La bella Italia XV

. . Sotto la sua tenda da campo allestita sulle alture del Mecan sovrastanti la grande pianura di Mai Ceu, Pietro Badoglio fumava pensieroso l’ennesima sigaretta  “Serraglio” allontanando i fastidiosi insetti con il suo inseparabile scacciamosche di crine bianco. Di fronte a lui, al limite della valle, si stavano ammassando gli abissini: una decina di…

La bella Italia XIV

. . All’alba del 10 febbraio 1936 le truppe italiane iniziarono la marcia dì avvicinamento verso l’Amba Aradam, l’enorme massiccio montagnoso coperto da una fìtta vegetazione tropicale che bloccava la via a sud, ossia la strada per Addis Abeba. Mentre le sette divisioni dei tre corpi d’armata impegnati nell’operazione, superato il fiume Gabat, procedevano all’accerchiamento…

La bella Italia XIII

. . . Alla campagna d’Abissinia prese parte volontariamente la “crema” del fascismo militante. Smentendo il luogo comune dell’“armiamoci e partite”, con il quale si ironizzava sul falso entusiasmo manifestato dai gerarchi del regime in occasione di qualche impresa bellica, questa volta molti partirono per davvero. Alcuni con la camicia nera e i gradi guadagnati…

La bella Italia XII

. . Nei giorni seguenti, sulle colonne in marcia verso Neghelli, che fungeva da retrovia dell’esercito etiopico, Graziani scatenò gli attacchi aerei, mentre la fame, la sete e il deserto decimavano l’armata di ras Desta, che giunse infine esausta e dissanguata in vista di Dolo. La lotta continuò tuttavia ancora per alcuni giorni: gli abissini…

La bella Italia XI

. . In nome dell’autarchia furono penalizzati i consumi voluttuari, gli italiani vennero esortati a “non sprecare il pane quotidiano” mentre i manifesti avvertivano: “Se mangi troppo derubi la Patria”. Tutti erano invitati a “mangiare italiano”, a “vestire italiano”, a “consumare italiano” e a boicottare i prodotti stranieri anche quando i surrogati nazionali risultavano scadenti.…

La bella Italia X

. . La risposta della Lega delle Nazioni all’aggressione italiana dell’Etiopia fu immediata e altisonante, anche se si rivelerà minacciosa quanto “il ruggito del topo”. La Lega era infatti in crisi da tempo e aveva dovuto subire pesanti umiliazioni. Questa era dunque l’occasione di dimostrare che ancora non era morta del tutto. Sotto la spinta…

La bella Italia IX

. . All’alba del 3 ottobre 1935, senza essere precedute da una dichiarazione di guerra ufficiale, le avanguardie del nostro corpo di spedizione varcarono quella che per quarant’anni era stata per gli italiani “la frontiera della vergogna”. Il confine fra l’Eritrea e l’Etiopia correva lungo il Mareb, un fiumiciattolo che sfociava nel mar Rosso, mentre…

I passi e il silenzio

. . Come in silenzio, lungo i passi di un passato, lontano, immobile e racchiuso qui sul cuore. Ecco, il mare si ferma, e il vento tace. Oggi è pace e silenzio. Oggi è muto ricordo tra i passi e le stanze. Mi manchi … Maria Gabriella Raimondi 12 Maggio 2007 .

La bella Italia VIII

. . Respinta dunque in blocco la proposta britannica, Mussolini concluse affermando brutalmente che restavano solo due soluzioni per il “caso Etiopia”: una pacifica, l’altra militare, La soluzione pacifica significava la “cessione in nostro diretto dominio di tutti i paesi non di razza etiopica conquistati per l’Abissinia da Menelik e dai suoi successori, più il…

La bella Italia VII

. . Alle 7.30 del 6 febbraio 1935 le caserme di Arezzo, Pistoia e Firenze, dove erano acquartierati tre reggimenti della divisione Gavinana, risuonavano della rumorosa attività dei giovani militari che si accingevano a partire per il campo invernale sull’Abetone. Erano previsti otto giorni di manovre, e già le colonne delle salmerie stavano per varcare…

La bella Italia VI

. . Per Mussolini si trattava dunque di attendere l’occasione che gli avrebbe consentito di ottenere l’assenso francese e britannico per portare a compimento il suo progetto imperiale. Tale occasione, per una serie di eventi concatenati allora imprevedibili, si presentò alfine nel 1934. L’anno prima Adolf Hitler aveva conquistato il potere in Germania e la…

La bella Italia V

. .. Dopo l’incredibile vittoria di Adua, Menelìk approfittò dell’ascendente conquistato sul campo per allargare e consolidare i confini del suo impero. Grazie a una serie di dure campagne militari, ridusse all’obbedienza anche i ras più riottosi e assoggettò al potere centrale di Addis Abeba i vasti territori dell’Ogaden, del Conso, del Burgi, del Gaffa,…

La bella Italia IV

. . La sera del 29 febbraio (era un anno bisestile), sotto un cielo senza luna, il corpo di spedizione italiano entrò quindi in azione in bell’ordine. Baratieri aveva disposto le sue truppe in una formazione a tridente. All’estrema sinistra, c’era il generale Matteo Albertone con la brigata indigena, circa 4000 uomini comandati da ufficiali…

La bella Italia III

. . Soddisfatto della situazione che si era venuta a creare, il generale Baldissera riteneva che fosse necessario un periodo di calma per procedere all’organizzazione della colonia. Ma così non la pensava Francesco Crispi. Il nuovo capo del governo, tramutatosi rapidamente da ex garibaldino repubblicano in un fervente monarchico nazionalista, era infatti desideroso di trasformare…

La bella Italia II

. . Frattanto, l’infuriare delle informazioni fasulle provenienti dal versante abissino, così contrastanti con la realtà dei fatti, aveva finito per disorientare l’opinione pubblica internazionale. Chi stava vincendo, gli italiani o gli abissini? Si registrarono anche molti episodi curiosi o divertenti. I corrispondenti al seguito delle forze italiane, per esempio, incontrarono spesso difficoltà a far…

La bella Italia

. . Nell’estate del 1935, quando gli italiani si accingevano a conquistare l’Abissinia al canto di Faccetta nera, l’opinione pubblica mondiale, benché in gran parte schierata in favore del paese minacciato, di questo conosceva poco o nulla. Le uniche informazioni diffuse a livello popolare erano quelle che gli appassionati dei giochi enigmistici avevano avuto modo…

Last bomb

. . Last bomb Belfast esulta. La gente si riversa in strada inscenando numerosi cortei. L’Ira, in un comunicato letto alla televisione di Dublino, ha appena annunciato la cessazione delle ostilità, unilateralmente e incondizionatamente. Dopo venticinque anni la città scende in piazza e si ferma per strada, sorridente festeggia la possibilità di una vita di…