Memoria liquida XXIII e ultimo

. . . Doveva trattarsi di un ospedale. O di una clinica. Era comunque un luogo abbandonato. I muri dell’ambiente nel quale mi trovavo erano rivestiti fino a un metro e mezzo di piastrelle bianche insozzate e scheggiate. L’edificio sembrava accartocciarsi su se stesso e tremare a ogni raffica di vento. Un libeccio ululante si…

Memoria liquida XXII

. . . Anche senza l’autorizzazione scritta del Grande Capo, non mi fu difficile incontrare Paolo Tagliaferri. Avevo sempre intrattenuto rapporti cordiali e amichevoli con tutti i secondini, mi ricordavo di portare loro dei regalini a Natale e li chiamavo sempre per nome, dimostrando così un interesse che li lusingava. Sicché, tra una chiacchierata e…

Memoria liquida XXI

. . . “La testimonianza” (prima parte). Sono sempre stato un individuo gretto e materialista. Ho avuto due mogli, ma non le ho mai amate. Ho tre figli che non si degnano più nemmeno di darmi gli auguri a Natale e che ho scientemente allontanato dalla mia vita fino a renderli degli sconosciuti. Non sono…

Memoria liquida XX

. . . Roma mi appariva strana, in bilico. I palazzi sembravano sul punto di crollare, come se l’intera città ondeggiasse sull’orlo di un precipizio. O forse ero io che mi trovavo in uno stato d’animo talmente alterato da avere le allucinazioni. Dimenticai dove avevo parcheggiato l’auto a nolo, dimenticai in un lampo perfino dove…

Memoria liquida XIX

. . . . Per tutta la giornata successiva cercammo di metterci in contatto con Brundlefly senza riuscirci. Durante la mattinata il suo cellulare squillava a vuoto, poi risultò irraggiungibile. Passai al dipartimento e consegnai al Grande Capo una finta relazione. Il vecchio non sembrò molto persuaso, probabilmente aveva capito che lo stavo prendendo per…

Memoria liquida XVIII

. . . Il Santo Padre, profondo conoscitore di ogni stravagante deviazione rigurgitata dai substrati urbani, alla terza Weiss al Bon Bock di via Gianicolense mi aveva avvertito che le persone come la Beginner Girl, nonostante l’aspetto baracconesco che lasciava presumere una certa sicurezza, erano per lo più individui deboli, fragili, psichicamente al confine della…

Memoria liquida XVII

. . . “Volevi sapere come si è ammazzato il Vate, Pam? Te lo racconto. Mettiti comoda, spegni la televisione e apri quella bottiglia di Berlucchi. Ogni uomo ha il suo punto di rottura, sappilo. E quella sera il Vate era ormai oltre il campo minato delle sovrastrutture. Ricordi quando ricevetti la telefonata di mia…

Memoria liquida XVI

. . . Una cosa che mi dava sui nervi era quando la Pam decideva di non parlare e comunicava solo attraverso i bigliettini che teneva nella borsetta. Non sono mai riuscito a capire come facesse a trovare sempre quello con la risposta adatta, ma chiederglielo avrebbe spezzato l’incantesimo. Quel pomeriggio ci trovavamo a Ostia,…

Memoria liquida XV

. . . Nonostante l’insofferenza causata dall’odore di plastica della macchina a noleggio, trangugiai tre cheeseburger e mi scolai mezzo litro di Nastro Azzurro. Mi avevano tolto il gesso quella mattina e avevo una sola cosa da fare. Nel cimitero allagato, mezzo morto e allo stremo, avevo implorato Dio di farmi sopravvivere per poter parlare…

Memoria liquida XIV

. . . Il Gran Maestro non perdonò il tradimento di Gomez Addams, che venne cacciato e mai più riammesso nella villa. Per molte notti ascoltammo il pianto disperato di quel bestione con la fronte ammaccata che implorava il Gran Maestro di concedergli una seconda possibilità. Il vecchio fu irremovibile. Dopo l’allontanamento di Gomez Addams…

Memoria liquida XIII

. . . Idiota! Solo un idiota si sarebbe fatto coinvolgere in una tale puttanata! Prima di chiudere la botola e di tumularmi nel serbatoio, Gomez Addams mi aveva lanciato una torcia dicendo: “Almeno vedrai il luogo dove morirai…” o qualcosa del genere. Poi il clang dell’acciaio aveva smorzato ogni suono esterno. Ero tornato nell’utero.…

Mamoria liquida XII

. . . Nella nebbia della convalescenza mi trovai attorniato da bambole polverose in uno stanzone dalle finestre altissime. Personaggi ignoti entravano e uscivano. Riposavo tra le lenzuola profumate, ma logore, di un letto a baldacchino. Qualcuno mi aveva steccato la gamba. Sul soffitto macchie di umidità. Una ragazza dai lineamenti gradevoli e i modi…

Memoria liquida XI

. . . Brevi estratti da “Valutazioni sulle Scienze Informatiche”, di Albert Sinatra. Dal primo capitolo: Qui a Tangeri le persone non si pongono le stesse questioni che invece turbano la vita di noi occidentali. L’esistenza per questa gente si divide tra valori e interessi. Il valore è il fine da raggiungere (una bella casa,…

Memoria liquida X

. . . La cattedrale si levava maestosa dall’acquitrino come un dinosauro che emerge dalla mota. La foschia fluttuava a un metro da terra, tanto corposa da poterla stringere tra le mani come il cuoricino pulsante di un cucciolo. Aste ornamentali e maschere tribali lasciate lì a marcire da guerrieri estinti segnavano un percorso tra…

Memoria liquida IX

  . .   . La giornata era evaporata. Tra un caffè e l’altro si erano fatte le diciotto e un nubifragio si stava abbattendo sulla Capitale. Mi ero appena dato una bella strigliata sotto la doccia e mi sentivo la pelle morbida e profumata. Un elemento che ormai davo per assodato era che non…

Memoria liquida VIII

. . . . . Il Santo Padre usava acqua benedetta per disinfettare i nuovi fori. Il Santo Padre aveva vinto una gara di citazioni cinematografiche col Signore delle Mosche. Il Santo Padre da anni non aveva più alcuna sensibilità ai polpastrelli e deambulava esclusivamente con l’ausilio delle stampelle. Il suo negozio in via della…

Memoria liquida VII

. . . Le notti in via Nazionale erano funestate da stormi di gabbiani che planavano tra i vecchi edifici emettendo il loro caratteristico verso malinconico. Le ali bianche si confondevano con il latte che colava dalla luna. Al di sopra del Palazzo delle Esposizioni avvenivano autentiche battaglie tra uccelli. Le cornacchie generalmente perivano, abbattute…

Memoria liquida VI

. . . “Non ho potuto rifiutare, Manlio. Pressioni dall’alto. Da molto in alto in Vaticano. E tu sai che quando la Santa Sede chiama, noi mortali rispondiamo correndo e obbedendo.” Giusto per tenere le mani occupate, il Grande Capo fece finta di sistemare dei fogli sulla scrivania. Nella stanza 312 c’era il solito caldo…