I due vicini

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I due vicini

C’erano una volta in un villaggio del Tibet due vicini che avevano un carattere completamente diverso. Uno era molto ricco, ma estremamente avaro, l’altro molto povero, ma sempre pronto a dare e ad aiutare chiunque fosse in difficoltà.
Un giorno, due passeri costruirono il nido sopra la finestra della casa del povero e vi deposero alcune uova. Dopo alcuni giorni le uova si schiusero e i genitori furono costretti a restare per molto tempo fuori dal nido in cerca di cibo.
Un mattino, un uccellino cadde dal nido e si ruppe una zampa. Fortunatamente, il povero lo raccolse, gli steccò la zampina e lo rimise nel nido. Quando si fu rimesso, l’uccellino tornò dal povero con dei chicchi di frumento nel becco per dimostrargli la sua gratitudine, dicendogli di piantare i chicchi nel suo giardino ed aspettare il raccolto. Quel passero era, in realtà, uno spirito buono con le sembianze di un uccello. Il povero non poteva saperlo, ma piantò ugualmente i chicchi come gli era stato detto e non ci pensò più.

Immaginatevi la sua sorpresa quando, parecchie settimane dopo, apparvero sugli steli, al posto del frumento, delle pietre preziose! Così il pover’uomo diventò improvvisamente ricco.
Il suo vicino ne fu estremamente geloso e fu colto dalla curiosità di sapere a cosa fosse dovuto quel colpo di fortuna.
Invitò il brav’uomo a pranzo e gli chiese come mai fosse diventato ricco. L’ingenuo, senza farsi pregare, gli raccontò l’accaduto.
L’avido vicino decise di diventare ricco anche lui, dal momento che sembrava una cosa tanto facile. Per caso, una famiglia di passeri aveva costruito un nido anche sulla sua finestra. Si sporse dalla finestra all’ultimo piano della sua casa, prese un pulcino dal nido e lo fece cadere per terra. Il piccolo uccellino si ruppe così una zampa. Poi corse giù, legò con una cinghia la zampa dell’uccellino e lo rimise nel nido, con la speranza di ottenere anche lui una ricompensa.
Come aveva sperato, gli furono dati dei chicchi da piantare nel giardino. Ma quando crebbero, l’uomo ebbe la spiacevole sorpresa di trovarsi davanti, al posto delle pietre preziose, un brutto ceffo con un fascio di carte sotto il braccio. Lo strano tipo lo minacciò dicendogli di pagare tutti i debiti che aveva accumulato durante la sua vita, presentandogli i documenti come prova. Così, l’avido spilorcio perse tutto ciò che possedeva.
Questo fatto aumentò in lui l’odio e l’invidia per il vicino onesto, mentre quest’ultimo aveva ormai dimenticato le loro divergenze. Un giorno l’uomo onesto chiese al vicino di custodirgli una borsa piena d’oro, mentre lui si assentava per un viaggio. Il vicino disonesto non seppe resistere e si lasciò sopraffare dall’avidità. Quando l’uomo onesto ritornò, trovò che l’oro nella borsa era stato sostituito con della sabbia.
L’avaro disse che l’oro che gli era stato lasciato si era sorprendentemente tramutato in sabbia. Senza discutere, il vicino onesto ritornò a casa.

Trascorsero molti giorni e il brav’uomo manteneva sempre dei buoni rapporti con il vicino. Un giorno, l’avaro dovette andare per qualche tempo in un altro villaggio e decise di lasciare il suo figlio più piccolo dal vicino, certo che ormai questi avesse dimenticato la faccenda.
In realtà, l’uomo buono voleva dargli una lezione. Addomesticò una scimmia e le insegnò a dire: “Padre, padre, sono tuo figlio”. Quando l’avaro ritornò e chiese del figlio, il buon vicino rispose: “E’ in casa”. Egli guardò dentro e rimase sconvolto nell’udire una scimmia che, da un angolo, gridava: “Padre, padre, sono tuo figlio”.
L’avaro incollerito chiese che suo figlio gli fosse subito restituito. Il buon vicino gli disse con calma: “Ma questo è tuo figlio; si è trasformato in una scimmia”.
Allora il cattivo vicino di casa si rese conto di essere stato un imbroglione. Pregò il brav’uomo di restituirgli il figlio, promettendogli di ridargli la borsa d’oro che gli aveva ingiustamente sottratto.
E giurò che in futuro non avrebbe più ingannato nessuno.

Per i più piccini
For the little ones
Pour les petits
Für die Kleinen
Para los más pequeños
Для маленьких

Cordialità

12 pensieri su “I due vicini

  1. E’ rilevante nel periodo di crescita del bambino farlo entrare a conoscenza del mondo delle fiabe tradizionali che rispetto ai racconti per ragazzi contemporanei rappresentano un mondo paradossalmente più realistico.
    Ho due figlie che sono cresciute a baguette e fiabe.
    Grazie Milord, siete un fenomeno poliedrico.
    Buona serata

    Annelise

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  2. Da piccola ero una vera appassionata di favole, avevo vari libricini e quella raccolta con i dischi sonori.
    Sono molte le fiabe che mi piacevano, ma in assoluto ricordo che ero affascinata da Barbablù (la chiavetta insanguinata che non si pulisce e la porta chiusa) e che provavo un certo sollievo all’arrivo dei buoni che la liberavano dalla torre.
    Come questa fiaba che insegna quanto sia bella l’onestà.

    Grazie milorderrimo e buon sabato.

    Loredana

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  3. Complimenti innanzitutto per la bella fiaba.
    le favole sono da sempre utilizzate come strumenti per insegnare ai bambini. attraverso le favole si possono educare i bimbi,usando la fantasia si può raggiungere le loro menti e ampliarle, e quì si apre un mondo immenso.
    Milord siete immenso

    Buona serata

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  4. Nella classica Cappuccetto rosso, in alcuni bambini il lupo fa paura ma altri lo difendono e considerano cattivo il cacciatore.
    E’ affascinante studiare i loro comportamenti.
    Mi fermo qui aggiungendo solo che la mia favola preferita è questa ormai!
    Bella semplice e efficacissima. Una fucina di bellezza, pulizia e civiltà.
    Bello il dibattito che sta nascendo.

    Grazie milord

    Babi

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  5. Attraverso il racconto di storie come cenerentola, cappuccetto rosso, Jack e il fagiolo magico, Hansel e Gretel il bambino delinea le sue possibilità di scelta e si identifica con i personaggi, avendo a che fare con un mondo che lo pone in relazione anche con quella componente crudele e violenta, facendogli capire che nella vita anche lui dovrà fare delle scelte.
    Una fiaba, milord, che ha quello spessore che soltanto un genio della letteratura, milord, poteva esplicare.
    Grazie

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  6. È una fiaba deliziosa. Per i più piccini, ma sicuramente gradita anche a chi, non più giovanissimo, abbia saputo mantenere giovane il proprio spirito esistenziale e non abbia permesso al tempo che passa di intaccare la bellezza fanciullesca della purezza d’ animo.
    Come tutte le migliori favole per i bambini, non è una semplice storiella, ma impartisce, con gli elementi stimolanti curiosità e fantasia, un insegnamento fondamentale, monito alle tentazioni ingannevoli; un invito ai migliori sentimenti, rivelazione di quanto possa essere semplice la via per la serenità.
    Grazie, Mio Caro Kren, per l’ opportunità offertami di aggiungere un’ altra fiaba a quelle custodite nel profondo del mio cuore.

    Maria Silvia
    Vostra Sil

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  7. Un’altra che ricordo con piacere (ma non era in quella raccolta) è Raperonzolo, anche lei imprigionata nella torre, gettava la treccia per far salire il principe.
    Ricordo che ho tormentato mia nonna per mesi perché volevo mangiare i raperonzoli…
    Ma che bella domenica di dolcezza.

    Sto facendo leggere la fiaba alle mie due “bambine”

    Buona domenica

    Piace a 1 persona

  8. Mi fai ricordare quando piccolina non volevo dormire (il pomeriggio) ed il mio papà trasformava quello che per me era tortura in un momento piacevole ed ancora oggi così vivo in me Mi portava a letto si metteva accanto a me e mi raccontava le parabole a mò di favole, ed io restavo incantata e vedevo gesù come un mago, come un eroe, a quei tempi mi sfuggiva il significato religioso,per me quello che contava era solo il racconto delle cose impossibili che lui faceva. E restavo a fantasticare su di lui. Inoltre ci aveva comprato un’enciclopedia di fiabe in 4 volumi, s’intitolava fiabe da tutto il mondo, erano dei libroni grossi e tutti rossi, a me piacevano molto le fiabe russe, ricordo ancora quella della strega baba yagà di quanto fosse ambigua la sua figura a seconda del racconto, la sua casa così strana , costruita su zampe di pollo e gli incantesimi che faceva.

    Alì baba e i quaranta ladroni, il gatto con gli stivali e tante altre ancora. Ho cercato di fare lo stesso coi miei figli, raccontavo loro le favole al momento del pranzo, a letto la sera , tutte le volte che me lo chiedevano, devo dire che hanno sviluppato tutti e due una grande fantasia, ancora adesso fanno spesso riferimento ai personaggi fiabeschi quando scherzano fra di loro.
    Ma devo dire anche che quando provo a raccontare fiabe ai miei cuginetti più piccoli, si stancano subito, non sono interessati a meno che non tiri fuori qualche mostro o qualcosa di raccapricciante e questo mi fa molto pensare….
    Questa tua fiaba, leggera come un soffio e bella per il colore, mi fa sognare proprio.
    Grazie Milord

    Buona domenica

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  9. secondo me dipende molto dal tipo di violenza cui ci riferiamo.
    Ad esempio, credo che le immagini presentate da alcuni videogiochi siano assolutamente inadatte ai bambini, ma non sempre i bambini ne vengono tenuti lontani.
    La sola indicazione che un gioco possa provocare attacchi epilettici mi sembrerebbe valido motivo perché il gioco non venisse prodotto, invece si limitano ad indicarlo in copertina.

    Grazie dottore per alimentare la bellezza.
    Buona domenica

    Amedeo

    Piace a 1 persona

  10. Ripensandoci, e tenendo conto del fatto che molti bambini si sentono attratti da racconti e filmati violenti, vorrei proporre che forse questo e’ un mezzo di catharsis per quei bambini che come si sa soffrono spesso di ansie per loro incomprensibili ed inspiegabili.
    Una fiaba per bambini, ma soprattutto per adulti
    Grazie a lei

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