Il punto …

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15-cents

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Collaborazione e condivisione sono pratiche originariamente alla base dello sviluppo economico delle società moderne. Sono infatti questi elementi sociali che hanno creato il substrato condiviso necessario, ovvero “le norme sociali” affinche’ potesse diffondersi lo scambio di mercato.
Con l’avanzata del mercato in sempre più vaste aree della nostra vita e la diffusione dell’ideologia del laissez-faire in cui affonda le sue radici il neo-liberismo economico, che vuole il mercato un’entità auto-regolante, queste pratiche regolanti e significanti lo scambio come atto sociale, sono state superate in favore di un’idea di scambio fra individui isolati mossi da reciproco egoismo.
Oggi la tendenza sembra nuovamente invertirsi.
Le predizioni dell’ideologia neo-liberista subiscono un’altra sonora sconfitta: non solo il mercato non si auto-regola, come dimostato dalla crisi delle banche del 2008, ma la produzione di beni per la società sempre più spesso viene organizzata da invidivui non egoisti attraverso la collaborazione e la condivisione delle proprie risorse, sia materiali che immateriali. Questa nuova (o forse originale) forma di cooperazione sociale si sta infatti diffondendo sempre più nelle moderne società occidentali.
Sembra anacronistico parlare di collaborazione e condivisione proprio durante la profonda crisi economica e politica che attanaglia il capitalismo Europeo, e in particolare quello Italiano da quasi un decennio ormai. Eppure un modello economico alternativo sembra emergere proprio nella quotidianita’ delle relazioni sociali instaurate fra le persone.

Attraverso queste pratiche di cooperazione sociale, gli individui producono il bene comune, ossia come definito dal Premio Nobel Elinor Ostrom, un bene che può essere usufruito da tutti i membri di una comunità, o anche dalla società intera.
E’ veramente un mondo migliore quello che ci aspetta in cui si riuscirà ad avere una produzione sostenibile e collaborativa?

Chissà …

Cordialità

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24 pensieri su “Il punto …

  1. Caro Antonmaria

    La Vostra, un’analisi ineccepile di gran conoscitore delle dinamiche economiche.
    I tempi sono davvero incerti per crisi economiche, governi instabili di orientamenti politici sempre meno definiti e strozzature del vincolo UE per valutare il sistema economico ottimale a riscatto di un effettivo beneficio per la gente. Vorrei avere speranze affinché si possano applicare strategie liberiste.
    Mi associo al Vostro: chissà…

    Con Stima e Affetto,

    Maria Silvia

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  2. Il punto di questa analisi è che un’analisi è impossibile farla.
    Ci vuole molto coraggio semplicemente per analizzare le cifre del conto economico.
    Ti sei spinto in una analisi sintetica che devo dire aderente,e che apre un varco in questo panorama di desolazione.
    Una produzione sostenibile al livello collabortiva?
    Perché no.
    Dovrebbe poter rispecchiare, comunque, quell’analisi che, in positivo, ha prodotto la negatività.

    Rispettare i patti sociali è la prima cosa.
    Poi, magari ..
    Anni fa ho letto qualcosa sulla “democrazia partecipativa”, una forma societaria che oggi potrebbe essere interessante.
    Ma era un’idea di destra, figurati.

    Grazie a te e ciao

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  3. Un analisi completa che spazia dall’analisi economica, all’analisi finanziaria. Una disamina che si rivolge al mondo usufruitore. Una politica sociale, reale, totalmente mancante che trova la sua giustificazione nel suo articolo.
    La ringrazio per la compiuta dissertazione.
    Veramente bella.

    Buona serata

    Amedeo

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  4. Un paese demoralizzato, senza più una linea certa da seguire e sfiduciato nei confronti della politica e delle leggi, che, anche se è riuscito a resistere alla crisi meglio di altre nazioni europee, arranca più degli altri sulla strada della ripresa.
    Così appare l’Italia .

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  5. Una soluzione semplice è che lo stato si riprenda la vera sovranità quella che viene prima delle altre tre: la sovranità monetaria,
    La tolga alle banche private e restituisca la moneta al popolo italiano Si dovrebbe dichiarare incostituzionale sia il Trattato di Maastricht sia quello di Lisbona.
    Una strada, alternativa, da percorrere.

    Una analisi bella e reale Ninni.
    Buona giornata

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  6. Uscire dall’euro con Grecia e Portogallo: nessun danno.
    Facciamo una Unione Economica con loro con una moneta di proprietà dei tre popoli non delle banche centrali, da sottoporre tutte a controllo statale come in Cina, Iran e Venezuela e limitando il potere delle banche centrali di creare moneta dal nulla, tramite i debiti della gente alias richieste di mutui, con leggi ad hoc.
    Ecco quella che potrebbe essere una via primaria per l’azzeramento del debito pubblico e la rinascita economico-sociale.

    Semplicistico?
    Ci si potrebbe provare no?

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    • Marina

      Interessante quello che scrivi.
      una limitazione del potere delle banche, però, comporterebbe lo svilimento del significato proprio del concetto di banca.
      E’ da tanto, vero?
      Come va?
      PS: qua dentro ci si da il Voi con il milord.
      Buon pomeriggio

      Maria Luisa

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  7. La verità è che dovrebbero dire grazie al PD per aver fatto chiarezza dentro il Montepaschi“.

    Così Massimo D’Alema, con un gran colpo tonante di fortuna, dopo i singolari deliri di Pierluigi Bersani che aveva provato ad uscire dall’angolo contro il tentativo di coinvolgere il PD nella vicenda MPS.
    Mussari chi?
    Ma se è stato proprio il Partito Democratico ad imporre 13 consiglieri su 16 nel CdA di MPS.
    L’uno e l’altro però dimenticano o fingono di non ricordare che il dimissionario Giuseppe Mussari, un banchiere per caso, senza una formazione di finanza, senza neppure conoscere l’inglese, uno che di banche ne sapeva quanto chiunque abbia un conto corrente, presidente dei banchieri italiani e grande beneficiario nell’onorata società mafiosa del centrosinistra senese, poco prima di essere defenestrato ha staccato un assegno da 100.000 euro per il PD di Siena .
    L’anno dopo, ha concesso il bis elargendo 99.000 euro sempre nelle casse senesi del partito, che era guidato da Pierluigi Bersani (registrato alla tesoreria della Camera il 06/02/2012 e questo è un atto pubblico).

    Nulla di illecito, tutto avvenuto secondo la legge,
    Mister Mussari lo ha fatto di tasca propria.
    Mussari, il grosso banchiere che effettuava movimenti per MPS emettendo derivati tossici per truccare i conti (Bankitalia e Consob cadevano dalle nuvole), ha donato circa 700 mila euro, in modo trasparente e regolare, tra il 2002 ed il 2012.
    Signori risparmiatori, nessuna relazione trasversale, per carità, basta crederci.

    Il sospetto che a Siena e dintorni siano volate mazzette, per far passare la discutibile acquisizione di Antonveneta, per D’Alema e compagni è pura immaginazione.
    La “banca rossa” Monte dei Paschi di Siena, o ciò che ne resta, attraverso la sua Fondazione (che è riuscita da sola a ingannare Banca d’Italia?), è il perno di un sistema di istituzioni alimentato dagli utili dell’azienda di credito: ospedale, università, sport, cultura tutto finanziato dalle casse di una realtà che nel Partito Democratico di Bersani, che ha sempre governato la città e la sua cassaforte, ha la sua regia.

    Oggi vengono a parlare di rinnovamento, di buoni propositi.
    Matteo Renzi che si ricicla in un nuovo show.
    Bersani, per carità gli ho sempre riconosciuto una certa onestà intellettuale, ma da qua a fare la vergine pia ne corre.
    D’Alema, Sir Biss o come lo chiamano in molti Sir Pent, si ricicla anche lui con una pseudo campagna moralizzatrice che moralizza, soltanto la loro voglia di “fare la prima donna
    Emiliano che oggi batte il cerchi, dopo la botte e dopo il cerchio e la botte.

    Parliamo di crisi?
    Di crisi economica e finanziaria?
    Di crisi dei valori?

    Beh, iniziamo a guardare in casa nostra e cominciamo a fare una bella pulizia.
    Il mondo ne fa a meno di questi moralizzatori d’accatto.
    … è sospeso il Voi!

    Grazie

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  8. Ninni,

    si si, ma vogliamo dirla tutta?
    Dall’inizio dell’anno in corso sono 147 i lavoratori morti per infortuni sui luoghi di lavoro: il 33,3% sono in edilizia, 31% in agricoltura, 17,5% nei servizi, 6,5% nell’autotrasporto e 5,5% nell’industria.

    A marzo, secondo i dati Istat, il numero di disoccupati sarà pari a 3.200.000 unità (+11,2% su base annua e perdita di 248 mila unità) e il tasso di disoccupazione si attesta all’12,00%. Tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 695 mila e rappresentano il 10,5% della popolazione in questa fascia d’età. Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24anni) è al 38,4%, in aumento di 0,6% rispetto al mese precedente e di 3,2% nel confronto tendenziale.

    Ma di cosa vogliamo parlare?
    Vediamo la vicenda che, giustamente, poni in evidenza di Monte Paschi.
    Quel signore di Monti, il primo atto che compì, fu una manovra da quatro miliardi (leggi bene: quattromiliardi) e mise l’italia in ginocchio,
    Erano quattro e l’aveva spacciata per manovra correttiva.
    Li gitò tutti a MPS.
    Adesso si parla di 15 miliardi che servono per appianare il 30% dei crediti in sofferenza.
    Mi chiedo perché non la lasciano fallire miseramente, questo postribolo rosso?
    Mah.

    Bella analisi la tua.
    Ciao

    Marina

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  9. Marina,

    In un contesto di crisi e di deriva politica, a prescindere dalle alchimie propinate, le imprese, di cui le multinazionali (tanto osannate nel ruolo mercatista del governo) sono la manifestazione più vistosa associate alle peggiori nefandezze, dallo sfruttamento della manodopera all’evasione fiscale, continuano impunite a scaricare le loro incapacità gestionali sui lavoratori che chiudono il conto con la perdita del posto di lavoro le perniciose imprese del capitale finanziario.

    Il gruppo di comando del potere finanziario, lasciato arbitro della conduzione economica secondo i propri esclusivi criteri, si comporta in modo assolutamente pericoloso.
    Nonostante i massicci incentivi alle banche, i sostenitori delle politiche liberiste, contribuiscono all’arricchimento degli esclusivi interessi della borghesia industriale unitamente alla precarizzazione del mondo del lavoro, avvicinando i lavoratori all’orlo del baratro sociale.
    La socializzazione, è un principio morale, sociale, economico per cui il lavoratore, nella sua piena individualità spirituale e materiale, è oggetto primario dello Stato e soggetto dell’economia. Contro lo smantellamento della socialità, la riduzione dei salari, le nuove forme di schiavismo imposte dalla bramosia del dominio liberalcapitalista, lo sfruttamento nel mondo del lavoro,

    I contratti a tempo determinato, la flessibilità e gli infortuni mortali causati dalla cupidigia neoliberista, la delocalizzazione, la precarietà, la cancellazione del diritto al lavoro e del futuro per le nuove generazioni: SOCIALIZZAZIONE!

    Poi, scusami, mi hai visto citare dati su dati e percentuali su percentuali?
    No e allora perché ti metti a copiare i dati ISTA? Li sappiamo leggere tutti.
    Qua dentro nessuno è il maestro di nessuno e nessuno deve dimostrare qualcosa a qualcuno.
    Va bene.
    Spero di essere stato chiaro.
    Niente prime donne, per favore. Tanto, sta tranquilla che ti si legge lo stesso
    Grazie

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  10. Ninni,

    ma che carattere!
    Si va bene, ho copiato dei dati per inserirli nell’analisi.
    E allora?
    Volevo sottolineare il tuo passaggio.
    Non sono avvezza a fare la prima donna.
    Anzi non sono avvezza per nulla a nulla.

    Hai carattere, ma non mi piace quando mi svergognano.
    Sono viola e rossa dalla vergogna.

    Bah

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