Quando le parole valgono poco …

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Damasco: sulla via di Damasco

Damasco: mezzogiorno. Dopo l’Inferno, la pace!

Damasco: Padre e figlio prima del tramonto

Vicino al confine

Aleppo: La vita continua con tanta speranza

Damasco:anche l’aquilone di un bambino porta speranza

Al confine con la Giordania

Damasco: era la sua casa pochi minuti prima

Damasco: Check point sulla strada per Aleppo

Damasco: nei disegni di un bambino di sette anni

Damasco: anche lui, sorridendo, aveva una casa …

Aleppo: ore 11,30, appena terminata l’incursione dei ribelli.

Damasco: effettivamente la ricetta c’é. Mancano le medicine però ….

Damasco: filo spinato tra un quartiere proibito e l’altro …

Damasco: Una “zanzara” nel cielo …

Damasco: poco fuori città …

Damasco: Verso la Giordania, tutti insieme

Damasco: verso Aleppo

Al confine con la Giordania

Damasco: I morti “loro” …

Damasco: i morti “altri”, ma sempre morti …

Damasco: Bambini … si sentono al sicuro …

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Mika Yamamoto 山本美香 (26 May 1967 – 20 August 2012)
Goodbye Mika. Wait, I’m coming too …
Your Ninni

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.Click here, Tank’s
Cordialità

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36 pensieri su “Quando le parole valgono poco …

  1. Non potevo credere a quello che ho visto. Si, caro Ninni, le parole valgono zero quando vedi direttamente il terrore e il male dritto negli occhi.
    Abbi molta cura di te.
    Ti seguo con tantissima attenzione (e un po’ preoccupata).

    Annelise
    Paris, 22, 8, 2012

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  2. My Lord, mi permetto di lasciare la mia commozione, il dolore e il rispetto per ciò che ho visto:
    State, attento…per loro siete prezioso, come anche per tutti quelli che vi leggono qui, nelle vostre stanze.
    Sinceramente vostra

    Giovanna Orofiorentino

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  3. Rientro adesso e non riuscendomi ad abituare, mi sono preso la mia buona dose di pugno nella bocca dello stomaco. L’affronto alla dignità umana, espresso negli scatti scatti da te pubblicati, è veramente grande.
    Esiste qualcosa che va al di là dell’umana comprensione. Non riesco, proprio, ad accettare che, per supremazia (da qualunque parte la si consideri) un uomo ne uccida un altro, liberando tutta la propria perfida fantasia.

    Li ho negli occhi, quei fotogrammi, caro Ninni.
    Un incubo-
    Lascio un saluto commosso per tutti e un abbraccio e un in bocca al lupo.



    Francesco

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  4. D’impatto.
    Eccome.
    Anche oggi tutto impazza ed è guerra sempre più cruenta in una nazione che fa da campo di gioco neutrale nello scrontro tra grandi potenze.

    Un abbraccio Ninni.
    Saluto un po’ tutti.



    Luis

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  5. Un grande Milord che fa venire, a galla, un po’ di orgoglio nazionale.
    Tifo per te, caro Milord Ninni.

    Almeno fra queste stanze ci troviamo d’accordo e sono felice. non siamo soli!
    Saluto tutti

    dalla partenope capitale

    Dudù

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  6. Le immagini dirette e in diretta sono la peggiore accusa verso la brutalità di una guerra. Noi non possiamo essere così. Non è possibile poter guardare, dritto negli occhi, ilnostro prossimo. Condizioni misere e bestiali.
    Una guerra provocata, subita, combattuta e opposta da tutti quelli che, ad uno ad uno, se interrogati, dichiarano il loro amore per la pace di tutti i popoli. Cosa fare? Essere presenti ed essere vigigili.
    Ho tanta fiducia in te e in quello che fai.

    Un abbraccio e un caro saluto.

    Marisa

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  7. Mein Gott, liebe Ninni, aber Schmerz und Tränen.
    Tränen, die nicht, muss nicht, bleiben ungehört.
    Die Schreie, Schreie, betäuben das Herz und den Geist. Dieser Krieg, fahren erstellt von westlichen Interessen und beteiligten weniger reiche Leute sie zu einer Traum von Freiheit und vielleicht nicht existent. Das einzige, was wirklich real ist Tod, Morde und Attentate.

    Ein Volk, ein Schrei nach Freiheit, sondern auch ein Staat, müssen Sie vor Terroranschlägen und dem unmittelbaren sozialen Verständnis zu verteidigen nicht immer funktioniert. ein wurde “angegriffen” von außen, mit der Unterstützung von Terror-Einheiten zu verteidigen müssen die Menschen selbst zu verteidigen.

    Ich bewundere dich, mein lieber Ninni und Ihnen eine Umarmung und einen tiefen Kuss.
    Ich bin da!

    Ihre Hilde

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  8. My Lord, torno per lasciarvi un pensiero caloroso. Riguardando le fotografie, mi rendo conto sempre di più, quanto graffino l’anima.Il dolore delle persone innocenti non deve lasciare nessuno indifferente ma troppe volte parlando con persone varie mi rendo conto di quanto: in fin dei conti, siano lontani da tutto ciò. Un…poveretti…detto a mezza bocca e tutto finisce lì !!! Che tristezza.
    Mi auguro abbiate una domenica relativamente tranquilla.
    A rileggervi presto, abbiatevi cura
    Giovanna…Orofiorentino

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  9. La voce ultima dell’uomo … immerso nel proprio universo distruttivo. Capisco tutto quello che hai provato. In silenzio, ma solo in silenzio i ricordi e i profumi di quel mondo lontano, aggrediscono la nostra coscienza.

    Un abbraccio sentito per tanto dolora.

    Un saluto per tutti.

    Manuela

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  10. Fatti di estrema gravità che appaiono inopportuni in un processo di normalizzazione e civilizzazione del medio oriente. Processo svilito e vilipeso dalla frenesia di esportare la nostra Democrazia, con alle spalle la medesima operazione su Iraq e Libia.

    Un fatto grave, per la nostra civiltà è, semmai, continuare ad osservare e soffrire per delle situazioni da lei esposte, Dottor Raimondi, con perizia e notevole senso di responsabilità sia del rischio, sia politico, sia di divulgazione dei fatti.

    Le lascio il mio augurio.

    Amedeo

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  11. Non saprei cosa scrivere, dolce e caro Milord.
    Non ho parole sufficienti per descrivere il mio stato d’animo.
    Vorrei poter far tanto, ma non posso.
    Vorrei alleviare il dolore dei tanti, nel tentativo di alleviare il mio. Ma non riesco.
    Ti lascio un abbraccio e un bacio per quello che sei dentro e per il cuore che hai.

    Saluto commossa tutti.

    Elena

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  12. Alle prime ore del mattino, si proprio in quelle, mentre il sonno piano piano sta abbandonando la notte per il giorno. All’alba, lì, si consuma la tragedia. Negli occhi di un bambino, nello sguardo di una bambina, dietro l’obiettivo di una fotocamera si consumano le vie dell’inferno.
    Vie strane e fatali, come l’ultimo sguardo verso un’alba giunta troppo tardi per fare sorridere gli occhi piccini.

    Oltre il mondo e dopo le grida di quel tumultuoso mare, giungono nascosti, gli angeli neri della morte vestiti da “lealisti” oppure “ribelli”. Come la morte, si lanciano sui mortali con una benda sugl’occhi, colpendo con ferocia oltre le grida, oltre le lacrime, oltre il pianto stesso.

    Presso le rive di questo fiume di dolore, caro Ninni, ti lascio tutto quello che tu possa desiderare-

    Un abbraccione e un saluto per tutti
    (manco da molto tempo).

    Isy

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  13. QUESTO ACCADE quando i RAGIONIERI dell’ONU non vedono l’utilità degli interventi nei paesi in cui non trovano GUADAGNI. Altro che UE!!! Altro che patto umanitario!!! Dove non ci sono soldi e petroli da esportare, dove non si vendono le armi da consumare … accade tutto questo orrore, questo genocidio, questo sterminio di massa! Altro che il Terzo Reicht!!!

    Un caro saluto Dottor Raimondi,

    Furio

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  14. “Certo che ti farò del male. Certo che me ne farai.
    Certo che ce ne faremo.
    Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza.
    Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno.
    Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza.”

    Antoine de Saint-Exupéry

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  15. Pingback: Damasco: nei disegni di un bambino di sette anni – La guerra attraverso le immagini di Ninni Raimondi | Iannozzi Giuseppe aka King Lear

  16. Prima d’imparare a comunicare le proprie emozioni (e non solo) attraverso l’uso della parola, l’uomo ha usato i graffiti, che ancor oggi, nonostante siano passati migliaia di anni, possiamo ritrovare sulle pareti di diverse grotte e siti archeologici. L’immagine è stata dunque la prima vera forma di comunicazione, il primo modo per raccontare la propria Storia oltreché per mettere nero su bianco i propri sentimenti e paure. La Guerra che oggi si sta consumando è qui ottimamente rappresentata nella sua tragicità purtroppo, perché non esistono guerre giuste e guerre sbagliate: esiste la Guerra, una macchina infernale che uccide senza operare alcuna distinzione, una macchina crudele che ammazza innocenti e colpevoli. Ma chi sono i colpevoli in una guerra? Domanda troppo complessa per poter portare una risposta che non sia semplicistica e di comodo. C’è che le guerre, poco ma sicuro, nel corso dei secoli hanno condannato a morte milioni di innocenti, mentre quelli che dovrebbero essere i colpevoli, il più delle volte, l’hanno fatta franca. Il popolo ha pagato con il suo proprio sangue le dittature, le smanie di potenza di dominio di schiavismo dei tiranni.

    Queste tue foto, caro Lord Ninni, ritraggono l’umiltà, l’innocenza, la disperazione e la speranza anche: scatti questi che valgono più di tante parole, che, probabilmente, inquinerebbero soltanto l’essenzialità del messaggio chiaro ed esplicito della fotografia. Il 27 agosto di quest’anno, Malcolm Wilde Browne è passato a miglior vita. La sua foto più celebre è quella del bonzo Thích Quảng Đức che si dà fuoco in segno di protesta contro la guerra in Vietnam. La foto fece il giro del mondo, sollevò un mare di polemiche, fece indignare gli ‘uomini pensanti’, turbò anche J.F. Kennedy che però non ritirò le truppe USA. Ma quella foto, ancor oggi, è qui a testimoniare il sacrificio di Thích Quảng Đức e l’inutilità della guerra. Una immagine che non può non far rabbrividire quanti sono ancora degli uomini con un’anima e una coscienza. Per i politici e i politicanti è forse un bel niente. Per i tiranni, di sicuro, non significa nulla. Tuttavia io credo che di uomini votati al bene il mondo è pieno, seppur non sempre trovano il coraggio di manifestare il proprio disaccordo con la politica della guerra.

    Queste tue foto, caro Lord Ninni, sono documento prezioso che ci mostrano Damasco, il confine con la Giordania, la disperazione di chi cerca una via di fuga, di chi invano cerca di sopravvivere, di chi ha bisogno di medicine e subito; ed ancora ci mostrano i sorrisi e i pianti dei bambini, il mondo in cui vivono attraverso disegni che hanno già scolpito la loro tenerezza nella paura più nera.

    Con grande ammirazione e stima, carissimo Lord Ninni, perché tu sei uno di quei buoni che ha il coraggio di manifestare quel necessario disaccordo contro la politica della guerra.

    beppe

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  17. Sicuramente il disegno del bimbo di 7 anni (la stessa età del mio bambino) evidenziato sul blog di Beppe dice molte cose…

    Triste realtà di vita. Assenza di sogni e speranze.

    Dolce notte

    Giò

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  18. È vero, Milord, queste immagini sono eloquenti più di tante parole.
    Questa esperienza è stata sicuramente forte per Voi, per noi è facile guardare solo i fotogrammi.
    Vi ringrazio per l’ opportunità.
    Con Stima illimitata
    Maria Silvia

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