Una storia 1

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Sophie si sentiva sempre molto a disagio quando assisteva a una lite in famiglia. Questa poi le era particolarmente sgradevole. Sua sorella minore Althea, invece, di solito si divertiva un mondo in queste 2occasioni, anzi, addirittura “rimestava nel torbido”, come impropriamente ma eloquentemente sosteneva la loro vecchia tata. In questo caso però, essendo coinvolta personalmente, Althea stava per dare in escandescenze.
— È un’ingiustizia — esplose in tono rabbioso. — Una vera ingiustizia! Perché diavolo quella vecchia strega odiosa abbia deciso di lasciare tutti i suoi soldi a Sophie, e niente a me e a Frank, questo proprio non lo capisco.
— Bada, Althea, certe volte dovresti proprio tenere a freno la lingua. Usi un linguaggio che non è certo adatto a una fanciulla — la rimproverò in tono insolitamente brusco il dottor Sterling.
Sua moglie, il cardine della famiglia e la più dotata di senso pratico, intervenne prima che potesse metterci il becco anche il suo figlio minore, un ragazzino di quindici anni vestito in uniforme da guardiamarina (erano due settimane ormai che era a casa, ma non riusciva a separarsi dalla sua amata uniforme). — Devi ammettere, mio caro, che tua zia sapeva essere estremamente irritante, quando voleva. Non una volta che io sia andata a farle visita e mi sia stata risparmiata la sua lingua tagliente.
— Non ci sei andata molto spesso, però — fece notare il dottor Sterling. — Anzi, se è per questo nessuno di voi si è mai scomodato troppo per andare a trovarla, tranne Sophie. E non certo per una questione di distanza: Battersea non è molto lontano da Clapham.
— Be’, io ci andavo molto malvolentieri — ammise Althea. — Tanto per cominciare la casa era buia, triste e piena di quelle orribili reliquie indiane… sai di che cosa parlo, no, papà? E poi conoscevo a memoria il suo album dei visitatori, quello che mi dava sempre da sfogliare, come se fossi stata una stupida bambinetta. — Frank aprì la bocca in un largo sorriso e sua sorella scattò inviperita — E tu non osare dire una parola! Tu andavi solo a Natale nella speranza di ricevere un regalo. E lei era tremenda, papà, mai una volta che trovasse qualcosa di bello da dirti.
— Perché tu non avevi la minima idea di come condurre una conversazione con lei — obiettò il padre, non senza ragione. — Anche se devo ammettere che a volte aveva una lingua decisamente caustica. — Be’, secondo me era la persona più acida che io avessi mai conosciuto, ed era un’avaraccia, per di più. A Natale cinque scellini era il massimo che ci toccava, Sophie compresa. Avrebbe potuto arrivare almeno a una ghinea.
Sophie, che fino a quel momento se n’era stata zitta, abbassò gli occhi sulle mani che teneva intrecciate in grembo. Era vestita in un semplice abito grigio, con la gonna che si allargava sulle tre sottogonne d’obbligo. — Be’, immagino che quando si è ricchi come la prozia Adela si abbia tutto il diritto di essere sgradevoli di tanto in tanto, specie quando si sa benissimo che alla gente non interessa altro che la destinazione dei propri soldi.
Althea le lanciò una rapida occhiata, decisamente malevola. — Oh, lo sappiamo tutti che tu le leccavi le scarpe.
— Dove andrai mai a pescarle certe espressioni! — esclamò suo padre. — Dal ragazzo delle consegne o dalla sguattera, direi. Leccare le scarpe!
La signora Sterling sorrise indulgente. — Sei davvero un ragazzaccio, tesoro. Ma sarebbe ora, mia carissima3 Thea, di comportarti un po’ più da signorina. Dovrai imparare le buone maniere, se vuoi trovarti un marito ricco.
— E come potrò trovarmi un marito ricco se non ho una dote decente? Sophie non avrà problemi in questo senso, perché si sa che i soldi sposano soldi. E non ha nemmeno bisogno di essere bella.
— Vipera! — esclamò suo fratello. Era comodamente sprofondato nella sua poltrona, le gambe accavallate. — Che perfidia… forse ti viene dalla prozia Adela in persona. Anche se devo dire che un po’ più di soldi in tasca non sarebbero dispiaciuti nemmeno a me.
— Taci, signorino — lo interruppe brusco il dottor Sterling. — Quanto a te, Althea, mi sorprendi. Certi discorsi non solo sono sconvenienti in bocca tua, ma sono anche scortesi nei confronti di tua sorella, che non ha niente da rimproverarsi. Quanto alla dote, quando sarà il momento ti verrà assegnata una somma adeguata, anche se siamo tutt’altro che ricchi. Comunque non mi piace affatto vederti mostrare una natura così invidiosa.
— Ti chiedo scusa, papà. — Althea rivolse al padre uno sguardo carezzevole dei suoi begli occhi azzurri, che sapeva sfruttare bene; questa volta, comunque, non riuscì a raddolcire il dottore. — È così ingiusto — ripeté allora la ragazza. — Adesso Sophie sarà libera di fare tutto quello che vorrà.
4— Qui ti sbagli di grosso: non cambierà niente, anche se tua sorella avrà un po’ più di denaro per le piccole spese. Sono proprio deluso dalla vostra natura così poco generosa. Nessuno di voi ha mai fatto nemmeno il più piccolo sforzo per essere gentile verso la prozia Adela e lo scorso Natale tu, Althea, non hai smesso un solo momento di sbadigliarle maleducatamente in faccia. Quanto a te, Frank, non ti sei nemmeno preso la briga di nascondere la tua noia.
— Be’, effettivamente non mi stavo certo divertendo — ammise il ragazzo. — Non c’erano altro che vecchissimi parenti, tutti con la sola speranza di avere una fetta della torta quando fosse giunto il momento. Chissà come sono rimasti delusi!
— Basta adesso! — intervenne il dottore. — Mi accorgo di essere stato fin troppo indulgente con voi ragazzi e la vostra malignità è il frutto dell’eccessiva libertà che vi ho concesso.
— Oh, papà — protestarono in coro i due ragazzi, mentre Sophie, disgustata dall’andamento di quella conversazione, girava la testa a guardare fuori dalla finestra, invece di unirsi al coro. La stanza si apriva sul giardino, che adesso mostrava la sua faccia invernale, con gli alberi spogli e un’unica macchia di verde fornita da alcuni cespugli di alloro che celavano la casa dalla strada.
Villa Smyrna era una dimora spaziosa e quella sala si estendeva dalla facciata al retro. Era divisa in due per non disperdere eccessivamente il calore per mezzo di porte pieghevoli che venivano riaperte durante i ricevimenti. La colazione veniva sempre servita in quella stanza a un piccolo tavolo, mentre la sala da pranzo al di là del vestibolo veniva usata come sala d’attesa per i pazienti che arrivavano in carrozza. I più poveri venivano introdotti in un piccolo fabbricato a un solo piano a fianco della casa: qui salivano alcuni gradini e da una porta esterna accedevano a una semplice sala d’aspetto con delle sedie da poco prezzo lungo le pareti. Una breve scala in fondo al vestibolo portava alla sala di consultazione del dottore. Pur senza essere pretenziosa, era una casa abbastanza grande da essere confortevole ed era situata su un viale alberato che portava al Parco di Clapham.
— Se c’è una cosa che mi irrita — disse il dottor Sterling — è quando la gente se la prende con qualcuno che fa5 quello che vuole delle sue ricchezze. Ho visto fin troppe scene sgradevoli al capezzale di certi pazienti in punto di morte. Sophie ha proprio ragione su questo punto. Ed è sempre stata affezionata alla zia Adela, cosa che non si può dire di voi due. Non dico che mi sarebbe dispiaciuto se vi avesse lasciato una modesta somma di denaro, ma considerando la vostra condotta, probabilmente è meglio che le cose siano andate così.
— Una somma modesta! — esplose di nuovo Althea. — Era abbastanza ricca da poter lasciare un bel po’ di soldi a tutti e tre noi, e invece no, dev’essere Sophie ad avere tutto. E io, allora? E Frank?
— Sì — confermò il fratello — È sempre un problema rimanere al passo con i ricchi. Qualcosina di più.
— …sarebbe certo stata sperperata pian piano in frivolezze — concluse suo padre. — Mi vergogno di voi due. E tu sei perfettamente in grado di provvedere da solo al tuo futuro, Frank. Quanto a te, Althea, hai la fortuna di un aspetto che ti procurerà indubbiamente un bel numero di offerte, dato che i giovanotti sono quel che sono. Sophie invece ha altre doti, che non sono così facili da scoprire di primo acchito, ma che verranno apprezzate in un secondo tempo. La fortuna di zia Adela ti potrà fare comodo, non è vero, mia cara?
La signora Sterling, che aveva un debole per Althea, ma ben poco in comune con la sua più intelligente figlia maggiore, si strinse nelle spalle. — Be’, so che tu hai sempre preferito Sophie agli altri due, ma…
Suo marito cominciava a irritarsi. — Voglio sperare di non essere mai stato colpevole di alcun favoritismo. Ma Sophie e io abbiamo molti interessi in comune.
— Vorrei proprio che non parlaste di me come se io non fossi presente — protestò questa sorridendo. — Perché non cambiamo argomento, papà?
6— Volentieri — rispose lui. — Per favore, versami ancora un po’ di caffè, Rose.
Il caffè fu versato in silenzio. A Sophie, abituata a non essere considerata all’altezza della sorella da sua madre, bastava avere l’approvazione del padre. In verità in molte cose Althea le era superiore: sapeva suonare il piano brillantemente, mentre lei se la cavava con prestazioni modeste, sapeva disporre i fiori con grande gusto, mentre le sue composizioni finivano sempre per pendere stancamente da una parte, ricamava in maniera squisita, anche se, quando si trattava di semplici lavori di cucito che richiedevano una certa pazienza, Sophie sapeva di essere più abile di lei.
In fatto di interessi e occupazioni intellettuali, però, Sophie non aveva rivali. Althea raramente apriva un libro, e le poche volte che lo faceva era per metterlo da parte dopo cinque minuti con uno sbadiglio. Non aveva pazienza nemmeno con le poche faccende di casa che le venivano assegnate. Il dottor Sterling era fermamente convinto che le donne dovessero essere in grado di dirigere efficientemente una casa e spesso pregava Sophie di sbrigare questa o quell’incombenza, cosa che la ragazza faceva solitamente senza sentirsi per questo particolarmente capace e dotata.
— Mi chiedo che cosa ne dirà Lord Randolph di questa faccenda — osservò la signora Sterling, riluttante ad abbandonare la questione dell’eredità.
— Il suo parere non ha la minima importanza — replicò brevemente il marito. — Il nostro legame di parentela con Adela Crabtree era stretto quanto il suo. Comunque non ho avuto alcuna occasione di parlare con mio cugino durante il funerale.
— Non si è degnato spesso di rivolgere la parola a qualcuno di noi — ribatté la signora Sterling, raddrizzando le spalle e gonfiando il petto. — Senza dubbio ritiene che la famiglia di un semplice medico sia troppo umile per meritare la sua attenzione.
— Abbiamo percorso strade diverse. Io ero il minore di sette fratelli, come ben sapete, e sono stato costretto a lavorare per guadagnarmi da vivere. Non che mi sia mai pentito della mia scelta. E ringrazio il cielo che i miei genitori, che Dio li abbia in gloria, non siano sopravvissuti per vedere com’è stata decimata la loro famiglia.

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Fine primo capitolo
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40 pensieri su “Una storia 1

  1. Iniziammo, con questo primo capitolo, una “narrazione lunga” suddiviso e che avrà cadenza al:
    Mercoledì, Venerdì e Domenica (tre uscite settimanali, salvo ulteriori eccezioni che verranno, comunque, pubblicizzate in tempo) fin quando la storia giungerà alla sua conclusione naturale.

    Grazie per la considerazione e generosità.

    Cordialità.

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  2. Caro Antonmaria

    Come me, sicuramente anche altri stavano in attesa di una Vostra opera in capitoli. Come sempre, la trama ci avvincerà di capitolo in capitolo.
    Già l’ esordio, che descrive il quadretto familiare nel contesto di una discussione, delinea, ancora in linea di massima, aspetti del carattere dei componenti il nucleo.
    Inutile dire che la mia simpatia vada a Sophie per la sua compostezza; a mio avviso, l’ esuberanza, specie nelle donne, è disdicevole.
    Vedremo in seguito, ma questo suo contegno, messo in prova nella situazione litigiosa narrata, me la fa immaginare una persona con Classe e Dignità nonostante sia molto giovane.
    La morale di questo primo passo del romanzo è, a mio avviso, che la vita compensa in bene o in male il bene o il male del proprio comportamento.
    Grazie Antonmaria. PoterVi leggere e aver la possibilità di esprimere le proprie riflessioni, è davvero entusiasmante.
    Con Stima e Affetto,

    Maria Silvia

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      • Gentile Signora Giorgia

        Mi fa piacere trovarLa d’ accordo. Io sono molto rigorosa in merito al contegno comportamentale, non solo indice di buona educazione, bensì anche di dignità personale e rispetto verso gli altri. Si spiega così la mia riservatezza e selettività.
        RingraziandoLa per il pensiero di avermi scritto, Le auguro una bella serata.

        Maria Silvia

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    • Lady Maria Silvia

      i valori di cui ne rende merito evidenziandoli, fortunatamente, sono portati in alto da tante persone che, però vengono occultati e mortificati dall’azione di quei pochi, che distruggono tutto.
      Come nella vita questi loschi figuri, sono come Juda.
      Agiscono alle spalle con cattiveria.

      La forza e la dignità, di una donna, come dell’uomo, sono grandi quando ci si raffronta con gli altri, con sincerità e onestà.
      Sottolineo completamente le sue affermazioni che condivido completamente.
      Le lascio un caro saluto e buona serata

      Theresa Elizabeth Warren

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      • Gentile Lady Theresa Elizabeth Warren

        Veda, Milady, a costo di rimanere isolata, non transigo sul rigore valoriale.
        La ringrazio per l’ attenzione che sempre mi riserva.
        Con tanta Stima, La saluto cordialmente

        Maria Silvia

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  3. Una storia che si presenta bella e delicata.
    Una bella descrizione del focolare.
    Mi sono piaciuti i dialoghi. Sembra quasi di essere presente.

    Ho visto le stanze e repirato i profumi.
    Sophie, che amore. Concordo completamente con la Sig.ra Maria Silvia
    Grazie.
    Milord siete bravo.
    Un rispettoso abbraccio

    Giorgia

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  4. Caro Milord,
    rileggo con moltissima attenzione questo primo capitolo che stampai, quasi due anni fa mi sembra, quando lo pubblicasti una prima volta.
    Ricordo che mi colpì per la fluidità, la sua bellezza e la sua forza narrativa. E poi, che storia d’amore delicata, un po’ sofferta.
    Mi ricordo che mi commuovevo nella lettura e nell’avvicendarsi dei vari capitoli. Li ricordo come fosse adesso.
    Li ricordo con tanto affetto come ricordo che leggevo i capitol di notte, al chiusa della ma stanza e sognavo, sognavo, sognavo…
    Che grande arte hai in quelle mani e in quella teta.
    Che grande cuore quando ci regali delle storie siano esse d’amore, che di thriller.
    Una delicatezza che mi ha colpito tantissimo e che mi lasciava estasiata.
    Sophie è una ragazza eccezionale.
    Una ragazza a cui tendere come bontà e pulizia mentale
    Forse figure d’altri tempi? No, non credo.
    Mi piace essere come lei, una donna che vale la pena voler bene e che, della sua bontà, ne ha fatto un cavallo di battaglia.

    Certo Althea …
    Una grand ebella lettura che mi ha preso e che mi prenderà sicuramente, tenendomi, come allora, inchiodata a questo schermo in attesa dei successivi articoli.

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  5. Ecco il famosissimo romanzo della connotazione della Donna/ragazza ideale. Quella per cui la vita andrebbe, volentieri vissuta senza limite.
    Quella donna la cui dirittura morale e la pulizia, abbatte e annienta ostacoli soltanto con la sua classe.
    La lessi con tantissimo intesse (e qualche capitolo lo stampai) per la descrittività bella e grande dei personaggi.
    Si entra, di prepotenza, nella fucina di un romanzo di fine ottocento con quella appropriatezza colloquiale e di linguaggio che ti sono note.
    Mi ricordo.

    Come mi ricordo quando, durante una gradevole e altissima discussione sulle qualità della persona, ti dissi che una donna così era troppo idealizzata e che era molto improbabile che potesse esistere.
    Ricordo che fosti laconico.
    Ricordo che rispondesti:
    “E invece esiste” E’ da qualche parte la fuori. Io so che c’è …”.

    Come è andata quella ricerca Ninni, caro milord?
    Tu che dai e regali speranze, non ti sei stancato di cercare?
    Il romanzo è un capolavoro e ti dissi, perché lo pensavo, che non saresti mai riuscito a superarlo per intensità, bellezza, forza romantica e connotazione umana.
    Invece, poi, vennero gli altri.
    Mentre noi, questa sera stiamo rileggendo (almeno mi sembra) con grandissima soddisfazione questo romanzo che parla di un mondo, l’altra parte di noi stessi invidia molti di quei personaggi.
    Care figure di fine ottocento che si snodano e vivono di tutto quello che, a noi vili parassiti di una società ridotta a suo proprio consumismo) non abbiamo più.

    Grazie amico mio.
    Grazie amico caro.
    Mi rendo conto che attingiamo e attingiamo senza donarti nulla se non la nostra più profonda gratitudine.
    Spero possa bastarti per ripagare di tutto questo capolavoro di letteratura fine e attenzione ai particolari.
    Ti stimo
    Ciao

    L.

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  6. Mi creda, siamo alla perfezione stilistica.
    Mi è sembrato di capire che questo Suo romanzo, venne pubblicato circa due anni fa.
    Non l’ho letto. Ero negli Stati Uniti e mancai per circa sei mesi.
    leggo un capitolo che parla di bellezza, focolare, damiglia e famiglia filiale.
    Amore genitoriale e routine tra fratelli e sorelle.
    Una belleza che colpisce fin da subito.
    Mi creda, mi sono fatto attentissimo augurandomi quei momenti di qualità dove, una lettura buona e sana può portare, soltanto, quell’intimo piacere che ci pervade.
    Mi unisco alle voci corali associandoLe la mia più profonda stima (e come si potrebbe farne a meno?)…

    Buona serata
    Amedeo

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  7. Un capitolo, che sembra iniziare, con tutti i crismi dell’affabulazione più profonda.
    Siamo di fronte ad u romanzo che si presenta con un impianto ben preciso.
    Una storia, di fine secolo, che ha la sua ragione nello svolgimento di una intimità familiare comune, per allora.
    Dalla “vis dramatica” si intravede, già, un impegno non comune nella narrazione.
    Si tratta, infatti, di porre in essere usi e costumi di un Epoca che ha fatto epoca.

    Una attenzione che a Lei, caro dott. Raimondi, non manca di certo. nel ringraziarla per questa sua, piacevole, prova di maestria, le auguro una buona giornata.

    Bruno

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  8. Caro Milord, come non ricordare questo vostro scritto così intenso ? In questo spaccato familiare avete descritto i singoli caratteri dei personaggi in maniera magistrale. I più: indifferenti a certi parenti, anche antipatici e noiosi, mentre Sophie: delicata e riservata fanciulla non si è mai tirata indietro nel trovare e condividere affetto verso di loro, porgendo il suo cuore pulito con pazienza e dolcezza.
    Sophie è l’emblema della profonda signorilità: scevra da interessi venali ma bensì cercando il lato migliore delle persone porgendo sempre una mano affettuosa.
    Questi personaggi mi affascinano, perchè anche se siamo solo all’inizio del racconto, ne riconosco alcuni caratteri vissuti nella mia famiglia.
    Vi leggo con grande piacere e gioia. Grazie per tutto ciò che ci donate in ogni vostro scritto.
    A presto. Con l’affetto di sempre e la stima che vi porto, accettate un sincero abbraccio.

    Giovanna

    La storia siamo noi

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  9. Ho letto con tantissimo interesse prima e, mano a mano, l’interesse diventava attenzione, questo tuo primo capitolo di un romanzo che è iniziato con una grande delicatezza.
    La storia inizia con una sorta di vita intima, dentro una famiglia normalissima britannica di fine secolo. Ti confermo che, fin da ragazza durante lo studio della nostra storia, ero incantata da questo tipo di famiglie che davano, almeno a noi signorine, la certezza dell’amore familiare.

    Poi, naturalmente si cresce.
    Quello che mi ha colpito più di tutto è il fatto che tu abbia narrato, di tutto questo, con una padronanza e proprietà non comuni. Sembra che tu ci sia nato in una di queste famiglie.
    Una famiglia tipo.
    Le ragazze da marito e i fratelli; i genitori di periodo.
    C’è una letteratura approfondita al proposito e non sarà qua il momento di parlarne.
    Voglio, però, sottolineare quello che mi è sembrato di cogliere.
    La protagonista, ma siamo all’inizio, credo sia da individuare in Sophie.
    Una ragazza che, in questo capitolo ha dato l’impressione di grande spirito d’osservazione e di grande classe.
    Veramente notevole devo dire.
    Ma l’osserveremo più avanti.
    Ti ringrazio, mio preziosissimo amico, per avere iniziato una storia che mi affascina (ma sono naturalmente portata per queste storie).
    Ho letto dei commenti bellissimi come la cara Lady Maria Silvia, la brava Hilde Strauss e la sorpresa Eleonora Bisi.
    Un grande applauso a tutti e per tutti.
    Un caro abbraccio a te.
    Ci sono.

    Theresa E.

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