Punti di Vista

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PDV

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I bambini erano sempre particolarmente ubbidienti il mese di giugno, specie quando si avvicinava il quattordici. Era in quel giorno che la grande astronave argentea, che trasportava lo zoo interplanetario del professor Janus, scendeva per la sua visita annuale all’area di Milano.
Già prima dell’alba una gran folla era raccolta davanti allo spazioporto, formando lunghe file di grandi e piccini, ciascuno con il suo Iteuro (Euro italiano, ndr) stretto in mano, in attesa di scoprire che stravaganti creature avrebbe quell’anno portato il professore.
Negli anni precedenti erano andati in estasi davanti alle creature con tre gambe di Venere, agli alti, sottili indigeni di Marte, e persino a certi orribili esseri sauriformi, provenienti da un mondo più remoto. Quell’anno, quando il grande scafo rotondo si posò dolcemente al suolo, nell’enorme area di posteggio appena fuori Milano, tutti tennero gli occhi fissi, pieni di timore reverenziale, finché le fiancate scorsero lentamente verso l’alto, rivelando le gabbie ormai familiari. Dietro le sbarre s’intravedevano esseri da incubo: piccoli animali vagamente simili a cavalli, che si muovevano con gesti rapidi e scattanti e cinguettavano incessantemente tra loro con suoni acuti. Gli abitanti della Terra si addensarono tutt’intorno, mentre l’equipaggio della nave raccoglieva rapidamente gli Iteuro. Subito dopo apparve il buon professor Janus in persona, con la cappa multicolore e il cilindro. — Popoli della Terra — gridò nel microfono.
La folla ammutolì e il professore riprese: — Popoli della Terra, quest’anno assisterete a un vero spettacolo sempre al prezzo di un solo Iteuro: il popolo ancora quasi sconosciuto dei Ragnocani di Krel, trasportato fin qui per voi attraverso milioni di chilometri di spazio e con grandi spese. Avvicinatevi, guardateli, studiateli, ascoltateli, parlate di loro ai vostri amici. Ma in fretta, più in fretta che potete! La mia nave può restare qui soltanto sei ore!
E la folla sfilò lentamente, affascinata e inorridita da quelle strane creature che sembravano cani, ma si arrampicavano per le pareti e il soffitto delle gabbie come ragni. — Questo vale sicuramente un Iteuro — osservò uno, correndo via a tutta birra. — Vado a casa a prendere mia moglie. Non deve perdersi lo spettacolo!
Per tutta la mattina la scena si ripeté sempre uguale, e oltre diecimila persone sfilarono davanti alle sbarre delle gabbie incassate nel fianco dell’astronave. Quindi, appena scoccato il termine delle sei ore, il professor Janus prese ancora in mano il microfono: — Amici, ora dobbiamo andare; ma ritorneremo l’anno prossimo alla stessa data e alla stessa ora. Se quest’anno vi è piaciuto il nostro zoo, telefonate per raccontarlo ai vostri amici delle altre città. Atterreremo domani a New York, la settimana prossima a Londra, poi a Parigi, Milordia, Hong Kong e Tokio. E poi via, per altri mondi!
Agitò le mani in segno di saluto e, quando l’astronave si alzò dal suolo, i cittadini della Terra convennero che quello era il migliore zoo mai visto…

Circa due mesi e tre pianeti dopo, l’argentea astronave del professor Janus scese finalmente tra le frastagliate rocce di Krel, e le strane creature uscirono frettolosamente dalle gabbie. Il professor Janus le aspettava fuori per un breve discorso di commiato, dopodiché i Ragnocani caracollarono via in mille direzioni, verso le loro case tra le rocce.
In una di quelle, la femmina esultò vedendo apparire il suo compagno e il figlio. Balbettò un saluto nella strana lingua e corse ad abbracciarli. — Quanto tempo siete stati via! Vi siete divertiti?
Il maschio annuì. — Il piccolo specialmente è rimasto incantato. Abbiamo visitato otto mondi e visto le cose più strane.
Il piccolo in questione corse su e giù per le pareti della caverna. — Il posto chiamato Terra era il più straordinario. Gli indigeni indossavano coperture sulla pelle e camminavano su due gambe.
— Ma non era pericoloso? — chiese la femmina.
— Ma no — spiegò il maschio. — C’erano robuste sbarre per proteggerci, e siamo rimasti sempre sulla nave. La prossima volta devi venire anche tu. Vale sicuramente i diciannove Dukos del biglietto.
E il piccolo convenne: — È stato il miglior zoo che abbia mai visto…

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34 pensieri su “Punti di Vista

  1. Già. Ma è geniale. Ci avevo credutoooo.
    🙂

    Una storia di fantascienza bella bella, ma che arriva come una saetta sottile sottile.
    Ma ce bella. Me la sono letta davanti al caffelatte tranquilla tranquilla e mi ha fatto sorridere subito.

    I punti di vista sono sempre tanti, qualsiasi cosa si possa fare.
    Basta saperli cogliere, giusto? E ti cambiano la vita.
    E se, proprio ora, fossimo noi gli animali dentro a uno zoo?

    Già.
    Buongiorno milord

    🙂

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    • Annelise Baum

      Una storiella e in quanto tale, abbastanza veloce. Un ago, ecco.ù
      Con l’intento di aver esposto il nostro “punto di vista”.
      Tra poco, però, arriva il secondo “ago”.

      Radiosity

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  2. Scende giù come un bicchiere d’acqua e si legge dapprima con semplicità salvo, poi, rimanere un po’ così dopo averla letta.
    Un punto di vista che è una rivelazione, un risveglio.
    Siete geniale milord.
    Buona giornata

    Anna

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  3. Un bel racconto.
    Dritto e diretto e scritto alla tua maniera.
    Dritto al nocciolo della questione. Certo che assistere a un evento e rimanerne in trappola è difficile da mandar giù.Però, i ragnocani che ci usano come animali da zoo, a noi voglio dire, è un’ipotesi mica tanto remota.
    I veri padroni ci trattano come bestie da tenere nel loro ambiente.
    Presente quando vai con la macchina in un foto safari?
    Tutti chiusi dentro quei camioncini con le sbarre per evitare che il leone ti mangi?
    Il tuo spirito d’osservazione e critico ti ha fatto fare un altro centro.

    Che bello.
    Un bacetto milordissimo.
    Ciao

    Lillerrima

    🙂

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  4. Noi viviamo nell’eredità dei primati.
    Homo erectus e homo sapiens e dopo homo schiavus.
    Restiamo prigionieri delle nostre assurdità, che ci insegnno fin da bambini dove l’Uomo è prima di tutto. E invece no.
    Noi crediamo di essere “primati” e invece anche gli alieni ci hanno sfanculato.
    ma tu guarda che geniaccio che sei.
    ahahahahah

    Ok milord, ciaooo e fatti sentire ogni tanto.

    lamanuunpo’triste

    🙂

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  5. Ecco un pezzo alla “Ninni”.
    Bello diretto come un pugno infaccia.
    Punti di vista che, travalicano il senso del comune e ti pongono in una ottica di luce diversa.
    Siamop sicuri di guardare dal buco della serratura?

    Grande milord.
    Ciaooo

    Isy

    🙂

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    • Lady Marirò

      Grazie per il passaggio.
      Indiscutibilmente questi scambi cultspaziali ci fanno rendere conto che la reciprocità è un fatto.
      Graziosità cordiali

      (PS: Tra brevissimo ci sarà il secondo ago. )

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  6. Questa l’avevo persa…ma ora l’ho davvero gustata con gran piacere. Finalmente gli umani visti allo zoo. Come mi piacerebbe sapere cosa passa nella testa dei visitatori. Credo sarebbero molto più buoni di noi.

    Buona notte 🙂

    Orofiorentino

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