Noi … XIII

. . “Hai sonno, amore?” “Un po’”, esalò con la testa reclinata di lato. Sembrava stesse quasi dormendo, gli occhi chiusi, il respiro regolare e le parole che uscivano come sussurri dalle sue labbra. Si mosse appena sul sedile strofinandosi lentamente le braccia. Scesi dall’auto per aiutarla certo che da sola non sarebbe mai arrivata…

Noi … XII

. . Le circondai le spalle con un braccio e lei si voltò verso di me. Mi fissava da dietro le folte ciglia arricciando le labbra. “Allora, dov’è che vuoi portarmi?” domandò curiosa. “In un posto”, mi piegai a sfiorarle la tempia con un bacio e la strinsi più forte. “Credevo avessi fretta di tornare…

Noi … XI

. . Mi stava dando ragione? Ma non mi dire?! Il bellimbusto fisicato dallo sguardo sciupa femmine aveva appena confermato i miei sospetti. Quindi non ero io a essere pazzo. Mister mano lunga non era passato inosservato e forse dovevo rivalutare questo Lorenzo, non era così coglione dopotutto. Emisi un grugnito serrando le mascelle mentre…

Noi … X

. . Un cielo dalle tinte violacee si spandeva sopra alle nostre teste. Si trascinava dietro tracce sbiadite di rosa e di giallo che si affacciavano timide dalla chiesa di Trinità dei Monti sfiorandone i campanili. La scalinata di Piazza di Spagna scendeva languida verso il basso, animata dalle luci dei lampioni e dal brulichio…

Noi … IX

. . Correva. Susan era scappata di corsa verso la scalinata che portava all’ingresso della galleria lasciandomi in piedi con una bottiglietta d’acqua in mano. Non era stata una mossa saggia da parte sua, ero molto più veloce di lei e il fatto che mi avesse preceduto non le dava affatto la certezza di sfuggirmi,…

Noi … VIII

. . Con le palpebre ancora abbassate potevo chiaramente percepire la luce che filtrava dalla finestra. Avevo dormito dieci ore in dieci giorni e probabilmente, era quello il motivo per cui mi sentivo così a pezzi. Le avevo giurato di non toccare più l’argomento e non l’avrei fatto, ma questo non mi impediva di passare…

Noi … VII

. “Rispondi! Rispondi, accidenti!” Il telefono continuava a squillare a vuoto ma io avevo bisogno di parlarle, avevo bisogno di un consiglio. “Ollie, dannazione, che diavolo stai facendo?” Camminavo avanti e indietro sul terrazzo, il telefono premuto all’orecchio e una mano fra i capelli. Uno squillo. Un altro squillo. Nessuna risposta. “Che si fa in…

Noi … VI

. . “Vuoi che faccia portare la cena in camera o preferisci scendere al ristorante?” Anthy era sdraiato sul letto a torso nudo, lo sguardo assente e le mani dietro la testa. Se ne stava lì, fissando il soffitto senza una ragione precisa, sembrava completamente assorto nei suoi pensieri. “Non lo so, tu che cosa…

Noi … V

. .     Aprì l’acqua facendola scorrere e si infilò nella doccia tenendomi ancora avvinghiata addosso. Ero completamente vestita e il primo getto freddo mi colpì alla schiena facendomi sobbalzare. Rigagnoli gelidi mi percorrevano la pelle infiltrandosi sotto al vestito che si era incollato addosso come un secondo strato di pelle. “Tu sei completamente…

Noi … IV

  . . Uno squillo e la voce agitata di mia sorella rispose dall’altra parte del mondo. “Anthy De Sangre Raineri, che cosa aspettavi a chiamarmi? Il tuo volo è atterrato due ore fa!” “Lo so, Gemma, ma pensavo dormissi, a San Francisco in fondo, sono solo le otto del mattino”. “Secondo te come avrei…

Noi … III

. . “Bene, se siete pronte vi accompagno all’appartamento. Il resto delle vostre cose non è ancora stato consegnato, ci sono stati dei problemi tecnici ma ci hanno assicurato che nel giro di qualche giorno arriveranno”. Lorenzo si avviò versò un’Audi posteggiata vicino al marciapiede e Cora lo seguì. Era tutta ancheggi e svolazzare di…

Noi … II

. . Non ce la faceva. Non riusciva più a tenere imprigionato il sorriso che scalpitava per uscire. Lo lasciò andare e mi travolse. Mi colpì quasi come un dolore. Un dolore potente, proprio al centro del petto e se non fossi stato certo di cosa fosse, Dio mi era testimone, avrei temuto si trattasse…

Noi …

  . . “Giurai a me stesso che non mi sarei mai legato a nessuna donna in vita mia. Ma il mai, durò solo fino a quando non incontrai lei…” Avevo scoperto cosa volesse dire ridurre in pezzi ogni cosa. Avevo scoperto cosa si provasse a perdere tutto. Di me era rimasta solo un’ombra, una pallida,…

E’ l’alba!

. . E’ l’alba. Apri le tue braccia al cielo dentro le ultime parole, che silenziose, scivolano sul tuo viso. E’ l’alba e l’abbraccio, tra i capelli e un sussurro, scalda la pelle e il sorriso. E’ l’alba, oltre lo sguardo e dentro un silenzio, sussurrato, nei tuoi occhi. E’ l’alba che illumina i tuoi…

Due chiacchiere: L’ultimo samurai

. L’Ultimo Samurai Al capitano del settimo cavalleggeri (si, quello di Custer) Nathan Algren viene offerta la possibilità di andare in Giappone per addestrare le truppe dell’imperatore all’uso delle armi da fuoco, munificamente offertegli dagli Stati Uniti. Tre anni di paga per sei mesi di lavoro e la possibilità di allontanarsi dagli incubi di sempre,…

Il volo

. . Volava spiegando le ampie ali bronzee, nel cielo dorato. Per la prima volta nella sua vita, Manlius, si sentiva parte di un qualcosa di immenso. Giocava tra le nubi, scaldandosi ai raggi caldi del sole. Adesso, qualcosa nella sua mente affiorava e  subito ricacciata nell’oblio. Il bagliore di una lama si sovrapponeva alle…

Genocidi statunitensi: I pellerossa

  . . Il termine “Nativi Americani” ha costretto gli storici a guardare in faccia una verità fondamentale: gli indiani abitavano l’America del Nord da prima di ogni altro. La loro provenienza è ancora parzialmente incerta, mentre, purtroppo, è ben noto il tragico epilogo delle 500 Nazioni. Gli Indiani d’America sono molto simili ai Mongoli…

Genocidi statunitensi: La disfatta del Little Big Horn

  . . La battaglia del Little Big Horn è senza alcun dubbio uno dei conflitti più iconici tra quelli occorsi tra le tribù dei nativi americani delle pianure del nord e l’esercito degli Stati Uniti. La mattina del 25 giugno 1876 il Tenente Colonnello George Armstrong Custer condusse le sue truppe in battaglia contro…