Mille Aghi: Revoluciòn

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La faccia della ragazza era del tutto inespressiva, con una rigidità che poteva significare diffidenza o paura. Le mani erano stranamente ripiegate contro il seno.
— Poggi le mani sul tavolo — disse l’inquisitore. — Sappiamo che sono dipinte.
Dal tono della voce sembrava mortalmente annoiato. C’era forse stato un tempo in cui quello sfoggio d’informazione aveva avuto lo scopo di far sentire ai prigionieri che si sapeva già tutto sul loro conto; ma ora non sembrava provare neppure quel minimo d’interesse nel suo lavoro.
— Lei è Patrizia Olmo. Domicilio: dormitorio quattro cinque otto, braccio nord, Sant’Isaia, Bologna — disse l’inquisitore. — Nome del marito: Alfredo Bassi. Priva di permesso di lavoro. Numero: Ventisei, L Ventiquattro, Dieci x cinque.
— È davvero questo? — disse la ragazza. — Non riesco mai a ricordarlo.
L’inquisitore scrisse qualcosa.
Probabilmente è una reazionaria: resiste al sistema di numerazione duodecimale.

Ma si limito a dire:
— Poggi le mani sul tavolo — esattamente con lo stesso tono di prima.
Patrizia questa volta obbedì. Le unghie delle dita erano minutamente e accuratamente dipinte, ciascuna con un disegno diverso. Era una moda diffusasi di recente, anche se era insolita nei dormitori brulicanti dove alloggiavano i disoccupati. La ragazza non portava al polso la magnifica lente-ciondolo usata dalle donne di classe superiore (le donne cioè con camera e lavoro propri) per esaminarsi a vicenda gli ultimi tatuaggi alle unghie.
— Li ha fatti lei — disse l’inquisitore.
— No, non li ho fatti io — disse Patrizia. — Io… li ho soltanto applicati.
— Senza un permesso di lavoro.
— Sì — ammise lei, in un bisbiglio.
— Come?
— Mi hanno chiamata. E io ci sono andata.
— Lo sappiamo. Come li ha applicati?
— Ecco, prima passo sulle unghie uno speciale fondotinta per levigare le asperità — disse lei, esitando. — È perfettamente liscio, quando asciuga, e fotosensibile. Quindi dispongo sull’unghia una mascherina, simile a un negativo. La normale luce fluorescente è sufficiente per l’esposizione. Lo sviluppo è più difficile, se si vuole ottenere la giusta gradazione di colore; basta avere dell’acqua e un po’ di tintura di iodio, ma la temperatura dev’essere proprio quella giusta.
La sua voce si caricò piano piano d’una sfumatura di entusiasmo disperato, come se, contro ogni evidenza, pensasse che l’interesse dell’inquisitore fosse puramente tecnico. Poi, di colpo, sembrò ricordare dove si trovava.
— È… facile — disse. — Come lavare le mani di un bambino. Non è affatto un lavoro.
— lei non ha mai avuto bambini — disse l’inquisitore brutalmente. — Chi le ha fornito le maschere?
— Diverse persone — disse la ragazza, di nuovo con voce inespressiva. — Me le sono procurate qua e là. La gente le vende liberamente. È un commercio legale.

L’inquisitore toccò un pulsante.
Le mani della prigioniera furono inondate da una luce calda.
Su uno schermo, alla sinistra dell’uomo, le unghie delle dieci dita, notevolmente ingrandite, apparvero a colori vivaci, pateticamente appariscenti.
— Mi hanno chiamata. E io ci sono andata — ripeté l’uomo senza sforzarsi di imitarla. — C’è dunque qualcuno che la chiama. Lei è una donna richiesta; i suoi disegni sono originali, fantasiosi… e reazionari! Vediamo, che cos’è quello?
Il suo indice apparve sullo schermo, contrapposto a uno di quelli di lei. — Questo qui.
— È un… Non so esattamente cosa sia. Qualcosa di molto antico. Un disegno su uno scudo, dei tempi in cui si usavano gli scudi. È tutto quel che so.
— Non ss che cosa significa la scritta sul cartiglio?
— Io… io non sapevo che fosse una scritta. È solo un fregio ornamentale.
— Polloi andres os eis aner — lesse l’inquisitore. — Non sa cosa significa?
— No, davvero, non sapevo neppure che significasse qualcosa.
— Neppure se quella scritta la ucciderà?
— No, no, la prego! È soltanto un disegno, un disegno!
Il dito dell’uomo si spostò bruscamente sul tavolo e sullo schermo l’immagine riprodusse il movimento amplificato. — E che cos’è questo?
— Oh, questo non significa proprio niente — disse la ragazza, mostrandosi un po’ più sicura di sé. — Sono solo puntini colorati disposti a caso. È piacevole guardarli e attribuire loro forme di fantasia… un po’ come guardare le nuvole.
Si udì un clic soffocato e la luce calda mutò in un puro rosso cadmio; nello stesso tempo l’unghia in questione ingrandì fino a riempire quasi tutto lo schermo.
In quella luce monocromatica il disegno non aveva più colori propri, ma erano chiaramente visibili alcune lettere, formate da puntini:

PISTOLE PREDESTINATE
5/11 PAROLA
D’ORDINE

— Abbiamo già preso quelle pistole — disse l’inquisitore — e anche la maggior parte di quei molti uomini come un sol uomo della scritta. E ora, ancora una volta: chi le ha fornito le maschere?
— D’accordo — disse Patrizia. — Le ho fatte io. Senza permesso di lavoro.
— E con questo ha deciso di suicidarsi. Lei è pienamente consapevole di questo?
Scrollò appena le spalle. — È terribile vivere senza lavoro. Non me ne importa.
— Suo marito è un abile microincisore.
— Lui ha un permesso di lavoro.
— Limitato. Non è coperto come disegnatore.
La ragazza rimase in silenzio. Lentamente tolse le mani dal tavolo e le strinse ancora una contro l’altra, le unghie contro il palmo, come un bambino colto in fallo. L’inquisitore l’osservò, e per la prima volta i suoi occhi mostrarono un lampo d’interesse.
— E così — osservò — la partita è chiusa, ma lei si ostina a occultare indizi. Suo marito, probabilmente, si è già nascosto a quest’ora. E lei farebbe meglio a raccontarmi il resto molto rapidamente.
Nessuna risposta.

— Se dobbiamo fare tutti i controlli necessari — disse l’inquisitore, con famelica gentilezza — dovremo strapparle le unghie. Se si mostra ragionevole, potremmo somministrarvi prima un anestetico.
Improvvisamente la ragazza sembrò afflosciarsi. Ondeggiò in avanti, appoggiandosi al tavolo con un pugno chiuso, il pollice rivolto verso l’alto.

— È una mappa — disse debolmente. — Gli ultravioletti la rivelano. È un po’ confusa, ma per favore andateci piano… mi brucia se diventa troppo chiara.
Senza fare commenti, l’inquisitore premette un altro pulsante. Questa volta non si vide nessuna luce, ma ci fu lo stesso un’emissione di ultravioletti alla massima intensità, perché in una frazione di secondo il polso e il braccio della ragazza cominciarono ad arrossarsi intensamente. Tuttavia sullo schermo non apparve nessun disegno, solo un rapido tremolio, quasi invisibile, di luce verdastra.
L’inquisitore s’inarcò sulla sedia con un grido terribile, sonoro, disperato.
Un’improvvisa convulsione lo rovesciò sul pavimento.
L’unghia del pollice liberò l’ultimo sottile strato di vernice fluorescente, con un lampo di luce sullo schermo. Patrizia ritirò il braccio, che cominciava già a coprirsi di vesciche, e girò attorno al tavolo.
L’inquisitore giaceva immobile, muto e scomposto. Alfredo aveva ragione, l’uomo era un epilettoide. Pochi secondi di feedback vibratorio erano bastati a provocare un accesso violento di mal caduco.
Non c’era naturalmente via di scampo; non dopo quell’urlo. Tra poco la stanza sarebbe stata piena di guardie. Ma l’inquisitore era nelle loro mani ormai. Non avrebbe ricordato niente di quanto gli era accaduto, e si poteva fare in modo che gli capitasse molte volte ancora, finché i suoi superiori non si sarebbero preoccupati abbastanza da sostituirlo. Naturalmente, non sarebbe avvenuto tanto presto, perché potevano passare anni prima che cominciassero a sospettare che i suoi incidenti erano di tipo epilettico. Questo, ad esempio, era destinato a sembrare un episodio di violenza.
Alzò il piede destro e colpì l’uomo esattamente dietro l’orecchio.
Il dolore acuto delle scottature all’avambraccio le rendevano difficile colpirlo abbastanza delicatamente, ma in qualche modo se la cavò.

Grida indistinte provenivano dal corridoio, al di là della porta blindata. Si guardò intorno.
Aveva portato a termine il suo compito e non doveva più farsi illusioni.
Staccò la maschera dell’altro pollice e la inghiottì.
Il veleno fu rapidissimo. Ebbe solo il tempo di ricordare ancora una volta che, assurdamente, applicare le maschere era stato come lavare le mani di un bambino.

Il fronte interno del Movimento di Liberazione dal Regime aveva colpito nuovamente.
Libera espressione in libera vita!
Basta nascere per forza!

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40 pensieri su “Mille Aghi: Revoluciòn

  1. Ninni, siamo in presenza di un evento che ha dell’eccezionale.
    Ogni giorno ci regali un “Ago” bello, vario, intelligente.
    Quello di oggi, poi, ha tremila sfaccettature. Un grido di libertà che viene dal profondo e da una sottomissione che stiamo raggiungendo.
    Grazie per tutto questo.
    Grazie

    I miei rispetti
    Ni Ghail

    Slàn

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    • Ni Ghail

      Vi ringraziammo milady mia signora.
      L’Ago offre la propria funzione quando riesce a pungere bene e forte da fare tremare le sinapsi e colpire a fondo i “Miscredenti“.
      Un grido di Libertà reso, anche, da un popolo per il quale non abbiamo mai avuto particolari simpatie ma, che oggi – data memorabile – si è riscattato prepotentemente ai nostri occhi:
      Il popolo di Gran Bretagna che, alzando la testa, ha deciso – come dovrebbero fare tutti i popoli autodeterminati – a sollevarsi: Basta Quarto Reich della Deutschlander Europe!.

      Adesso assisteremo alle miserande rappresaglie Euronaziste della Merkel contro il Commonwealth britannico.
      Vendita di tutto quello che è inglese: Sterline, Buoni del tesoro, Certificati azionari e quant’altro, provocando il crollo della Sterlina.

      Ma sarà soltanto apparenza.
      Il Commonwealth è forte, molto forte.
      Credetemi, mia signora, non ci aspettavamo questo bellissimo colpo di reni da parte degli inglesi. Ci stupirono piacevolmente.
      Il risultato sarà che … la sterlina diventerà il nuovo bene rifugio, I prodotti britannici si porranno in concorrenza con questa schifezza europea, per i prezzi competitivi e per la ferma qualità britannica che non si è mai fatta annacquare da nessuno.

      Inviteremmo la signora Merkel, adesso, di andare a raccontare al Regno Unito e a Commonwealth tutto che è l’Europa che lo chiede:

      Impossibili quote immigrati; le misure in cm. delle zucchine e la curvatura delle banane in radianti; la larghezza delle lenticchie in mm e l’olio d’oliva greco.

      Grazie milady

      🙂

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  2. Un racconto pieno e completo che scaturisce da una voglia profonda di libertà, dentro una società impositiva e ottusa ai bisogni della collettività.
    Non dissimile ai nostri tempi
    Buongiorno

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    • Iribarne

      Sì, è vero, una grandissima voglia di libertà, contro e avverso la peggiore ottusità che il mercato possa offrire.
      Credeteci, non sappiamo più come dirlo.
      Grazie e cordialità

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  3. L’ho letto d’un fiato.
    Bella l’idea dei tatuaggi sulle unghie.
    Mi è piaciuta l’aria quando lei si è decisa al suicidio. Un’aria di rassegnazione ma ineluttabile verso i Padroni della Vita. Terrificante.

    Ciao

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    • Micaela B.

      Milady, l’idea dei tatuaggi non fu nostra, proprio per niente.
      Sulle unghie intendiamo.
      Ne traemmo ispirazione, è vero.
      Una rassegnazione ineluttabile di fronte ad un mondo cieco e fermo.
      Grazie e cordialità

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  4. Questo è un brano difficile e oltre le apparenze, molto profondo.
    La disperazione, mascherata, di Patrizia chiusa in un interrogatorio pilotato dal giudice ma gestito da lei.
    Credo che la sua decisione finale di provocare quella reazione nel giudice e quindi suicidarsi, sia meditata e presa davanti la ottusa sfrontatezza del giudice stesso.

    Alla fine è una decisione sofferta fino all’ultimo.
    Quando proprio ha visto che era tutto inutile si lancia.
    Il giudice è questa società che no guarda alle persone ma alla carta.
    Siamo una massa!

    Bello
    (Mi sono stampata anche questo)

    Buona giornata milord

    Eleonora

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    • Eleonora Bisi

      un approccio difficile.
      La disperazione sociale si può manifestare in molte forme e apparentemente sembra vuota e solitaria.
      Ma la forma di protesta non si ferma alle parole. Agire per scrollarsi dal giogo oppressivo di uno stato che uccide in quanto decisore ultimo.
      Ci si dimentica, troppo spesso, che è il popolo a fare l’aggregato e non le nomine o le decisioni prese dall’alto da persone pseudo elette democraticamente.

      Abbattere il sistema si può e lo si deve per il futuro dei nostri figli.
      Sono le forme di protesta che vanno attentamente scelte e canalizzate.
      Detto in due parole e con una battuta alla Totò, principe della risata:

      Quando ce vò, ce vò. E tutte ste parole dei politici, non ci ho capito niente. Nel dubbio, ‘a sòreta!.

      Cordialità

      😀

      Mi piace

  5. Un racconto bellissimo e soprattutto che parla “d’altro”.
    Quanta tristezza per un futuro che ci lega a dei binari che diventano unobbligo e che nascono per pensare al popolo, togliendogli voce, creatività ecc.ecc.
    Mi sembra di leggere l’attualità di quel giogo che muove, adesso, i primi passi.
    Bello proprio.
    Mi è piaciuto tantissimo

    Ciao milord buona giornata

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    • Giorgia Mattei

      La creatività, come il diritto ad essere felici, sono inalienabili.
      Alcune volte, certe forze premono e distruggono il battito e qualsiasi forza al compromesso.
      Basta un paio di unghie, trapiantate e …
      Grazie e cordialità

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  6. Se l’inquisitore non avesse avuto un momento di “tenerezza” Patrizia sarebbe morta.
    L’inquisitore ha mostrato due debolezze: Patrizia è stata comunque indotta a suicidarsi.
    L’ha fatto…ecco, forse morire da sé, come lo vediamo in tanti film, è meglio che morire per mano altrui.
    I disegni proibiti dal governo, una vita di serie “c” o “d” senza lavoro.
    Patrizia è una rivoluzionaria, una martire. Peccato che a causa dell’anima del racconto e del finale troncato, io non intraveda speranze per il futuro di quella società dominata da un pensiero fascista. Corretto? ( Gruppo musicale. Corretto?)
    Ecco che di nuovo siamo numeri e non esseri umani.
    Qui tutto è estremizzato ma la nostra attuale vita, seppure in piccole cose, non è tanto differente.
    Un bel lavoro, una bella macchina, vacanze lussuose ecc ecc.
    Libertà. Dove?
    Bell’ago Milord.

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    • Lady Nadia

      L’inquisitore è la figura principale.
      La rappresentazione grafica del male assoluto mascherato da burocrate.
      Almeno in questa branca.
      Non crediamo molto ai martiri in quanto con il loro atto, decisamente rivoluzionarvigliacco, lanciano il sasso e nascondono la mano.
      Il finale è troncato perché l’azione politica, diventa un fatto con l’omicidio/suicidio ma non è conclusa.
      E’ stato conquistato un posto nella lunga, lunghissima filiera della costrizione.
      Il passo è lungo, ma ci si arriva.

      … per il futuro di quella società dominata da un pensiero fascista. …

      No, milady, non è corretto per niente.
      Come la poneste, la faceste diventare la solita solfa buonista partigiano/antifascista a senso unico e non crediamo proprio che, la solita solfetta, fosse nelle vostre intenzioni.

      Qua si parla di ABBATTIMENTO TOTALE!
      Di democratico Caos che bruci tutte le teste coronate e offra una nuova chance all’Umanità offesa nei suoi propri intimi e sacrosanti diritti.
      In quanto alle correnti politiche di riferimento, al semplice pensiero dei Trentamilioni di morti ucraini operati da mr Stalin, fidatevi – non c’é storia.
      Ci ispirammo a quel Buon uomo e pio samaritano di baffone.
      Altro che fascismo e fascismo, per carità.
      I numeri del Popolo erano i numeri dell’identità di Stato che quel signore operava sui suoi concittadini.
      Numeri sacrificabili.
      Fosse stato nelle nostre disponibilità gli avremmo fatto ingoiare i baffoni, senza sale e senza olio.

      L’estremismo della voluttà si lega alla necessità del Popolo sovrano. Un popolo che possa rendere vivibile e non sfruttando, a morte, il territorio dove prosperano e dovrebbero crescere i propri figli.

      Vi ringraziammo per l’apporto bello, articolato e complesso.
      Dovrebbero essere tutti così.
      Grazie di nuovo

      Cordiality

      😀

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      • Si, forse è più corretto generalizzare.
        Il male nella politica è ovunque.
        Questo è un brano sicuramente di fantapolitica, estremizzato ma il concetto è chiaro e riscontrabile purtroppo. La crisi di lavoro incombe eccome, il potere in mano a pochi eletti, l’economia un gioco sporco di alti e bassi credo assolutamente pilotati… chissà, forse tra duecento anni non saranno magari i tatuaggi sulle unghie ma…

        buona giornata Milord.
        Nuovo aghetto?
        Ormai è un’abitudine!😊

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      • Cattivo umore? Chi, Io? Perché dici?
        Mi riferivo all’Ago, l’ultimo in arrivo per questa sera che è l’ultimo della serie.
        Ma no, oggi è una data bellissima: The Great Britain is out of Europe.
        Oggi nascono i

        CONFEDERATE STATES OF EUROPE
        Confederazione di stati Sovrani, con una propria sovranità che deriva dal POPOLO per il POPOLO:
        Abbasso gli Unionisti!
        (Visto? La storia si ripete...)

        😀

        Contro il vero Pagliaccio: Renzi e il suo capo Angelina Merkel!
        (Compreso chi gli va dietro)

        😀

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  7. Riveste una particolare importanza per il tema, comunque, sulla Libertà che è estremizzato.
    In questo passaggio si hanno degli incipit proprio in questo senso e “la combattente” o rivoluzionaria, fino all’ultimo è come se volesse dare una chance all’inquisitore.
    La forza degli eventi hanno prevalso a favore di una soluzione “umana”, ovvero da “genere umano”.
    La soluzione dello scorpione: messo alle strette si uccide.
    Un brano pensato, riuscito nel messaggio e forte nell’intento.
    Molto bello.
    Buonasera

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    • Amedeo d’A.

      Il tema della Libertà estremizzato.
      Lo ha trovato in pieno, carissimo don Amedeo, quanto volevamo esplicitare.
      I signori buonisti ci hanno immerso e sommerso, sia da una sia all’altra parte di pseudo buonismo che ormai ci ammorbammo.

      L’oppressione è stremizzata: la Libertà pure.

      La soluzione dello scorpione: interessante!
      Grazie per esserci.
      Cordialità

      😀

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  8. Eccoti piccola goccia nel mare che osi sfidare il potere.
    Quel potere che ti vuole viva … per farti morire.
    Quel potere dietro un disegno che, balsanzoso uccide.
    Quanta forza in quelle parole d’acciaio.

    Sei un mito milord.
    Semplicemente un mito.

    Bacio e buona notte

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  9. Milord, perdonatemi sono troppo stanca questa sera per lasciare un commento come desidero. So che mi comprendete. Oggi ho avuto una giornata pesante con l’editore.
    Vi lascio un affettuoso abbraccio, buona notte a domani

    Giovanna

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    • Orofiorentino – Lady Giovanna

      Voi, mia signora, siete la benvenutissima presso quest’umile spazio web.
      Nulla abbiamo da perdonarvi, vantando invece il vostro passaggio che – qualsiasi cosa scriviate porta lustro e dignità.

      Grazie e cordialità

      😀

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      • Caro Milord,
        sinceramente mi mettete in imbarazzo: dite – Qualsiasi cosa scriviate…- siete troppo buono, ne dico tante di sciocchezze e certo non porterebbero lustro al vostro interessantissimo blog, pieno di ottima cultura di cui non sono davvero all’altezza credetemi.

        Per quanto riguarda questo Ago così appuntito da arrivare dritto al cervello, vi assicuro che mi ha veramente colpito. L’ho letto più volte per assorbirlo bene. Il vostro modo di scrivere guida il lettore nei meandri di ogni tipo di vita.

        Per non rubarvi altro tempo vi posso dire che sposo in pieno il commento che avete lasciato alla Signorina BISI, Ve ne riporto una parte.”.Abbattere il sistema si può e lo si deve per il futuro dei nostri figli.
        Sono le forme di protesta che vanno attentamente scelte e canalizzate.
        Detto in due parole e con una battuta alla Totò, principe della risata:”

        Quando ce vò, ce vò. E tutte ste parole dei politici, non ci ho capito niente. Nel dubbio, ‘a sòreta!..

        Sante parole!

        Un abbraccio amichevole e affettuoso milord
        Giovanna

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  10. Un campo questo ben assestato.
    Siamo sulla traccia di fantapolitica estrema e estremizzata, come mi sembra abbia detto Lady Nadia che saluto. Un estremismo però non di parte. Un estremismo globale.
    Non più partiti, non più politica collettiva (L’inquisitore parla e si muove come se avesse un manuale sotto braccio) quindi tutto sotto una stretta normativa prestabilita.
    Siamo al partito unico?
    Mi ricorda “i vendicatori”, “I normalizzatori” dove nel difendere il concetto di Stato, opponevano la rigidissima e ferrea regola della “norma” della “legge” a tutti i costi.
    Adesso, non dico che norme, regolamenti e leggi non debbano esserci. Questo no, perché fanno parte del vivere civile e del consesso sociale (mettiamoci d’accordo su come convivere e scriviamolo ed ecco la legge che va, comunque, rispettata).
    Il problema,. però, arriva quando nella propria espressione di libertà fondamentali quali il diritto alla famiglia, a un lavoro e alla felicità, chi deve essere il tutore, l’osservatore, il guardiano di quelle leggi, se ne veste dimenticando che, appunto quellle norme e regolamenti, devono essere al servizio e NON contro, il cittadino.
    Comunque sia.

    Quando viene a cadere la società (nel senso del sociale) per dare spazio alla freddezza della norma “a prescindere” e senza considerare che di là ci sono esseri umani, siamo allo sfacelo più completo.
    Grazie Ninni per avermi dato l’opportunità di queste riflessioni che nascono dal tuo racconto.

    Ovviamente Patrizia ha dovuto, proprio nel contesto di una destabilizzazione per “modificare” tutto, immolarsi in quanto, nello specifico si avrebbe avuto una vittima in più, senza significati.
    Nella vastità della società descritta da Ninni, Patrizia è il seme.

    Adesso sappiamo come cominciò.

    Grazie Milord.
    Una perla più che un ago, quello di oggi.
    Stai preparando (ma sicuramente chissà da quanto è pronto) un altro ago.
    E io ci sarò, un po’ acciaccata da questa influenza che mi ha distrutta, ma ci sarò.
    Ti bacio (da lontano o t’infetto)

    lamanuelaincantatadall’agodioggi

    🙂

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