Era mia madre …

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Era mia madre

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Dalla finestra della mia stanza posso vedere un ritaglio di verde della foresta, mentre la luce del sole che sta scendendo sotto l’orizzonte batte dorata sui cristalli colorati appesi al soffitto, frangendosi in mille incorporee sfumature sulle pareti e sul pavimento.
Così simile al mio cuore, dove mille emozioni turbinano come in tempesta, lasciando la mia anima spossata e stranamente disabitata.

Così è.
Nulla si conclude e tutto vuole andare al di là delle inquietudini in nome di un legame unico e profondo che si chiama amore. Pertanto si continua a camminare in una direzione che non ti è totalmente evidenziata, che non può apparirti perchè camuffata da recite e orgoglio, dalla cattiva gestione dei dilemmi e dei problemi personali. Ma la marcia è sempre unidirezionale, verso te, nonostante tormenti e tribolazioni interiori. Il desiderio è sempre nominato ricongiungimento. Così avverranno gesti, ci saranno parole e soprattutto vedrai fatti, in tuo nome.
Tutto tende a tenerti, a non lasciarti andare, a non accettare che tu possa scomparire, perchè poi sarebbe disperazione e lì dove oggi scorgi posizioni forti, pensando che siano prova di determinazione e di scelte compiute, in realtà non c’è alcuna decisione presa, né scelta, ma solo navigazione a vista. Mentre certe sono le intenzioni di dimostrarti un altro pezzo. così sarà in un lasso di brevissimo tempo. E i tempi saranno sempre più brevi, perchè non c’è anima che si distacca, ci sono menti preoccupate, c’è unità nel profondo del cuore e solo sofferenza che vuole diventare amore.
Ci sono incontri emozionanti nella vita e non sempre si tratta di persone. A volte ci si innamora anche di un’opera d’arte, del suo modo di parlare direttamente al cuore, dello stupore che provi quando qualcun altro esprime così bene ciò che senti dentro di te da sempre.
E il corpo risponde, con un sospiro ed un senso di benessere profondo, perché sai senza bisogno di conoscere, perché ti senti compreso e ti senti a casa.

Dalla finestra della mia stanza posso vedere un brandello di verde della foresta di Fortezza e sentire ancora miei i freschi e odorosi boschi dell’infanzia, tra il cielo e gli alberi verde smeraldo. Mi sono trasportato qui, nella quiete dei miei laghi immoti e dei miei alberi silenziosi, dove ogni luogo risuona ancora dei canti di mia madre, che fu donna dolce e generosa. Qui, dove ogni luogo risuona ancora dei suoi canti e dove son tentato di fondermi, scomparendo.
Fuggito dal mondo inconoscibile e in preda alla disperazione, mi sono rifugiato in questo luogo, sperando che la terra della mia infanzia, la dolce compagnia dei miei cani e quella dei miei ricordi possano lenire le mie ferite; a meditare sulla leggerezza con cui, appena dodicenne, lasciai questi boschi; a meditare sulla mia sconosciuta essenza che, come in un composto alchemico dentro l’athanor, attende il suo equilibrio tra la mia parte divina e quella umana. Eppure entrambe queste parti fanno parte di me, ed io, come posso non essere ciò che sono? Queste due sorgenti, umana e divina, sono fonte di gioia e di sofferenza. Non rinnego nulla, però; né nel bene né nel male. Il mio lato umano, a volte, mi porta a comportarmi fino all’eccesso, in compagnia degli amici. Mi rende passionale, impulsivo, fiero, ribelle, ma anche generoso nell’aiutare chi si trova in difficoltà e soprattutto, assetato di conoscenza.
Il mio lato divino, invece, mi rende ipersensibile, forse fragile, mi fa amare la musica e la poesia, mi porta a sentire il desiderio di essere utile agli altri come un imperativo quasi doloroso e a commuovermi, fino alle lacrime, alla vista di un tramonto o al gesto tenero di un bambino o al suono di un canto.
Amo entrambe le mie anime, entrambe mi fanno soffrire, ma non le rinnego.

Ora, però, sono confuso, tormentato e ho bisogno di riposo. Ora, ho bisogno di mettere ordine ai miei pensieri e ai miei ricordi, per comprendere meglio quale futuro, oppure, quale sarà il mio destino, se mai ne dovesse esistere uno.

Qui, nella quiete dei miei laghi immoti e dei miei boschi silenziosi, dove ogni luogo risuona ancora dei canti di mia madre, ripenso a lei.
Mia madre.
Seduta davanti a me, una corona di fiori tra i capelli chiari e sulle labbra un sorriso abbozzato con negli occhi tanta tristezza ed il mio cuore gonfio di tenerezza e di dolore. E piano, piano, scivolo in un sonno liberatore. Un sonno magico. Un sonno solitario e antico.

Eccola.
La rivedo fra i miei nonni, versata nella musica e con la voce più bella tra gli uomini. “La Signora del dolce canto”, -Die Dame des süssen Lieds- possedeva una voce bellissima. Mio nonno, suo padre, raccontava spesso di quella volta che, trovandosi con un gruppo di cacciatori nella foresta, tra cui lui e mia madre ancora bambina, si arrestarono al rumore di alcuni versi sgraziati trovandosi, così, di fronte ad un grosso lupo il cui sguardo malvagio non lasciava presagire nulla di buono.

Gli occhi iniettati di sangue, il pelo irto e il ringhio cavernoso. Mia madre, era la più vicina a lui e stava cantando. Per un istante le si spezzò appena la voce ma, sostenendo lo sguardo della bestia, subito riprese a cantare, mentre i cacciatori del gruppo già mettevano mano alle armi. Il lupo fissò i suoi rossi occhi infossati in quelli grandi e limpidi di mia madre aprendo le zanne quasi come in un sorriso malvagio. Mia madre coraggiosamente continuava a cantare, perché in un attimo tutta la sua paura si era trasformata in compassione per quella creatura nelle cui vene scorreva, seppur malato e corrotto, antico sangue umano. Continuava a cantare e a sorridere con dolcezza al mostro che aveva davanti e questo durò interminabili minuti, o così parve a coloro che erano lì, finchè sulla bocca del lupo sembrò comparire una smorfia deforme, eppure simile ad un tristissimo sorriso. Annusò con rudezza la mano di mia madre, che aveva interrotto il suo canto, continuando a guardarlo senza timore e la leccò, lasciandole tracce di bava sulla pelle. Quindi si girò e fuggì via.

Questo mi raccontava spesso mio nonno e questa era mia madre.
Fra i miei sogni, risento ancora il suo canto; un canto dolce e malinconico e quella voce, pure se sussurrata, evoca qualche tenue luce annidata nei recessi più nascosti della mia anima. E fu proprio in una sera come questa, nell’ora in cui le ombre si allungano, mentre i contorni delle cose acquistano una nitidezza che non possiedono in nessun altro momento del giorno e il tempo sembra fermarsi in un eterno presente, che finalmente aprii il mio cuore. Raggiunsi la luminosa superficie di uno specchio e osservandomi, raccontai piangendo di come la mia frenetica sete di conoscenza mi avesse portato ad indagare nell’antro oscuro e pericoloso del nulla, oltre l’abisso più profondo del dolore e della solitudine. Non riuscivo a perdonarmi la morte di mia madre condannando, senza pietà, quella figura che, dal Mondo Accanto e oltre lo specchio, continuava ad osservarmi. E adesso sono qui, dove ogni luogo risuona ancora dei suoi canti e dove sono tentato di restare per sempre anche se, fra i miei pensieri, raccolgo quella struggente malinconia delle persone che ho lasciato in quella terra lontana, dentro i reflessi del tempo.
Dalla finestra della mia stanza posso vedere un ritaglio di verde della foresta, mentre la luce del sole che sta scendendo sotto l’orizzonte batte dorata sui cristalli colorati appesi al soffitto, frangendosi in mille incorporee sfumature sulle pareti e sul pavimento. Così simile al mio cuore, dove mille emozioni turbinano come in tempesta, lasciando la mia anima spossata e stranamente desolata e silenziosamente vuota.
Giungono al mio orecchio le grida dei bambini che si rincorrono giocando nelle luci della sera. Allora esco e resto qualche secondo sulla porta di casa. Lontano qualcuno sta cantando, mentre qualcun altro accompagna la voce con il suono di un flauto. Ecco, allora, il mio risveglio dietro la fredda lastra di questo specchio, prigioniero di un mondo lontano e silenzioso, quel Mondo Accanto che congela il mio respiro.
Come nella mia anima.

Come nel mio cuore.
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Da questo è tratto il nostro profilo di WordPress – QUI (Clicca a fianco per vedere)
Per i fatti di Nizza la nuova di U-Boot viene traslata a domenica prossima.
E’ sospeso il Voi.

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77 pensieri su “Era mia madre …

  1. Anche a te.

    Comunicazione di WordPress, di ieri sera, che copio e incollo:
    “Il tuo blog, Lord Ninni, sembra avere più traffico del solito. 983 visite oggi, 191 visite in un’ora.
    Un picco nelle tue statistiche.

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  2. Una canzone che colpisce l’anima, l’emozione.
    L’immagine che mi dai è quella di grande srenità interiore quando la bellezza, dello sguardo infinito, si poggia nel cuore e riesci a raccontarlo.
    Un mondo accanto mon cheri?

    Tutta qusta emozione è racchiusa in questa frase che ti scrivo così come l’ho pensata:

    “Le dernier baiser je le garde pour vos yeux, et l’amour et le mot cacher parmi les baisers que nous nous sommes fixés, caché à ceux que nous avons pas données” …

    Merci mon chéri

    Il est écrit par une très belle île loin, très loin

    Annelise pour toi

    Bisousssssssss

    🙂

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    • – Sto ascoltando:
      – VARIE – Rock y Latin Cuban-
      ___________________
      * Letting go slow – Bruce Springsteen
      – Is it raining at your house? Neil Young
      (Adesso) – Sofia – Alvaro Soler
      – Roma-Bangkok – Giusy Ferreri
      – Something about trains – Shelby Lynne
      – What l’d say – Bob Dylan
      – Lonely whiskey – Johnny Cash

      Annelise Baum

      “I ricordi veramente belli continuano a vivere e a splendere per sempre,
      pulsando dolorosamente insieme al tempo che passa.”

      Kitchen Banana Yoshimoto.

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  3. Emozionata e emozionante.Un brano che mi tiene ioncollata a questo monitor e tutto il mondi diventa stupido. Un mondo inetto, un mondo che non ha sapore se leggo di quella bellezza che sei riuscito, mio signore, a trasmettermi (Uso il TU perché hai detto che il VOI è sospeso).

    In questo abbraccio mi perdo illudendomi di potere assaporare, ancora, quella luce che descrivi: la luce delle emozioni e l’emozione di potere ascoltare la tua voce che racconta e quella di tua madre che si affida alla tua penna.
    Ma il Mondo Accanto è in agguato.,
    Quel mondo sospeso e lontano che ci tocca e tocca accarezzandoci il cuore.

    Oh Ninni, che bella immagine, che forza nel tuo cuore.
    Faccio colazione.
    Bacio bacio bacio

    🙂

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      Eleonora Bisi

      ” Vivere nel ricordo è il modo più completo di vita che si possa immaginare:
      il ricordo sazia più di tutta la realtà ed ha una certezza che nessuna realtà possiede.
      Un fatto della vita che sia ricordato è già entrato nell’eternità
      e non ha più alcun interesse temporale. “

      Soren Kierkegaard

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      Il feroce Saladino

      “Cos’è un ricordo?
      Qualcosa che hai o qualcosa
      che hai perso per sempre?”

      Woody Allen

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  4. proprio bella. Mi ha commossa moltissimo la forza e la delicatezza che ci hai messo dentro.
    Una classe che descrive una donna di classe, madre di un uomo di classe.
    Ti ammiro proprio tanto.
    Ciao e buon sabato

    (Sei in vacanza?)

    Raffa

    🙂

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      Raffaella S.

      “Ricordare e dimenticare sono parte dello stesso processo mentale.
      Scrivere un dettaglio di un evento è non scriverne un altro
      (a meno di continuare a scrivere all’infinito).
      Ricordare una cosa è lasciare scivolarne un’altra nell’oblio
      (a meno di continuare a rievocare all’infinito).”

      Jonathan Safran Foer

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  5. Ho passeggiato tra quei boschi e ho visto il soffitto della tua stanza.
    Ho udito il suono del vento nelle sue pareti e ascoltato la voce di tua madre che canta.
    Sto sognando.
    Bella da incantare
    Ciao
    Mic

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      Micaela B.

      “Ricordati che tutti si dimenticano.”
      Rat-Man

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  6. L’ho riletta e ho provato un’emozione fortissima e un senso di bellezza dentro.
    Deva l’ha letta un milione di volte.
    Fatta colazione adesso vado a prendermi un po’ di sole.

    Bacio milord
    Au revoir
    bisoussssss

    Annelise

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      Annelise Baum

      “La vita non è quella che si è vissuta,
      ma quella che si ricorda
      e come la si ricorda per raccontarla.”

      Gabriel García Márquez

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  7. Un brano questo proprio e perfettamente nel tuo stile.
    Emozionale e pulito, hai saputo cogliere e pizzicare le corde del cuore in modo profondo.
    In modo delicato.
    Mi hai emozionata, come sempre.
    Bravo per l’iniziativa (leggere un nuovo capitolo di U-Boot deve essere una gioia no un’imposizione) su Nizza.

    Un abbraccio e un bacio Ninni
    Buon sabato

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      Giorgia Mattei

      “Il tempo cambia il volto delle cose,
      anche dei ricordi”.

      Licia Troisi

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      Iribarne

      “Se non ricordiamo non possiamo comprendere.”
      Edward Morgan Forster

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      Maria Silvia

      “Chi non ricorda, non vive.
      Il ricordo è un modo d’incontrarsi
      La vita non è quella che si è vissuta,
      ma quella che si ricorda
      e come la si ricorda per raccontarla.”

      Io

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      PickWick

      “I ricordi sono come il vino
      che decanta dentro la bottiglia:
      rimangono limpidi
      e il torbido resta sul fondo.
      Non bisogna agitarla,
      la bottiglia.”

      Mario Rigoni Stern

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      Veni Vici Vintrix

      “Il ricordo è l’unico paradiso
      dal quale non possiamo venir cacciati.”

      Jean Paul

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      Seamur

      “Il ricordo delle cose passate
      non è necessariamente
      il ricordo di come siano state
      veramente.”

      Marcel Proust

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  8. Una emozione, fortissima, tradotta nellaparola, nella forza della passione.
    Compreso il ricordo della madre e l’abbinamento alla sua giovinezza con la propria (una reciproca crescita dentro al perido) si forgia con le pulsioni che si generano nel cuore alla vista dei luoghi dell’infanzia.
    Molto bella l’immagine che da del proprio universo affettivo, racchiusa dentro il soffitto della propria stanza.
    Entusiasmante
    La ringrazio per queste liriche dalla foggia delicata e perfetta.
    Buon fine settimana

    Amedeo

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      Amedeo d’A.

      “Il ricordo del piacere
      non è più piacere.
      Il ricordo del dolore
      è ancora dolore.”

      George Byron

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  9. Carissimo Ninni,
    tu non hai descritto una vita, un ricordo. Tu hai scritto la tua vita, i tuoi ricordi. Quelle due anime che ti vivono dentro perchè sono una sola anima, la tua, in tutta la sua bellezza. Nel ricordo di tua Madre cerchi quella tenerezza che non è stata abbastanza.continua.per via di un’educazione rigida come si doveva ricevere in nome di un casato.
    Queste cose le conosco fin troppo bene ma ci sono amori che giungono anche attraverso silenzi, carezze non date ma pensate.
    Il tuo scritto mi ha commosso, permettimi di inviarti un abbraccio dolce nel ricordo di giorni ormai fuggiti in un mondo che ci vive accanto.
    Con tutto l’affetto che sai

    Giovanna

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      orofiorentino-Giovanna

      O graziosa luna, io mi rammento
      Che, or volge l’anno, sovra questo colle
      Io venia pien d’angoscia a rimirarti:
      E tu pendevi allor su quella selva
      Siccome or fai, che tutta la rischiari.

      Ma nebuloso e tremulo dal pianto
      Che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
      Il tuo volto apparia, che travagliosa
      Era mia vita: ed è, né cangia stile,
      O mia diletta luna. E pur mi giova

      La ricordanza, e il noverar l’etate
      Del mio dolore. Oh come grato occorre
      Nel tempo giovanil, quando ancor lungo
      La speme e breve ha la memoria il corso,
      Il rimembrar delle passate cose,
      Ancor che triste, e che l’affanno duri!

      Giacomo Leopardi

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  10. E poi esiste il Mondo Accanto, con tutte le sue miserie, i suoi specchietti e il suo dolore. Quel mondo fatto di lustrini e tanti piccoli suoni che ti portano lontano dalla verità e dal mondo che hai fra le mani.
    Già, ma cosa ti resta tra le mani?
    La tristezza oppure la dolcezza di quello che il cuore ti ha tenuto stretto?
    Quella luce, quei vetri colorati hanno ancora la forza di illuminare il tuo volto e farti sentire, nuovamente, il canto lontano della mamma?
    Quante volte, oh quante volte il cielo è diventato prima grigio e poi nero.
    E in attesa dell’ultimo raggio di sole, quante volte quel lupo ti si è parato davanti?
    Un silenzio mortale, un ricordo mortale, racchiuso nell’unica onda di un mare perduto per sempre, dietro il riflesso del tuo specchio di un Mondo Accanto irrimediabilmente perduto.

    Mi hai commossa Ninni
    Buona notte

    Manuela

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      Manuela Rovati

      Quante volte t’ho atteso alla stazione
      nel freddo, nella nebbia. Passeggiavo
      tossicchiando, comprando giornali innominabili,
      fumando Giuba poi soppresse dal ministro
      dei tabacchi, il balordo!

      Forse un treno sbagliato, un doppione oppure una
      sottrazione. Scrutavo le carriole
      dei facchini se mai ci fosse dentro
      il tuo bagaglio, e tu dietro, in ritardo.

      poi apparivi, ultima. E’ un ricordo
      tra tanti altri. Nel sogno mi perseguita.

      Eugenio Montale

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  11. Il tempo non passa…una Donna che merita queste parole dal proprio Figlio, fu sicuramente una Madre esemplare. Quando si ricorda, si vuole rivivere. I bei ricordi sono gioielli che impreziosiscono la propria vita, e sostengono nei momenti di sfiducia.
    Che Anima bella, Milord, Lei possiede, ed anche grazie alla Sua autorevole Mamma.
    La lettura mi ha donato dolce Emozione, Gliene sono grata.
    Con Stima
    Maria Silvia

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      Maria Silvia

      Io non sapea qual fosse il mio malore
      né dove andassi. Era uno strano giorno.
      Oh, il giorno tanto pallido era in torno,
      pallido tanto che facea stupore.

      Non mi sovviene che di uno stupore
      immenso che quella pianura in torno
      mi facea, cosí pallida in quel giorno,
      e muta, e ignota come il mio malore.

      Non mi sovviene che d’un infinito
      silenzio, dove un palpitare solo,
      debole, oh tanto debole, si udiva.

      Poi, veramente, nulla piú si udiva.
      D’altro non mi sovviene. Eravi un solo
      essere, un solo; e il resto era infinito.

      Gabriele D’Annunzio

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  12. Non ti nascondo che ero passata per poter leggere il nuovo capitolo di U Boot, il tuo romanzo. Capisco la tua obiezione per oggi e il segno tangibile del tuo dolore, per i fatti di NIzza.
    Non avrei potuto aspettarmi nulla di diverso.
    Quando ho iniziato a leggere questo post, però, sono rimasta turbata per il ritmo e per l’aria che continuavo a respirare.
    Piano piano, mi hai portata dalla curiosità di leggere una nuova storia, che credevo più leggera e che facesse da contrappunto al dolore del terrorismo.
    Hai cambiato quel dolore con il tuo dolore.
    Quasi come se la vita ti avesse colpito con un atto di terrore, la mancanza, la solitudine o la nostalgia che alcune volte è peggio di qualsiasi dolore, hai voluto raccontarcelo.
    Mi hai stordita, quasi schiacciata, dal peso dei ricordi, nostalgia e peso interiore.
    Un dolore che porta il proprio Io a indagare il dentro e trasmettere, questa enorme profondità, fuori.

    Scusami per la prolissità, ma ho sentito l’impellente bisogno di scriverti.
    Ti abbraccio

    Buona domenica

    L.

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    • Condivido in pieno quanto hai scritto.
      In pienissima sintonia con quello che penso e provo adesso. Lo conosco bene Milord, la persona più solare del pianeta.

      Riesce a metterci a nudo con due frasi e hai scritto quello che avrei voluto scrivere anch’io

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    • – Sto ascoltando:
      – VARIE – Rock y Latin Cuban-
      ___________________
      * Letting go slow – Bruce Springsteen
      – Is it raining at your house? Neil Young
      – Sofia – Alvaro Soler
      (Adesso) – Roma-Bangkok – Giusy Ferreri
      – Something about trains – Shelby Lynne
      – What l’d say – Bob Dylan
      – Lonely whiskey – Johnny Cash

      Hilde Strauß

      Ricordo che, quand’ero nella casa
      della mia mamma, in mezzo alla pianura,
      avevo una finestra che guardava
      sui prati; in fondo, l’argine boscoso
      nascondeva il Ticino e, ancor più in fondo,
      c’era una striscia scura di colline.

      Io allora non avevo visto il mare
      che una sol volta, ma ne conservavo
      un’aspra nostalgia da innamorata.

      Verso sera fissavo l’orizzonte;
      socchiudevo un po’ gli occhi; accarezzavo
      i contorni e i colori tra le ciglia:
      e la striscia dei colli si spianava,
      tremula, azzurra: a me pareva il mare
      e mi piaceva più del mare vero.

      Antonia Pozzi

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  13. La delicatezza e la bellezza di un racconto dentro il proprio intimo, la leggo fortissima qua.
    Bello, assolutamente bello.
    Quando gli occhi sanno soffermarsi nello spirito ecco che nasce la bellezza allo stato puro.
    Riesci a rivoltare, come un sacco di iuta, tutto quello che si ha dentro in una corsa contro il mondo, per fare vincere il pensiero e i sentimenti.
    Semplicemente eccezionale sai

    Buona domenica

    Susi

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      ___________________
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      – Sofia – Alvaro Soler
      (Adesso) – Roma-Bangkok – Giusy Ferreri
      – Something about trains – Shelby Lynne
      – What l’d say – Bob Dylan
      – Lonely whiskey – Johnny Cash

      Circe . Susi

      In me il tuo ricordo è un fruscio
      solo di velocipedi che vanno
      quietamente là dove l’altezza
      del meriggio discende
      al più fiammante vespero
      tra cancelli e case
      e sospirosi declivi
      di finestre riaperte sull’estate.
      Solo, di me, distante
      dura un lamento di treni,
      d’anime che se ne vanno.

      E là leggera te ne vai sul vento,
      ti perdi nella sera.

      Vittorio Sereni

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  14. Un post bellissimo.
    Profondo e scritto bene. Non saprei come meglio descriverlo. L’avrò letto venti volte e per venti volte ho visto quello specchio che mi rifletteva tutto un mondo.
    Bellissima la decisione di mettere un periodo nella presentazione.
    Molto emozionale.
    Btavo proprio, un bacione

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      Sonia Liverani

      Le gaggie della mia fanciullezza
      dalle fresche foglie che suonano in bocca…
      Si cammina per il Cinghio asciutto,
      qualche ramo più lungo ci accarezza
      la faccia fervida, e allora, scostando
      il ramo dolce e fastidioso, per inconscia vendetta
      si spoglia di una manata di tenere foglie.

      Attilio Bertolucci

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      Giovanna A.

      Se ne sceglie una, si pone lieve
      sulle labbra e si suona camminando,
      dimentichi dei compagni.
      Passano libellule, s’odono le trebbiatrici lontane,
      si vive come in un caldo sogno.
      Quando più la cicala non s’ode cantare

      Io

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  15. Un’emozione fortissima come un peso opprimente dentro al cuore che, improvvisamente, ti abbandona lasciando il vuoto.
    Un amore grande provato dentro, Ninni, come soltanto tu sai fare.
    E lo sai fare bene, eccome. Una forza chre è un terremoto dentro il cuore, l’anima e i sentimenti.
    Una potenza che come un turbine ti porta in alto, roteando velocemente e poi, al primo raggio di sole, ti sbatte violentemente in basso.
    Senza speranza e con un tuffo al cuore che ti toglie il respiro.
    ecco cosa sei riuscito a farmi provare.
    In pieno stile GB, ti ricordi? Anzi come mi sarebbe piaciuto, in merito, leggere anche Mari, Ulisse e Ireland, ti ricordi?
    Mi hai trasportata tanto e tantissimo lontana, come fossi stata “di velluto vestita”.

    ahahhaha

    😀

    Ti penso sempre Nì.
    Ma sempre sempre

    🙂
    Isy

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      Isabella Ozieri

      Le prime ombre e il silenzio della sera ci colgono,
      quasi all’improvviso, una smania prende le gambe
      e si corre sino a perdere il fiato,
      nella fresca sera, paurosi e felici.

      Io

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  16. Una furia un tornado di emozioni allo stato puro, Ninni.
    Uno tsunami che man manop che si avvicina, s’ingrossa e monta e gonfia, fino ad abbattersi sulla propria vita e coscienza.
    ma come fai?
    Riesci a farmi soffrire, gioira, sorridere, assime alle tue parole.
    Mi hai sempre fatto quest’effetto.
    Dalla spiaggia, con il tablet solo per te e solo per leggerti.
    (Mi sono letta anche il Caffè Espresso, bellissimo)

    Ciao Nì

    🙂

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      Lilly Simoncelli


      Ora è un tempo che non mi basta.
      La tua fronte non è più cielo,
      da quel mio cielo sole non cade,
      da quel sole luce non prende
      e colore il mio giorno.

      Io

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  17. Devo convenirne con gli altri, mi hai emozionato milord.
    E di più, avrei o mi piacerebbe averel scritte io questo pezzo. Sul serio.
    Molto forte, molto emozionale.
    Un saluto dalla partenope Capitale

    Dudù

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      Diadumeno

      A queste mani non sono più erba
      i tuoi freschi capelli nella siepe
      ove si andava per tenere strade
      in fondo al bosco degli occhi.
      Ora è un tempo che non dà pace.

      Io

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      Elena Simonin

      Ho rivisto il giardino, il giardinetto
      contiguo, le palme del viale,
      la cancellata rozza dalla quale
      mi protese la mano ed il confetto…

      Guido Gozzano

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  18. Abbiamo ascoltato insieme:
    (se le ascoltate anche voi, ad una ad una, e avremo trascorso un po’ di tempo insieme)


    Maître Gims – Est-ce que tu m’aimes?

    __________________________________________________________


    WILLY WILLIAM – Ego

    __________________________________________________________


    Alvaro Soler – Sofia

    __________________________________________________________


    Baby K – Roma – Bangkok – Giusy Ferreri

    Yo, Baby K
    Vestiti in fretta perché ho voglia di far festa
    Sai non importa il trucco, la bellezza è in testa
    Abbiamo visto il cielo piangerci addosso
    Perciò balliamo ora che il sole è il nostro

    Voglio una musica che mi ricorda l’Africa
    All’improvviso tutto il mondo cambia pagina
    Innamorarsi con la luna nel mare
    Partire e tornare
    Senza sapere quando
    Andata senza ritorno
    Ti seguirei fino in capo al mondo

    All’ultimo secondo
    Volerei da te, da Milano
    Fino a Hong Kong
    Passando per Londra, da Roma e fino a Bangkok
    Cercando te

    Stacca dal tuo lavoro almeno per un po’
    La vita costa meno trasferiamoci a Bangkok
    Dove la metropoli incontra i tropici
    E tra le luci diventiamo quasi microscopici
    Abbassa i finestrini voglio il vento in faccia
    Alza il volume della traccia
    Torneremo a casa solo quando il sole sorge
    Questa vita ti sconvolge

    Senza sapere quando
    Andata senza ritorno
    Ti seguirei fino in capo al mondo
    All’ultimo secondo
    Volerei da te, da Milano
    Fino a Hong Kong
    Passando per Londra, da Roma e fino a Bangkok
    Cercando te

    Anche i muri di questa città mi parlano di te
    Le parole restano a metà
    e più aumenta la distanza tra me e te
    Giuro questa volta ti vengo a prendere
    Senza sapere quando

    Volerei da te, da Milano
    Fino a Hong Kong
    Passando per Londra, da Roma e fino a Bangkok
    Cercando te
    __________________________________________________________


    Malika Ayane – Senza Fare Sul Serio

    __________________________________________________________


    Max Gazzè – La Vita Com’è

    Se fossi qui dipenderei dalle tue tenerezze
    Dette sul collo a bassa voce ma lo sai
    L’amore porta guai, si perde quasi sempre c’è gente
    Che facile non si riprede più
    Ma tu, guarda me, prendo tutta la vita com’è
    Non la faccio finita ma incrocio le dita e mi bevo un caffè

    Ammazzo il tempo provando con l’auto meditazione canto un po’
    Nella testa uhuhuhuhuhuhuhuhuhuhuhuh
    E mi rimetto ripulendo il mio salotto
    Dal terribile ricordo che resta di te

    Se fossi qui mi lascerei tentare dalle tue carezze
    Però ringrazio Dio che non ci sei
    L’amore fa per noi ma separatamente
    C’è gente che come me non si riprende mai, lo sai
    Guarda te, questo straccio di vita cos’è
    Non la faccio finita soltanto perché è pronto un altro caffè

    Ammazzo il tempo provando con l’auto meditazione canto un po’
    Nella testa uhuhuhuhuhuhuhuhuhuhuhuh
    E mi rilasso finché non avrò più addosso quel terribile
    Ricordo rimasto di te

    Indifferente che mente c’è l’eco di quelle malelingue che
    Mi han detto uhuhuhuhuhuhuhuhuhuhuhuh
    Ci sono cose su di lei che è meglio non sapere mai
    Sai che ricordo mi resta di noi
    Uhuhuhuhuhuhuhuhuhuhuhuh
    E mi rimetto ripulendo il mio salotto dal terribile
    Ricordo che resta di te

    Guarda me
    Prendo tutta la vita com’è
    Non la faccio finita ma incrocio le dita e mi bevo un caffè

    Ammazzo il tempo provando con l’auto meditazione canto un po’
    Nella testa uhuhuhuhuhuhuhuhuhuhuhuh
    E mi rilasso finché non avrò più addosso quel terribile
    Ricordo rimasto di te
    Indifferente che mente c’è l’eco di quelle malelingue che
    Mi han detto uhuhuhuhuhuhuhuhuhuhuhuh
    Ci sono cose su di lei che è meglio non sapere mai
    Sai che ricordo mi resta di noi
    Ma ci son cose su di me che forse non ci crederai
    Sai che ricordo ti resta di noi

    ___________________________________________________________________________________

    (Dedicato a Giovanna Orofiorentino) 😀
    Max Gazzè – Sotto casa

    Apra la sua porta,
    Faccia presto…
    Non importa
    Cosa crede lei
    Di questo
    Movimento
    Ma l’avverto
    Che al suo posto
    Non ci penserei
    Due volte,
    Dato l’imminente
    Arrivo di Gesù,
    Perché poi non torna più!

    Mi son reso conto
    Che serpeggia
    Tra i credenti
    Il malcontento
    Per la pioggia
    Di mancati
    Appuntamenti
    Nei millenni,
    Ma si metta
    Nei suoi panni…

    Quell’incetta
    Di pianeti
    Da salvare…
    Di pianeti da salvare!
    Possa la bontà
    Del vostro cuore
    Riscoprire
    Che la verità
    Si cela
    Spesso
    Dentro una persona
    Sola
    E non è tanto
    Il sesso
    A consolare
    L’uomo
    Dal suo pianto,
    Ma l’amore
    Buono
    Ed il perdono
    Santo
    Del Signore.
    Lasci
    Che le spieghi
    In due parole
    Com’è facile
    Sentire
    Gli echi
    Bassi ed immorali
    Di comportamenti
    Frivoli e meschini
    Quali
    Certi
    Omini
    In abito da donna,
    La vergogna
    Che neanche gli animali!

    Apri un istante
    E ti farò vedere io

    Che nasce sempre
    Il sole
    Dove
    Cerco Dio,
    In tutti
    I poveretti
    Che hanno perso
    Il senso immenso
    Della vita!
    Non chiedo mica
    Un regno
    Intero,
    Dico io…

    Sono un indegno
    Messaggero
    E cerco Dio

    In chi vendette
    Onore
    Per denaro
    E ora nel cuore
    Mette
    Un muro!
    Lei non si dimostra
    Illuminato
    Dalla grazia della vostra
    Santa Vergine Maria,
    Lo chiami pure, se ritiene,
    Il capo
    Della polizia,
    Ma a chi conviene

    Tutta quella baraonda
    Se l’ozono
    S’è ridotto
    A un colabrodo
    E basta
    Un solo
    Farabutto
    A fare in modo
    Che dell’uomo
    Non rimanga
    Neanche l’ombra…
    E poi ficcatevelo in testa:
    Non si viene
    Al mondo tanto
    Per godere,
    Ma soltante
    Perché un bene
    Superiore
    Ci ha creati!

    Apri un istante
    E ti farò vedere io
    Che nasce sempre
    Il sole
    Dove
    Cerco Dio,
    In tutti
    I poveretti
    Che hanno perso
    Il senso immenso
    Della vita!
    Non chiedo mica
    Un regno
    Intero,
    Dico io…

    Sono un indegno
    Messaggero
    E cerco Dio
    In chi vendette
    Onore
    Per denaro
    E ora nel cuore
    Mette
    Un muro!
    So che sei lì
    Dentro…
    Non ti muovi,
    Ma ti sento!
    Oggi te la cavi,
    Sì…
    Ma non finisce qui!
    In tutti
    I poveretti
    Che hanno perso
    Il senso immenso
    Della vita!
    Non chiedo mica
    Un regno
    Intero,
    Dico io…
    Sono un indegno
    Messaggero
    E cerco Dio
    In chi vendette
    Onore
    Per denaro
    E ora nel cuore
    Mette
    Un muro!

    _________________________________________________________


    Mike Oldfield – Moonlight shadow

    The last time ever she saw him
    Carried away by a moonlight shadow
    He passed on worried and warning
    Carried away by a moonlight shadow.
    Lost in a riddle that Saturday night
    Far away on the other side.
    He was caught in the middle of a desperate fight
    And she couldn’t find how to push through

    The trees that whisper in the evening
    Carried away by a moonlight shadow

    Sing a song of sorrow and grieving
    Carried away by a moonlight shadow
    All she saw was a silhouette of a gun
    Far away on the other side.
    He was shot six times by a man on the run
    And she couldn’t find how to push through

    I stay, I pray
    See you in Heaven far away…
    I stay, I pray
    See you in Heaven one day.

    Four A.M. in the morning
    Carried away by a moonlight shadow
    I watched your vision forming
    Carried away by a moonlight shadow
    A star was glowing in the silvery night
    Far away on the other side
    Will you come to talk to me this night
    But she couldn’t find how to push through

    I stay, I pray
    See you in Heaven far away…
    I stay, I pray
    See you in Heaven one day.

    Far away on the other side.
    Caught in the middle of a hundred and five
    The night was heavy and the air was alive
    But she couldn’t find how to push through
    Carried away by a moonlight shadow
    Carried away by a moonlight shadow
    Far away on the other side.

    Cordialità

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  19. Grazie Milord per l’ opportunità di ascolto di questa selezione musicale, e grazie ancor più per l’ opportunità di ascolto in Sua virtuale compagnia, seppur le Emozioni siano state ben reali.
    Con Stima illimitata
    Maria Silvia

    Liked by 2 people

  20. Manuela Rovati, Giorgia Mattei, Eleonora Bisi, Giovanna Orofiorentino, Diadumeno, Spillo, Maria Silvia, Gianluigi Top, Hilde Strauß, Lilly Simoncelli, arielisolabella-Lea, Marina Kanavaki
    Nell’elenco non c’é alcuna specifica classifica riferita agli amici

    Un grazie e un abbraccio

    😀

    _________________________________________

    Sia — Bird Set Free

    Clipped wings, I was a broken thing
    Had a voice, had a voice but I could not sing
    You would wind me down
    I struggled on the ground
    So lost, the line had been crossed
    Had a voice, had a voice but I could not talk
    You held me down
    I struggle to fly now

    But there’s a scream inside that we all try to hide
    We hold on so tight, we cannot deny
    Eats us alive, oh it eats us alive
    Yes, there’s a scream inside that we all try to hide
    We hold on so tight, but I don’t wanna die, no
    I don’t wanna die, I don’t wanna die

    I’m not gon’ care if I sing off key
    I find myself in my melodies
    I sing for love, I sing for me
    I shout it out like a bird set free
    No I don’t care if I sing off key
    I find myself in my melodies
    I sing for love, I sing for me
    I’ll shout it out like a bird set free
    I’ll shout it out like a bird set free
    I’ll shout it out like a bird set free

    Now I fly, hit the high notes
    I have a voice, have a voice, hear me roar tonight
    You held me down
    But I fought back loud

    But there’s a scream inside that we all try to hide
    We hold on so tight, we cannot deny
    Eats us alive, oh it eats us alive
    Yes, there’s a scream inside that we all try to hide
    We hold on so tight, but I don’t wanna die, no
    I don’t wanna die, I don’t wanna die

    I’m not gon’ care if I sing off key
    I find myself in my melodies
    I sing for love, I sing for me
    I shout it out like a bird set free
    No I don’t care if I sing off key
    I find myself in my melodies
    I sing for love, I sing for me
    I’ll shout it out like a bird set free
    I’ll shout it out like a bird set free
    I’ll shout it out like a bird set free
    I’ll shout it out like a bird set free
    I’ll shout it out like a bird set free
    I’ll shout it out like a bird set free

    _________________________________

    Ali tarpate, ero una cosa rotta
    Avevo una voce, avevo una voce ma non riuscivo a cantare
    Tu mi avresti esaurita
    Faticavo a terra
    Così persa, il limite era stato superato
    Avevo una voce, avevo una voce ma non riuscivo a parlare
    Tu mi tenevi giù
    Adesso fatico a volare

    Ma c’è un grido dentro che tutti cerchiamo di nascondere
    Ce lo teniamo stretto, non possiamo negarlo
    Ci mangia vivi, oh ci mangia vivi
    Ce lo teniamo stretto, ma non voglio morire, no
    Non voglio morire, non voglio morire

    Non mi importerà se canto fuori tono
    Trovo me stessa nelle mie melodie
    Canto per amore, canto per me
    Lo grido forte come un uccellino lasciato libero
    No, non mi importa se canto fuori tono
    Trovo me stessa nelle mie melodie
    Canto per amore, canto per me
    Lo griderò forte come un uccellino lasciato libero
    Lo griderò forte come un uccellino lasciato libero
    Lo griderò forte come un uccellino lasciato libero

    Ora volo, prendo le note più alte
    Ho una voce, ho una voce, ascoltami ruggire stanotte
    Tu mi tenevi giù
    Ma ho reagito a voce alta

    Ma c’è un grido dentro che tutti cerchiamo di nascondere
    Ce lo teniamo stretto, non possiamo negarlo
    Ci mangia vivi, oh ci mangia vivi
    Ce lo teniamo stretto, ma non voglio morire, no
    Non voglio morire, non voglio morire

    Non mi importerà se canto fuori tono
    Trovo me stessa nelle mie melodie
    Canto per amore, canto per me
    Lo grido forte come un uccellino lasciato libero
    No, non mi importa se canto fuori tono
    Trovo me stessa nelle mie melodie
    Canto per amore, canto per me
    Lo griderò forte come un uccellino lasciato libero
    Lo griderò forte come un uccellino lasciato libero
    Lo griderò forte come un uccellino lasciato libero
    Lo griderò forte come un uccellino lasciato libero
    Lo griderò forte come un uccellino lasciato libero
    Lo griderò forte come un uccellino lasciato libero!!!

    __________________________________

    With my best compliments to Sia/Kate and a hug.

    Ninni

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