Chi intervista Lord Ninni

 

Caris Wooler

 

Lord Direttore, so che siete molto impegnato: perciò Vi ringrazio di cuore per avermi concesso questa intervista. Approfitto dell’occasione anche per manifestarVi la mia gratitudine e per aver avuto la bontà di inserirmi negli IMPERDIBILI.
(Onore riservato anche a Anne Heche, e quindi doppio ringraziamento).

Lord Ninni

Buon giorno Milady e un saluto ai Vostri affezionatissimi lettori. Effettivamente, corrisponde al vero ciò che asserite. Siamo abbastanza “presi“,
ma come rifiutare una delle “Interviste di Caris Wooler“? Voi, come Lady Heche, meritaste l’ingresso in quel modestissimo elenco, detto l’Albo d’Oro (del nostro Blog) degli Imperdibili, a buon diritto. L’appartenenza a quella piccola e ristretta cerchia, ha una valenza rigorosamente limitata al nostro spazio web, ma abbastanza “sottolineata” e sofferta.

Caris Wooler

Il Vostro blog è un luogo prezioso principalmente per la straordinaria qualità dei Vostri post, ma non solo in virtù di essi: la grande maggioranza dei commenti, infatti, è di elevato spessore. Io ho sempre pensato che i commenti rappresentano il sale di un blog: l’interscambio di opinioni, il confronto dialettico, arricchiscono e ampliano gli scritti. E’ questa la grande forza dei blog ed è un vero peccato che Splinder stia agonizzando, in parte per colpa propria ma soprattutto a causa della pigrizia degli utenti. Il Vostro pensiero al riguardo?

Lord Ninni

Vi ringraziammo nell’aver definito, quell’umile spazio web “Luogo prezioso“. Di vero, possiamo assicurarvi che in un Blog, almeno come lo intendemmo noi (una forma di condivisione a carattere diaristica) è molto importante scrivere tutto quello che, in una pubblicazione a carattere “ufficiale“, non potrebbe entrare e per svariati motivi. Ad esempio nel nostro caso, la produzione di pezzi, racconti particolarmente sentiti, non meriterebbe, assolutamente, una mercificazione tramite gli usuali media. Creare una finestra, insomma, dove esporre il proprio vaso di fiori, ma con delle piantine “molto particolari“.

Altra questione è, forse, il decadimento (o lo scadimento) della forma comunicativa e interattiva di un Blog. La selezione naturale era d’obbligo. I temi, le tematiche (qualsiasi possa essere motivo e/o carattere) sono soggette a più “occhi” e come tali, sempre sottoposte al pubblico lettore che cesoia o accoglie.

Certo è che, l’adeguatezza del commento e /o apporto, qualifica un Blog “a tema“, ma è anche vero che il tema medesimo dovrà essere adeguato a chi legge, in prima battuta e se possibile, ad una vasta gamma di interessi, emozioni e corrispondenze “empatiche” che possano destare un minimo interesse collettivo..

In buona sostanza, questa “paventata” crisi dei Blog, in quanto tali, la osservammo recependola come una qualificazione stessa di questi preziosissimi spazi web.

Pigrizia e assenza di contenuti li ritenemmo strettamente connessi con il “riappropriamento” del significato intrinseco del Blog. Non dimentichiamo che molti di questi spazi web vennero posti in essere per una sorta di “comunicazione” con terze persone, in attesa di allargare un precedente giro di amicizie. Per questo, però, esistono Chatroom e Forum un po’ più adatti, proprio per la loro immediatezza comunicativa e privi, dunque, di alcun coinvolgimento introspettico o emozionale.

In due parole: “Pochi, ma non per tutti dove il -Tutti-, nella Rete, sono veramente tanti.”

Caris Wooler

Mio Signore, perdonate la banalità di questa domanda. Perché avete aperto un blog?

Lord Ninni

Non è assolutamente banale la vostra domanda, mia Signora.

Nei fatti, nacque dopo una “lunga” militanza come Utente Anonimo, ma fortemente caratterizzata (usavamo avatar e simboli usuali di Splinder). Ci comportavamo, in pratica come un utente commentatore, ma senza fissa dimora. Le insistenze, da parte dei “visitati”, divennero pressioni (anche perché, come avete riconosciuto Voi stessa, il tempo a nostra disposizione è veramente minimo) In ultimo, ma non per ultimo, quasi come un Blitz militare “una imperdibile” aprì “Lord Ninni”, lo arredò corredandolo di certificato di abitabilità, consegnandoci le chiavi.

Così ci arrendemmo all’evidente e “sconsiderata” fiducia. Il resto è Accademia.

Caris Wooler

Esistono vari tipi di blog (culturali, politici, di scrittura, umoristici, erotici, di poesia, etc. etc.).
Indipendentemente dal loro valore, quale tipologia preferite?

Lord Ninni

Ecco, mia Signora, che la Vostra intervista entra nel vivo.

Personalmente (per come la vedemmo noi) la Blogosfera è rappresentata da un enorme rotocalco di cronaca, attualità e svago. Sono presenti, pressocché, tutte le tematiche. Certo la tipologia da noi preferita è e rimangono quei spazi web dedicati alla narrativa, saggistica ed esperienza quotidiana, ma in realtà, quando possibile, sfogliammo quasi tutte le pagine di questo enorme rotocalco, senza alcuna preferenza particolare. La tipologia di ogni Blog, rispecchia esattamente la persona che lo alimenta ed è estremamente interessante, conoscere per interagire, con il maggior numero possibile di utenze per conoscere meglio, oppure, per conoscersi meglio sotto il profilo personale.

Caris Wooler

Tutti i Vostri lettori avranno notato che siete di grande educazione e cortesia, ma anche fermo nel pretendere il rispetto di quelle regole che sono alla base di ogni consesso civile e democratico (nel vero senso del termine). Ciò è dovuto al Vostro percorso umano e intellettuale, è frutto degli insegnamenti di genitori e insegnanti, oppure è congenito, appartiene cioè alla Vostra natura?

Lord Ninni

Tentammo sempre, almeno, di essere educati e cortesi con chi spende una parte del proprio tempo per leggerci.
Siamo convinti, però, a differenza di una opinione diffusa sul tema della “virtualità” in rete che, effettivamente l’essere virtuale non esiste. Se noi digitiamo un commento, un post oppure un apporto, oltre quel freddo monitor “qualcuno” legge, in diretta e commenta a sua volta. Dunque una virtualità inesistente. Sulla base di questo principio ci comportiamo di conseguenza. Per dirla alla “Ermete Trismegisto” e la sua tavola smeraldina: Come è sopra così è sotto! Ne deriva che, quel che leggete sulle nostre umili pagine, corrisponde,
esattamente, al nostro modo di interloquire con il prossimo, improntando i rapporti al rispetto, comprensione e rigidità di quelle regole che servono a farci convivere. I percosi, sia umani, sia intellettuali che portano a delle determinate scelte, dunque, spaziano un po’ dappertutto: Genitori, insegnanti, esperienza. Vero è che, se non esiste una “predisposizione naturale”, si fa ben poco.

 

Caris Wooler

Cosa pensate dell’omosessualità?

Lord Ninni

Ecco, mia Signora, Vi risponderemo con una citazione di John F.Kennedy, 35° Presidente degli Stati Uniti d’America e ucciso dalla follia omicida dell’”Occidente civilizzato”.

Ho sempre giocato con tutti i miei compagni di scuola. Partite di baseball e lunghe corse attraverso i campi verdi d’estate. Condividevamo tutto e spesso facevamo merenda insieme. Un giorno mi dissero che uno era nero, un altro giallo e un altro rosso. Quel giorno mi accorsi che era vero. Forse è questo il razzismo?”.

Sintetizzando: “Nessuno, ancora, c’informò che esistono omosessuali e derivati per cui non notammo alcuna differenza, nel quotidiano e non avemmo un particolare pensiero da attribuire alla Natura che segue, comunque, il proprio corso”.

Caris Wooler

Prendo spunto da un Vostro recente post per esprimere una mia opinione, e naturalmente per avere il Vostro riscontro. In Italia ci sono, e ci sono stati, molti buoni attori: tuttavia non possiamo vantare una Isabelle Huppert o una Sandrine Bonnaire. Forse questo dipende dal fatto che produttori e registi sembrano essere più interessati alle carozzerie delle attrici?

Lord Ninni

Non crediamo di essere così “alla frutta” cinematograficamente parlando! Esiste una massificazione della bellezza femminile (secondo canoni che, personalmente, sono discutibili) finalizzata alla cultura. Nello specifico un “Film cassetta” con reiterate allusioni sessuali, vende molto più di un film che tratta argomenti un po’ più seri. Durano meno, però e molto spesso divengono “spazzatura” dopo un po’. Possiamo vantare attrici che non brillano per doti estetiche, ma che sono ugualmente grandi nella galassia dell’arte. Basta osservare e non lasciarci trascinare dalle mode da “Gossip”. Ne troverete tante, mia Signora.

Caris Wooler

Lasciamo il cinema e torniamo a Voi.
Siete un Lord, un aristocratico quindi, però mi è parso di scorgere una vena
progressista che emerge da ciò che scrivete o dalle risposte ai commenti. E’
corretto questo mio pensiero?

Lord Ninni

Pensiero estremamente corretto, mia Signora. Il nostro modo di affrontare il prossimo è improntato, direttamente, sulla nobiltà d’animo di ogni essere senziente.

Siamo nobili dentro, come Voi mia Signora ed allora è giusto e corretto che meritiate il Voi ed il, più consono, rispetto.

Non dimenticammo mai, comunque, che provenimmo dalla terra e ad essa torneremo. Ergo ..

Caris Wooler

Zapatero promise (e poi mantenne) che in caso di vittoria alle elezioni avrebbe ritirato immantinente le truppe spagnole impegnate nella folle guerra di Bush. Approvate il suo comportamento? In caso affermativo, perché l’Italia non ha seguito, con Prodi, l’esempio spagnolo? Cosa ci facciamo in quel teatro di sangue e di violenza? Siamo forse di qualche utilità?

Lord Ninni

Dritto nell’Agone. Bene.

Zapatero operò delle scelte che, al tempo, furono definite ardite, azzardate, umane e disumane. C’è chi volle imputargli, anche, le stragi avvenute subito dopo in Spagna (ma si scoprì che erano in predicato da molto tempo). La scelta del Governo spagnolo, allora, si basò su due punti fondamentali:

L’esiguità del contingente stesso e conseguentemente il peso, pressocché, ininfluente in quel preciso scacchiere di guerra. Lo disse di ritarsi, i presupposti c’erano e coerentemente lo fece.

Riteniamo che il “problema” italiano sia molto diverso.

La nostra “scelta” di partecipare ad una missione di pace (anche se, personalmente,  non riconosciamo alcuna missione di pace che venga operata da reparti in armi e addestrati per uccidere) è stata una scelta di “schieramento” alla quale, però, siamo obbligati a fornire risposte. La nostra presenza, in quei territori massacrati da opposte fazioni (i gendarmi mondiali e i fautori del più ottuso terrorismo) non è, sicuramente, esigua. In questi ultimi tempi è stata incrementata, addirittura.
Però è da notare che molti osservatori rilevano come, “i presunti” motivi della nostra presenza in quei luoghi, non siano più gli stessi.

L’azione contenitiva e di supporto (servizi di scorta armata e presidio per
le nascenti Istituzioni Repubblicane)
è miseramente fallita.

Le “paventate” Istituzioni Repubblicane di quel paese, non decollano e la resistenza armata- fomentata dall’integralismo e dalla difesa della economia principale – il papavero da Oppio e gli oppiacei in genere-, ha preso il sopravvento.

I termini “d’ingaggio delle nostre truppe” sono stati stravolti, senza stravolgere l’ingaggio stesso. Siamo in presenza di una “Guerra correttamente dichiarata” dove si è costretti (i soldati italiani) a fare fuoco esclusivamente per legittima difesa.

Il busillis, mia Signora, nasce proprio lì: In termini internazionali, come facenti parte di questa coalizione, abbiamo un ritorno in termini di privilegio e prelazione sulla nostra presenza tra le componenti decisionali d’Europa e del mondo (industria, sfruttamento brevetti, terzo mercato, finanziamenti in oro,
diritti estrattivi … ).

Una modifica delle regole d’ingaggio, sicuramente più protettivo per le truppe, verosimilmente, comporterebbe l’immediato rientro delle truppe stesse.

Difatti, nel momento in cui, a Camere riunite e dietro firma del nostro Presidente della Repubblica (Egli è il comandante in Capo delle Forze Armate Italiane) si dovesse concedere operatività ai nostri soldati nella qualificazione di  “Combattenti in Territorio di Guerra”, scatterebbe immediatamente l’Art. 11 della Costituzione Repubblicana che testualmente recita:

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.

Il rientro sarebbe immediato e la disfatta pure. Sono stati stanziati miliardi di euro in attesa di “contropartite” che non ritenemmo probabili, ma che difficilmente potremo avere (Contratti per la ricostruzione, estrazione, mercati e commercio). L’Urss in quei territori, dopo dieci anni, incassò il proprio cocente “Vietnam”, non dimentichiamolo e non erano, certamente, noti per “lesinare” qualche proiettile o bomba. L’Italia, comunque è il “grande” paese delle speranze.
Chissà, un giorno …

Caris Wooler

Dopo il crollo dell’impero sovietico, è possibile mantenere una certa indipendenza politica o il mondo intero deve seguire sempre e comunque il volere degli Stati Uniti?

Lord Ninni

Notammo, come varie volte asserito, che la dipendenza statunitense, si sia modificata in “interdipendenza”. Abbiamo massificato anche i bisogni, mia
Signora. Gli Stati Uniti, adesso sono più lontani, ma molto più vicini. La nostra politica internazionale non si differenzia poi tanto dalle amministrazioni d’oltremare. I fallimenti delle politiche economiche (Lheman, GM, Ford, ecc.) e il riscontro con il fallimento delle politiche sociali (Sanità e assistenza generalizzata e diversificata) ha portato all’innalzamento della soglia di disagio sociale tra “Noi” e “Loro”.

Nel nostro piccolo, oggi, l’Europa muore di fame.

Nel “Loro” grande, oggi, gli Stati Uniti hanno 120 milioni di disoccupati e 21 milioni in condizioni al di sotto della soglia di “sopravvivenza”, con una conseguente impennata della micro, ma anche macro criminalità, sia essa locale, sia essa d’ispirazione mondiale ed “extra territoriale”.

Divenimmo una “equivalenza”, Milady.

Caris Wooler

Come avrete sicuramente notato, sto spaziando a trecentosessanta gradi: ciò è dovuto alla Vostra persona, che conosciamo come estremamente colta, nonché ampiamente informata. Quindi, adesso, vorrei porvi due domande, diciamo, letterarie. Nietzche sosteneva che la critica sia un distogliere lo sguardo. Concordate o meno con questa affermazione?

Lord Ninni

Voi ci adulate, mia Signora.

Che la critica possa essere un “distogliere lo sguardo” lo confutiamo allorquando,  Nietzsche stesso avvicinandosi alla prospettiva burckhardtiana, ma nella stessa andando oltre, avverte la necessità quasi in maniera aurorale di comprendere la crisi della cultura, onde creare un moto di superamento che sarà reso manifesto nella critica tagliente (altro che sguardo distolto) come nel “Crepuscolo degli idoli “. Era caratteristico di Nietzsche lanciare il sasso nello stagno, sostenendo che era un “semplice” sasso. Nei fatti, però …

Caris Wooler

Per anni sono stata avversa all’analisi strutturale, che prende in esame solo il testo in sé e per sé, escludendo perciò quello che circonda l’autore, la sua vita, gli influssi politici e culturali, le esperienze positive o negative che hanno accompagnato il suo cammino. Ora credo di aver cambiato idea: in fondo, cosa
cambia se veniamo a sapere che Dostoevskij era uno spirito tormentato, un uomo povero e malato; e Tolstoj, invece, un ricco possidente terriero. Non conta forse quello che essi hanno scritto?

Lord Ninni

L’analisi struttrale di un testo, mia Signora, nasce dall’esigenza di orientare il mercato dell’informazione, con sistemi scientifici, verso il lettore. Quindi, giusto d’esempio: indice di leggibilità, di usabilità, leggibilità linguistica ecc. Funzionali alla presentazione “estetica” e “sintetica” di un pezzo che dovesse
essere informazione di cronaca (bianca, nera o rosa), politica ecc. Proprio in quest’ottica e soltanto in questa, l’analisi strutturale ha una sua valenza. Voi, però, vi riferite a ben altro.

Vi riferite ai “Classici” del pensiero e patrimonio dell’Umanità.

In tale frangente, allora, tutto conta:

Analisi Strutturale (certamente), ma anche analisi sincretica, transazionale e linguistica (dovremmo poter leggere i testi nella lingua originale per poterli respirare). Non ultimo l’analisi culturale dell’Autore stesso.

Acquistare un libro, mia Signora, non significa soltanto “leggerlo”. L’importanza è veramente diversa. Quel dato libro ci offrirà, sempre, uno spaccato dell’Autore. Ecco perché, di solito, in quarta di copertina esiste una breve biografia, mentre in seconda e terza un breve riassunto. Ci si può fare, agevolmente, un’idea di cosa stiamo per leggere e di “chi” ce la offre.
Siamo sempre in tempo, comunque, per approfondire.

Caris Wooler

Quali  sono i Vostri libri preferiti?

Lord Ninni

Non ci ponemmo mai limiti d’indirizzo nella lettura. Leggemmo di tutto, sempre, con uguale intensità.  Anche i bugiardini dell’Aspirina.

Caris Wooler

E i vostri gusti musicali?

Lord Ninni

Come per la lettura, un po’ tutti i generi, ma con una leggerissima propensione
verso la musica Jazz, operistica e sinfonica.

Caris Wooler

Lord Ninni a ruota libera…

Lord Ninni

Siete molto cortese ad offrirci tale preziosa opportunità, ma ci appellammo “alla facoltà di non rispondere”, mia Signora.

Caris Wooler

Vi ringrazio ancora moltissimo. Lady Alessandra mi ha inoltre incaricata di
dirVi che non dimenticherà mai la generosità e la competenza da Voi dimostrate quando salvaste il suo blog. Mio Lord, Vi auguro una giornata radiosa!

Lord Ninni

Un augurio radioso anche a voi e a Lady Anne Heche, con la viva speranza che inizi a “dimenticare”.

Radiosità.

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3 pensieri su “Chi intervista Lord Ninni

  1. E scrivo pure qui, anzi, mi dispiace se non me ne ero accorta prima, quest’intervista è interessantissima, intelligente, colta e molto pertinente, caro Ninni. L’intervistatrice, poi, è una giornalista bravissima e gentilissima. ma non conosco il suo sito (era un sito oppure un’intervista normale?)
    Interessante veramente e soprattutto rispecchia il momento (o i momenti) che stiamo vivendo proprio adesso.

    Geniale!

    Bravi tutti e due.
    BRAVISSIMI.
    Un bacio Ninni

    Annelise

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