Il silenzio fa paura

. . La banda dei quattro Basta ai governi prestati e di cortesia: Monti, Letta, Renzi e Gentiloni. Il popolo riprenda le redini attraverso la propria determinazione, padrone delle proprie scelte per  un futuro migliore: Il suo. Se il silenzio fa paura, forse è perché l’assenza di rumori familiari tende a farci ripiegare in noi…

EXODUS

. . Esiste una porta che conduce all’immaginazione e bisogna attraversarla per diventare consapevoli; le sue chiavi sono i simboli. Si possono portare idee al di là di quella porta… ma bisogna farlo sotto forma di simboli. Cappellano-Psichiatra Ci fu un rumore. Lo udì piuttosto distintamente. Un suono metallico. Poi ancora: un ticchettio. Aprì gli…

Helsinki

. .   Girai il cartello appeso alla porta e chiusi l’ufficio. In mia assenza i miei eventuali clienti erano pregati di contattarmi sul cellulare. Attraversai la piazza del mercato e scesi in metropolitana. Ryškov mi aveva affidato un incarico. Roba da poco, ma forse proprio per questo ero nervoso. Dovevo prelevare una borsa dal…

La bella Italia XXI … e ultimo

. . All’inizio del 1941, in Europa, la bandiera rossa con la croce uncinata sventolava dalle rive dell’Atlantico alle sponde del fiume Bug, il nuovo confine russo-tedesco. Il potente motore della macchina bellica germanica era in “folle”. Dovunque erano giunte, le armi della Wehrmacht tacevano in attesa degli eventi futuri. Soltanto i fronti italiani erano…

La bella Italia XX

. .   La fortuna stava dunque per girare dalla parte degli inglesi. Tuttavia, nel settembre del ’40, a Londra regnava ancora un’atmosfera molto pesante. Martellata dai bombardieri tedeschi e minacciata da un’invasione, l’Inghilterra non era assolutamente in grado di rinforzare le sue posizioni coloniali. Inoltre dovette affrontare un singolare problema diplomatico. All’inizio del conflitto,…

La bella Italia XIX

. . . Nessun impero della storia è durato così poco quanto quello d’Etiopia. Sei anni appena: dal 1936 al 1941. In quei pochi anni gli italiani spesero fiumi di denaro per migliorarlo, ma assai poco per conservarlo. Questa è la malinconica conclusione cui sono giunti i nostri storici di fronte alla rapidità con la…

La bella Italia XVIII

. . Ancora oggi, a tanti anni dalla fine del nostro impero, c’è una canzone che lo ricorda e che, avendo perduto nel frattempo ogni connotazione politica, è diventata un classico. Il suo motivetto facilmente orecchiabile, tramandato di bocca in bocca e di generazione in generazione, è tuttora vivo fra noi, essendo entrato di prepotenza…

La bella Italia XVII

. . Dopo il suo arrivo in Inghilterra, ospite del governo britannico, il negus non si era ancora rassegnato alla sconfitta e il 30 giugno 1936 si presentò, avvolto in un mantello nero in segno di lutto, all’assemblea straordinaria della Società delle Nazioni convocata a Ginevra. La sua apparizione alla tribuna fu all’origine di un…

La bella Italia XVI

. . In Italia, la gente aveva cominciato a capire che la guerra d’Abissinia era giunta alla sua vittoriosa conclusione quando, il 4 maggio, i giornali annunciarono che il negus era fuggito a Gibuti. Il mattino del giorno seguente tutto il paese fu percorso da un fremito. Negli uffici, nelle fabbriche, nelle scuole e nelle…

La bella Italia XV

. . Sotto la sua tenda da campo allestita sulle alture del Mecan sovrastanti la grande pianura di Mai Ceu, Pietro Badoglio fumava pensieroso l’ennesima sigaretta  “Serraglio” allontanando i fastidiosi insetti con il suo inseparabile scacciamosche di crine bianco. Di fronte a lui, al limite della valle, si stavano ammassando gli abissini: una decina di…

La bella Italia XIV

. . All’alba del 10 febbraio 1936 le truppe italiane iniziarono la marcia dì avvicinamento verso l’Amba Aradam, l’enorme massiccio montagnoso coperto da una fìtta vegetazione tropicale che bloccava la via a sud, ossia la strada per Addis Abeba. Mentre le sette divisioni dei tre corpi d’armata impegnati nell’operazione, superato il fiume Gabat, procedevano all’accerchiamento…

La bella Italia XIII

. . . Alla campagna d’Abissinia prese parte volontariamente la “crema” del fascismo militante. Smentendo il luogo comune dell’“armiamoci e partite”, con il quale si ironizzava sul falso entusiasmo manifestato dai gerarchi del regime in occasione di qualche impresa bellica, questa volta molti partirono per davvero. Alcuni con la camicia nera e i gradi guadagnati…

I passi e il silenzio

. . Come in silenzio, lungo i passi di un passato, lontano, immobile e racchiuso qui sul cuore. Ecco, il mare si ferma, e il vento tace. Oggi è pace e silenzio. Oggi è muto ricordo tra i passi e le stanze. Mi manchi … Maria Gabriella Raimondi 12 Maggio 2007 .

Last bomb

. . Last bomb Belfast esulta. La gente si riversa in strada inscenando numerosi cortei. L’Ira, in un comunicato letto alla televisione di Dublino, ha appena annunciato la cessazione delle ostilità, unilateralmente e incondizionatamente. Dopo venticinque anni la città scende in piazza e si ferma per strada, sorridente festeggia la possibilità di una vita di…

Suicide

. . E’ Notte Gli abitanti della città si sono mossi, fino ad ora. Ognuno affaccendato nella sua esistenza quotidiana. Le casalinghe hanno fatto la spesa. Ricchi professionisti e umili impiegati hanno dato il loro contributo all’economia nazionale e sono rientrati a casa, imprecando nel traffico. Giovani studenti sciamano per le strade: hanno passato la…