Uomini

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Solo Ninni

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E’ da molto tempo che il sonno non mi porta serenità. Non appena chiudo gli occhi ed una terribile spossatezza mi fa cadere addormentato, loro si avvicinano.
Una schiera infinita di volti pallidi, occhi pieni di tormento e bocche aperte per emettere un urlo che nemmeno posso sentire.
Bambini, come pure anziani; donne come pure uomini.
Tutti confinati all’interno del Regno della Morte, da cui non c’è ritorno.
Ogni volta che entrano nei miei sogni, le ferite si riaprono.
Una stanza sconosciuta ed una strana e ostile città, fuori dalla finestra. Sangue caldo che cola dalle ferite aperte nelle palme delle mie mani.
Il silenzio della notte.
La mia solitudine.
E così io siedo nel buio, aspettando l’arrivo di un nuovo giorno. Un giorno in cui debba andare ancora tra di loro.
Raramente sono il benvenuto e tutti sono contenti solo quando vado via.
Non importa, ormai ci sono abituato.
Non ho bisogno di gratitudine, amicizia o comprensione.
Ho visto il peggio che il mondo, quello vostro, può offrire.
Conosco solo le mele marce e infestate del vostro giardino dell’Eden!
Sono stanco delle vostre guerre!
Io sono soltanto un demone!
Soltanto un angelo caduto!
Ma voi, voi siete uomini!
E allora, uomini, spiegatemi tutto questo …

.

Cordialità

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43 pensieri su “Uomini

  1. La mano appare nel riquadro di una finestra piena di fiamme e di silenzio; tesa verso l’esterno e con un anello rivolto al cielo. La prigione del sonno si espande e poco più in là appaiono tracce nella polvere e tanto … troppo sole negli occhi.
    Voci e volti sfuggono oltre il rumore assordante del nulla intorno e Dentro … voci rotolano nelle orecchie come sassi senza freno. Volti si frammentano nell’urlo della terra.

    Sfilano le ombre degli uomini, come cortei senza via d’uscita e senza un filo di voce, splendidi nei loro abiti a brandelli … alteri e fieri in quelle movenze che sembrano di gelatina rossa.

    Sono Attimi,
    solo attimi e poco altro.
    Ombre senza Titolo.
    ___
    I Miei Rispetti, Milord

    Ni’Ghail
    Slàn

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    • lady Ni Ghail

      Cosa accadde nei primi attimi della Creazione?
      Forse non accadde gran che, oppure nulla accadde perché il Creato non è creato.
      Eppure se proviamo disperazione e dolore, nel cuore forse esiste l’ultimo battito.

      Grazie

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  2. “Nel passaggio da un fiume all’altro, i Wabanaki trasportavano a braccia le canoe e i loro averi. Tutti conoscevano il vantaggio di viaggiare leggeri e comprendevano l’esigenza di doversi lasciare qualcosa alle spalle. Nulla ostacolava i movimenti più della paura, che molto spesso era la cosa più difficile a cui rinunciare”. BUNNY McBRIDE, Women of the Dawn

    No… Questo scritto non è bello.
    Sicuramente è scritto bene. E’ lineare e pulito. Ma devastante.
    Ma cosa si legge tra le righe? Si legge il Ninni uomo. Il Ninni cainita, figlio illuminato di tempi scuri e luciferini. Il Ninni, disarmato davanti alla crudeltà del mondo, che trasla il suo dolore tra queste righe. Il Ninni e la sua anima. Anche se lui ama ripetere: “Ah, l’anima… posto che esista…L’anima”.

    Questo scritto ha un moto circolare, quasi come fosse un sasso buttato nello stagno dei sentimenti, sinuoso e come ripiegato su se stesso, che a scrutarci tra le pieghe ci si ritrova a camminarci dentro. Questo scritto ci porta a camminare dentro l’anima di Ninni. E la tristezza ti viene a prendere, quasi fosse un mistero insondabile e insieme ineluttabile, ripetutamente in ogni parola… in ogni virgola.
    Tutto il testo ha la cadenza di una poesia; Malinconica e morbida come un fiocco di neve. Veloce e silente come la lama di un coltello. E’ come sentire un lungo respiro. Caldo e denso, che se ti ci attacchi, scivoli via…

    Un sospiro che mi fa riflettere.

    Perchè a sopravvivere e a giudicare si è bravi tutti. Il difficile è camminare dentro l’anima di “qualcuno” senza fargli male. Non ci sono artifizi; per camminare sull’anima di quel “qualcuno” ci si deve mettere a nudo. Ascoltare il suono muto delle sue parole. Punto.

    Grazie Ninni.

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    • Lady Emma Vittoria.

      Cosa avviene nel silenzio della notte? Quali sono gli istinti che guidano il nostro dolore?
      Ci si ritrova in silenzio, nel silenzio-astruso Signore-a combattere con le nostre stesse parole. Un silenzio che uccide e rinnova. Il domani, infatti, non sarà mai come l’oggi, consunto e marcescente dopo l’stante della consapevolezza.

      Guardiamo dentro il nostro cuore e nascono le contraddizioni che vivono entro le vene e oltre il sangue dei nostri pensieri.

      Parlate di moto circolare, mia signora?
      Ebbene, quel moto divenne un moto perpetuo che si rinnova, attimo per attimo, moment by moment, oltre le parole di uno scritto.

      Vi ringraziammo lady Emma Vittoria.

      Grazie

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  3. Eccomi un attimo libera da impegni … e vengo, qui da te, per leggerti.
    Dopo quanto visto vorrei, sicuramente, potermi prendere cura di te.
    Vero uomo forte e “unico”. Ti ho conosciuto forte e generoso e ti scopro dolce e pieno di sentimento.
    Ti penso spesso, sai?
    Ciao Milord.
    Un bacio (come se qui non ci fosse nessuno). Ti lascio um raggio di sole.

    Oltre il tutto.

    G.

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  4. Miao….

    Divorato dall’ira veemente

    Estuans interius ira vehementi in amaritudine loquor mee menti: factus de materia, cinis elementi, similis sum folio, de quo ludunt venti.
    Cum sit enim proprium viro sapienti supra petram ponere sedem fundamenti stultus ego comparor fluvio labenti, sub eodem tramite nunquam permanenti.
    Feror ego veluti sine nauta navis, ut per vias aeris vaga fertur avis; non me tenent vincula, non me tenet clavis quero mihi similes et adiungar pravis.
    Mihi cordis gravitas res videtur gravis; iocus est amabilis dulciorque favis; quicquid Venus imperat, labor est suavis que nunquam in cordibus habitat ignavis.
    Via lata gradior more iuventutis, implicor et vitiis immemor virtutis, voluptatis avidus magis quam salutis, mortuus in anima curam gero cutis.

    (trad.: Sentendomi bruciare dall’ira veemente, con amarezza parlo con me stesso: sono fatto di materia, di cenere e polvere, sono come una foglia con cui giocano i venti.
    Se è proprio dell’uomo saggio porre sulla roccia la base delle fondamenta, io mi paragono, stolto, a un fiume impetuoso che non scorre mai nello stesso alveo.
    Sono sballottato come una nave senza marinaio, come un uccello per le vie del cielo; nessun legame mi trattiene, nessuna chiave mi vincola;
    cerco gente simile a me e mi associo con gentaglia. Mi sembra pesante la durezza del cuore; il gioco è invece piacevole e più dolce di un favo di miele.
    Un lavoro soave è tutto ciò che Venere comanda, che non abita mai nei cuori ignavi. Cammino per una via larga, come in gioventù, mi lascio invischiare dai vizi,
    dimentico della virtù, sono avido di piacere più che di salvezza; morta è la mia anima, mi preoccupo solo del corpo.)

    Testo da: “CARMINA BURANA”

    Pimpinella the kitten

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  5. La gatta vera!!!! ahhahahhahahahahahhahahahhahabwahhahhahahahahbwahhahhahahhahahaah

    Va dar via e ciap!!

    ahhahhahahahahahahahahahahhahahahahhabwahahahahahhahaha

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  6. Che tristezza. Leggo della pseudo amica che, tra versi gutturali e non, si esprime come una scaricatrice portuale (nulla a che vedere con te che sei un uomo di classe, gentile e educato)..
    Ti rinnovo, mio indiscutibile signore, il mio incondizionato affetto e sottomissione.

    Un bacio con il cuore e con lo spirito.

    G.

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  7. Sentitamente impressionata, anche per i Vostri commenti “se proviamo disperazione e dolore, nel cuore forse esiste l’ultimo battito” – nessun altra parola varrebbe a descrivere l’emozione che siete in grado di suscitare My Lord. Complimenti sinceri!

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    • Altezza Freawaru,

      La vostra visita, presso queste umili stanze, è sempre graditissima e qualificante.
      Vi ringraziammo, vieppiù, per le espressioni – sempre generose – che riservaste al nostro indirizzo.
      Cordialità

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  8. Riesci a farmi battere il cuore con quela forza che distimngue la bellezza dalla crudeltà.
    Ti penso.
    Ciao

    Annelise

    PS: Jeanne, quasi non ti riconoscevo (per come scrivi ti ho riconosciuta immediatamente) cosa ti succede? Mi sembri più “svampita” del solito. Poveretta.

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    • Cara Madame Baum,

      se per caso ti riferivi a me, a “Jeanne”… (Beh, mi fa piacere essere sempre nei tuoi pensieri!) ma credimi, in questi ultimi mesi non mi sono proprio collegata sul blog di Ninni. E’ da questa estate che non entravo a leggere, causa tanti pensieri, troppi, in testa…
      Le “svampinerie” non mi appartengono più… le lascio ad altri.
      Grazie

      Un bacio

      Giò

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  9. Buongiorno Ninni.
    Scusa a leggp spltanto adesso (sto andando in questo momento9.
    Un brano dortemente intimistico.
    Una serie di emozioni che ti confondono sulla reale entità del male.
    Una denuncia, al mondo intero e buonista, sulla realtà dei fatti.
    Opera pedissequa della tua filosofia.

    Bravo
    Ciao

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    • Sir Spillo

      Ci meravigliammo, profondamente, nel leggerVi in buona forma e sana scriittura.
      vedemmo come, la perfezione scrittoria, ormai Vi appartenne.
      Nel ringraziarVi, augurammo le migliori cordialità

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  10. Ninni milord, mi hai commossa.
    La disperazione, nella condizione umana, figlia dell’assolutismo dell’odio: tanto se l’odio arriva dai portatori di bene, non è odio vero?
    Allora, uomini, spiegatemelo!

    Un bacio, mio signore

    Eleonora

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  11. Carissimo My Lord, vi chiedo scusa in ogni modo per la mia lunghissima assenza nel commentarvi.
    Ho comunque sempre letto i vostri scritti. e, credetemi, vi penso molto spesso con affetto.
    Mi potrete perdonare?

    Al Vostro stupendo scritto rispondo con poche parole che però sento tanto vere: ” L’Uomo è peggio del demonio “. Il Demonio, se mai esiste, forse ha dei limiti…l’uomo no!

    Vi abbraccio con l’affetto di sempre e la stima che ho per voi

    Vostra sempre Giovanna

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