, senza precedenti, che lo segnò per sempre.
Tolgo la rosa, ormai scolorita dalle intemperie, facendo spazio a quella nuova, splendida e abbagliante. “Per sempre amore mio!”. Ogni anno rinnovo la mia promessa, è il mio impegno, l’unico che ho. Mi alzo, tolgo la polvere bianca dei ciottoli, finita improvvisamente sul mio vestito, quindi mi volto e … un uomo, sconosciuto, mi sta guardando. “Il Signor Di Raimondo?” Non rispondo. Come fa a conoscermi? “Sono Roberto Vento, devo parlare con lei in privato!” Insospettito dallo strano tono mi difendo “Non la conosco e non capisco cosa voglia da me!” Quell’uomo si avvicina, tiene in mano un giornale come se fosse d’oro zecchino, lo apre e ripiega una parte con cura, quindi si avvicina ancora di più mostrandomi un articolo “Legga prego, il trafiletto in fondo!” Continuo a non capire. Scuoto la testa ma quello mi ficca l’articolo sotto il naso! La foto del primario cattura la mia attenzione! È un articolo, molto …molto vecchio. Parla di… feti di bambini nati prematuramente, trovati in una fossa comune. Il suicidio di quel medico viene spiegato accuratamente, come la maggior parte delle notizie macabre, che senza spiegazione catturano i media e la maggior parte della stampa. Un trafiletto mi coglie impreparato, un brivido atroce s’insedia nel mio corpo. Si parla di un plico, rinvenuto nella cantina, contenente una lista di nomi di bambini venduti. “Non capisco! Cosa vuole da me? ““La prego Dott. Di Raimondo, mi ascolti è molto importante che lei sappia!”. “Quella foto…il primario come si chiama?” la domanda mi esce inattesa “È uno svizzero, Peter Grunden “ora lo spasmo diventa insopportabile, mi piego dal male, io…conosco quell’uomo, ma poi resisto. Chi è costui davanti a me? Perché è venuto qui? “Cosa…deve dirmi?” la mia voce sembra uscire dall’oltretomba. “Devo parlare con lei, solo un minuto”. Mi riprendo e lo invito a seguirmi sulla mia auto. Quell’uomo si siede di fianco a me, mostrandomi la tessera magnetica d’investigazione privata. “Non si spaventi! È molto tempo che sto cercando un parente della defunta, quando ho visto lei sulla tomba “Lo guardo quasi sgomento, lui decide di continuare “Ho pensato che sicuramente ha qualche parentela con Emma Biancale, non è vero? “mi ha visto! Non posso mentire. “Si, perché?” “Abbiamo scoperto che il figlio che credeva morto è vivo e vegeto! “Avverto una sensazione di …paralisi al volto, la mia voce esce improvvisa “Cosa ha detto!” Quell’uomo mi racconta che in quella clinica svizzera vendevano i bambini prematuri, falsificandone la morte. I compratori, certe sedicenti associazioni clandestine, li vendevano a loro volta a privati per l’adozione. Pur essendo prematuri i bambini erano perfettamente sani, ma ai loro genitori si celava la verità, fingendo un finto decesso. Inoltre le madri venivano dichiarate psico-labili e solitamente allontanate ricoverandole in Cliniche Psichiatriche. Una macchinazione perfetta che aveva colpito miriadi di famiglie, tutte di alto tenore economico.

“Come ha fatto a trovarmi?” chiedo quasi con un sussurro, cercando di controllare l’impeto di terrore che sta risalendo nella mia testa

“Ho fatto qualche ricerca, evidentemente non può essere il marito, data l’età naturalmente, ma porta lo stesso cognome, pensavo fosse un parente!” cerco di calmarmi “Si” Ora i conti tornano e la montagna di menzogne diventa sempre di più insostenibile. “Non abbiamo però trovato…notizie sul marito, appunto, lei sa che fine ha fatto? “recito la stessa storia da molto tempo, non è difficile mentire “È morto in un incidente aereo. Viaggiava molto ed il corpo non fu mai trovato!” “Capisco “risponde l’investigatore “Le lascio il mio biglietto, nel caso voglia interessarsi della vicenda” lo spasmo mi abbandona, finalmente, ritrovo il controllo “Lei sa dove vive il figlio di Emma?” L’investigatore apre la portiera dell’auto, la sua espressione è da ‘vincitore’ “Venga domani alle cinque nel mio ufficio” mi porge la sua mano in cenno di saluto e se la squaglia. Dileguato, così come è apparso.

Emma ha un figlio!
Il mio!
D’un tratto ho un sussulto, Emma aveva ipotizzato che la mia “malattia” poteva anche essere trasmessa geneticamente, tuttavia non ne era sicura, anche se esisteva qualche possibilità. Il brivido inizia a percorrermi, mi manca il respiro! E se anche lui fosse come me?
Lascio il cimitero e percorro la strada come un pazzo. Un’idea inizia a tormentarmi. Devo far luce riguardo al periodo precedente la venuta di Emma, quando ho trascorso quel lungo periodo con Ninni, uno dei tanti carissimi amici ancora presenti nel mio cuore, che ho dovuto lasciare prima che trapelasse il mio segreto.

La chiave di ricerca del mio PC riconosce la parola “Ninni …” un mondo laterale, quasi un “mondo accanto” inizia a prendere corpo.
Ma la risposta non è quella che aspettavo.

Un fischio acuto seguito da tantissimi, interminabili e dolorosi fischi brevi: la mia radio sveglia.
Svegliati Ninni, svegliati.
Questo è soltanto un incubo!
E’ finita, per fortuna.
E’ finita!
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46 pensieri su “Il Mondo Parallelo: Emma

  1. Struggente e pieno d’amore e disperazione.
    Tu sai far sognare sul serio milord.
    Bella questa vena letteraria.
    dai dai…
    🙂

    Sembra che tu stia dando avanti una scommessa con te stesso.

    Bello e affascinante.
    Ciao

    🙂

    Eleonora

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  2. Il tema della maledetta immortalità.
    Quella a cui aspirano tutti: diventare immortali, i figli di Dio. Essere sempre presenti ed esenti da malattie.
    Esserci belli come il sole, esserci comunque.
    Ci si dimentica però che si rimane soli.
    Vuoti dentro, senza più amore.
    Vuoti senza nessuno.
    Vuoti e soli a soffrire vedendo morire tutto quello che ti sta attorno. E tutto è morte, e tutto è dolore
    un tema che ami molto mio signore.
    Bella questa tua vena artistica.

    una carezza e un bacio leggero.
    Ciao

    Lilly

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  3. Cazzo e minchia, ma ti sembra questo il modo di stringermi il cuore con una storia che mi ha angosciata?
    A morte, mi hai fatta a pezzi, angosciata proprio.
    Signur!
    Ma sei bravo, eccome se sei bravo. Comunque tutte le storie (ma non so con te, mi sembri un marziano) hanno uno spunto, un abbrivo.
    Tremavo per Emma, me la stringevo sul cuore, stavo morendo appresso a lei.
    Eccheccazzo!

    Un bacio mio signore d’un tesoro che non sei altro.
    🙂

    Brutto che mi hai fatto drizzare i capelli … e sono fresca di parrucchiere.
    Brutto!

    🙂

    Bacetto sul nasino.

    🙂

    lamanuchesieraimpauritamaorasièripresa

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  4. Un racconto stilisticamente perfetto, che scivola e si legge in un attimo, avvolgendoti. Complimenti, Lord!
    I temi da incubo qui presenti sono molteplici e spaziano dall’ossessione dell’immortalità alla paura del distacco, dall’accanimento scientifico a ciò cui la stessa scienza potrebbe arrivare, dal cinismo delle cliniche private alla disperata ricerca di un figlio rubato e perso e anche, e non ultimo…. dall’avere una compagna come Emma, innamorata sì, ma anche fissata, tematica, invidiosa e vittima di se stessa, del suo lavoro e della sua voglia di eterna gioventù e di disperata maternità.
    Tutte strade che si sa dove iniziano ma non si sa dove potranno condurre.
    Cordialità,
    Marirò

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    • Marirò

      la vostra generosità sta assumendo contorni leggendari, mia signora.
      Focalizzaste, immediatamente, gli argomenti pricipali di questa piccola resocontazione.
      L’uomo desidera, sempre, l’irraggiungibile (proprio perché irraggiungibile) nulla paventando sui pericoli per la propria mente, vita e mondo circostante.
      Un incubo proprio.
      Strade pericolosamente allettanti.
      Strade la cui fine è asperrima e lontana.

      Vi inviammo un caro saluto alla Sicilia e le nostre cordialità più radiose e sentite.

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  5. Un buon brano, sede dei paradossi della vita.
    Tutto quello che un uomo può desiderare, un figlio, l’eternità, si rivelano un incubo odioso.
    Una situazione insostenibile.
    La leggo prolifico e soprattutto con moltissima qualità.

    Grazie
    Buona serata

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    • Amedeo d’A,

      la gringrazio don Amedeo sia per la pazienza di leggermi, sia per le espressioni sempre generose e benevole.
      Provammo ad esternare qualche dubbio esistenziale … se ci riuscimmo, allora lo scopo fu raggiunto con ampia e reciproca soddisfazione.
      Abbiate una splendida serata

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  6. hai una penna dannatamente bella e brillante.
    Una potenza narrativa da fare venire i brividi che mi sono venuti.
    Eccome.
    Un racconto che, per il tema affrontato, meriterebbe un approfondimento enorme.
    me lo sono chiesta un miliardo di volte, ma come ci riesci?
    Domenica il primo capitolo del nuovo romanzo, l’altro ieri la Vindicta, oggi l’incubo.
    Tremo!

    Bacettissimi milordissimo

    Your Helen

    🙂

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    • Elena Simonin

      Voi, mia signora, non immaginate il potervi leggere allegra.
      Bastò soltanto questo per darci conforto e soddisfazione.
      Abbiate una splendita serata e grazie
      (tremate, tremate …)
      🙂

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  7. Una rivelazione agghiacciante per il protagonista.
    Se un parto avviene “in emergenza” ed il figlio appena venuto alla luce venisse allontanato di corsa? Si, certamente plausibile. ( anche il contrario: per non ammettere di aver sbagliato un parto avere pronta una ” sostituzione”?)
    Molto meno fantascientifico dell’uomo che non invecchia… tuttavia siamo “prossimi” anche a questo…chissà, forse tra un centinaio di anni! Speriamo senza conseguenze… mi sovviene il film “La morte ti fa bella”, demenziale ma tutto da meditare anche confrontandolo con la chirurgia estetica.
    E invece… ho stentato a comprendere bene il finale.
    Buona serata!

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    • lady Nadia

      I mali del nostro tempo non sono sottolineati dalla degradazione sociale. Anche i temi da voi affrontati e da noi accennati portano e comportano un disagio grave.
      Quelli da noi accennati, nelle more dell’incubo, sono disagi indotti.
      Mentre quelli sociali nascono dal quotidiano e dal degrado non voluto, quest’altro tipo rinviene da una aberrazione a tavolino per fini e scopi di lucro.
      Unico motore che muove questo triste pianeta.
      Quanti omicidi in nome del profitto.

      Il finale, mia signora è la prosecuzione “abbastanza naturale” di tutto questo (almeno è auspicabile): tutto era un incubo, con il brusco risveglio e la troncatura immediata della storia.
      Almeno questa volta fu un incubo, nella speranza che non accada mai quanto paventato in quelle righe.
      Abbiate le nostre cordialità

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      • Oggi mi sono imbattuta in una serie televisiva: “doctor who” e, non so perchè, ho pensato ai suoi romanzi di questi ultimi tempi. E’ un po’ datata, certo, ma scommetto che sia di suo gradimento. Indovinato?

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      • lady Nadia

        Voi ci confondete con la vostra gentilezza e attenzioni al nostro indirizzo.
        Vi risponderemo.
        Doctor Who, non è esattamente uno dei personaggi o filoni che amammo. Lo reputammo, molto, frivolo.
        Vedete noi siamo, fummo e probabilmente saremo maniacalmente e irresistibilmente attirati dalla fantascienza … introspettica. Ovvero tutto quello che, esulando fa una attualità reale, porti ad un paradosso per tornare alla realtà … o rimanere al paradosso.
        L’esempio perfettamente calzante lo si potrebbe definire con quel “capolavoro” che fu Predestination, ovvero quel libro, ma molto più intelligentemente quel film di cui parlammo un po’ di tempo fa.
        Nella fantascienza, ovvero opera di fantasia, ma aderente ai rigorosissimi binari della scienza, si può fare, praticamente, tutto con l’unica regola che il tutto sia coerente con le elementari regole che segnano la vita sociale e fisica del mondo animale.
        Nella fantascienza, per esempio, la ‘macchina del tempo’ è già stata creata, ma con una limitazione estrema. Tutti si può andare in avanti, a patto che nessuno torni indietro. Il perché è presto detto. Il fatto di precorrere non modifica il passato, bensì il futuro. Se, però, dal futuro si dovesse tornare indietro, ecco che quel passato sarebbe, immediatamente, modificato. Probabilmente quella modifica temporale potrebbe non permettere a mio padre o mia madre di incontrarsi e dunque a noi di nascere.
        In Predestination, con una intelligenza sublime, ogni soggetto che va e ritorna dal futuro, è, invece, un soggetto singolo che agisce in nome e per conto di se stesso verso un altro se stesso.
        Interessante molto.
        Interessante in quanto ci dimostra che, tutto quello che potrebbe essere un racconto, ha un solo limite: la macchina fisica per viaggiare (la custodia del violino) e che, invece, quella storia – escludendo unicamente il macchinario – potrebbe svolgersi benissimo.
        La madre era madre della bambina, che era la ragazza e che era lui, il capo dei servizi, il terrorista, ecc. ecc.
        La matrice era una soltanto.
        Ecco, le discussioni a carattere filosofico, le situazioni paradossali, ma che hanno una sintesi reale, sono il nostro tallone d’Achille. Ci affascinano fino all’inverosimile.
        Belli, per esempio, furono le storie dei vari Terminator che tornavano del futuro, verso il passato, per ri-modificare il futuro.
        Ma la variabile si dimostrava sempre più grande e nel giro di qualche lustro, addirittura, si modificava radicalmente la storia umana-

        L’esercito delle dodici scimmie, Total recall, (sotto certi aspetti Blade runner che amiamo come pellicola e che offre un’ulteriore possibilità di maturazione della nostra società, nelle sue scelte, mostrandoci cosa e come potremmo divenire in futuro).

        La nostra fantascianza, mia signora, è molto umana.
        Ma adesso che ci coinvolgeste, ci pungerebbe il fatto di scrivere, giusto per voi, l’antefatto di questa nuova corrente che creammo, ovvero, quella de’ “Il mondo parallelo” (che segue quella de’ Il mondo accanto).
        Chissà.
        Chissà che, a questo povero milord, non prudano le mani e prima del secondo capitolo di “U-Boot” di domenica non arrivi l’antefatto de’ “Il mondo parallelo”.

        Chissà…
        Grazie per la vostra attenzione e buona notte a voi

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      • Io devo ringraziarti perché se non avessi parlato del “Doctor Who” molto probabilmente non avremmo il secondo episodio di “Il Mondo Parallelo”.
        Quando nacque “Il Mondo Accanto”, che diventò un best seller per l’argomento trattato, unalettrice e parliamo di circa sei-otto anni fa, una certa Viola, disse una cosa simile, proprio parlando di Doctor Who che a più riprese capimmo essere profondamente detestato dal Milord.

        ah ah ah
        devo ringraziarti proprio.
        Non avrei mai saputo come fare…
        Ah ah ah

        🙂
        Ciao

        🙂

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  8. Un incubo che si rivela tale solamente con le battute finali di quanto avete scritto Lord Ninni.
    Sinceramente la storia mi ha talmente coinvolta che mai e poi mai avrei pensato ad un incubo. Tutta presa dal non invecchiamento di Tony, dal fortissimo amore di Emma che pur di rimanere con lui si inietta il siero che la porta alla morte precoce e quel bambino creduto morto ma invece vivo hanno assorbito tutta la mia attenzione, per poi risvegliarmi con il finale che svela l’incubo.
    Complimenti Lord Ninni, sempre alla grande.
    Ossequi, Patrizia

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    • lady Patrizia

      Già, riuscimmo a rendere accettabile e benvenuto, un incubo.
      L’angoscia e la mortificazione della persona che, costretta a subire quanto descritto sono gravi e tremendi per un essere umano.
      Fortuna si trattò di un incubo.
      Un incubo? Questa volta fu così, ma per le altre volte, nel delirio di onnipotenza e di Eternità che ognuno conserva e serba, l’incubo non si presenta più.
      Lo si vive …
      Sempre appropriata mia signora.
      Cordialità

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