I bambini e il 1900

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La seconda rivoluzione industriale ha portato molti cambiamenti, spesso positivi, ma anche negativi come il lavoro minorile che ancor oggi persiste.
I bambini cominciavano a lavorare a 4-5 anni perché le condizioni delle famiglie non permettevano di allevare 7-8 figli con i due miseri stipendi dei genitori.
I bambini venivano assunti perché erano più docili degli adulti e perché, essendo minuti, potevano svolgere lavori che un uomo per la corporatura non poteva fare, inoltre perché li sottopagavano in quanto minori.
Gli imprenditori sfruttavano la richiesta di lavoro che era cresciuta nell’ ‘800 per diminuire i salari e aumentare le ore di lavoro, per adulti e bambini, costringendoli ad orari massacranti che arrivavano a 14-15 ore al giorno. La giornata lavorativa di un lavoratore-bambino cominciava alle 5-6 di mattina, quando si recava in fabbrica. La sua famiglia viveva in quartieri malfamati, assieme a ladri e criminali di ogni genere, ma non aveva paura di essere derubata, in quanto non c’era niente da rubare nelle loro casa: viveva nella povertà più assoluta. Le case erano piccole, sudice e talmente attaccate l’una all’altra da sembrare sovrapposte. Le condizioni igieniche erano scarse o assenti e le malattie erano all’ordine del giorno, anche una febbre, poteva essere mortale. Per le vie dei quartieri proletari la spazzatura e l’urina venivano gettate in strada dove spesso giravano topi, portatori di malattie. Dopo essere entrato in fabbrica il bambino cominciava il suo lavoro o meglio cominciava ad essere sfruttato. I fanciulli venivano rinchiusi per 14 ore in una stanza, sorvegliati da controllori senza pietà, questi, appena un lavoratore rallentava il ritmo, lo frustava.
L’ambiente di lavoro era sporco e nell’aria girava una polverina, prodotta dalle macchine, questa si annidava nei polmoni e provocava soffocamento. Ma non solo, se un bambino si addormentava, poteva cadere nella macchina e ne usciva mutilato o ucciso, ma a questo punto era meglio morire che vivere in un’epoca dove neanche l’opinione pubblica rimaneva allibita davanti a questi orrori.
Inoltre il lavoro, ripetitivo e monotono, provocava demenza e nel 1800 il tasso di analfabetismo era altissimo, infatti i bambini per mangiare dovevano lavorare e non avevano tempo per andare a scuola.
Nelle fabbriche i morti e i feriti erano all’ordine del giorno, tra i bambini pochi tornavano a casa ancora vivi.

La giornata lavorative veniva interrotta dalla pausa pranzo e dalla colazione, il pranzo ufficialmente durava 40 minuti, ma 20 venivano impiegati per la pulitura delle macchine.
Nella seconda rivoluzione industriale intere famiglie vennero distrutte, padri e figli uccisi dal gigante della povertà.
Mentre i ricchi vivevano nel lusso milioni di bambini erano costretti a massacrarsi di lavoro per un tozzo di pane, nessuno possedeva scarpe, perché costavano troppo, il lavoro toglieva loro la gioia di vivere, non sapevano più giocare, vivevano in un clima di terrore e non si chiedevano cosa avrebbero fatto il giorno dopo, ma se il giorno fossero stati ancora vivi.
I bambini svolgevano vari tipi di lavoro: maneggiavano il telaio, facevano i minatori, gli spazzacamino e i picconieri.
Tutti lavori pesantissimi che provavano ancor di più i loro corpi ormai deformi a causa del lavoro e della mancanza di luce.
Al termine della giornata lavorativa i bambini uscivano dalle fabbriche stremati e si addormentavano sui cigli delle strade, prima ancora di tornare a casa.

Nonostante le documentazioni sugli orrori del lavoro minorile ancora oggi migliaia di bambini lavorano, invece di andare a scuola e di vivere la loro infanzia con serenità.
Oggi il lavoro minorile si è ridotto perché è illegale, ma non è scomparso, e tutti i morti che hanno dato la vita per i diritti dei lavoratori non sono serviti a niente, ne è un esempio Iqbal, un ragazzo pakistano di 12 anni che è diventato il simbolo della lotta contro lo sfruttamento minorile perché ha avuto il coraggio di denunciare gli uomini che lo tenevano in schiavitù riuscendo a liberare molti bambini.
Questo problema è presente soprattutto nei paesi poco sviluppati dove la soglia di povertà è altissima.
Noi occidentali cosa facciamo per cercare di eliminare questo problema? Assolutamente nulla.

Sono gli adulti che dovrebbero lavorare e non i bambini, che diventano, anche, carne e oggetto di compravendita di organi e di sesso.
Noi adulti, che dovremmo avere la gestione della quotidianità e garantire una continuità per l’Umanità, non ci vergogniamo.
Si, siamo senza vergogna permettendo, con il nostro silenzio o cvon la nostra distrazione, quello sfruttamento (di carne, di lavoro coatto, sessuale …) dei nostri figli.

Oggi, quei piccoli martiri, figli di un Dio minore e distratto, li ricordo io, abbracciandoli a uno a uno.
Non ne conoscerò mai i nomi, ma la loro vita, almeno fino ad adesso, non sarà stata inutile.
Buona giornata a tutti, al caldo e al chiuso delle vostre case.

Ninni Raimondi

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Il corredo fotografico è costituito da immagini, che spaziano dal 1900 fino al 1911 e illustrano una condizione straziante che, la colpevoler distrazione umana, ha permesso.
Sono 17 fotografie che ci prendono violentemente a schiaffi!
Si vedono bambini dai tre-quattro anni, ai dodici (e mi sono fermato lì con la mia ricerca che è durata giorni e giorni) disperati e nati per morire nella più assurda e atroce delle condizioni.
Non aggiungerò didascalie, come era nelle mie “prime” intenzioni.
Quelle immagini parleranno da sole e so, perfettamente, che mi capirete.
Grazie per avermi letto.

***

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52 pensieri su “I bambini e il 1900

  1. Caro Antonmaria

    Finché al mondo ci sarà anche un solo bambino che non ha la serenità e la spensieratezza che dovrebbero essere di diritto nell’ infanzia, l’ umanità non può farsi vanto di alcuna civiltà e di alcun progresso.
    Purtroppo sappiamo che lo sfruttamento minorile, dalle forme meno appariscenti alle più abiette, è tanto diffuso ancor oggi. Di questa vergogna, sempre troppo poco se ne parla, ed ancor meno sono gli impegni concreti per rimediarla ove esistono interessi economici.
    Ad un bambino, che è sfruttato o represso, gli si nega la Dignità. Questa cosa è abominevole dal momento che la sua età non lo mette nella condizione di difendersi e di pretendere giustizia.
    La vigilanza sull’ ottemperanza dei diritti dell’ infanzia, dovrebbe essere concretamente fattiva. Dovrebbe essere questione di coscienza per tutti, tutti dovrebbero avere l’ opportunità di essere bambini. Condizione che passa una volta nella vita e che, per chi è stata negata, diverrà invalidante nell’ età adulta.
    Una pubblicazione davvero toccante, Antonmaria, che spero sia di sollecitazione.
    Sempre grazie.
    Con Stima e Affetto,

    Maria Silvia

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    • Maria Silvia

      La Coalizione italiana per la difesa del bambino chiede al Consiglio di Sicurezza dell’ONU di:

      – garantire che vi sia una lista regolarmente aggiornata di tutte le parti coinvolte in conflitti armati che arruolano o usano bambini soldato;

      – sulla base di questa lista, chiedere alle parti coinvolte di fornire entro 90 giorni informazioni sui passi intrapresi per porre fine all’arruolamento e all’uso dei bambini soldato;

      – nominare un rappresentante delle Nazioni Unite per avviare un dialogo con le parti che usano bambini soldato e assisterle nello sviluppo di programmi per porre fine a tali pratiche;

      – verificare che i gruppi armati e i governi attuino tali programmi;

      – porre fine al flusso di armi, in particolare di armi leggere, dirette a coloro che arruolano e usano bambini soldato;

      – impiegare ulteriori mezzi per rafforzare il bando internazionale sull’uso dei bambini soldato, quali ad esempio le restrizioni ai viaggi dei dirigenti politici che usano bambini soldato, il divieto di prendere parte a eventi e di partecipare a organismi internazionali, la fine dell’assistenza militare e le limitazioni ai flussi finanziari.

      “Adottare risoluzioni periodiche che non ottengono il risultato prefisso, ovvero la protezione dei bambini dai conflitti armati, ha alimentato lo scoraggiamento dei governi e un diffuso cinismo nell’opinione pubblica” – ha dichiarato Cavazza. “Le Nazioni Unite devono aumentare i propri sforzi per chiamare i governi e i gruppi armati a rendere conto del proprio operato. Il Consiglio di Sicurezza deve agire per fermare il flusso di armi e applicare sanzioni mirate nei confronti di tutti coloro che non cessano di usare i bambini soldato”.
      Anche la piaga dei bambini soldato!
      Incredibile

      Grazie Maria Silvia mia signora,
      abbiate le nostre più profonde cordialità

      Antonmaria

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    • Dear Maria Silvia

      ti leggo e leggo tanta bellezza e tanta dolcezza.
      Uno scritto il tuo che mi ha colpita e commossa per la bellezza delle tue parole e del tuo risentimento per una situazione giustamente messa in evidenza da Ninni.
      Il tuo commento brilla per saggezza.
      Sono sempre felice di poterti avere tra le mie più simpatiche, intelligenti e colte amiche che ho in Italia.
      Ti abbraccio e ti auguro tanta felicità.

      (Ho usato il traduttore automatico di Google e dove possibile ho usato alcuni vocaboli che erano a mia conoscenza. Scusami se la traduzione non è come vorrei.)
      Ti abbraccio con il cuore, cara amica mia..

      Tu puoi essere tutto quello che vuoi!!!
      You can do anything!!!!

      Kate
      fm Canberra, Aus

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      • Gentile Kate

        Ti ringrazio per le espressioni di ammirazione ed amicizia nei miei confronti.
        Mi complimento per il Tuo talento musicale, originale e raffinato. Ne è dimostrazione il pezzo che hai qui postato.
        Ricambio l’ abbraccio e Ti auguro buon week-end.

        Maria Silvia

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  2. Caro Ninni

    La responsabilità del lavoro minorile va attribuita in primo luogo alla povertà: nella maggior parte dei casi i bambini devono lavorare per costruire palloni, scarpe o per cucire abiti. Il lavoro infantile o minorile può essere causa, e non solo conseguenza, di povertà sociale e individuale.

    In alcuni casi svolgendo attività lavorative, un bambino non avrà la possibilità di frequentare in modo completo neppure la scuola elementare, rimanendo in una condizione di analfabetismo, a causa della quale non potrà difendere i propri diritti anche da lavoratore adulto.
    Infatti molto spesso i lavoratori venivano imbrogliati dai padroni perché erano analfabeti e non potevano sapere che cosa il proprio padrone stava facendo loro firmare, e doveva stare ai suoi ordini magari per anni o addirittura fino alla morte.

    Sempre così.
    Mi hai sconvolta Ninni.
    Ci dimentichiamo di tutto questo e passiamo sopra a quelle passioni che ci coinvolgono, tanto è tanto lontano nella memoria.
    ma quegli occhi, quei sorrisi, sono lontani nel tempo e nessuna mano li carezzerà più.

    Grazie

    Annelise da Paris

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    • Annelise Baum

      Lavoro Minorile

      E’ una piaga che interessa quasi tutti i paesi del mondo: quelli industrializzati e quelli poveri, anche se sono soprattutto questi ultimi che contano il maggior numero di bambini lavoratori.

      Parlare di lavoro minorile significa far riferimento ad un ventaglio variegato e piuttosto ampio di possibili attività svolte da bambini e ragazzi.
      Attività comprese tra il C.d. “Child Labour”, cioè i lavori pesanti legati allo sfruttamento ed alla schiavitù, e il “Child Work”, forme leggere di attività, ai limiti della punibilità anche sotto un profilo giuridico e sociale.
      Altra distinzione necessaria è tra il lavoro consenziente, svolto in accordo con i genitori e il lavoro forzato, che vede l’allontanamento coatto dai genitori e il passaggio ad una condizione di schiavitù.

      Cordialità

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  3. Caro Ninni
    un argomento, un ricordo che mi prende.
    Hai dato voce a un dramma che fa male al cuore e alle coscienze.
    Grazie per risvegliare tutto…
    Importante è questo tuo esserci
    Ciao

    Francesco

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    • Spillo

      In tutto sono 246 milioni i bambini e le bambine che lavorano. Più della metà fa lavori rischiosi per la salute. Sono piccoli: hanno dai 5 a 14 anni. Ma ce ne sono altri 141 milioni che vanno dai 15 ai 17 anni.
      Quelli fortunati, oltre a lavorare vanno ogni tanto a scuola, gli altri per lo più non sanno cos’è un aula. In compenso conoscono bene il lavoro nei campi, nelle discariche, sulla strada, ovunque vi siano opportunità di guadagnare qualcosa per aiutare a sopravvivere sé e la propria famiglia.

      Vivono per la maggior parte in Asia (circa 150 milioni), molti in Africa e nell’Est Europeo, e sorpresa sorpresa, non mancano neppure in Italia.
      Un dato ‘positivo’?
      Non ci sono differenze di genere, bambini e bambine sono parimenti sfruttati, anche se spesso le bambine si sobbarcano anche il peso dei lavori domestici. In Asia meridionale, per l’appunto, bambini di 8-9 anni vengono dati come pegno di piccoli prestiti dai loro genitori ai proprietari di fabbriche o ai loro intermediari.

      Grazie per aver scritto e cordialità

      Mi piace

  4. Un importante esempio è la storia vera di un ragazzo pakistano diventato in tutto il mondo il simbolo contro lo sfruttamento del lavoro minorile per essersi ribellato ai soprusi e alla violenza (Iqbal Masih).

    Grazie per averlo ricordato Ninni.
    C’é molto da fare in questo senso.
    Ciao

    Glg

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    • Gianluigi Top

      Molto bassa è anche l’età media dei bambini impiegati nella produzione di palloni, gioielli, scarpe (tra i 5 e i 12 anni).
      Si sfruttano i minori per eseguire scavi minerari pericolosi anche per gli adulti, come nelle miniere di oro e diamanti della Costa d’Avorio e del Sudafrica nonché in quelle di carbone della Colombia, dove la manodopera infantile lavora con un equipaggiamento di sicurezza ridotto al minimo respirando polvere di carbone.
      In alcune piantagioni di canna da zucchero del Brasile i bambini rappresentano quasi un terzo della forza lavoro e il 40% delle vittime di incidenti sul lavoro (ferite provocate con il machete usato per tagliare le canne).

      Grazie per avere scritto

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    • Eleonora Bisi

      Numerose multinazionali ben note in tutto il mondo sono oggi sotto accusa per aver subappaltato la produzione dei loro prodotti ad industrie e fabbriche dei Paesi Poveri che impiegano e sfruttano bambini in condizioni spesso disumane.

      Questo è!
      Grazie milady per aver scritto

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  5. Caro Ninni,

    Per fermare lo sfruttamento minorile sono state promosse iniziative come la promozione di marchi commerciali che garantiscano che un determinato prodotto non sia stato fabbricato utilizzando manodopera infantile.

    Questi programmi, pur essendo mossi da buone intenzioni, non creano alternative ai bambini attualmente occupati, che si ritrovano così costretti a indirizzarsi verso altre attività produttive, nella maggior parte dei casi più pericolose.

    Buona giornata

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    • Giorgia Mattei

      A Jakarta, nella fabbrica della Hardaya Aneka Shoes Industry (HASI) che produce le note scarpe da ginnastica Nike, sono impiegate 6.700 minori che producono 2000 paia di scarpe ogni ora.

      Tri Mugiayanti è una ragazza indonesiana di 14 anni addetta alla spalmatura del mastice sulle suole che le passano davanti su un nastro trasportatore; l’aria è satura di esalazioni emanate dalle vernici e dai mastici, la temperatura è di circa 40 gradi centigradi: dopo dieci minuti di permanenza in quest’ambiente gli occhi e le narici cominciano a bruciare e viene un terribile mal di testa.
      Per ogni paio di scarpe del modello Air Pegasus, la HASI riceve Euro 13,64, ma la Nike lo rivende ai grossisti a Euro 28,92 e nei negozi a 57,85 Euro.
      Tri Mugiyanti, invece, riceve Euro 1,81 all’ora.
      E come la Nike, sono sotto accusa molte altre multinazionali, come la Chicco e l’Adidas.
      Per non parlare di casi in cui i piccoli lavoratori devono convivere con le malattie, la violenza fisica e psicologica di sfruttatori che li costringono anche fino a 18 ore di lavoro consecutivo in stato di vera e propria schiavitù, come nel caso degli ormai purtroppo tristemente noti tessitori di tappeti.

      Questo è!
      Cordialità

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  6. Utilità ( mi scuso e’ partito il commento monco ) ogni tanto quando trovo minori per strada a chiedere l elemosina chiamo la polizia e questi talvolta..arrivano .ma i minori sono quasi sempre controllati da adulti nascosti che li portano via o si dichiarano parenti o genitori dei piccoli.solo una volta sono riuscita dandomi disponibile a denunciare in questura e testimoniare a infastidire questa pratica e forse a dare una possibilità a quella bambina sporca e poco vestita..un altro modo e’ lavorare per le molte e serie onlus che di occupano di questi poveri sventurati..ricordo a tutti che certe situazioni non sono lontane da noi basta aver occhi per volerle vedere.

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    • arielisolabella –
      Lea +1, +2, +3

      DATI STATISTICI CHIAVE MANOVALANZA MINORILE

      ● 246 milioni di bambini sono costretti a lavorare
      ● 73 milioni dei quali hanno meno di 10 anni
      ● Nessun paese ne è immune : si stimano in 2,5 milioni i bambini che lavorano nei paesi sviluppati e in 2,5 milioni quelli che lavorano nei paesi in transizione quali gli Stati dell’ex Unione sovietica.

      Una disfatta in termini umani

      Grazie per aver risposto

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  7. La povertà nei fatti e quella morale.

    Questo vale in particolare per i paesi poveri, dove il minore è costretto a lavorare precocemente per contribuire al reddito familiare ai fini della sopravvivenza, spesso a causa della morte o della malattia di un genitore, oppure dell’indebitamento della famiglia, o ancora dell’arrivo di nuovi nati da sfamare.

    Nei paesi ricchi, dove il lavoro precoce è in genere regolamentato e raramente impedisce la frequenza scolastica, le cause sono un po’ diverse. Il minore lavora in certi casi per contribuire al contenimento dei costi (ad esempio lavorando nell’azienda di famiglia), in altri per poter soddisfare bisogni secondari (avere più soldi in tasca vuol dire infatti potersi permettere l’acquisto di più cose).
    La motivazione economica quindi è valida anche per i paesi ricchi, ma, a differenza di quanto avviene nei paesi poveri, non è quasi mai legata a motivi di sopravvivenza.

    Caro dottor Raimondi, viviamo in una impasse aberrante.
    La ringrazio epr queste spinte.
    Un articolo cha fa soffrire e meditare.
    Buona giornata

    Amedeo

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    • Amedeo d’A.

      ● Muoiono ogni anno 22 000 bambini a causa di incidenti sul lavoro.
      ● La maggior parte — ca. 127 milioni — dei bambini di età inferiore ai 14 anni costretti a lavorare, vive nella regione dell’Asia e del Pacifico.
      ● La proporzione più alta di bambini costretti a lavorare si osserva in Africa subsahariana, dove lavora quasi un terzo — 48 milioni — dei bambini di età inferiore ai 14 anni.

      Grazie per aver scritto e risposto.
      Buona giornata

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  8. Ninni,

    molti governanti dei paesi del Sud del Mondo pensano che il lavoro minorile contribuisca a far migliorare la bilancia dei pagamenti del proprio paese e quindi permettono questa pratica illegale.
    Di fatto il lavoro minorile ha conseguenze negative non solo per il singolo bambino, a cui viene impedito il pieno sviluppo psico-fisico, ma anche per la società e per l’economia dell’intero stato.
    Una generazione di giovani che non sono capaci di leggere e scrivere e che non hanno coscienza dei propri diritti, infatti, sarà costretta per tutta la vita ad accontentarsi di lavori umili e poco retribuiti, rimarrà nella povertà e metterà al mondo tanti figli; pertanto non potrà partecipare costruttivamente e coscientemente alla vita sociale del proprio paese, né impegnarsi per migliorarla.

    Per la singola famiglia il lavoro di un bambino può anche significare guadagno immediato, ma in prospettiva si rivela un danno notevole per la famiglia stessa e per la comunità tutta, in quanto fa sì che vengano “bruciate” le migliori potenzialità di sviluppo di cui un paese dispone.
    È assai probabile che i bambini siano stati impiegati nel lavoro fin dai tempi più remoti: nelle opere di storici e scrittori dell’antichità sono numerosi infatti i riferimenti a forme di lavoro minorile nel mondo agricolo e pastorale.

    Ninni, mi incanti.
    Grazie per questo e tutto questo.
    Ti stimo davvero tanto

    L.

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    • Hilde Strauß

      ● Nel mondo, la maggior parte dei bambini che lavorano sono impiegati nel settore informale dove non sono tutelati da nessuna protezione legale o regolamentare :

      · il 70 % è attivo nell’agricoltura, la caccia e la pesca industriali o l’industria del legno ;

      · l’8 % lavora nelle industrie manifatturiere ;

      · l’8 % è attivo nel commercio all’ingrosso e al dettaglio, la restaurazione e il settore alberghiero ;

      · il 7 % lavora nei servizi comunitari, sociali e personali quali ad esempio i lavori domestici.

      ● 8,4 milioni di bambini sono nella trappola della schiavitù, del traffico di esseri umani, dell’asservimento dei figli per ripagare i debiti, della prostituzione, della pornografia o altre attività illecite.
      ● Fra questi ultimi, sono 1,2 milioni i bambini vittime del traffico di esseri umani.

      Grazie per l’intervento.
      Buona giornata

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  9. Due grandi scrittori dell’Ottocento hanno affrontato nelle proprie opere il tema dello sfruttamento minorile: l’inglese Charles Dickens e l’italiano Giovanni Verga.

    Nel romanzo Oliver Twist Charles Dickens presenta la situazione drammatica di un piccolo orfano che, dopo aver passato alcuni anni in orfanotrofio, tra sofferenze e soprusi, all’età di nove anni viene mandato a lavorare presso un fabbricante di bare, che lo maltratta e lo picchia.
    Oliver, esasperato, dopo poco tempo scappa e va a cercare fortuna in città

    Un po’ la storia che, non romanzata, si ripete fra questi poveri derelitti.
    Grazie Ninni per la tua umanità
    Grazie davvero

    Maria Luisa

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    • Maria Luisa Ranieri

      Sfruttamento Sessuale

      E’ un dato allarmante che non può più essere ignorato: l’industria sessuale è in continua crescita e l’età dei bambini coinvolti diminuisce regolarmente.
      Prostituzione, abusi sessuali, traffico di bambini, utilizzo per uso pornografico: queste sono solo alcune, forse le più evidenti, forme di sfruttamento sessuale dei minori.

      Ne abbiamo da raccontare, vero?
      Grazie per aver scritto
      Cordialità

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  10. Il problema sociale del lavoro minorile venne affrontato dal Parlamento italiano, per la prima volta, intorno al 1880, da parte dei governi della Destra storica. Infatti, veniva proposto un progetto di legge per la riduzione dell’orario di lavoro dei minorenni (allora il lavoro dei minori era permesso e i ragazzi lavoravano sino a quattordici ore al giorno..

    È facile incontrarli in Brasile, in Nepal, nelle Filippine.
    Ancora più facile in India e nel Bangladesh.
    Ma non è neppure difficile trovarli molto più vicino.
    A casa nostra. I bambini che lavorano in Italia sono circa 400 mila e, a dispetto dei luoghi comuni,non sono solo nascosti nel Sud più povero, ma anche nel Nord-Est più opulento, dove il primo comandamento è fare i soldi, altrimenti non sei nessuno.

    Potrebbero essercene nel capannone alla periferia della vostra città, nel retrobottega di un artigiano del centro, nella cucina del ristorante di prestigio, nello scantinato del palazzo di fronte.

    Prima Campania, seconda Sicilia, terza Puglia, quarta Lombardia.

    Mio Dio Ninni, in quale atroce vespaio hai messo le mani…
    Grazie
    Un bacio

    Emanuela

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    • Manuela Rovati

      Il commercio sessuale è un’industria da molti miliardi di dollari, fondata sull’avidità e che prospera a scapito delle persone più deboli.
      Con freddezza e calcolo si punta ai bambini per la loro facilità di scambio e il loro valore monetario.

      Grazie per essere intervenuta

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  11. Dopo 15 anni dall’approvazione della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia si sono compiute numerose azioni e presi molti provvedimenti in difesa dei minori.

    Ma, nonostante gli interventi contro i maltrattamenti, gli abusi, i disagi, purtroppo ancora centinaia di migliaia di minori in tutto il mondo sono privati dei loro diritti, vivono in condizioni di disagio fisico e/o psicologico, non conoscono l’affetto di una famiglia, non sanno cosa sia l’educazione; tutto questo come conseguenza della povertà, dell’abbandono, dello sfruttamento del lavoro, della violenza di maltrattamenti o dei traumi di una guerra.

    Mi tocca assai.
    Un malessere che vive di se stesso e che non accenna a scemare

    Grazie Ninni.
    Grazie davvero

    Susi

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    • Circe

      In molti paesi, l’industria del sesso alimenta l’espansione dell’industria turistica ed è una consistente fonte di guadagni in valuta estera.
      Uno studio sull’economia illegale in Thailandia, per esempio, ha rivelato che dal 1993 al 1995 la prostituzione ha rappresentato dal 10 al 14% del prodotto interno lordo (PIL).
      Si calcola che un terzo delle donne thailandesi coinvolte nella prostituzione siano minorenni.
      A tutto ciò bisogna aggiungere che in moltissime regioni dell’Africa ancora viene costantemente praticata “l’infibulazione”: la mutilazione genitale che, in nome della tradizione, viene inflitta alle bambine.

      Grazie e cordialità

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  12. I nuovi e moderni mezzi di comunicazione e di informazione diffondono solo marginalmente questa scottante realtà, una realtà vergognosa e raccapricciante, in netto contrasto con le idilliache e paradisiache immagini che siamo abituati a vedere e a sognare e tanto più inaccettabile in confronto ai grandi traguardi culturali e tecnologici che il mondo ha raggiunto.

    I bambini i cui diritti vengono violati e calpestati sono centinaia di milioni in tutto il mondo.

    Le immagini che hai insewrito, Ninni, sono crude, sono tremende.
    Sono un memento che non si può ignorare.
    Poveretti.
    Ciao

    Sony

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    • Sonia Liverani

      Spesso bambine e bambini vengono rapiti e venduti nei bordelli e sacrificati alla perversione di pedofili, per lo più occidentali – infermieri, diplomatici, uomini d’affari, insegnanti – individui insospettabili.
      Stuprati per pochi soldi ad “incontro”, queste piccole vittime sono per lo più tenute prigioniere in tuguri dove raramente entra la luce, in condizioni igieniche deprecabili, minacciati e seviziati al fine di stroncarne ogni possibile resistenza o tentativo di fuga.

      Grazie e cordialità

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  13. E’ molto difficile stimare il numero dei bambini di strada nel mondo: si parla di 100-150 milioni, ma potrebbero essere molti di più.
    Alcuni lavorano in strada ma vivono per lo più in famiglia, altri tornano a casa occasionalmente e molti altri non hanno più legami con la loro famiglia da anni perché ne sono fuggiti, sono stati abbandonati o sono rimasti orfani.Una volta in strada i pericoli e l’emarginazione finiscono per riportarli in situazioni di abuso e violenza.
    Sono bambini che hanno anche solo 5-6 anni e quasi tutti lavorano per sopravvivere o chiedono l’elemosina. Sniffano colla per attenuare i crampi della fame, commettono piccoli furti, si prostituiscono.

    Grazie caro Ninni, grazie per questa bellezza che ci regali

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    • Isabella Ozieri

      Dal momento che lo sfruttamento sessuale dei bambini a scopo di lucro è in gran parte nascosto, è spesso difficile raccogliere dati precisi.
      Inoltre, la definizione della prostituzione infantile e dello sfruttamento sessuale varia a seconda degli studi.

      Cordialità Isabella

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  14. Anche i contesti urbani in cui vivono questi bambini sono molto diversi, a partire dalle condizioni climatiche: basti pensare ai rigidi inverni nei paesi dell’Est europeo dove avere un riparo diventa fondamentale anche solo per sopravvivere.

    Mamma Ninni, è terribile quello ch leggo.
    Grazie per aver sensuibiluzzato con tutta questa forza
    Grazie

    Lilly

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    • Lilly Simoncelli

      Alcune stime includono bambini di strada che possono vendere sesso se qualcuno gli fa un’offerta, altre includono solo bambini che lavorano in bordelli o saloni di massaggio, dove molti sono tenuti in uno stato che non ha niente di diverso dalla schiavitù.
      Anche se incompleti, i dati evidenziano un problema complesso.

      Grazie e cordialità

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  15. A Bucarest (Romania) oltre 5.000 bambini vivono nelle fogne, l’unico luogo che dà loro un minimo di protezione.
    Nella Federazione Russa i bambini di strada sono circa un milione (60.000 nella sola Mosca); a Budapest (Ungheria) sono tra i 10.000 e i 12.500; diecimila in Lettonia e altrettanti in Lituania.

    Un rapporto terribile, caro milord.
    Una disgrazia proprio

    Grazie e ciao

    Elena

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    • Elena Simonin

      Non ci sono cifre adeguatamente documentate sul numero di bambini che sono sfruttati sessualmente a scopo commerciale.
      La natura clandestina dell’industria internazionale del sesso ha reso impossibile andare oltre le stime approssimative, ma l’UNICEF valuta che circa un milione di bambini ogni anno viene introdotto nel commercio sessuale.

      Cordialità

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  16. Anche nel 2016 (Report dell’anno scorso) i bambini hanno continuato a essere impiegati come soldati, schiavi sessuali, lavoratori di fatica, facchini e spie.

    Questo fenomeno – secondo un rapporto di 50 pagine reso pubblico dalla Coalizione Stop all’uso dei bambini soldato in occasione del dibattito del Consiglio di Sicurezza su bambini e conflitti armati – è stato una caratteristica tanto delle guerre già in corso quanto di quelle scoppiate negli ultimi dodici mesi.

    Madonna mia
    Ninni non riesco a guardare più nessuna cosa che non sia un’avventura per bambini.
    L’avventura della tristezza e del dolore, poveri bimbi.
    L’unica colpa è quella di essere venuti al mondo.

    Grazie, è una sensibilizzazione fortissima

    Silvia

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    • Silvia

      -Asia Watch, un’organizzazione non governativa (Ong), ha riportato che 50.000 ragazze nepalesi
      sono state vendute e mandate in India per essere costrette a lavorare nei bordelli di Bombay.
      -nella Repubblica Dominicana si calcola che 25.000 bambini siano lavoratori del sesso.
      -nell’Africa occidentale sono circa 35.000 i bambini lavoratori del sesso.

      Cordialità

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  17. i governi e i gruppi armati che hanno arruolato bambini soldato devono porre fine a questa tragedia.

    “Il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha reso noti i nomi dei governi e dei gruppi armati che usano i bambini nel corso delle guerre. Ora il Consiglio di Sicurezza deve fare la sua parte, chiamando quei governi e quei gruppi armati a rendere conto delle loro azioni” – ha dichiarato Davide Cavazza, Segretario della Coalizione italiana “Stop all’uso dei bambini soldato!”.

    Sono atterrita.
    Abbiamo una memoria che è, praticamente, inesistente

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    • Anna Blu

      -In Lituania si ritiene che un numero oscillante fra il 20 e il 50% delle prostitute sia costituito da minorenni. È noto che bambine appena undicenni lavorano come prostitute nei bordelli e che bambini provenienti da istituti, alcuni fra i 10 e i 12 anni, sono stati utilizzati per girare film pornografici;
      -In Cambogia un sondaggio condotto dalla Vigilanza sui diritti umani (Human Rights Vigilance) su 6.110 persone intervistate, coinvolte nella prostituzione, nella città di Phnom Penh e in undici province ha riscontrato che il 31% degli intervistati erano bambine e bambini fra i 12 e i 17 anni;

      Grazie per aver scritto

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  18. Scarsi se non nulli progressi sono stati riscontrati nel Myanmar, dove circa 70.000 bambini continuano a far parte dell’organico delle forze armate governative. Bambini in esilio hanno raccontato di essere stati rapiti dai militari, portati nelle caserme, picchiati e costretti a svolgere lavoro forzato e combattere.

    In Colombia, secondo recenti notizie, il numero dei bambini utilizzati dai gruppi armati risulta salito a circa 11.000 unità: bambini anche di 12 anni vengono addestrati e mandati a combattere usando esplosivi e munizioni.

    Nello Sri Lanka, nonostante gli impegni presi pubblicamente, l’opposizione armata delle Tigri Tamil per la liberazione dell’Eelam (Ltte) ha continuato ad arruolare bambini tra le proprie fila.

    Grazie Ninni

    M.

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    • Melissa T.

      Il vincolo del debito è spesso il modo in cui le ragazze vengono forzate alla prostituzione in molti paesi asiatici, fra cui India, Myanmar, Nepal, Pakistan e Thailandia. Le ragazze devono lavorare per restituire il denaro preso in prestito dai genitori o da un tutore e non possono smettere di prostituirsi finché il debito non sia stato completamente estinto;

      · uno studio condotto negli Stati Uniti ha rivelato che su cinque bambini che navigano regolarmente su Internet uno viene avvicinato da sconosciuti a scopo sessuale. Un altro studio ha rivelato che ogni anno circa 104.000 sono bambini vittime di abusi sessuali;

      Grazie e cordialità

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  19. Ulteriori considerazioni

    -In Thailandia si stima che una cifra intorno ai 300 milioni di dollari venga trasferita ogni anno dalle città alle aree rurali da donne che si prostituiscono;

    -uno studio pakistano ha rilevato, basandosi solo su casi denunciati, che in Pakistan ogni tre ore ha luogo uno stupro che coinvolge una donna o un bambino;

    -Una ricerca condotta su studenti di liceo e universitari in Sri Lanka ha rivelato che il 12% delle ragazze, e un numero ancora maggiore di ragazzi (il 20%) ha affermato di aver subito abusi sessuali durante l’infanzia. Le ragazze hanno evitato di dire agli intervistatori in che relazione erano con chi ha commesso l’abuso. I ragazzi più spesso hanno detto che si è trattato di un familiare;

    -Nell’Europa sudorientale la tratta di donne e bambini segue spesso le stesse vie usate per il traffico di droga e armi;

    -Secondo un’indagine della rivista India Today, in India ci sono fra 400.000 e 500.000 prostitute bambine;

    -In Messico uno studio condotto su sei città (Acapulco, Cancún, Ciudad Juarez, Guadalajara, Tapachula e Tijuana) stima che in totale siano 4.600 i bambini sfruttati sessualmente in queste città. A livello nazionale, si ritiene che i bambini sfruttati siano circa 16.000;

    -Al 1996 al 1998, circa il 40% degli stupri e dei tentativi di stupro denunciati in Sudafrica ha avuto per oggetto ragazze fino a 17 anni. Il 20% delle giovani donne intervistate nel distretto meridionale di Johannesburg ha raccontato di aver subito un episodio di abuso sessuale entro i 18 anni.

    Questo è.

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  20. Nel mondo 74 milioni di bambini sono impiegati in varie forme di lavoro pericoloso, come il lavoro in miniera, a contatto con sostanze chimiche e pesticidi agricoli o con macchinari pericolosi.
    E’ il caso dei bambini impiegati nelle miniere in Cambogia, nelle piantagioni di tè nello Zimbabwe, o che fabbricano bracciali di vetro in India.

    Tra le peggiori forme di lavoro minorile rientra anche il lavoro di strada, ovvero l’impiego di tutti qui bambini che, visibili nelle metropoli asiatiche, latino-americane e africane, cercano di sopravvivere raccogliendo rifiuti da riciclare o vendendo cibo e bevande.

    Incredibile

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  21. Due settimane dopo l’inizio del Trilogo (negoziazioni tra il Parlamento europeo, Commissione europea e i 28 Stati membri dell’Unione europea che formano il Consiglio dell’UE) FOCSIV con CIDSE invita gli Stati membri dell’Unione Europea a considerare seriamente la questione dei minerali di conflitti piuttosto che sostenere una posizione che antepone il profitto ai diritti.

    Il Consiglio si oppone ad una legge basata su un approccio obbligatorio mentre è a favore di un sistema volontario e parziale, che non è sufficiente a risolvere la questione dei minerali dei conflitti e a garantire che dietro i dispositivi elettronici che utilizziamo non si nascondano crimini e sofferenze.

    Per una riflessione

    Liked by 2 people

    • In un settore troppo spesso dominato da sfruttamenti e violazioni dei diritti umani, questo esempio dimostra come il settore minerario potrebbe essere reso trasparente tramite una regolamentazione efficace.

      Ciao

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    • I relativi costi non possono essere semplicemente trasferiti sui minatori che lottano quotidianamente per una vita dignitosa ma dovrebbero essere coperti dalle società che estraggono e lavorano questi minerali lungo tutta la catena produttiva.

      Ciao Nì

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  22. Presso la miniera Fungamwaka nella Repubblica Democratica del Congo rivela le condizioni di lavoro dei minatori artigianali che estraggono i minerali che finiscono come componenti di molti prodotti che fanno parte della nostra vita quotidiana come computer portatili, smartphone e altri dispositivi elettronici.
    La miniera Fungamwaka è un esempio di una “miniera pulita”, dove il lavoro minorile è vietato e dove non sono presenti gruppi ribelli che si finanziano tassando illegalmente i minatori.

    Grazie Ninni, un argomento quello dello sfruttamento minorile che è terribile ma va affrontato.
    Ciao

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  23. siamo alle ultime battute per l’adozione del regolamento europeo sui minerali dei conflitti.
    E’ importantissimo per la dignità umana delle popolazioni più vulnerabili che l’Unione europea confermi i suoi valori fondanti decidendo a favore di un approccio comprensivo, obbligatorio ma flessibile, tenendo conto della posizione delle piccole imprese, e quindi più efficace.

    Grazie per l’argomento Ninni
    Ciao

    Micaela

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  24. Leggo di tanto dolore e di tanto raccontare di tutto quello che fa male al cuore.
    Bambini.
    Quell’innocenza negata.
    Stare male è prezioso come vivere una situazione terribile.
    Stare male, per noi, diventa prezioso davanti a tutto quel dolore. No potremo mai eguagliare guegli occhi e quello sguardo che ti uccide.
    Grazie Ninni per portarci nella dimensione dell’affetto e dell’amore verso il mondo.

    Noi ci siamo persi lungo quelle strade che il mondo ha ingarbugliato.
    Che ha reso impossibile da raggiungere.
    Grazie a te, noi viviamo nell’amore e nella giustezza della giustizia dell’Uomo.
    Grazie Ninni per averci insegnato e per insegnarci, continuamente, ad essere no stessi.

    Noi possiamo, tu puoi essere tutto quello che vuoi!
    Puoi essere tutto quello che vuoi!
    Tu puoi fare qualsiasi cosa… e non ti ringrazierò mai abbastanza.

    You can, do anything!

    Ascoltala, te la dedico, … ve la dedico!
    Un bacio
    (Ho usato il traduttore automatico di Google e dove è possibile ho usato vocaboli miei)

    Many thanks dear Ninni

    Kate fm Canberra Aus

    🙂

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