Noi … epilogo

. . . EPILOGO . Avanti e indietro. I miei piedi si muovevano con lentezza. Seduta a bordo piscina osservavo le braccia di mio marito fendere l’acqua come, solo un oro olimpico, avrebbe potuto fare. Le stesse braccia che mi avevano accolto, stretto e coccolata negli ultimi due anni e mezzo. I suoi bicipiti torniti…

Noi … XXXIII

. . “È dritto?” Quel maledetto papillon sembrava affetto da qualche strana forma di paralisi spastica, non aveva nessuna intenzione di stare a posto e io ero agitato. Agitato cazzo. Le mani tremavano, il cuore batteva a mille e… Respira Anthy, respira. “Dà qua! Tu sei troppo nervoso, amico mio”. Due falcate e Brian fu…

Noi … XXXII

. . Venti anni prima. Il fruscio di pizzi e tessuti si alternava al ticchettio dei passi sull’assito dello studio. Gemma entrò nella stanza circondata da uno svolazzare di stoffa rigorosamente rosa, quel profluvio di lustrini e trine luccicanti si scontravano violentemente con l’arredamento austero della sala. I due divani Chesterfield testa di moro stanziavano…

Noi … XXXI

. . Cristo! Va tutto bene, tutto bene. Continuavo a ripetermi quella cantilena tranquillizzante mentre una fobia folle impastata all’ansia mi ribaltava lo stomaco. Era un incendio. Lei era un dannato incendio e io inalavo a pieni polmoni un fumo caustico che mi avrebbe ucciso. Ma forse era già accaduto, piegato fra le sue braccia,…

Noi … XXX

. . Era tesa. L’avevo convinta a salire in auto ma lei continuava a guardarsi intorno e a puntare i piedi contro i tappetini a ogni curva. Le accarezzai un ginocchio sfiorandole la punta delle dita che stropicciavano il tessuto del vestito. “Come va?” “Bene”, mormorò. Cincischiava il bordo della gonna fingendo una tranquillità che…

Noi … XXIX

. : Continuavo a rigirarmi il telefono di Brian tra le mani, tamburellandoci sopra con la punta delle dita. L’infermiera della reception era tornata al suo posto, ma l’unica notizia che ci aveva dato, era che presto il medico che aveva in cura nostro padre sarebbe venuto a parlarci. Gemma si era un po’ calmata,…

Noi … XXVIII

. . “Hai visto quell’infermiera?” “Quale?” “Quella laggiù”, Brian si spinse indietro i capelli con la mano e sorrise indicando una donna di una certa età che si affaccendava dietro al bancone della reception. “Quella anziana?” “Sì, quella, non ti dice niente?” La fissai attentamente ma non riuscivo a vederci nulla di particolare. Mi strofinai…

Noi … XXVII

. . “Perché tua madre se n’è andata così di corsa?” Sollevai le spalle evitando di guardarla ancora negli occhi. Non volevo mentire ma cosa avrei potuto dirle, non sopporta che noi due stiamo insieme? Pensa che tutto questo sia sbagliato? No. Non potevo dirglielo. “Immagino che volesse riposarsi un po’”. “Ma pensi che rimarrà…

Noi … XXVI

. . Susan uscì dal bagno pallida come la cera. Non si sentiva bene, era abbastanza evidente. Anche Ollie era strana, molto strana. La guardava con tutti gli occhi del mondo e sembrava, esitante. Osservò ogni suo passo, le mani che si sollevavano a raccogliere i capelli in una coda improvvisata e il sorriso che…

Noi … XXV

. . Mi ero fatto una doccia, rasato la barba e cambiato i vestiti. Nonostante il vistoso cerotto sulla fronte, avevo un aspetto decisamente più presentabile. Lorenzo mi aveva accompagnato e si era fermato nella hall ad aspettarmi. Non era voluto salire nella suite, aveva preferito rimanere al bar a bersi qualcosa mentre io finivo…

Noi … XXIV

.   Mi risvegliai col fiatone e il cuore che pulsava freneticamente. Ero fatta di tremiti e respiri accelerati, di paura e sentimenti disarmanti. Il velo che aveva protetto i miei ricordi era stato inesorabilmente squarciato. Le immagini cominciavano a riemergere e a riaffiorare nella mente come un gas rilasciato nelle profondità oceaniche. Piano piano,…

Noi … XXIII

. . “Bene, Susan, ora segua il movimento del mio dito”. Il giovane medico, che mi stava visitando, mi osservava con grande concentrazione mentre spostava l’indice da destra a sinistra e da sopra a sotto. “Continui a seguirmi”, disse avvicinandomi il dito alla punta del naso. “Benissimo, la motilità oculare sembra essere nella norma”. Tirò…

Noi … XXII

.   Voci. C’erano delle voci in lontananza ma non vedevo di chi fossero. Non riuscivo a muovermi e facevo fatica anche a respirare, c’era molta polvere, fumo, un ripugnante odore di gomme bruciate, olio e… sangue. Di chi era quel sangue? Aprii le palpebre lentamente. Tutti gli airbag erano esplosi e pendevano dai supporti…

Noi … XXI

. . Rabbrividii quando il mio corpo fu sfiorato da un refolo freddo. Ero ancora nuda, sdraiata sul letto e sola. Anthy non era più al mio fianco. Mi sollevai di scatto a sedere, i palmi appoggiati sul materasso e la schiena dritta. Fuori era ancora buio, non riuscivo a leggere l’ora ma sembrava notte…

Noi … XX

. . “Hai finito?” Lui annuì come un bambino esitante che rifugge lo sguardo dei genitori. “Allora esci di qui!” Non mi importava niente, assolutamente niente di quell’uomo. Dovevo evitare di lasciarmi coinvolgere, di farmi condizionare dalla sua espressione ferita, dai suoi occhi affranti in cui mi rispecchiavo continuamente. Quello non era mio padre. Continuava…

Noi … XIX

. . La situazione mi era sfuggita di mano. Ero in piedi con le braccia spalancate cercando di interrompere quello che tra breve sarebbe diventato uno scontro fisico. Anthy era fuori di sé, urlava come un forsennato e non mi era mai capitato di vederlo così, nemmeno quando aveva fatto a pugni con Al. “Amore,…

Noi … XVIII

. . Poggiai la nuca contro i cuscini che mi sollevavano la testa. Ero stanca, tanto, troppo. L’unica cosa che volevo in quel momento era sentirlo vicino. Pelle contro pelle. Si accostò a me con entrambe le mani nelle tasche e i pollici che strofinavano impercettibilmente la cintura. Le pieghe della maglietta assecondavano le forme…