29 Dicembre 1890

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Wounded Knee

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Il 29 dicembre 1890 si chiudeva la storia degli Indiani d’America, con il massacro di Wounded Knee.
Una civiltà sterminata dai colonizzatori provenienti dall’Europa nel corso di lunghi massacri e prevaricazioni. Pochi conoscono nel dettaglio le vicende che portarono alla cancellazione dei “pellerossa” e Wounded Knee non richiama più nulla alla mente.
Quindi le tribù native, come i Sioux e i Navaho, assieme ai nomi di capi leggendari come Alce Nero e Nuvola Rossa.
La storia di un popolo che ha combattuto strenuamente per la propria terra, la loro terra, che l’uomo bianco si è preso con la forza senza averne diritto, sterminando i bisonti per togliere il primario sostentamento a chi vi abitava e uccidendo uomini, donne e bambini. Nelle frasi dei capi indiani troviamo la saggezza e la fierezza di una civiltà che abitava il continente americano da migliaia di anni e che è stata chiusa nelle riserve, subendo un’ingiustizia senza precedenti.
Essi non erano un popolo unico, come ad esempio gli Aztechi, ma un insieme di tribù, con alcuni tratti comuni, inseriti in un contesto che li rendeva un’unica nazione, anche se forse prima dell’arrivo delle navi e della polvere da sparo non ne erano consapevoli.
Quello dei nativi americani era un mondo tradizionale. Alce Nero per simboleggiare la fine della Nazione parla di un cerchio senza più centro, utilizzando una figura comune alla Tradizione indoeuropea.
Un mondo ricco che purtroppo non esiste più e di cui abbiamo poche vestigia, uomini forti e saggi caduti ma invitti.
Uomini già morti davanti ai prodromi degli Stati uniti d’America.
Genocidi, criminali dell’Umanità, con quella predisposizione già ben definita nel sangue.
Gli orrendi crimini delle giacche blu contro i fratelli del sud durante la guerra civile; il Vietnam, Abu Grahib, Guantanamo, ecc. ecc… sono l’espressione che derivò dal primo grande massacro contro l’Umanità che venne compiuto a Wounded Knee.
Anziani, donne e bambini massacrati e “scalpati” scientemente.
Un’onta e una vigliaccheria che non possono essere dimenticate.
Neanche fra mille anni.
Io non dimentico.
Non sapevo in quel momento che era la fine di tante cose.
Quando guardo indietro, adesso, da questo alto monte della
mia vecchiaia, ancora vedo le donne e i bambini massacrati,
ammucchiati e sparsi lungo quel burrone a zigzag, chiaramente
come li vidi coi miei occhi da giovane. E posso vedere che
con loro morì un’altra cosa, lassù, sulla neve insanguinata,
e rimase sepolta sotto la tormenta. Lassù morì il sogno di
un popolo. Era un bel sogno il cerchio della nazione è rotto
e i suoi frammenti sono sparsi.
Il cerchio non ha più il centro e l’albero sacro è morto.
Alce Nero
Cordialità

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30 pensieri su “29 Dicembre 1890

  1. Uno dei tanti genocidi che a molti fa comodo non ricordare. Tanti popoli che oggi suonano la tromba della democrazia, della civiltà, addirittura vestendosi dei panni dei “protettori del mondo”, non vogliono ricordare cosa sono stati e cosa, spesso, sono ancora. E non ci sono solo gli americani, magari! C’è anche chi preferisce nascondersi nel proprio giardinetto demandando a loro e a UK la propria presunta protezione e facendo altrettante orecchie da mercanti da tanti, troppi popoli che chiedono davvero aiuto, che rischiano davvero il massacro, e dei quali quasi nessuno parla perché poco hanno da… farsi portare via.

    http://www.wolfghost.com

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  2. La storia non rende omaggio ai suoi morti, Soprattutto se, questi morti, gridano vendetta contro chi li fece diventare tali.
    Il passato onora uomini come te, caro Ninni.
    Il passato che ritorna e ritorna male. un passato che si affida alle tue parole per essere sottolineato.
    Bravo.
    So che il tema “guerra di secessione americana e nativi indiani” ti appartiene.

    Un abbraccio e tanti auguri.
    Francesco

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  3. Conserviamo, almeno mello scritto, il ricordo di tutto quello che era primigenio.
    Gli “immigrati” dall’Europa, coatti, assassini e stupratori, sbattuti nel nuovo mondo, nelle colonie reiette, compirono il più atroce dei massacri.
    Dobbiamo assistere, purtroppo, al loro controllo sull’immigrazione ed ergersi a giudici mondiali.
    Sono importuni e inopportuni.
    Bel pezzo/ricordo caro Ninni. Sempre puntuale e sempre presente.

    Molti auguri e ciao.

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  4. Grazie per tutta questa umanità che trasuda presenza negli eventi.
    Gli indigeni americani, un popolo che è stato distrutto dalla peggior feccia dell’umanità.
    Un abbraccio Milord.
    Un abbraccio sentito e di cuore.
    Auguri.

    Giorgia

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  5. Era oggi.
    Mi ero ripromessa di ricordarlo, ma sei bravo a farlo tu..
    Wounded knee il massacro dei massacri su una popolazione totalmente inerme.
    Donne, bambini e anziani malati, soli e indifesi, fatti oggetto di tiro a bersaglio.
    Uccisi per il gusto di uccidere.
    Uccisi perché erano un fastidio!
    Uccisi e basta.
    Quei signori, al di la dal mare, sono immersi nel sangue fino al collo.
    Un abbraccio.

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  6. Stavo navigando distratto per il web e non so neanche io come sono arrivato qui o per quale motivo.
    Leggo del massacro di Vunded knee e mi viene in mente tutte le guerre fatte dagli americani per il trionfo della democrazia.
    Fanno schifo, e schifo e schifo. Si credono i padroni del mondo e hanno fatto tante di quelle merdate che ne abbiamo tutti le palle piene.
    Bravo a averli ricordati.
    Tornerò.

    Marco

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  7. Avete proprio ragione Lord Ninni, non deve essere dimenticato questo massacro, che per molti invece è finito già da parecchio tempo nel dimenticatoio. Grazie per aver loro dedicato questo articolo. Cordialità e Serene Festività.
    Patrizia

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    • Patrizia M.

      Mia signora, è per noi un grandissimo piacere rileggerVi dopo tanto tempo. Purtroppo fummo lontani e lonntano dal web per dedicarci ad altro.
      Siamo noi lady patrizia, che Vi ringraziammo per esser giunta presso queste umili stanze e per aver lasciato una vostra, profumata, traccia.
      Abbiate i nostri auguri per uno spelidido 2015.
      Cordialità

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  8. Molti auguri, caro Ninni.
    Speriamo che il nuovo anno sia migliore e più buono di Wounded Knee che rappresenta il massacro sui massacri, sia dell’uomo, sia sulle nostre coscienze.
    Hai fatto bene a ricordare.
    Non si dimenticano certe cose.
    Bisous

    Annelise

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  9. Lodevole, caro dottore, volere ricordare uno dei tanti eccidi che ha colpito e colpisce, ancora, l’umanità.
    Alcune volte, però, mi chiedo a chi serva.
    Me lo chiedo con angoscia.
    Buona serata

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    • PickWick

      Già.
      L’umanità ferita e vessata non dimentica.
      Oppure dimentica, ma non lo da da vedere.
      Cosa otteniamo con la vessazione del “prossimo”?
      Otteniamo odio.
      Odio e vendetta.
      Ma i nativi american hanno dato e continuano a dare lezioni di civiltà. Sono riusciti a “nobilitare” le riserve indiane, ergendole a “patria” emonito per tutta l’Umanità Una lezione. questa che, gli Stati Uniti d’America, farebbero bene a tener da conto.
      Molti auguri per l’entrante anno.
      Cordialità

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  10. Ci si nasconde dietro la vetustà dell’evento, tentando di nascondere al mondo e alle proprie coscienze (se ce n’é ancora) l’ignominia che, con la sua consumazione, permise a questi signori di divenire una super potenza.
    Come parassiti dell’Umanità.
    Condivido in pieno.

    Ciao

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    • La maga rossa

      Auguri e buon anno, lady maga rossa.
      Non volemmo insegnare nulla a nessuno. Ricordammo, però, quanto (e facente parte della storia, natura e miserie umane) ci colpì.
      Abbiate molti auguri per un sereno, futuro, anno.

      Cordialità

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    • Alessandra Bianchi

      Condividemmo.
      Vladimir Vladimirovic Putin, si è rivelato un buon Presidente e con una politica aperta a tutto quello che è l’interesse della Federazione Russa e aderenti.
      Se ci permettete un azzardo: il Putin di adesso somiglia, verosimilmente, (non vorremmo bestemmiare in questo caso) a Giorgio Almirante, grande uomo politico profondo e credibile.

      Vi ringraziammo di esserci.
      Cordialità

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