Una storia 5

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George era diventato rosso di rabbia. — È mostruoso. Ma la vecchia aveva ancora il cervello a posto?
— A quanto pare ragionava perfettamente.
— Allora questa ragazza deve averla plagiata, dev’essersi data da fare per ottenere quel risultato. È incredibile! Ci siamo io, Maurice, i figli dello zio Joseph e tutti i cugini. Non è giusto che sia stata scelta una sola persona tra tutti, specialmente se non ha legami di sangue più stretti dei nostri e noi non ne sappiamo nulla. Avete detto che suo padre è medico?
— Sì.
— E voi la conoscete?
— Sono andato a far loro visita qualche giorno fa.
— Dove abitano questi Sterling?
— A Clapham.
George lo guardò esasperato. — E dove diavolo si trova questo posto?
— Nella parte sud della città — fece suo padre con un vago gesto della mano. — Tutto quello che ti posso dire è che Robert mi ha fatto passare dal ponte di Vauxhall. La zona è diventata un quartiere rispettabile.
— Non ne ho mai sentito parlare. Non sembra un granché, come posto.
— Be’, immagino che gli abitanti di Clapham abbiano bisogno di un dottore come tutti gli altri. Ho il bicchiere vuoto, George.
Suo figlio glielo riempì. — Sto cercando di capire quello che dite. State davvero proponendo a uno di noi, in particolare a me, di sposare quella ragazza per i soldi della prozia Adela?
— Esattamente — confermò senza mezzi termini il padre. — O almeno te la propongo come una prospettiva da prendere in considerazione. Non pensi che sarebbe bene che quel denaro rimanesse in famiglia?
George scoppiò in una fragorosa risata. — E secondo voi risolveremmo tutti i nostri problemi in questo modo? Forse, se mi ci mettessi di buzzo buono, potrei trovare un’ereditiera che mi è più congeniale nella buona società.
— È possibile, ma questa ce l’abbiamo a portata di mano. Voglio un erede, George, e non ho più molto tempo davanti a me.
Suo figlio si oscurò in viso. — Oh, adesso capisco. Vengo messo sul mercato come stallone, proprio come i miei cavalli arabi!
— Su, non essere volgare. Non è naturale che un uomo voglia vedere i suoi nipotini? Non sono loro la salvaguardia della sua eredità?
— Quale eredità? Forzieri vuoti e una vecchia casa in pessime condizioni? Plummers sta cadendo a pezzi, a quel che ho capito.
— E poi c’è il nostro nome, George, un nome antico e onorevole; anche questo è molto importante.
— Una manica di ladri del nord — borbottò George. — E questa ragazza, poi! Chi mi dice che noi due ci troveremo anche solo vagamente sopportabili? Perché dovrebbe prendere in considerazione proprio me? Non mi conosce, come io non conosco lei, e con tutti quei soldi non le mancheranno certo i corteggiatori.
— Non è cambiato niente nel mondo. La gente si sposa per tutt’altri motivi che l’amore e tu un giorno non troppo lontano sarai Lord Randolph di Redesdale, un titolo che farebbe gola a qualsiasi madre ambiziosa. Se da una parte David Sterling ha parenti altolocati, la signora Sterling ha grandi pretese; mi è bastata una sola visita per capirlo.
— Che cosa? Non mi direte che avete già parlato della faccenda?
— Ma certo. Quando ho saputo del tuo arrivo mi sono recato a Clapham per sentire il parere del dottore, e al tempo stesso dare un’occhiata alla ragazza.
Adesso George era davvero furente e per un attimo dovette sforzarsi di trovare le parole giuste per esprimere la3 sua indignazione. — Signore, devo dirvi che considero la vostra iniziativa un atto di estremo dispotismo. Vorrei proprio che mi parlaste non come a un diciottenne, ma come all’uomo adulto di ventotto anni che sono. Immagino di essere in grado di scegliermi da solo una moglie, sempre che io la voglia, senza interferenze da parte vostra.
Lord Randolph alzò le spalle, indifferente a questa esplosione di rabbia. — Se hai intenzione di stabilirti a Plummers non ti farebbe comodo una moglie, soprattutto una moglie ricca?
— Non ho ancora pensato a questo aspetto della faccenda. Ma voi mi state davvero dicendo che volete che io chieda in moglie la figlia di un medico che vive in un orribile quartiere di periferia con una madre che a quanto pare è una megera?
— Odio lo snobismo, George, lo trovo così volgare.
George picchiò il pugno sulla mensola del camino, a cui si era avvicinato di nuovo per guardare bene in faccia suo padre. Un cagnolino di porcellana si capovolse alla violenza del colpo. — Non mi consigliereste questo matrimonio se la ragazza non avesse ereditato i soldi di Adela Crabtree. Questa è ipocrisia pura, un atteggiamento che non trovo meno volgare dello snobismo.

5-maria-silvia-di-sagre-hohenstaufen— No di certo. Si tratta di un giusto senso delle condizioni sociali. Secondo tua zia Louisa…
— Lei è addirittura peggio di voi. Non ho mai visto nessuno che come lei si desse da fare per trovare un duca per Amabel, anche se poi ha dovuto accontentarsi di un visconte. Queste sono contrattazioni da mercato.
— Non usare quel tono con me! — esclamò il padre, ormai irritato quanto George. — È inutile essere così critici su quello che è già successo e, quando avrai dei figli tuoi, se appena avrai un minimo di senso della famiglia, vorrai anche tu il meglio per loro. Comunque il matrimonio di Amabel sembra essere riuscito e lei ha due figli e un altro in arrivo.
Al momento George non era affatto interessato alla situazione coniugale di sua cugina, così rimase in silenzio mentre nella sua testa si affollavano pensieri diversi: Plummers, che aveva molto amato da ragazzo, rimesso in ordine, una stalla nuova, i suoi cavalli che brucavano l’erba fresca dell’Oxfordshire, e lui stesso ricco e con un’ottima posizione sociale nella contea. Era una prospettiva tutt’altro che sgradevole. E a tempo debito, certo, anche una moglie e dei figli. — E qual è stato il risultato della tua visita? — chiese bruscamente tornando coi piedi per terra.
— Volevo vedere David e assicurarmi almeno che la figlia non fosse già stata promessa ad altri. Gli ho parlato in privato, buttandogli là l’idea. E mi sono fermato a pranzo per conoscere la ragazza.
— Vedo che non hai perso tempo. E com’è questa mia cugina?
— Una persona sensata e tranquilla. È bene educata ed è il tipo giusto per aiutarti a mettere un po’ d’ordine nella tua vita.
— Mio Dio! — esclamò George, accalorandosi. — Avete proprio deciso che io debba morire di noia?
— Questa è un’osservazione del tutto superflua. Speravo proprio che tutti quegli anni lontano da casa ti avessero fatto maturare.

— Perché non voglio farmi manipolare da voi? E poi, vogliate perdonarmi, signore, è passato troppo poco tempo dal mio ritorno perché voi possiate farvi un’idea di come gli anni mi abbiano cambiato. — Tacque per un attimo, giusto il tempo di rimettere in piedi il cagnolino di porcellana. — Ed è graziosa questa ragazza? — chiese poi all’improvviso.
— No, non direi. Quella che è una bellezza è la sorella minore, ma la signorina Sophie ha un aspetto molto gradevole.
— In altre parole non è bella. — Seguì un lungo momento di silenzio. Lord Randolph guardava le fiamme nel camino mentre suo figlio s’infilava la mano in tasca per prendere la scatola dei sigari, ma poi cambiava idea, ricordandosi che in1-grandi-armi-raimondi quella stanza non gli era mai stato permesso di fumare. Così guardò la pioggia che cadeva incessante fuori, sulla strada allagata, e la gente che passava frettolosa accanto alla finestra, al riparo dell’ombrello. — Mi ero dimenticato di come fosse l’inverno inglese — disse alla fine, poi tornò a guardare suo padre in faccia. — Che peccato che noi due non ci siamo mai piaciuti troppo, non vi pare? Anch’io avevo delle aspettative, devo ammetterlo: speravo proprio che voi mi avreste accolto con maggiore indulgenza. Non sono più lo stesso ragazzo che se n’è andato.
Lord Randolph, che era sempre stato una persona chiusa e dotata di una volontà di ferro, era uso a non dare spiegazioni a nessuno e quindi non rispose a suo figlio, ben consapevole che questi aveva in una certa misura ereditato entrambe queste caratteristiche. Fuori passò una carrozza, che schizzò acqua sui passanti, poi un fattorino che fischiettava e un uomo che spingeva davanti a sé un carretto coperto di tela cerata.
Alla fine Lord Randolph, facendo quello che per lui era uno sforzo enorme, cominciò lentamente a parlare. — Non è vero che tu non mi piaci, ragazzo mio. È vero che in passato non andavamo molto d’accordo e ammetto che quel processo mi ha addolorato molto. L’unica mia consolazione era che tua madre non fosse più qui a dover subire quello scandalo.
— Così mi avete detto allora — fece a denti stretti George. — Non mi pare necessario doverlo ripetere.
Un’altra pausa di silenzio. — Hai ragione, non era il caso, ti chiedo scusa, George. Adesso tu sei più vecchio e più saggio, ne sono certo. Quanto a me, non so fino a quando continuerò a imporre la mia presenza al mondo. Che ne diresti di stipulare una tregua e di ricominciare daccapo? Vorrei che tu mi raccontassi dei tuoi viaggi e mi piacerebbe discutere della nostra situazione finanziaria. Ne abbiamo di cose da dirci noi due, e poi io… — Per dire questo dovette fare uno sforzo ancora maggiore. — Io comincio a sentirmi mancare le forze. Ho bisogno del tuo aiuto, mio caro ragazzo.
Solo un cuore di pietra sarebbe riuscito a resistere a quel ramoscello di ulivo. George si chinò in avanti ad afferrare la mano tesa di suo padre. — Credetemi signore, nulla mi farebbe più piacere che potervi aiutare. È vero che non siamo mai andati d’accordo, ma forse adesso… in fondo sei anni sono tanti.

2— Sono davvero tanti — ripeté Lord Randolph. — E quante volte ho desiderato… — Si interruppe. Per nulla al mondo avrebbe ammesso quanto avrebbe voluto rimangiarsi le dure parole che aveva pronunciato, come si era pentito delle liti feroci dei giorni in cui il capitano Lawrence Horton aveva fatto istanza di separazione al tribunale e fatto causa a George per aver sedotto sua moglie. Il processo era stato lo scandalo della stagione del 1844. Al termine del processo, George era stato allontanato dall’Inghilterra, padre e figlio nemici acerrimi tra loro. Adesso Lord Randolph sapeva che questa era la sua ultima possibilità di rappacificarsi col figlio. — Un altro brandy, per favore, George. Quel vecchio idiota del dottore ha cercato di convincermi a non berne più di un bicchiere, dicendo che mi avrebbe nuociuto. Nuociuto in che modo, dico io? Se intendeva dirmi che poteva rubarmi qualche mese di vita, posso solo dire che non mi sembra un argomento molto convincente. Forse chiederò consiglio al dottor Sterling, che è più giovane e magari ha delle idee più moderne. Il che ci riporta a sua figlia.
— Dobbiamo proprio tornarci sopra, signore?
— Prova almeno a fare la sua conoscenza, se non altro per pura cortesia.

4Padre e figlio si guardarono un attimo negli occhi, due forti personalità in lotta per la supremazia. Poi George si strinse nelle spalle. — Se proprio devo, lo farò. Certo, devo confessare che una tale fortuna potrebbe farmi molto comodo. Ma non voglio essere presentato come potenziale marito.
— Certo che no — rispose tranquillo suo padre, già soddisfatto per avere realizzato il primo passo del suo piano. — Ho fatto in modo che tu la possa conoscere in un modo assolutamente naturale — continuò, senza aggiungere che aveva però dovuto vincere una certa riluttanza da parte del dottor Sterling. — C’è un gentiluomo di nome Willsher, a Wandsworth, che ha una bella casa in cima alla collina. E si dà il caso che Sterling sia il suo medico. Le famiglie sono amiche e poiché questo gentiluomo dà un ballo per il nuovo anno, ti ho procurato un invito per il ricevimento che avrà luogo tra due settimane.
— Siete davvero un abile cospiratore — fece sarcastico George.
Suo padre accolse questa reazione come un complimento. — Non è stato poi tanto difficile, dato che la signora Willsher è parente di Warburton. Se starò abbastanza bene ti accompagnerò al ballo e ne approfitterò per parlare a David del mio stato di salute. Andrai, allora?
Non era una vera domanda e George cedette, cercando di dissimulare il più possibile la sua contrarietà. — Immagino che ormai debba farlo, ma non createvi aspettative e non esigete promesse da me.
— Più che giusto. Ma ecco il campanello della cena. Devi avere fame dopo il viaggio. — Lord Randolph si alzò in piedi e, il bastone in una mano e l’altra appoggiata al braccio di George, si incamminò verso la sala da pranzo, dove si godette il pasto migliore che avesse mai consumato da un po’ di tempo.
Quella sera, quando Lord Randolph si fu ritirato, suo figlio si soffermò a godersi un sigaro, anche se aveva alle spalle una lunga giornata. Era strano ritrovarsi di nuovo in quella stanza, dopo tanti anni. Nulla era cambiato là: le scure pareti ricoperte di pannelli di legno erano le stesse, sulla stessa pesante credenza di mogano posavano ancora i lucidi piatti d’argento e uno splendido centrotavola. E se alzava gli occhi vedeva appese le stesse scene di caccia alle pareti. Gli anni non avevano tolto nulla alla solidità di quella stanza, che era stata la scena della loro ultima lite.
Era stata una brutta storia e George sperava di essersela finalmente lasciata alle spalle. Ma suo padre aveva dovuto ritirarla fuori, forse per chiarire del tutto le cose, per informarlo della morte della signora Horton. Povera Emily, non doveva aver avuto più di trentasei o trentasette anni. La sua bellezza, il suo fascino, la sua vitalità lo avevano travolto, anche se aveva dodici anni meno di lei. Si erano innamorati perdutamente e, abbandonando ogni riserbo, lei aveva rivelato una capacità di passione che ancora adesso gli faceva scorrere un brivido lungo la spina dorsale: faceva l’amore con una foga selvaggia che inevitabilmente aveva fatto perdere la testa al giovane e inesperto George.

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C’erano state altre donne, da allora, naturalmente, a San Pietroburgo, Parigi, Roma, ma lui si era guardato bene dal lasciarsi invischiare ancora in una relazione con qualcuna della stessa condizione sociale di Emily e tantomeno con una donna che avesse un marito altrettanto pazzo di gelosia quanto il capitano Horton. Nessuna di queste gli aveva davvero toccato il cuore. E adesso Emily, l’appassionata Emily, l’amante di quella sorprendente estate, era morta, sepolta da qualche parte nella terra immutabile. Era un pensiero orribile. Si era illuso di essere guarito dal suo amore per Emily, ma la notizia della sua morte aveva riportato tutto a galla di nuovo. Quell’orribile processo intentatogli dal vendicativo marito tradito, il risarcimento dei danni, che suo padre era stato costretto a pagare… tutte le cose che avrebbe voluto dimenticare. E la vergogna, l’ignominia e lo shock quando Emily si era decisamente rifiutata di seguirlo all’estero e vivere del magro stipendio che l’ambasciata gli avrebbe offerto! Tutto questo era ancora un incubo per lui. Senza dubbio suo padre aveva trovato una buona soluzione: quegli anni da solo all’estero erano stati la cosa migliore per lui.
Ma adesso ritornare a casa per trovare gli affari di famiglia a catafascio, senza denaro per il suo progetto, era scoraggiante, a dir poco. Si versò un altro bicchiere dell’eccellente vino rosso di suo padre; la cantina, almeno, era ancora ben rifornita. Ma era irritante trovare suo padre più truculento che mai, tutto teso a organizzare le cose per gli altri al posto loro: la malattia non gli aveva certo tolto il gusto di manipolare la vita altrui! Comunque era indubbiamente un bene essere di nuovo in buoni rapporti con lui. E adesso c’era quella faccenda dei soldi della prozia Adela. E se avesse sposato la ragazza… Ma recalcitrava all’idea, sembrava un tipo noioso, austero e zitellesco.
Ricordava i giorni con Emily e sapeva che non sarebbe certo stato un rapporto del genere. E adesso non era più uno sbarbatello di ventun anni, aveva avuto fin troppa esperienza della precarietà della vita. D’altra parte ventimila sterline oro all’anno gli avrebbero addolcito ben più che il caffè: avrebbe avuto una vita agiata, libero di perseguire le occupazioni che preferiva, avrebbe sistemato Plummers, avrebbe impiantato il suo allevamento, si sarebbe goduto le svariate attività di un gentiluomo di campagna. Certo, avrebbe dovuto conoscere la signorina Sterling e vedere se fosse vagamente gradevole. Ma il suo orgoglio innato gli consigliava di tirarsi indietro da tutta quella storia ed era ancora arrabbiato con Adela Crabtree, con suo padre e persino con la signorina Sterling.

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25 pensieri su “Una storia 5

  1. Caro Antonmaria

    Ogni nuovo capitolo, per quel che mi riguarda, sembra sia ancor più avvincente dei precedenti. L’ impressione è che, da questo, si avvii la trama del romanzo.
    La mia percezione di George, dal precedente passo, è confermata ora. Come Sophie, anch’ egli è persona molto giovane, ma già con un maturo valore di Dignità.
    È insopportabile che qualcuno, seppur genitore, si arroghi di prendere decisioni che riguardino la sfera individuale di un altro, seppur figlio.
    Da questo capitolo, il giovane di Redesdale pare non aver intenzione di assecondare le intenzioni paterne che mirerebbero ad un matrimonio d’ interesse. George, pur giovane, provava già amarezza nel costatare che spesso le persone si sposano per motivi che non hanno nulla a che fare con i Sentimenti. L Amore dovrebbe essere istinto affettivo naturale verso una persona affine, non calcolo di opportunità. Ne va della propria soddisfazione di vivere e, innanzi tutto, della propria Dignità,
    Noto un altro aspetto bello di George. Nonostante l’ irritazione per l’ atteggiamento prepotente del padre, che indebitamente vorrebbe decidere per il figlio, questi non ha manifestazioni di rancore; anzi si dimostra accomodante di fronte alla proposta del genitore di riappacificarsi dopo precedenti dissapori. Chi ha la Bontà nel cuore e la Purezza nell’ anima, non può comportarsi opponendo cattiveria a cattiveria, ad esempio con rotture definitive di rapporti o con vendette spietate.

    È stato, come sempre, molto piacevole leggerVi, Antonmaria. Grazie.
    Con Stima e Affetto,

    Maria Silvia

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    • Maria Silvia

      Concordo, completamente, su quanto scrivi.
      la Dignità è un fattore importante, importantissimo. Nella mia professione devo stare attentissima anzi.
      Sapere che esistono persone come Ninni mi riempie il cuore di grandi sentimento per il mondo.
      Forse, una speranza che ci si salvi da tutta questa marmaglia, c’é.
      Faccio mia la tua frase: “L Amore dovrebbe essere istinto affettivo naturale verso una persona affine”.

      E’ importante, anzi importantissimo.
      Purtroppo viviamo o siamo costrette a usare un “cuore di elastico (Elastic Heart è una canzone moltissimo)

      Grazie ciao e auguri per tutto…

      Tua Kate

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      • Gentile Kate

        Grazie per i riguardi che sempre hai nei miei confronti di leggermi, di salutarmi.
        Dici molto bene…conoscere Ninni impreziosisce la propria vita. È persona di imperturbabili valori e principi, e spicca per lealtà e coraggio, È serenità per chi ha l’ inestimabile fortuna di conoscerLo.

        Spero tantissimo che in questo romanzo trionfino, alla fine, i valori importanti che citi: la Dignità personale e l’ Amore leale. Le qualità del singolo migliorano la qualità della società.

        Ricambio l’ auspicio per la buona fortuna e Ti saluto cordialmente.

        Maria Silvia

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    • Donna Maria Silvia

      Vi ringraziammo per il commento bellissimo che, però, ci riservammo di onorare in un secondo momento, per evidentissimi motivi di impegni pressanti.
      Rimanemmo totalmente affascinati dalle Vostre righe, che ci elargiste con tanta generosità.
      Abbiate le nostre migliori cordialità

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  2. Caro Ninni,
    leggo affascinata questo capitolo che è un misto o una vetrina, dei più contrastati sentimenti che, in merito, si possano avere.
    Mi riferisco a george.
    Una figura di uomo che, attraversando esperienze abbastanza negative (il processo ecc. ecc e la relazione extra coniugale) si sia formata come un uomo dalle precise caratteristiche.
    Un capitolo, milord, che, per me, segna l’inizio del romanzo.
    Ricordo che, in passato (due anni fa?) lo avevo letto, ma non mi veniva alla mente lo specifico passaggio.

    Un capitolo bello, scritto benissimo, come sempre, che prende e da quell’attenzione che merita.
    Un capitolo che riempie proprio l’anima di chi legge.
    Infatti, ti confesso milord, che, la curiosità per il prossimo capitolo, inizia a fare capolìno. Mi accontenterò di rileggere per meglio comprenderne i passaggi e attenderò il prossimo capitolo.
    Grazie per questa bella letteratura.

    Buona giornata
    da Paris

    Annelise

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    • Annelise Baum

      Vi ringraziammo milady per l’intervento che gradimmo..
      Purtroppo considerato gli impegni, ci vedemmo costretti a fornire una risposta inadeguata ai commenti.
      Ci preme, comunque sottolineare la nostra presenza.
      Grazie e cordialità

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  3. Milord,

    ecco, io non l’ho mai letto in quanto Vi seguo, soltanto, da due anni e mi sembra di capire che lo pubblicaste due anni fa.
    Intererssante.
    Come non rimanere avvinte da una trama che prende e colpisce così fortemente? Ci sono dei passaggi che mi hanno,proprio, deliziata.
    George mostra insofferenza per quelle convenzioni sociali che riempiono la vita delle famiglie di una volta.
    La convinzione che, la propria vita, non possa e non deve essere sprecata in assenza di sentimenti, mi ha illuminata sulla bellezza di questa trama che sta prendendo connotazioni proprie.

    Anch’io, da questo capitolo, sto nutrendo una curiosità incredibile.
    Una curosità che mi prende per il momento incui, i due ragazzi(Ma lo sono?) s’incontreranno.
    Ho immaginato che ciò avverrà durante quel ballo accennato.
    Tutto molto “preso” nell’epoca.
    Bello milord.

    Sono proprio soddisfatta.
    Grazie per questa bellissima letteratura.

    Buongiorno.

    La Vostra attentissima lettrice

    Giorgia

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  4. Milord,

    un capitolo bello e importante.
    un capitolo che parla di mondi diversi. Direi, quasi, a cavallo generazionale, tra l’antico e il moderno. Sto parlando, ovviamente, del rapporto tra padre e figlio.
    Un rapporto che si è scontrato sulla diversità di vedute, ma che, immediatamente ha convenuto sulla sotanza delle cose.

    La “Vostra” genialità, milord, mi riempie il cuore. Scrivere e sottolineare di queste differenze, in un contesto di fine secolo (ma parliamo degli anni ‘800) è da geni, da maestri della parola.
    Un’impresa che io mai e poi mai avrei fatto.

    Mi piace il carattere di george.
    fermo deciso e malgrado sia passato del tempo, emozionalmente legato a tutto quello che “fu”.
    Non si comporta certo come molti uomini o ragazzi di adesso che, appena passata l’immediatezza, si lanciano in strabilianti amnesie per ricomnciare “a insidiare” più e prima di prima.
    Che brutto mondo Milord.
    Vi ringrazio per tutta questa bellezza e per quanto ci regalate concretamente.
    Posso baciarVi?
    Un bacetto piccolo piccolo?
    No, no, scherzavo. Siete incorruttibile. Ma Vi significo che l’attesa per il prossimo Capitoo si fa pressante.
    Grazie e buona giornata…

    Eleonora
    🙂

    PS: Belli i stemmi nobiliari. Il vostro l’ho riconosciuto subito.
    Che bello!

    🙂

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  5. Milord.

    Interessante l’evoluzione.
    Corposa l’estensione.
    Meticolosa e precisa.
    Una puntata più bella dell’altra.

    Speciale, considerato che avevevi scritto brevissimamete.
    Io non ci riuscirei assolutamente, anche perché è complessa questa storia e vedo che è impegnativa nella costruzione.
    Poi i dialoghi sono eccezionali.
    Leggo e rileggo e mi torna la voglia di leggere.
    Un abbraccio milord.

    Glg

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  6. Molto bello come capitolo, A.
    L’ho letto con attenzione, non trascurando alcun particolare. Anzi, ho trovato dei passaggi interessantissimi quasi, descritti, con scrupolosità scientifico/sociale.
    Veramente notevole e soprattutto che spinge a leggere il prosieguo.
    Abbia la mia massima stima.
    Buona sera

    Amedeo

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  7. Leggo un capitolo di sicuro interesse che mi porta a cercare di capire per comprendere cosa succede in una famiglia “per bene” davanti la disfatta della vita.
    Una disfatta che grida vendetta e si propaga come una peste bubbonica.
    Il fatto che, e la storia l’insegna, che nell’800 nessuno era tutelato socialmente, la dice tutta.
    Un tracollo economico era, in molti casi, una disgrazia di proporzioni bibliche.
    Certo che, le dissolutezze della classe nobile, mal si conciliavano con gli eventi. E per mantenere un certo tenore di vita, sfruttavano le classi povere.
    Rigurgiti di moralità li vediamo in George.
    Il futuro Lord sembra essere avulso da questa competuizione, ma …
    si orienta a tentare di capire quantofa, oppure è, il suo ruolo. E presto si scopre “in certo qual modo” interessato.
    Interesse genuiro?
    Non mi sembra, anche se molto combattutto, è vero.
    Non svende la propria dignità, a quanto pare. ma l’attenzione è, proprio, da quella parte.

    Questo capitolo Milord, è un mio parere, è il migliore fin qui letti.
    Forte, dalle tinte fosche ma nette.
    Due peronalità che hai descritto benissimo…
    E soprattutto, il tuo focalizzare l’attenzione, delineandolo con sapienza e maestria, dei protagonisti.
    La storia si complica: La sorella, il fratello, George, Sophie, il dott. Strling, il Lord…c’é di che solleticare l’acquolina in bocca.
    Molto bello, molto vero.
    Anch’io mi associo alla voglia, profonda, di leggere il prossimo.
    Grazie Ninni, sei eccezionale.
    Grazie di cuore..
    Buona serata

    L.

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  8. Buongiorno milord,

    leggo di tanti apporti,che legano e che rimangono nel collettivo immaginario…
    Un capitolo che prende di testa. Un capitolo che ha dato tanto nel legare.
    Una puntata degnissima.
    Esplicativa quanto basta, che soddisfa tutto quello detto prima.
    bella storia.
    Sul serio e che si mette, fa ben sperare.
    Ciao.🙂

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  9. Grazie milord.
    Scrivere una storia che, apparentemente delicata e di maniera, inizia a prefigurare l’ambiente in cui si sviluppa dando quella manifestazione, intima, di un’epoca per certi versi progressista e per molti altri conservatrice, è per noi una sfida sia al quotidiano, sia a “chi” vorrà raccoglierne il guanto.

    In nome del vittorianesimo si ebbero grandi conquiste, ma anche abomini per l’Umanità.

    Buongiorno Ninni

    La manu

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  10. Caro Ninni,

    leggo con piacere tutti i tuoi capitoli di questo romanzo. Un romanzo che mi prende fin dalle prime battute.
    leggo di questo ragazzo, che si mette contro il proprio padre, pur di controbattere le proprie onvinzioni.
    Mi riservo di scrivere altro perché è interessante moltissimo.
    Ho letto dei commenti estremamente lusinghieri e pieni di bellezza.
    Passo urgentemente, sono molto impegnata, però tenevo tantissimo lasciarti un segno del mio passaggio.
    Ti apprezzo tanto.
    Buona giornata amico mio

    Theresa E. Warren
    fm Washington

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  11. Ho letto con moltissima attenzione.
    Una lettura che mi ha lasciato piena di queste tue parole: “… Perché non voglio farmi manipolare da voi? E poi, vogliate perdonarmi, signore, è passato troppo poco tempo dal mio ritorno perché voi possiate farvi un’idea di come gli anni mi abbiano cambiato…. ”

    dice George.
    Un perfect sense di dignità e respect.
    ma leggo, pure, delle considerazioni anche più complesse. Cosa abbiamo noi dalla vita?
    Quali sono i desideri che ci colpiscono e che ci portano al di là del pesierostesso?
    Abbiamo Sophie che presa dalla sua voglia di giustizia, non riesce a concepire una vita al di fuori dell’amore. una vita che si ricollega o si possa ricollegare ad “altro”.

    Leggo al Capitolo n.3, una frase scritta da una tua lettrice (Maria Silvia specifico) la seguente frase:

    ” Quando il denaro conta più del necessario, le persone degenerano in grettezza e la società si ammala. Sophie non può conformarsi ed è dunque palesemente disturbata, preoccupata per la sua vita, se non dovesse più essere la stessa. Trova, per fortuna, conforto nel padre (che sembra somigliarle nella sua integrità di valori) che promette di difenderla dai danni morali che potrebbero conseguire dall’ eredità inaspettata. ”
    ecco non poteva essere scritto meglio.

    Il rischio di degenerare in grettezza è tanto..
    E ho visto due vite parallele:
    Sophie con i suoi convincimenti morali…
    George con la sua passione, con il suo entusiasmo (l’allevamento di cavalli) e il suo essere un uomo di sentimento (Il ricordo della donna morta)…
    Sembrano due protagonisti che sono nati per stare insieme…

    Caro Milord, ho letto una pagina piena di bellezza (sono quasi le tre di notte e mi tieni sveglia), piena di arte per il dialogo.
    Un dialogo costruttivo…
    Un dialogo che significa “Una storia”.
    Una Storia che oltre ad essere un titolo, è benissimo una di quelle storie, sommerse, di tante e tante famiglie per tante e tante speranze, di tante e tante e tante ragazze per bene.
    Ragazze per bene che non hanno altro se non i loro sogni.
    (E’ capitato a me)…
    Grazie caro Ninni per permettermi di scrivere presso queste pagine meravigiose.
    Buonanotte
    Lascio un caro saluto a chi conosco…

    Vostra
    kate

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  12. Una soddisfazione personale potere reclamare la propria dignità e operare per i propri fini di pulizia e chiarezza.
    Certo, dopo ci si confonde con tutto quello che si chiama vivere.
    Un rapporto che nasce, si consuma e muore dentro le mura domestiche, ma ha natali lontani, lontanissimi.
    Una storia familiare come tante, ma con la caratteristica di essere ambientata, magistralmente, in un’epoca quella vittoriana che non brillava, certo, per ampiezza.
    Con quello che hai scritto, caro Ninni, per i valri che hai espresso non posso fare altro che affermare di essere, proprio, onorato della tua amicizia.
    Importante per salvaguardare la propria dignità e tu ne sei un faro.
    Grazie per queste lezioni grandi..

    dalla partenope Capitale

    Dudù

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  13. E’ mio convincimento che per scrivere u capitolo così bello, lei, debba essere un Gran Maestro della parola e della scrittura.
    Lei è riuscito, con pochi tratti, a delineare

    uno scenario familiare,
    una situazione emozionale personale,
    un contesto storico preciso,
    una analisi generazionale
    un disagio genitoriale
    uno stato d’animo da figlio
    uno stato d’animo da padre.

    E scusate se è poco.
    Un capitolo che parla e parla tanto e a volerlo leggere con moltissima attenzione, recita altro ancora…
    Molto bello…
    Attendo il prossimo capitolo con interesse…
    Grazie e buonasera

    .

    Mi piace

  14. Leggo un capitolo strepitoso. Il vero inizio di una storia bella che mi sta prendendo proprio.
    oggi ero con una amica seduta presso una tea room e con il Tablet me lo sono letta.
    Non ci credereste Milord, ma lo hanno letto, a giro, tutti i presenti…
    Siete magnifico come sempre.
    Buona serata

    Anna

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