Costituzione Duosiciliana

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Il giorno 25 Giugno, dalla Sua residenza, Sua maestà Francesco II, Re del Regno Duosiciliano, firma la Costituzione.
Primo illuminato sovrano rispetto a tutte le forme di governo e/o costituzione statale del periodo.
La Costituzione diventa Legge fondamentale del regno il 1° Luglio.

Come vedete, Maestà, nessuno dimentica.
Cordialità

19 pensieri su “Costituzione Duosiciliana

  1. La storia delle cause e delle responsabilità piuttosto che la vicenda storica effettiva. Vae victis, una storia raccontata dai vincitori ed i vinti del Sud che si dovranno sempre giustificare sul perché si siano battuti “per la parte sbagliata”.

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  2. L’aspetto più indecente di questa porzione di storia è che, sullo sfondo, c’è una storia di debiti di guerra (Cavour ne fece tre in dieci anni!)
    A cui si sommavano anche quelli per comprare quei cannoni a canna rigata che permisero la vittoria sull’esercito borbonico.
    Il Piemonte era indebitato con Francia e Inghilterra ed il regno borbonico rappresentava una vera e propria miniera d’oro per la borghesia espansionistica piemontese e per gli affaristi internazionali.

    Che schifezza.
    La ringrazio per questo splendido memento!

    VF

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  3. Lo sfacelo ebbe inizio storicamente all’indomani della partenza per l’esilio del Re Francesco II di Borbone.
    Già due giorni dopo ci furono le prime sollevazioni.

    Quel Popolo che si ribellò fu marchiato con la parola “BRIGANTE” dall’ idioma francese brigant che significa delinquente, bandito.
    La repressione messa in atto dai Piemontesi fu violentissima sin dall’inizio, ma inefficace!

    Grazie Milord
    dalla partenope Capitale.
    buona giornata

    Dudù

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  4. Il Sud fu depredato e soggetto ad una dura imposizione fiscale
    “Nel Regno delle Due Sicilie la tassazione era, nel 1859, di 14 franchi a testa.

    Nel 1866, sotto il nuovo regime, le tasse erano salite fino a 28 franchi a testa, il doppio di quanto pagava l”’oppresso” popolo napoletano prima che Garibaldi venisse a ‘liberarlo’ “.

    L’abolizione del protezionismo e l’eccessivo liberismo dello stato sabaudo espose le industrie alla concorrenza esterna, l’economia dei Borboni non era pronta all’internazionalizzazione come del resto quella italiana non lo è stata fino al 1960, 100 anni dopo!

    Sono fatti questi.
    Fatti e basta!

    Grazie Ninni sei super
    Buona domenica

    Max

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  5. Se i briganti furono delinquenti allora l’Italia nacque legittimamente, ma se i briganti furono patrioti e resistenti allora è tutta un’altra storia. La storia del mezzogiorno contemporaneo pare essere un tutt’uno con la storia della questione meridionale.

    Buona giornata

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  6. E’ risaputo che i vincitori scrivono la storia.
    Solo dopo anni ed anni di bugie, a volte, esce a galla la verità, com’ è stato per i pellerossa negli Stati Uniti che, dopo il genocidio, hanno subito anche la beffa della storiografia e dei media per più di un secolo e solo da qualche anno è stata riabilitata la realtà dei fatti.

    Anche noi in Italia abbiamo avuto il nostro generale Custer che viene menzionato come eroe e invece di eroico in Italia fece ben poco: Giuseppe Garibaldi.

    Sono rimasto tremendamente deluso, infatti, quando ho letto documenti storici che lo riguardano su cosa veramente è successo durante l’occupazione del Regno delle due Sicilie.
    E’ così da un giorno all’altro i patrioti-partigiani borbonici sono diventati briganti e i saccheggi, le violenze e i soprusi atti di liberazione dalla tirannia.
    La cosa peggiore però è che ancora oggi non ci viene detta la verità e continuiamo a subire le conseguenze di un atto storico catastrofico per il sud.

    La ringrazio, caro Dott. Raimondi, per averci permesso di ricordare!
    Buona giornata

    Amedeo

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  7. Una rivendicazione di una storia autonoma del Sud Italia è improponibile
    Ma è possibile individuare le radici profonde dello sconvolgimento della vita di milioni di uomini e dell’economia che hanno cambiato la faccia delle popolazione meridionale negli ultimi 150 anni.
    La storia dei rapporti tra Nord e Sud, le radici della storia della questione meridionale.

    Ciao Ninni,

    Glg

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  8. Brevemente, condividendo ciò che hanno scritto i Vostri lettori ritenendo di dover dare come Voi risalto alla Verità, vorrei sottolineare il governante illuminato che fu Francesco II che, con grande umiltà e generosità e allo stesso tempo con evoluta mentalità, firmò un atto che avrebbe coinvolto il popolo; di quanto lo avesse in considerazione è emblematico in questa Sua dichiarazione:

    « Io sono Napolitano; nato tra voi, non ho respirato altr’aria, non ho veduti altri paesi, non conosco altro suolo, che il suolo natio. Tutte le mie affezioni sono dentro il Regno: i vostri costumi sono i miei costumi, la vostra lingua la mia lingua, le vostre ambizioni mie ambizioni. »

    Un atto, Costituzione, antesignano delle moderne.

    Siete un ‘Grande’, Mio Caro Kren, non lasciate scampo alle ipocrisie; in questo caso alla storia tramandata in modo travisato. Il Vostro coraggio e i Vostri valori di Verità e Giustizia, Vi distinguono.

    Grazie, col più ampio significato.

    Maria Silvia
    Vostra Sil

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    • Donna Maria Silvia

      Verso la fine del tremendo decennio, il Brigantaggio, decimato e incattivito, andò perdendo la spinta ideale che lo aveva animato e le bande rimaste si diedero, allora sì, ad atti di malavita, istigate anche dalla condizione di estrema povertà nella quale le regioni meridionali erano cadute e dalla nascita del latifondo, che toglieva ai contadini ogni possibilità di una sopravvivenza dignitosa.
      Solo da quel momento in poi, la repressione piemontese prese il sopravvento: il Brigantaggio fu debellato definitivamente e i Meridionali andarono a cercare una nuova vita nelle Americhe, avviando un fenomeno del tutto sconosciuto fino nel Regno delle Due Sicilie.

      Nel 1861, infatti, si contavano soltanto 220mila italiani residenti all’estero; nel 1914 erano 6 milioni. È inquietante, se si pensa che la popolazione dell’ex Regno napoletano era composta da 8 milioni di persone. – L’esercito sardo aveva avuto la propria vittoria, ma non così il regno d’Italia: i briganti non erano distrutti, avevano trovato un’altra forma di resistenza, l’emigrazione.

      Grazie Sil per esserci.

      Antonmaria

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  9. Il nuovo Regno d’Italia schierò ben 211.500 soldati e inviò i suoi ufficiali di maggior rilievo, eppure per molto tempo non riuscì a distruggere neppure una banda.
    Nel 1863, fu istituita una Commissione Parlamentare d’inchiesta presieduta dal deputato Giuseppe Massari dove venivano indicate le cause del brigantaggio: la miseria delle popolazioni, dovuta ovviamente all’oppressione borbonica; era povera perché affamata dai Borbone. Dalla relazione Massari ebbe come risultato la promulgazione della “Legge Pica” che autorizzava lo stato d’assedio nei paesi battuti dai briganti.

    Risultato: quasi un milione di morti, 54 paesi distrutti, stupri e violenze inaudite, processi e fucilazioni sommarie.
    Da un diario di un ufficiale sabaudo: “Entrammo in un paese e subito incominciammo a fucilare i preti e gli uomini, quanti capitavano”.
    Pontelandolfo, paese del beneventano, fu letteralmente raso al suolo.
    Anche la storiografia corrente ha riconosciuto che la repressione contro il Brigantaggio ha fatto più vittime di tutte le altre guerre risorgimentali messe insieme.
    Ma c’è di più, purtroppo: Campi di concentramento!
    Il più terribile fu quello di Fenestrelle fortezza situata a quasi duemila metri di altezza, sulle montagne piemontesi, sulla sinistra del Chisone,
    Faceva tanto spavento come la relegazione in Siberia.
    Ufficiali, sottufficiali e soldati (tutti quei militari borbonici che non vollero finire il servizio militare obbligatorio nell’esercito sabaudo, tutti quelli che si dichiararono apertamente fedeli al Re Francesco II, quelli che giurarono aperta resistenza ai piemontesi) subirono il trattamento più feroce.

    La liberazione avveniva solo con la morte ed i corpi (non erano ancora in uso i forni crematori) venivano disciolti nella calce viva collocata in una grande vasca situata nel retro della chiesa che sorgeva all’ingresso del Forte.
    Una morte senza onore, senza tombe, senza lapidi e senza ricordo, affinché non restassero tracce dei misfatti compiuti.

    Ancora oggi, entrando a Fenestrelle, su un muro, è ancora visibile l’iscrizione:
    “Ognuno vale non in quanto è ma in quanto produce” ricorda un triste “Arbeit macht frei …”.

    Grazie

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  10. Già nel 1862 Nel mese di ottobre, essendosi fatta insostenibile la sistemazione dei prigionieri di guerra e dei detenuti politici, con la deportazione degli abitanti d’interi paesi, con le “galere” piene fino all’inverosimile, il governo piemontese diede incarico al suo ambasciatore a Lisbona di sondare la disponibilità del governo portoghese a cedere un’isola disabitata dell’Oceano Atlantico, al fine di relegarvi l’ingombrante massa di molte migliaia di persone da eliminare definitivamente. Il tentativo diplomatico, tuttavia, non ebbe successo,

    Ma la notizia riportata il 31 ottobre dalla stampa francese suscitò una gran ripugnanza nell’opinione pubblica.

    Piace a 2 people

  11. Non è stato solo il Regno delle due Sicilie ad aver subito l’occupazione sabauda.
    Per la cronaca il Veneto era un fiore, una delle zone più ricche dell’Impero Austriaco, dopo la vittoria sabauda è diventato terra di emigranti fino agli anni ’70 del 900!!! Per non parlare poi degli altri stati annessi con i plebisciti:
    il Ducato di Parma e Piacenza, per esempio, si è “ceduto” ai Savoia con un plebiscito a cui ha partecipato solo qualche nobile, tutta la popolazione ovviamente non contava.
    I Savoia come ringraziamento hanno prelevato le casse del Ducato, scarcerato un paio di “patrioti” e sono spariti lasciando anche la mia zona arretrata…

    Sic transit gloria mundi.
    Grazie Ninni Milord e buona giornata

    Anna

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  12. Aggiungo solo due chicche:
    proprio per ripagarsi i debiti di guerra, il regno sabaudo poi svuotò le casse del banco di sicilia (mi pare si chiamasse già così) per circa 400 milioni di lire di allora!!!

    Aggiungo che ci sono prove, sottaciute come si faceva fino a qualche tempo con le foibe titine, che Garibaldi fu PAGATO per fare il “patriota” (si spiega così il celebre “Obbedisco!”)

    Salutamme milord

    Dudu

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  13. La Rivoluzione Industriale a Sud fu stroncata proprio con l’invasione del 1860….Infatti in Calabria come in Campania già vi erano delle industrie metallurgiche ben sviluppate…e la Sicilia pure aveva le sue ricchezze.

    Per la sua posizione geografica, il Regno era orientato più sui commerci marittimi…ed infatti, a livello di flotta mercantile (con tutti i vantaggi dategli dallo Stato “borbonico”) era una delle migliori dell’epoca! che non sui trasporti interni…ma nonostante a rilento, pure si era iniziato a costruire sia la ferrovia che le strade…

    Il Piemonte per gioco di forza doveva “seguire” con più celerità lo sviluppo ferroviario visto la sua posizione geografica…

    Ma a conti fatti, il Piemonte era indebitato mentre il Regno delle Due Sicilie veniva pure quotato in Borsa a Parigi…

    🙂

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  14. il regno delle due sicilie ha il merito di non aver mai condotto guerre di aggressione ma solo di difesa.
    Sebbene fossero inseriti nella grande politica europea per via dei legami dinastici (regnavano in Francia, in Spagna, imparentati con Asburgo ecc) non sfruttarono le opportunita’ che questo poteva conferire loro.
    Forse anche per la difficolta’ di espandersi: o a danno dello stato pontificio (cosa necessaria per “invadere” il nord) o attraversando i mari.
    Ebbero grandi pecche ma questo li accomuna a tutti i regnanti (non mi sembra che Savoia, Asburgo o Romanoff si preoccupassero delle condizioni di vita dei sudditi), ma bisogna riconoscere che erano pacifici (almeno verso gli altri stati).
    Buona giornata

    Vale

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  15. .

    Uno degli errori classici che si fanno è quello di considerare il regno dei Borboni come quello di Francia di Maria Antonietta.
    Nel regno francese avvenne la rivoluzione francese (1789) perchè la gente era esasperata, non aveva di che mangiare ed usciva da una carestia.
    La rivoluzione d’ottobre in Russia (1917) avvenne per ragioni simili e perché la Russia contava i milioni di morti della 1°Guerra Mondiale.
    Il regno dei Borboni era un regno all’avanguardia in tantissimi campi, i suoi primati di eccellenza si moltiplicavano.

    Tutta la popolazione aveva di che sfamarsi ed amava il proprio Re.
    La figura più importante dei Borboni, Ferdinando 2° di Borbone, aveva risollevato l’economia in soli 5 anni, diminuendo gli sprechi della corte e migliorando le condizioni della gente povera eliminando le tasse che gravavano sui più poveri. Ricevette complimenti da diversi stati europei (quando mai è più successo in Italia) e gli stessi “liberali” lo presentavano come esempio. Di fronte alla sua decisione però di non partecipare alle guerre nei confronti di altri stati (verso i quali riconosceva la loro autonomia) per creare il futuro “stato italiano”, si creò le anitipatie dei liberali. Era inoltre visto in modo malo dall’Inghilterra (la famosa questione degli zolfi, il petrolio di allora).
    Cominciò così la diffamazione. Divenne il Re Bomba per i bombardamenti per sedare le rivolte a Palermo, mentre Vittorio Emanuele divenne il Re Galantuomo (bombardò Genova, Ancona, Palermo, Gaeta facendo migliaia di morti.)

    Alle genti del Sud che videro le proprie terre distrutte e che subirono immani soprusi rimasero due vie: l’emigrazione (CHE INIZIO’ ALLORA) o briganti (i partigiani del Regno delle due Sicilie)
    La storia fu travisata e fu strappata la cultura del Regno delle Due Sicilie.

    Per capire bene di cosa parlo vi suggerisco di guardare il film: “Li Chiamarono Briganti” del grande regista Pasquale Squitieri.
    Il film parla delle vicende di Carmine Crocco, un uomo che dopo aver partecipato all’iniziative dei mille vide frantumarsi tutte le promesse fatte da Garibaldi e assistette al degrado delle condizioni del proprio popolo. Si dà così al brigantaggio combattendo fino alla morte per cacciare l’invasore. (E’ tutta storia vera).
    Il film annovera attori di tutto rispetto: Franco Nero, Claudia Cardinale, Enrico Lo Verso, Lina Sastri, Carlo Crocco, e tanti altri.

    Riprovevole a dir poco fu il trattamento riservato a coloro cui fu attribuito il nome di Briganti, che altro non erano che Partigiani del Regno delle Due Sicilie

    Altra informazione degna di nota è il metodo con cui fu attuata la votazione se aderire o no alla futura Italia. Si trattava di inserire in due scatole diverse recanti la scritta SI o NO il proprio voto in modo che tutti sapessero il voto espresso. In ogni sede di voto vi erano soldati che “minacciavano” (per usare un eufemismo) chi si fosse opposto all’annessione.

    Un rappresentante della monarchia inglese che assistette alle votazioni riferì che il voto sarebbe dovuto considerarsi nullo per le modalità usate.

    Grazie

    Piace a 1 persona

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