23 gennaio 1932

23 gennaio 1932 Il 23 gennaio 1932 esce il primo numero de “La Settimana Enigmistica”: cinquanta centesimi (di lira), 16 pagine in bianco e nero, senza pubblicità e vignette, cruciverba, rebus ed enigmi. Il primo numero riporta sulla copertina l’attrice messicana Lupe Vélez, affascinante protagonista di alcuni corti di Stan Laurel ed Oliver Hardy. Il…

Cleopatra

. . La punta di ferro del giavellotto di corniolo rosso si conficcò con violenza nel terreno davanti al tempio di Bellona, nel Campo di Marte: simbolicamente la terra nemica. L’asta continuò a vibrare per alcuni minuti, via via sempre più impercettibilmente, nell’aria ancora tiepida di quell’ottobre del 32 a.C. Ottaviano, con il capo fasciato dalla…

Tutto il tempo del mondo!

. . Quando udì un leggero colpo alla porta, Roberto Astolfi passò rapidamente in rassegna la stanza con un moto circolare e quasi automatico dello sguardo. Il suo aspetto banale e rispettabile lo soddisfece, e avrebbe dovuto rassicurare qualunque visitatore. Non che avesse qualche ragione di aspettarsi una visita della polizia, ma valeva sempre la…

Francesco II di Borbone

  FRANCESCO II DI BORBONE L’ultimo Re delle Due Sicilie La faziosa storiografia risorgimentalista, sempre pronta a denigrare, calunniare e demonizzare i Borbone con il chiaro intento di sminuirne la figura e renderne insignificante l’operato, lo definì spregiativamente con il nomignolo di Franceschiello. Il suo ricordo ci è stato tramandato, quindi, come quello di un…

Silenzio per favore …

. . Come l’immagine che vola fuori dal finestrino di un treno, mentre la corsa degli alberi si fonde con l’autunno, ecco, così giungono i miei pensieri, avvolti in carta stagnola e colorati di brina, nel suono del cuore e dentro lo spazio del mio tempo. Silenzio, per favore. Il grande vento racchiuse nei suoi…

Noi … epilogo

. . . EPILOGO . Avanti e indietro. I miei piedi si muovevano con lentezza. Seduta a bordo piscina osservavo le braccia di mio marito fendere l’acqua come, solo un oro olimpico, avrebbe potuto fare. Le stesse braccia che mi avevano accolto, stretto e coccolata negli ultimi due anni e mezzo. I suoi bicipiti torniti…

Noi … XXXIII

. . “È dritto?” Quel maledetto papillon sembrava affetto da qualche strana forma di paralisi spastica, non aveva nessuna intenzione di stare a posto e io ero agitato. Agitato cazzo. Le mani tremavano, il cuore batteva a mille e… Respira Anthy, respira. “Dà qua! Tu sei troppo nervoso, amico mio”. Due falcate e Brian fu…

Noi … XXXII

. . Venti anni prima. Il fruscio di pizzi e tessuti si alternava al ticchettio dei passi sull’assito dello studio. Gemma entrò nella stanza circondata da uno svolazzare di stoffa rigorosamente rosa, quel profluvio di lustrini e trine luccicanti si scontravano violentemente con l’arredamento austero della sala. I due divani Chesterfield testa di moro stanziavano…

Noi … XXXI

. . Cristo! Va tutto bene, tutto bene. Continuavo a ripetermi quella cantilena tranquillizzante mentre una fobia folle impastata all’ansia mi ribaltava lo stomaco. Era un incendio. Lei era un dannato incendio e io inalavo a pieni polmoni un fumo caustico che mi avrebbe ucciso. Ma forse era già accaduto, piegato fra le sue braccia,…

Noi … XXX

. . Era tesa. L’avevo convinta a salire in auto ma lei continuava a guardarsi intorno e a puntare i piedi contro i tappetini a ogni curva. Le accarezzai un ginocchio sfiorandole la punta delle dita che stropicciavano il tessuto del vestito. “Come va?” “Bene”, mormorò. Cincischiava il bordo della gonna fingendo una tranquillità che…

Noi … XXIX

. : Continuavo a rigirarmi il telefono di Brian tra le mani, tamburellandoci sopra con la punta delle dita. L’infermiera della reception era tornata al suo posto, ma l’unica notizia che ci aveva dato, era che presto il medico che aveva in cura nostro padre sarebbe venuto a parlarci. Gemma si era un po’ calmata,…

Noi … XXVIII

. . “Hai visto quell’infermiera?” “Quale?” “Quella laggiù”, Brian si spinse indietro i capelli con la mano e sorrise indicando una donna di una certa età che si affaccendava dietro al bancone della reception. “Quella anziana?” “Sì, quella, non ti dice niente?” La fissai attentamente ma non riuscivo a vederci nulla di particolare. Mi strofinai…

Noi … XXVII

. . “Perché tua madre se n’è andata così di corsa?” Sollevai le spalle evitando di guardarla ancora negli occhi. Non volevo mentire ma cosa avrei potuto dirle, non sopporta che noi due stiamo insieme? Pensa che tutto questo sia sbagliato? No. Non potevo dirglielo. “Immagino che volesse riposarsi un po’”. “Ma pensi che rimarrà…

Noi … XXVI

. . Susan uscì dal bagno pallida come la cera. Non si sentiva bene, era abbastanza evidente. Anche Ollie era strana, molto strana. La guardava con tutti gli occhi del mondo e sembrava, esitante. Osservò ogni suo passo, le mani che si sollevavano a raccogliere i capelli in una coda improvvisata e il sorriso che…