I roghi e la banalità del male

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I roghi e la banalità del male
L’immagine del Vesuvio che brucia, il fumo che si leva alto nel cielo come fosse un’eruzione, visibile da ogni parte, da Posillipo al Vomero, da Portici a Sorrento. È un’immagine stavolta più angosciosa, ma tutt’altro che inedita.
Si ripete più o meno ogni anno, porta caldo al caldo, angoscia e senso di smarrimento, rilanciata ogni anno da redazioni estive a corto di notizie, destinata a spegnersi con lo spegnersi delle fiamme. Fino all’anno successivo.
Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, vorrebbe essere rassicurante: “Faremo di tutto per prendere i colpevoli”.
Ma non ci dice cosa è stato dei colpevoli dell’anno scorso. E di quelli degli anni precedenti. Né chi sono in realtà questi colpevoli. A vedere i pochi che hanno beccato, quasi ci deludono: solo semplici agricoltori, intenti a bruciare le sterpaglie, o rom che danno fuoco all’immondizia.
Roberto Saviano non si fa incantare da simili dettagli.
Per lui ci sono solo mostri (è il suo brand) e anche i roghi sono opera della camorra che impone il pizzo sulle aree edificabili e, se non paghi, brucia tutto.
Peccato che sulle falde del Vesuvio non siano tante le aree edificabili, e che distruggere del tutto l’oggetto dei propri potenziali guadagni assomiglia un po’ troppo al proverbiale marito che si taglia i cosiddetti per fare dispetto alla moglie.
Stavolta però c’è chi è stato più fantasioso: la bufala dei gatti incendiati, lanciati nei boschi per diffondere il fuoco, è già al top delle classifiche.
Ma ha davvero senso questa ricerca di trame e complotti, questo immaginare piovre coi tentacoli armati di fiammiferi?
La ragione di questa tragedia non potrebbe essere più semplice, più banale e, proprio per questo, ancora più drammatica?
È vero, gli incendi possono essere un affare.
Ci vogliono uomini e mezzi per spegnerli, e quindi appalti, assunzione di stagionali ecc.
E poi bisogna pensare al rimboschimento, e quindi altri appalti, altre assunzioni di stagionali, altro denaro pubblico che entra in circolo.
Negli anni scorsi c’era chi giurava che gran parte degli incendi in Calabria e in Sicilia fossero opera degli stessi forestali per scongiurare i rischi di riduzioni del personale.
E poi ci sono le discariche abusive, qualcuna certamente gestita dai clan, ma tante altre frutto perverso dei costi elevati degli smaltimenti legali.
C’è insomma un “clima” che favorisce gli incendi. A ciò si aggiunga il pessimo stato di manutenzione dei boschi, i decreti sbagliati, i ritardi clamorosi, gli scarsi mezzi, le operazioni assurdamente interrotte di notte, il caos provocato dall’assorbimento del Corpo forestale dello Stato da parte dei Carabinieri, e infine il caldo torrido di questi giorni, la siccità.
C’è veramente bisogno di trovare altre cause? Di immaginare disegni perversi, entità spaventose e impalpabili, l’uomo nero o il babau che tessono le fila di improbabili complotti?
Non si finisce in questo modo per concedere alibi e giustificare una ancora più spaventosa ragnatela di omissioni, inerzie, incompetenze, irresponsabilità, gretti interessi?

È la banalità del male
Agricoltori irresponsabili se ne infischiano dei divieti e appiccano il fuoco alle sterpaglie per ripulire il campo; piccole imprese sversano illegalmente i rifiuti per evitare i costi dello smaltimento legale; turisti e cacciatori disseminano i sentieri di immondizia, proprietari di abitazioni abusive tentano di evitarne l’abbattimento.
Dall’altro lato, funzionari incompetenti, politici e amministratori irresponsabili omettono di predisporre i mezzi per lo spegnimento, non provvedono alla manutenzione dei boschi, fanno errori organizzativi e scelte urbanistiche irragionevoli.
E così via, in un circolo vizioso di gesti banali suscettibili di conseguenze disastrose.
Non è progetto criminale, piuttosto indifferenza, somiglia a quella dei rappresentanti istituzionali locali, assenti in questi giorni perché forse impegnati a disegnare gli scenari delle prossime elezioni, a collocarsi e ricollocarsi per conservarsi un ruolo, a perseguire il proprio interesse più immediato, proprio come il contadino che brucia le sterpaglie senza curarsi delle conseguenze.
È la banalità del male, come nel crollo di Torre Annunziata, tanti piccoli gesti di assassini inconsapevoli.

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10 pensieri su “I roghi e la banalità del male

  1. Caro Antonmaria

    I roghi estivi provocati dolosamente danno un’ efficace idea del male.
    È risaputo il male abbia innumerevoli manifestazioni, il dolo dei roghi è inquietante vedendone le immagini che ci trasmettono i media.
    C’ è chi appicca il fuoco per trarne un affare, chi lo appicca per vedersi in TV quale celato protagonista di una sciagura che offre immagini ‘spettacolari’, chi lo appicca per una sorta di ripicca per un’ ingiustizia di cui, a suo parere, si sente vittima.
    Non cambia, in ogni caso, il grado di colpevolezza e l’ orrore di considerare che nostri simili non abbiano alcuna sensibilità e coscienza di valutazione della cattiveria. Cattiveria che percuote sì l’ ambiente, l’ economia e origina non raramente vittime, ma anche il malfattore.
    Non è semplice individuare i piromani. Ma molto spesso non agiscono da soli, la cosa terribile è constatare che non è la pazzia di un singolo, ma il calcolo malevolo di più persone.
    Ora, qui, si esaminano le tragedie dei roghi, ma le manifestazioni del male sono infinite. L’ orrore più orrore è come stia dilagando l’ incoscienza e, cosa mi tocca dire, la naturalezza del male.
    Mi domando spesso, perché è evidente, come abbiano fatto a tracollare così i valori fondamentali dell’ essere ‘esseri umani’, tra i quali l’ onestà, il rispetto per la vita altrui e per l’ ambiente (questi, considerando l’ argomento in questione).
    Sembra quasi che, della profonda ed antitetica differenza che esiste tra Bene e male, sempre più persone ne perdano consapevolezza.
    Altresì è deprimente che, sempre più spesso, giovani siano colpevoli di atti scellerati con vittime e che, intervistati, dicano di aver agito per noia.
    Quel che io penso, è che ci vorrebbero tanti comportamenti esemplari per operare una rivoluzione. Chi ha Coscienza, la adoperi e, sicuramente, dei buoni effetti di emulazione li produrrà.

    Vi ringrazio, Antonmaria.
    Sicuramente Voi siete un Uomo da cui trarre esempi di pensieri puliti, intenzioni giuste e comportamenti ineccepibili.
    Con immensa Stima e profondo Affetto

    Maria Silvia
    Vostra Sil

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      • Gent.mo Amedeo d’ A.

        La ringrazio per la gentile condivisione.
        Ho letto il Suo apporto con soddisfazione. I Suoi, sono sempre interventi che risaltano per precisione, appropriatezza e stile.
        Le Sue riflessioni, sul tema ora in questione, sono ineccepibili.
        Un impegno politico più efficace per affrontare ogni genere di illegalità dovrebbe soppiantare tante chiacchiere inconsistenti.
        Anche per Lei l’ auspicio per una giornata serena.

        Maria Silvia

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  2. Il rinvio della legge sugli ecoreati. Le minacce del boss Zagaria al giornalista Sandro Ruotolo. Le speculazioni elettorali. Ecco il fuoco incrociato degli interessi di potere sulla terra dei fuochi. Ma cittadini e comitati non si arrendono a Napoli..

    Le trame e le speculazioni elettorali.
    Le minacce al giornalista Sandro Ruotolo da parte del boss Michele Zagaria. E, soprattutto, il rinvio della legge sugli ecoreati. La Terra dei fuochi è sotto attacco nel rogo incrociato degli intrecci di potere
    È imbarazzante il silenzio di chi ha governato la Regione per 5 anni imbarcando un ex predicatore solitario alla ricerca di carriera politica. Ed è ancora più imbarazzante il partito di governo, il Pd, che a livello nazionale (oltre alla palude campana) azzoppa la legge sui reati ambientali, scatenando rabbia e indignazione.

    Caro dottor Raimondi, come sempre, un colpo un centro.
    Mi piace il suo modo di fare giornalismo: schietto, diretto e pulito.
    Abbiamo bisogno di persone come lei che di diplomatici che hanno paura di parlare.
    sensibilizzare l’opinione pubblica e accendere l’interesse dovrebbe essere una priorità per tutti.
    E invece …
    Qualora dovesse decidere di intraprendere la corsa alla Presidenza del Consiglio avrebbe tutto il mio incondizionato appoggio.
    La ringrazio per questa, sua, bellissima pagina…

    Buona giornata
    (PS: l’attendo al CDR)

    Buon giorno

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  3. Un attacco all’ambiente senza precedenti e definitivo: è il cosiddetto Decreto “Sblocca Italia” varato dal Governo.
    Un provvedimento che condanna il Belpaese all’arretratezza di un’economia basata sul consumo intensivo di risorse non rinnovabili e concentrata in poche mani.
    È un vero e proprio assalto finale delle trivelle al mare che fa vivere milioni di persone con il turismo; alle colline dove l’agricoltura di qualità produce vino e olio venduti in tutto il mondo; addirittura alle montagne e ai paesaggi sopravvissuti a decenni di uso dissennato del territorio.
    Basti pensare che il Governo rilancia le attività petrolifere addirittura nel Golfo di Napoli e in quello di Salerno tra Ischia, Capri, Sorrento, Amalfi e la costiera Cilentana, dell’omonimo Parco Nazionale.
    VERGOGNATEVI

    C’é bisogno di un’aggregazione di persone, idee e documenti per ridisegnare, completamente, i problemi del territorio e risolverli.
    Tutto questo funziona se le persone condividono la propria conoscenza, il proprio know-how, la propria disponibilità alla realizzazione di questi progetti.
    La paura genera rassegnazione, mentre consapevolezza e speranza generano azione.
    Grazie Ninni per il coraggio che dimostri e per dire le cose come stanno.
    Un guerriero dalla mano salda e dalla spada ferma.
    Un invito a tutti: prendete esempio dal Milord!
    Grazie Ninni, grazie grazie, grazie.
    Solleviamo l’Inferno e diciamo le cose come stanno.
    Una bellissima iniziativa.
    Grazie

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  4. Continuiamo a contare giovanissime vite portate via nella nostra terra dal tumore. La Terra dei Fuochi brucia ancora, e le nubi di veleno che appestano le nostre città sono li’ a ricordarcelo tutti i giorni. Nella Terra dei Fuochi si muore ancora, grazie anche ad una sanità ridotta all’osso, con ospedali che chiudono ed un servizio pubblico dilaniato dai tagli che è incapace di garantire il diritto alla salute in una regione dove si muore di più che altrove a causa dei veleni, con un servizio sanitario non in grado di fornire la giusta prevenzione

    GRAZIE Ninni

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  5. Di bonifiche nemmeno l’ombra, di protezione efficace dei prodotti della terra nemmeno, mentre si continua a parlare di inceneritori ed impianti di veleni.
    Solo un mare di chiacchiere ed una cifra consistente di denaro pubblico che servirà solo alle speculazioni di affaristi e faccendieri.
    Non abbiamo mai smesso di mobilitarci, dopo la campagna d’autunno, negli ultimi mesi le manifestazioni di Casalnuovo e Casandrino e soprattutto l’incessante mobilitazione di Acerra ci raccontano come il movimento contro il biocidio in Campania sia vivo e vegeto.

    Sulla salute, le bonifiche, gli impianti di morte a cominciare dagli inceneritori, sull’agricoltura, la battaglia è tutta da combattere

    Anna

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  6. Come dire: non fa paura chi vuole “squartare”, questo è un popolo di “vivi”.
    Grazie Ninni per avere tirato fuori questo problema gravissimo.
    Ciao e grazie

    Dalla partenope Capitale

    Dudù

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  7. La Terra dei Fuochi è la terra nella quale per anni si sono bruciati scarti di rifiuti industriali. E’ la terra nel quale al tramonto si respira aria bruciata. E’ la terra nella quale sono stati interrati, con la compiacenza “forzata” di alcuni contadini, rifiuti chimici che hanno avvelenato le falde acquifere e le terre dove si coltivava. E’ l.a terra del degrado assoluto.
    La Terra dei Fuochi è quel pezzo di Paese che va da Napoli a Caserta dove si muore per cancro più che nel resto d’Italia.
    Oltre al danno ambientale derivante dallo smaltimento illegale, c’è anche quello all’agricoltura È la Mafia, la criminalità organizzata che gestisce e smaltisce illegalmente in questa zona i rifiuti speciali provenienti da tutta Italia. La Camorra presenta un forte interesse economico in questo ambito.
    per risolvere il problema si deve risvegliare una riscossa contro l’illegalità.
    Una riscossa che deve spaziare nei campi più variegati, non solo quello dei rifiuti: se non si adotta una politica della legalità sul territorio si continua a prestare il fianco.
    Si parla infatti di un decreto che punisce penalmente i roghi di rifiuti. Inoltre,per migliorare questa situazione bisogna capire che è il sistema che va punito e non la persona che incendia il sacchetto.

    E’ importante quindi un cambio di prospettiva: deve vincere la politica della legalità.
    Grazie per avermi permesso di esprimermi
    Buona giornata A.I.

    Amedeo

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