Ballarò

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Facciamo un giro al Mercato di Ballarò, il più grande ed antico di Palermo

Mercato di Ballarò
Seduto al tavolo di un locale all’aperto, bicchiere di birra in mano, la musica di Alan Sorrenti e Umberto Tozzi in sottofondo, la gente che passa, il sole alto e caldo, l’odore di melanzane (mulinciani) fritte e caponata, aspetto la mia ordinazione senza particolare fretta e mi sento invaso da una piacevole e rassicurante sensazione, quella che si prova quando ci si sente a casa.
Siamo a Ballarò, il più antico tra tutti i mercati storici di Palermo, nel cuore del centro storico della città e luogo delle incursioni della mia infanzia.
Qui ci venivo, ogni tanto, in compagnia di mia mamma (mammina) e della nostra lista della spesa; qui compravamo i prodotti freschi come carne, pesce, formaggi e frutta; qui ci muovevamo con l’aria di chi sa sempre dove andare tra le numerose e chiassose bancarelle; qui ci caricavamo di sacchi che poi riponevamo in macchina, la cinquecento di mammina, la leggendaria 668 (era una Fiat 500 L targata PA 320668), pronti per tornare a casa.
Ricordo le ceste piene di spezie, riso e legumi; le lunghe e colorate salsicce appese ai ganci delle macellerie, che compravamo e cucinavamo nel sugo la domenica a pranzo; i formaggi dalle mille forme e tagli che adoravo mangiare a morsi; i banchi del pesce con esposte le teste, sia di pesce spada, sia di tonno rosso, sempre gocciolanti di sangue, sempre circondati da gente che sapeva riconoscere il pesce quando era fresco; le “abbanniate” (urla) dei venditori che sembravano fare a gara a chi urlava di più, come se la qualità della merce si potesse misurare dalla potenza della voce; e poi i colori, i sapori, gli odori e quell’atmosfera così tipica, così familiare, così normale, che pensavo fosse così in tutto il mondo.

Mercato di Ballarò Palermo
Oggi non accompagno più mia madre a fare la spesa al mercato di Ballarò.
Oggi la spesa la faccio per conto mio, vado al centro commerciale perché è il più vicino; perché posso posteggiare l’auto senza problemi; perché c’è l’aria condizionata; perché ho tutto a portata di mano, ma quel ricordo, a distanza di anni, mi fa rivivere le emozioni di un tempo che fa ricordare chi sono e da dove vengo; mi ha fatto rivedere le mie origini, mi ha fatto capire che, poi, tutto non è così scontato e mi ha fatto amare, ancora di più, quella che è stata la mia città.

Il mercato di Ballarò: un po’ di storia
Il mercato di Ballarò è il più antico ed il più grande di Palermo e si trova nello storico quartiere popolare dell’Albergheria.
E’ stato creato dagli arabi sul modello dei suq intorno al X secolo, fra la moschea di ‘Ibn Siqlab e il Quartiere Nuovo, fuori le mura della città, attorno ai fiumi Kemonia e Papireto che oggi non esistono più.
La scelta della zona non fu casuale: era vicina alle campagne da dove provenivano i prodotti della terra.
Sulle origini del nome esistono varie tesi, tutte piuttosto verosimili.

Secondo la prima ipotesi il nome Ballarò deriva da Bahlara, un antico villaggio nei pressi di Monreale da dove provenivano la frutta e la verdura venduta nel mercato.
Secondo un’altra ipotesi il nome Ballarò avrebbe una provenienza addirittura indiana, e precisamente dalla parola Ap-Vallaraja, titolo dei sovrani della regione indiana del Sind, nella quale si vendevano le pregiatissime e costosissime spezie provenienti dal Deccan.
Infine, secondo una terza ipotesi, il nome Ballarò potrebbe derivare anche da Segel-ballareth, che in arabo significa sede di fiera.
Qualunque sia l’origine quello che sappiamo con certezza è che, Ballarò, è sempre stato un centro di scambio e commercio, un luogo dove si comprava, si vendeva, ma ci si arricchiva anche culturalmente.

I monumenti del mercato di Ballarò
Chiesa di Santa Chiara
All’interno del mercato di Ballarò sono presenti numerosi monumenti, tra i più belli e significativi della città, di quelli che ti lasciano a bocca aperta per l’incredibile bellezza, di quelli che devi assolutamente visitare.
Come la Chiesa del Gesù, meglio conosciuta come Casa Professa (che tanto amava mia sorella Maria Gabriella), tripudio di arte barocca, tra le più amate da chi desidera un matrimonio in grande stile (da prenotare almeno con 2 anni di anticipo); la Chiesa del Carmine Maggiore con la sua ricca e singolare cupola; il Complesso Monumentale si Santa Chiara con il bellissimo altare in marmo; la Torre Medievale di S. Nicolò, da dove si può godere la migliore vista dall’alto di Palermo; la Camera delle Meraviglie, di recente scoperta, un luogo unico al mondo; e tanto altro ancora.
Molti di questi monumenti sono aperti e visitabili solo in determinati momenti.
Consiglio di contattare la spocietà che le gestisce per avere maggiori informazioni su date ed orari.

Il mercato di Ballarò oggi
Il mercato di Ballarò, ancora oggi tra i più frequentati ed attivi di tutta la città, è riuscito a mantenere intatte le proprie origini ma allo stesso tempo ad adattarsi ai nostri tempi in modo del tutto naturale.
E così, tra le bancarelle e le botteghe storiche, tra i chioschetti e le numerose friggitorie si aggirano sia semplici cittadini che vanno a fare la spesa, sia turisti incantati dai colori, i sapori, gli odori e le abbanniate dei mercanti.
E se ti viene fame e vuoi mangiare qualcosa di cotto?
Nessun problema, perché qui si trova il meglio dello street food palermitano, da magiare sia in piedi come è giusto che sia, oppure seduti attorno ad un tavolo di una delle antiche e storiche taverne e gastronomie.
Come ho fatto io, del resto, l’ultima volta che ci son stato.

Ed eccola che arriva, la mia ordinazione: pasta con tonno fresco e menta (e non avrebbe potuto essere altrimenti, perché se vuoi il tonno fresco è a Ballarò che devi andare) e frittura di calamari ed alici.
Non mi resta che pranzare!

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11 pensieri su “Ballarò

  1. Che bello.
    L’ho letto d’un fiato facendomi sognare, come sempre.
    Mi avete trasportato, Milord, lungo questo mercato con una descrizione e colori che mi hanno presa.
    Grazie per questa bellezza Milord.
    Buona giornata

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  2. Molto bello, descrive uno squarcio di vita che si respira, si tocca, si sente e si odora. Coinvolge tutti i sensi, sembra di essere presenti, tra le bancarelle, tra la folla, nelle stradine e piazzette antiche.
    Bello!

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  3. Un passaggio di colore che fa vemnire la voglia di essere li per assaporare colori e sapori.
    Palermo, una città importatissima nel Mediterraneo.
    Una città custo di antiche verità e di magnificenti bellezze.
    Grazie Milord

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  4. Risucchiato dalla folla di odori.
    I colori dei tendoni che riparano soprattutto dal caldo sole in estate, si mescolano alla varietà della frutta di stagione e alla gente, curiosa, arrabbiata, assonnata, indaffarata, divertita…
    Ci si scontra con pezzi della vera Palermo e con pezzi di straordinario valore artistico.
    Grazie milord da un sudista convinto, ma soprattutto da un innamorato di una italia vera che da lustro e colore a tutti noi.

    Dalla partenope Capitale
    Dudù

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  5. Sono stata a Palermo A riportarti a Palermo e ho visitato il mercato di Ballarò, tra le urla sanguigne dei venditori.
    C’era il polpo, nespole, pomodorini, basilico fresco, zenzero e semenza che ti attraversano il naso e gli occhi.
    Una impressione bella.
    Grazie Ninni per questa imagine di grande impatto.

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  6. Il famoso cibo di strada, riempiono ancora oggi l’antico mercato di Palermo.
    Che mangiate ragazzi
    Un momento di allegria e dolcezza del vivere lontano dai bisogni creati e vicino ai veri significaati della vita.

    Grazie Ninni

    Ciao

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  7. Sì!
    Ballarò è già così, basta solo mostrare anche questo suo aspetto che spesso viene nascosto dagli altri elementi che, seppure esistono, non sono di certo l’unico carattere di un quartiere pieno di colori e di persone che lavorano per farla più bella.
    Grazie Lord Ninni

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  8. Scrivere e poter rendere protagonisti i lettori è Vostra straordinaria prerogativa, Caro Antonmaria. Grazie per questo giro al mercato di Ballarò, tra i suoi colori, i suoi sapori, i suoi profumi e le sue voci. Quella della terra di Sicilia, all’ estrema potenza, è un’ animazione molto caratteristica e, nei mercati, merci venditori ed avventori danno vita a veri e propri spettacoli. Se poi si tratta di Ballarò, con tradizioni storiche e con ubicazione prestigiosa, c’ è ancora più suggestività.
    In ciò che avete scritto, Mio Caro Kren, c’ è tutta la Bellezza, e l’ Emozione, di ciò che riempie il cuore nell’ età adulta: i ricordi d’ infanzia, per chi è stata bella e serenamente vissuta tra famiglia e luogo di vita.
    Grazie, siete immensa Gioia.

    Maria Silvia
    Vostra Sil

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