In nome di Dio

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Sul Tamigi la nebbia del mattino si andava diradando quando sotto il Ponte dei Frati Neri, a Londra, fu rinvenuto il cadavere di un uomo ben vestito appeso a un’impalcatura con una fune attorno al collo. Era il 17 giugno 1982. L’orologio al polso del morto era fermo e segnava l’una e cinquantasei.
Inizialmente la polizia britannica pensò a un suicidio, scegliendo accuratamente la più improbabile di tutte le ipotesi: l’uomo aveva le tasche piene di mattoni e aveva con sé quindicimila dollari statunitensi in banconote usate. Si scoprì presto che il presunto suicida non era inglese ma un uomo di nazionalità italiana, e non un italiano qualsiasi, bensì quello più ricercato in quei giorni. Per un’intervista con quest’uomo, i giornalisti avrebbero venduto l’anima.
Troppo tardi: sotto il Blackfriars Bridge era sospeso il corpo del bancarottiere miliardario Roberto Calvi, che per gli stretti legami con il Vaticano era stato soprannominato “Banchiere di Dio”. Salutandola, un paio di giorni prima, aveva lasciato intendere alla figlia che se lui avesse deposto, il papa si sarebbe dovuto dimettere. E non soltanto quello, aveva aggiunto: se anche i preti avessero venduto tutta la Basilica di San Pietro, non sarebbe ancora stato sufficiente per rimediare alla crisi finanziaria che avrebbe colpito il Vaticano in seguito alle sue dichiarazioni.

Dal suo punto di vista, Scotland Yard aveva ottime ragioni per supporre che l’italiano si fosse tolto la vita per i problemi provocati dal fallimento del suo Banco Ambrosiano. Se questa ipotesi era quella giusta, allora la segretaria di Calvi si era suicidata anch’essa, quando qualche ora dopo la morte del suo capo era precipitata dalla finestra di un ufficio di Milano: o era stata buttata giù? E anche l’uomo successivamente sospettato dell’omicidio di Calvi, Sergio Vaccari, doveva sicuramente essersi sfondato il cranio da solo nel suo appartamento di Londra e poi essersi inferto di propria mano le coltellate che ne avevano provocato la morte. Il secondo sospetto, Vincenzo Casillo, avrebbe inscenato il proprio “suicidio” con un certo dispendio di mezzi, facendosi saltare in aria a Roma a bordo di un’autobomba. Senza dimenticare il riciclatore di denaro sporco e mafioso, Michele Sindona, che mentre si trovava in carcere aveva bevuto un caffè al cianuro per pura voglia di vivere e di parlare e con il solo desiderio di sciogliersi un po’ la lingua.

E la lista dei “suicidi” legati a questo caso non finisce certo qui; lo scandalo che ne seguì scosse la politica italiana fin nelle fondamenta. Riuniva in sé tutto ciò che un romanziere avrebbe potuto desiderare per creare una storia avvincente: il Vaticano, da sempre luogo per eccellenza di segreti e di imperscrutabili sette; la loggia massonica segreta (deviata e non riconosciuta dalla Massoneria ufficiale) Propaganda Due o P2, che si accingeva a prendere il potere e si era già infiltrata nella società democratica dell’Italia del dopoguerra con la complicità della mafia; un papa scomodo, Giovanni Paolo I, morto dopo soli trentatré giorni dalla sua ascesa al soglio pontificio in circostanze a tutt’oggi poco chiare. E poi suicidi e incidenti misteriosi a bizzeffe nella buona e meno buona società… e un paese che apparentemente rischiava di sprofondare nel terrore di società segrete di destra e di sinistra.
L’enigmatica morte nel 1972 dell’eccentrico editore Giangiacomo Feltrinelli, che stando alle apparenze era saltato in aria sotto un traliccio dell’alta tensione, e l’assassinio del democristiano Aldo Moro nel 1978 a opera delle Brigate Rosse riflettono la difficile situazione della società italiana negli anni Settanta e Ottanta.
È vero, tutto questo risale a tanto tempo fa, e da allora molto è stato scritto e congetturato senza che in realtà sia stato possibile spiegare o men che meno chiarire granché. Ma la nostra epoca più recente dimostra quanto questo apparente passato sia, in realtà attuale, carico di conseguenze e non così superato.

Cosa ne pensate?

In attesa di mercoledì!
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34 pensieri su “In nome di Dio

  1. Eccoti al lavoro con la tua consueta verve, caro Ninni. E devo dirti che sei stato, anche, molto bravo a sintetizzare in un modo così elegante, gli avvenimenti che citi.
    Cosa ne penso dici?

    Che nulla è terminato,né valutato, né finito.
    Viviamo nella continua evoluzione di ciò che è male, alla ricerca sempre, di nuovi spazi da distruggere con la corruzione.

    Hai centrato con u colpo fortssimo di balestra.

    Bacio

    lamanuincazzata

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    • Avete colpito nel segno, mia signora.
      DOVE C’È FUMO NON PUÒ NON ESSERCI UN FUOCO
      Il 6 ottobre 2005, a Roma, ebbe inizio il processo contro il boss mafioso Pippo Calò e altre quattro persone, fra cui due austriaci – udite udite! – accusati dell’omicidio di Roberto Calvi.
      Erano passati più di vent’anni dall’assassinio del “Banchiere di Dio”.

      E …

      🙂

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  2. ahia, mi piacciono i suicidi che hai descritto.
    Il più bello è quello di Sergio Vaccari che prima si è sfondato il cranio a martellate e dopo si è inferto una serie di coltellate.
    Cosa fa fare la disperazione ….
    Ahahahahhhaaahahaahahahahahahahaha

    😀

    Ciaooo
    Dalla partenope Capitale

    Dudù

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    • Alla fine, gli italiani avevano avocato a sé l’inchiesta e avevano riesumato il cadavere di Calvi già nel 1992, e l’analisi del medico legale aveva portato all’unica conclusione possibile, cioè che il banchiere era stato effettivamente ucciso.

      😉

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    • Occorsero ancora molti anni prima dell’inizio del processo, perché poteri molto influenti continuavano a frapporre ostacoli sulla strada degli inquirenti.
      Tra questi, il principale era senza dubbio quello rappresentato dal democristiano Giulio Andreotti, ex capo del governo e Ministro degli Esteri.

      😉

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    • Ok, mia signora, allora dico io.

      Il processo contro Pippo Calò che, appena aperto, fu subito aggiornato, avrebbe finalmente dovuto chiarire le circostanze che avevano portato all’assassinio di Calvi.
      Sicuramente sarebbe stato difficile districarsi nel fitto intreccio dei rapporti intessuti nel corso di lunghi anni fra il Vaticano, la P2 e i servizi segreti italiani.
      E fra i membri della P2, a voler credere all’elenco degli appartenenti alla loggia abusiva e segreta resi pubblici, si contava un uomo a cui, fino a non molto tempo fa, erano affidate le sorti dell’Italia, Silvio Berlusconi.

      Beh …

      Grazie 🙂

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  3. C’é del marcio in Danimarca, diceva Amlet, ma non sapeva cosa covava (o meglio si nascondeva) in Italia.
    Non siamo messi male, milord, ma peggio.
    E la cosa non mi consola.
    Certo che se dovessi scegliere su come praticarmi il suicidio, sta pur tranquillo che prendermi a martellate sarebbe l’ultima cosa a cui penserei.

    Ma siamo in Italia, che significa che tutto può succedere.
    Anzi di più.

    Ciao milord, ti abbraccio

    Lilly

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    • Cara Lilly,

      viene da chiedersi se dietro all’ex primo ministro si celi una rete sociale nata dalla cara vecchia P2.
      Non si può non ripensare a un vero e proprio scandalo finanziario: nel gennaio 2006, il governatore della Banca d’Italia è stato costretto a dimettersi in via precauzionale, ma facendo tesoro dell’esperienza del passato, non sembra avere la minima intenzione di riparare a Londra.
      Inoltre, occorre ancora aggiungere un avvenimento bizzarro strettamente correlato a questi accadimenti di vent’anni or sono, sebbene quasi nessuno lo abbia messo in relazione con la faccenda della P2 e con l’assassinio di Calvi.

      Che dici?

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      • P2 e assassinio di Calvi.
        Come dici tu, andiamoci piano. Cosa abbiamo come riferimento?
        Un omicidio/suicidio e la concomitanza di fattori multipli. Calvi aveva un motivo per suicidarsi e tremila per rimanere vivo. Aveva armi pe inchiodare il Vaticano in una serie di situazioni che erano inimmaginabili.
        Poi, diciamocela tutta: Lo IOR di Marcinkus non facendo fede (e onore aggiungerei io) alla lettera fidejussoria del Vaticano per mille e cinquecento milioni di dollari a garanzia di una opzione, abanzata appunto, dallo IoR e che aveva come pagatore il Banco Ambrosiano,ma versione Overseas, decretòl il salto in aria della banca stessa (quella Overseas) che vollero, perforza, far saltare per aria completamente.
        Quella negazione di onore, dell’atto fidejussorio confermato, da parte dello IOR fu immediatamente con riscossione a pronti, una mossa pilatesca.
        lavandosene le mani, Calvi rimase con un pugno di mosche. Costretto a pagare immediatamente, mise i serio pericolo la Banca come si è visto.
        In un secoindo tempo, però, in un rigurgito di dignità, minacciò la curia di rendere noti e praticare un hot spot sul Canada, in oro, proprio sul Vaticano, con penali per circa tremila milioni di dollari e per un totale, in cash, da pagare di circa quattromila/quattromilacinquecento milioni di dollari da parte del Vaticano.

        Almeno questi sono i dati che ho letto nella “tua” cartella qua.
        Quindi, se due più due fa quattro, di cosa parliamo? Chi sarà mai stato il mandante di quel “suicidio” farsa?
        Affrontare il tema delle Sette Segrete, ovvero l’Opera oppure la P2, e analizzare tutte quelle Sette che sono via via nate da un bisogno “settario” a discapito di altri.
        Entrare in quel merito, Ninni, come sempre dici, sarebbe bello e presente e magari da approfondire.
        Calvi apparteneva alla setta dell’Opus Dei, schiavo e succube del Papa e dei Cardinali prelati (Come Bergoglio il gesuita che è uno dei capi dell’Opera o Opus Dei, che dir si voglia).
        Interessante sarebbe parlarne di queste sette.

        Poi dicono che sei un mangiapreti?
        Un bacio mio signore e ancora..
        Ciao, ti stringo forte forte.

        Lilly

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      • Lilly

        Non si può parlare di sette segrete senza addentrarsi nelle teorie complottiste, perché le società segrete prestano effettivamente il fianco a sospetti e insinuazioni.

        Attenzione, si deve fare un distinguo!
        Le teorie complottiste seguono sempre lo stesso modello: prima di tutto si afferma che un determinato gruppo di persone è responsabile di un dato avvenimento. Poi si dice che l’avvenimento in questione non è che l’espressione visibile di un progetto cospiratore assai più ampio che questa gente persegue in segreto,
        E come terza e determinante illazione, si aggiunge che gli obiettivi di questo gruppo sarebbero in contrapposizione con il benessere dell’umanità.
        Tu capisci, Lilly, che ci si deve salvaguardare da questi cialtroni che fanno tutto quersto per vivere alla ribalta e conquistarsi un posticino da eroi.
        Infatti, i sigg. complottisti pervengono allo stesso, solito, risultato:
        che i presunti cospiratori sarebbero responsabili di tutti i mali, dalle carestie alle sconfitte in guerra.
        Accusare qualcuno di ordire un complotto è facile ed efficace.
        Come si potrebbe mai smentire un complotto che in ogni caso rifugge comunque la comprensione del pubblico e per sua natura si svolge in segreto?
        Ogni smentita si trasforma, ancora prima di essere formulata, in una negazione, e la negazione a sua volta è la prova migliore che vi è effettivamente qualcosa che non si vuole confessare, o meglio ancora che si vuole sconfessare, e cioè la congiura: chi nega di prendere parte a un complotto ne conferma per ciò stesso l’esistenza.
        E di fatti travisati a sostegno della propria tesi se ne trovano sempre.
        Perciò figurati!Bisogna mettersi ben bene d’accordo sui precisi significati delle “Sette e delle Società Riservate”.
        Che dici? Se non ci si nmette d’accordo rischiamo di “infettare” il calderone a tutto beneficio dei soliti catastrifismi.
        Per piacere non provochiamo ulteriori mismatch, almeno qua dentro.
        Ho sempre invitato all’analisi serena e che analisi serena sia.
        Ti ringrazio biondina.

        🙂

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  4. Che il Vaticano nasconda segreti, dalla notte dei tempi, questo penso non sia una novità. Oggi non so, ma se è vero che la Storia si ripete, i misteri che non sono venuti a galla – e che con tutta probabilità mai verranno a galla – sono attualità su cui noialtri possiamo solo tentare di indovinare. Se qualcuno riuscisse davvero a portare alla luce i segreti della Chiesa, sì, c’è la seria possibilità che questa crolli, non dico come un castello di carte ma quasi. Ma d’altro canto, quale religione organizzata non ha i suoi propri segreti?
    Feltrinelli era un personaggio strano, sopra le righe ma anche dentro, per cui è possibile che sia saltato in aria per un mero incidente. All’interno del Vaticano si sono consumati i più efferati delitti, si è dato corso a trame oscure che in parte, dopo secoli, solo oggi ne sappiamo qualcosa, non penso dunque che così, dall’oggi al domani, il Vaticano possa crollare, questo perché chi tentasse un simile azzardo poco ma sicuro che domani farebbe la fine di Roberto Calvi. Neanche lo scandalo Vatileaks è riuscito a scalfire il potere del Vaticano.

    Oggi la Storia si sta ripetendo? Per certi versi sì, ma or come ora abbiamo troppi elementi per capire e soprattutto per dire se domani il Vaticano potrebbe cadere. Temo però che se dovesse cadere non si starebbe meglio, cadrebbe infatti anche la cultura Occidentale. Par brutto dirlo, ma non è auspicabile per l’Occidente che il Vaticano cada.

    Un forte abbraccio, caro Amico.

    beppe

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    • Caro Beppe,

      Vuoi il Vaticano? Bene e il Vaticano sia.
      Stando alle testimonianze, il 4 maggio 1998, poco dopo le nove di sera, nella caserma della Guardia Svizzera attigua alla porta di Sant’Anna della Città del Vaticano, nell’appartamento di servizio del comandante della Guardia, Alois Estermann, una suora trovò morti lo stesso comandante, la moglie di lui e il vicecaporale. Tutti e tre erano evidentemente stati uccisi a colpi di pistola.
      Te lo ricordi il fatto?
      Bene.

      Poco dopo che i fatti furono resi noti, Joaquín Navarro-Valls, portavoce vaticano e membro, con prelatura laica (è una specie di Carinale laico, con onori e dignità, ma laico e con i medesimi poteri) dell’Opus Dei, raggiunse la scena del crimine.
      Già i suoi primi atti suscitarono sconcerto e irritazione: da una parte tenne con fermezza le autorità investigative italiane fuori dall’inchiesta, sebbene il Vaticano non disponga di un proprio corpo di polizia. Dall’altra, e in un certo senso di conseguenza, già quella stessa sera estrasse dal cilindro la versione ufficiale del duplice o triplice omicidio: presumibilmente il vicecaporale aveva ucciso il suo capo e la moglie in una sorta di attacco di follia o in un raptus omicida, perché Estermann lo aveva umiliato e lo aveva degradato; poi, dopo il duplice omicidio aveva rivolto la pistola contro se stesso e aveva premuto il grilletto.
      Incredibile

      Questa versione ufficiale venne poco dopo contraddetta in un manifesto pubblicato da un editore italiano.
      Era stato redatto da un gruppo anonimo di dipendenti del Vaticano che nella migliore tradizione delle sette segrete si firmavano “Discepoli di verità”.
      Già.

      Ti abbraccio, caro Beppe, ciao.

      Ninni

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  5. Scusa, Ninni, ma la continuo io se permetti e permette Giuseppe Iannozzi.
    Dunque, mi riallaccio al discorso dei “Discepoli di verità”.

    Nel loro manifesto, che ha sollevato non pochi dubbi, rendevano noto che, a quanto pareva, all’interno delle sacre mura i rapporti non erano poi così idilliaci e asserivano di voler portare alla luce la verità.
    Stando alle affermazioni dei Discepoli di verità, gli omicidi sarebbero stati il frutto di sfrenate rivalità, uno spiacevole incidente verificatosi nel corso di un’implacabile lotta di potere interna al Vaticano, e precisamente una lotta fra i membri di quella Massoneria parallela e deviata e gli iscritti all’Opus Dei.

    Ciao
    (Congratulazioni per il pezzo)

    Vale

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    • beh, Vale, ne vogliamo parlare?

      Dunque, fin dallo scandalo seguito alla bancarotta del Banco Ambrosiano e alla misteriosa morte di Roberto Calvi, è certo che negli anni Settanta e Ottanta esistesse per lo meno a livello economico uno stretto legame fra il Vaticano e la P2. Ma questi legami si limitavano davvero al solo piano economico?

      Per quanto lo scandalo di Calvi abbia avuto ripercussioni catastrofiche sull’opinione pubblica, in Vaticano erano consapevoli di essersela cavata relativamente a buon mercato.
      Era chiaro che in questa circostanza avevano avuto più fortuna che buon senso, e di tutto questo dovevano ringraziare gli appoggi affidabili su cui potevano contare fra tutte le autorità dello stato e negli uffici più importanti della politica.

      Era suonata l’ora di una setta segreta cattolica che da quel momento in poi avrebbe preso sempre più piede in Vaticano.

      La spagnola Opus Dei (opera di Dio, sa setta di cui parlo) godeva di ottimi contatti con il mondo dell’economia, e pertanto era in grado di offrire servizi di prima qualità nelle sempre spinose questioni finanziarie.
      Questa organizzazione trovò un intermediario importante nel nuovo papa, Giovanni Paolo II il polacco, che iniziò a sostenerla in un modo che suscitò scalpore.
      Dal manifesto dei “Discepoli di verità” si evince che nel Vaticano si sono infiltrate due società segrete, quella della P2 e l’Opus Dei.
      Avevi qualche dubbio? Grazie per avere acceso la miccia.

      Ciao.

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  6. Certo che, così, si solleva un polverone enorme, amico mio.
    Le connessioni, interdipendenti tra società segrete e Vaticano (società che sfruttano sodalizi strani e che rimangono unite da un patto, un giuramento) sono enormi.
    Un bel pezzo? Sì, siocuramente, ma lo vedo più che altro come una bella provocazione.
    Ciao

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  7. L’Italia degli scandali che non demorde.
    L’italia delle “manovrine” e dell’arraffiamo tutto finché si può. Non se ne esce, caro Ninni.
    Il rottamatore si è rivelato per quello che è: un colpo (malamente dato) al cerchio e uno (assestato benissimo) alla botte.
    Mah.
    I mali d’Italia, Vaticano compreso ( è inutile girarci:Il Vaticano, almeno in Italia, è una cancrena) sono gravi proprio.
    Ciao e buongiorno

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  8. Una manna dal cielo per chi vorrebbe iniziare a capirne qualcosa.
    Una vera manna milord.
    Infatti mi piacerebbe tantissimo approfondire, ma sarà il caso?
    Sotto alcuni aspetti questi sono argomenti che sono stati analizzati dai più e mistificati a dovere.
    Diciamo che mi fiderei, un po’ di più, dei vostri pareri che quelli degli altri che si sentono asserviti.
    Ma tant’é.

    Buona giornata mio signore

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